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Tempi moderni – 3 parte: Tra mamma e figlia non mettere il dito

By 8 Gennaio 2026No Comments

Questa premessa è più che necessaria e voglio ancora ribadire alcuni concetti fondamentali per la lettura. I fatti narrati in questo (lungo) racconto sono reali, ma sono stati poi romanzati per proteggere al meglio l’identità e la privacy dei protagonisti, al pari naturalmente dei nomi e dei luoghi. Voglio fare però alcune dovute premesse. Quello che vi andrò a raccontare – secondo il punto di vista dei vari protagonisti – può essere “pesante” per chi è più sensibile a certe tematiche: i fatti sono forti, crudi e spesso anche “duri”, ma per comprendere al meglio gli avvenimenti questi devono essere raccontati nella loro integrità e senza censure. Per questo motivo sconsiglio la lettura ai più suscettibili. In secondo luogo voglio sottolineare tutto il mio totale ribrezzo verso qualsiasi forma di misoginia e razzismo – ancor più di violenza o di estrema devianza -, ma come detto i fatti saranno esposti nella loro interezza. Per qualsiasi commento potete scrivermi all’indirizzo patrullagonzo@gmail.com. Buona lettura, Patrulla.

La mia famiglia

Inizialmente tutto questo per me è stato un autentico trauma. Soffrivo in silenzio. Con il tempo però non solo ho accettato questa situazione – forse sarebbe più corretto parlare di rassegnazione -, ma ho iniziato anche a trarne piacere, sempre più piacere tanto che quando tutto è finito la cosa mi è quasi dispiaciuta. Provo però anche un po’ di vergogna ad ammettere questo e presto capirete perché. Mi chiamo Leo e ho superato i 50 anni. Mia moglie Sara in questo momento ha 51 anni, portati molto bene anche grazie a continui interventi estetici. Abitiamo in una cittadina della bassa toscana, molto tranquilla e per certi aspetti noiosa. Io però ci vivo benissimo, è la mia dimensione.

Non vengo da una famiglia benestante, nonostante un’adolescenza un po’ turbolenta alla fine sono riuscito però a coronare il mio sogno di lavorare come restauratore. Ho faticato non poco a laurearmi lavorando a tempo pieno per pagarmi gli studi. Sono stato un ragazzo abbastanza carino – moro, di media statura, bei lineamenti e all’epoca ancora qualche chilo in meno nonostante il regime alimentare di mia moglie ora sia maniacale – e poi un bell’uomo, apprezzato soprattutto per il mio carattere molto tranquillo. Diciamo che con gli anni mi sono calmato molto, quasi diventando un’altra persona. La mia vita però è cambiata quando appena laureato sono tornato a casa e ho bussato alla bottega del padre di mia moglie.

Lui era più di un restauratore, ma un vero artista. Mi prese a lavorare con lui e, quando divenni suo genero, fu ben felice di lasciarmi la bottega. Io sono un bravo artigiano, ma non ho il suo tocco e tutte le creazioni fatte ho sempre e solo provato a imitare il suo stile. In bottega ho conosciuto Sara, all’epoca fresca di diploma. Se prendete una sua foto del nostro matrimonio e una di ora vi sembrerà una persona differente. Mora e alta circa 1,65, ha sempre avuto le gambe molto magre, per poi allargarsi ai fianchi e risultare quasi un po’ cicciottella nella parte superiore del corpo. I suoi lineamenti sono sempre stati marcati, con il naso aquilino e una bocca grande e sottile. Lei prese una grande sbandata per me: io cercavo di restare distaccato visto che era la figlia del mio datore di lavoro, ma lei era molto insistente e alla prima occasione buona mi ritrovai con il mio cazzo – sono normodotato – nella sua bocca.

La sverginai io – di pompini però ne aveva fatti abbastanza in giro ed era anche abbastanza brava – quando ufficializzammo la nostra relazione. Il padre era felice, la madre no: per la sua unica figlia sperava in qualcosa di meglio dal punto di vista del “rango”. Lei così mi disse “se resto incinta mamma non potrà opporsi al matrimonio”. Io non ero innamorato di lei e si può dire che lo sono diventato con il tempo. Lei era una ragazza buona, un po’ tonta e con molti complessi, però con lei stavo bene, mi sentivo amato e poi potevo attaccare cappello. Così le dissi “ok, facciamolo” e quasi subito restò incinta. Da qui matrimonio, nascita della nostra prima figlia e dopo alcuni anni anche della seconda. Quando questa storia ha inizio io gestivo la bottega e lei mi dava una mano quando aveva tempo nel gestire la parte adibita a negozio.

Per capire al meglio i fatti devo spiegarvi alcune cose. La nostra prima figlia come ha finito il liceo in pratica se ne è andata di casa. Non abbiamo litigato, anzi, solo che lei è una ragazza molto particolare che da allora gira il mondo con una sorta di santone della meditazione. Non è stata conflittuale, solo ci ha tenuto sempre in disparte e noi ne abbiamo sofferto molto. Non ha voluto anche soldi da casa, l’abbiamo in pratica costretta ad accettare l’affitto mensile di un appartamento – quello del gemello invece lo diamo alla sorella – che è sopra la bottega, così almeno sappiamo che un piccolo fisso ce l’ha di sicuro. Noi invece viviamo in una villettina in una zona residenziale. Immobili questi tutti di proprietà di mia moglie.

Con la seconda – Nina – mia moglie ha stretto invece un rapporto senz’altro morboso. Sono in pratica le migliori amiche. Soprattutto entrambe sono ossessionate dalla cura del fisico. Nina è alta 1,70, mora con i capelli lisci come la madre ma con un viso molto più carino: occhi scuri, lineamenti dolci, bocca piccola e guance pronunciate. Da bambina era cicciottella e ora è fiera del suo ventre piatto che si sposa perfettamente con il suo seno seconda misura piena molto sodo. A contraddistinguerla però è il culo: le cosce sono sode ma grandi, così come il culo che è alto, enorme e al tempo stesso sodo. Abbiamo una palestra in casa e con la madre soprattutto sotto il covid si sono letteralmente massacrate. Anche lei è cambiata molto rispetto all’inizio dell’adolescenza quando era più cicciottella.

Anche Sara come vi dicevo ora è una donna molto diversa. Le gambe sono sempre magre però toniche. Il culo è simile a quella della figlia, solo che Nina ha le cosce tornite, mentre lei ha questa chiappone che poggiano su gambe esili. Adesso la pancia di Sara è tonica come può esserla quella di una signora che all’epoca andava verso i 50anni. Il seno l’ha rifatto e ora ha una quarta misura rotonda. Il naso l’ha ritoccato, ha fatto il trucco permanente e si è tatuata le ciglia oltre a diverse punturine di botox. Sempre abbronzata per effetto delle lampade, ha l’aspetto del mignottone anche se veste in maniera curata ma non provocante, però in sincerità il viso con il trucco sempre marcato assomiglia a quello di una milf da battaglia.

La nostra vita è stata sempre molto semplice: io totalmente assorbito dal lavoro, lei dalle figlie. Pochi vizi, diverse vacanze, le uscite con gli amici e lei che ha la passione per il canto è molto impegnata con il coro della parrocchia: è credente, però non bigotta. Insieme alla figlia amano parlare del mondo dello spettacolo, commentando i vari post e i vari programmi o film. C’è però un fatto che vi devo raccontare. Io a mia moglie ho messo diverse corna. Per anni ho avuto una storia con una donna sposata, una professoressa. La cosa però era solo sesso. Quando lei con il marito e i figli cambio città, finì tutto. In alcune trasferte di lavoro in cui ero da solo sono andato con escort, poi entrò una bella tettona fresca di divorzio in bottega.

Era come mia moglie, insicura e complessata anche se fisicamente messa bene. Feci il piacione con lei, qualche complimento per messaggio, una lunga chiacchierata sull’arte e poi mi chiese di consegnarle il lavoro a casa e… boom mi salta addosso e ci facciamo una bella scopata. Lei però subito mi inizia a dire che è innamorata e si fa pressante. Io annuso la cosa e cerco di troncare, ma lei insiste e insiste… capisco che mentalmente non è molto stabile e così decido di giocare d’anticipo: mortificato racconto a mia moglie della cosa, di lei che mi è saltata addosso e io che ho ceduto.. le chiedo perdono e Sara è distrutta da questa cosa. Però feci bene visto che un paio di giorni dopo la tipa scrisse a mia moglie tramite social dicendole della tresca, con Sara che le disse che io le avevo detto tutto e che doveva stare alla larga da noi. Me l’ero giocata bene, però dovevo ricostruire con mia moglie.

Lei mi perdonò e anzi quasi si addossò la colpa, che era troppo presa dalla famiglia e dagli hobby e mi aveva trascurato dal punto di vista sessuale. Infatti ormai scopavamo tipo una volta al mese ed erano trombate di routine: già solo leccandole la fica la facevo venire, poi lei ricambiava leccandomi e succhiandomi con passione il cazzo e poi la scopavo a pecora fino a venire sulle chiappe. In più lei iniziò gli interventi estetici: prima tette e naso, poi le punturine in viso. In più iniziò a massacrarsi in palestra insieme a mia figlia e i risultati apparivano lampanti per entrambe. Migliorò anche il sesso tra di noi, ora più frequente e passionale, tanto che lei arrivò a dire che serviva che diventasse cornuta per riaccendere il matrimonio.

Sara e Nina si confidavano su tutto e anche mia figlia seppe del tradimento. Una volta mentre la ripresi in auto da un’amica mi chiese a bruciapelo perché avessi tradito la mamma; io rimasi di stucco e balbettai che si è trattato di un errore, di una debolezza subito confessata. Poi mi voltai per guardarla e incrociai il suo volto disgustato. Da quel giorno lei è stata sempre incredibilmente fredda nei miei confronti, evitando anche di chiedermi di accompagnarla o riprenderla da qualche parte. Del resto lei era come una cosa sola con sua madre. In quel periodo poi era fidanzata con un bel ragazzo poco più grande di lui, anche di buona famiglia e molto religioso.

Anche Nina era super paranoica di non essere alla sua altezza, poi Sara una sera mi disse che nostra figlia le aveva chiesto come si facesse un pompino e che lei aveva provato a spiegarlo. Mia moglie da sempre non mi ha nascosto nulla dicendomi sempre tutto, a differenza mia. Da quello che mi raccontava Sara, fecero anche l’amore ma – caso più unico per raro – era Nina ad avere sempre voglia e sto ragazzo che invece era quasi disinteressato al sesso, costringendola a masturbarsi guardando film porno. Alla fine lui la lasciò perché disse che mia figlia per lui era diventata una tentazione, decidendo di entrare in seminario. Poi però si seppe che il problema era che a lui piacevano gli uomini, non le donne. Fatto sta che pure Nina entrò in crisi per questo fatto e aumentavano le paranoie: in sostanza madre e figlia erano convinte di non essere fighe come quelle che vedevano sui social, per questo mia moglie pensava di essere stata tradita da me e Nina che era stata mollata dal ragazzo.

Il concorso

In questo scenario arrivò l’estate dopo che Nina ebbe preso la maturità. Oltre a una vacanza con le amiche accettò anche di venire con noi che avevamo prenotato in un villaggio vacanze sul litorale. A settembre poi sarebbe andata a Roma per iniziare l’università, in un appartamento che avevamo appositamente comprato dove sarebbe andata a vivere da sola, anche se inizialmente voleva che la mamma stesse con lei. Quando partimmo non sapevamo che quella vacanza ci avrebbe cambiato la vita. Fisicamente entrambe erano molto tirate, gli uomini e i ragazzi le riguardavano; nonostante gli inviti di altri coetanei, degli animatori e i nostri incitamenti, Nina però non si staccava da noi.

Mia figlia indossava costumi “moderni”, con perizomi striminziti che scomparivano in mezzo alle sue chiappone: ogni volta che camminava tutti la riguardavano. In casa poi la vedevo spesso nuda, con la figa tutta rasata che sembrava quella di una bambola. Nonostante la freddezza dei rapporti, come ogni padre ero geloso di lei, ma dovevo accettare che ormai era una donna e per giunta – obiettivamente – una gran gnoccona. Anche Sara era molto guardata, anche se indossava dei costumi più casti. Pure lei si era rasata tutta la fica, cosa che gradii molto l’unica volta che abbiamo avuto occasione di scopare. A differenza della figlia, mia moglie invece era come al solito espansiva e partecipava a tutte le attività dell’animazione. Quando arrivò ferragosto si riempì di gente e nel programma vedemmo che c’erano anche dei contest di bellezza: miss e mister, over e giovani, quattro concorsi in totale.

Sara mi chiese se poteva partecipare e io le dissi certo, poi convinse Nina a fare altrettanto. Si trattava di sfilare prima in abiti da sera e poi in bikini. Io ero incuriosito dalla cosa e, quando sentii due animatori dire che avrebbero partecipato pure le due culone, mamma e figlia, ammetto che un po’ mi eccitai. Potete immaginare le paranoie e le frenesie delle due: mia moglie era super propositiva mentre Nina ribadiva che a lei non fregava nulla. Arrivata la gran sera mi misi dietro dei ragazzi che sembravano molto allupati e che non avevo visto prima: la mia speranza era quella di poter carpire dei commenti visto che non sapevano la mia parentela. Iniziarono così le varie sfilate con una giuria che valutava i partecipanti.

I ragazzi un po’ alticci non lesinavano commenti e, quando toccò a mia moglie, commentavano che aveva proprio una faccia da porca, mentre quando sfilò in bikini ci fu molto mormorio quando si girò mostrano il culo. Arrivò tra le prime tre, ma non vinse. Mia figlia invece vinse e i ragazzi dissero che il suo culo era illegale. Ecco qui per la prima volta ebbi delle fantasie sulle mie donne, ma finita la serata Sara era felice per la figlia e scontenta invece per non aver vinto, iniziando a parlare male delle altre. Nina era felice e finalmente un po’ sorridente.

Il giorno dopo mentre eravamo allo chalet a prendere un caffè si avvicinò un uomo, molto bello e prestante nonostante fosse mio coetaneo. Era uno della giuria, si presentò come Giacomo e disse di essere un fotografo di Roma. I suoi bicipiti erano impressionanti, con i capelli castani ingellati e dei pettorali imperiosi coperti da tatuaggi tipo tribali. Fece qualche domanda alle donne sul concorso, poi disse a Nina se aveva mai pensato di lavorare come fotomodella. Fu molto chiaro: come modella non aveva il fisico adatto, ma come fotomodella e hostess era perfetta. Così le propose di iniziare a lavorare per lui, facendo poi i complimenti anche a mia moglie.

Parlammo a lungo, poi lui chiese a Nina se avesse voluto fare la hostess in un’amichevole di calcio che si sarebbe disputata in zona tra una squadra di A e una straniera: avrebbe dovuto accogliere le persone in tribuna d’onore insieme ad altre ragazze e poi portare il trofeo al momento della premiazione. La paga era di 200 euro mi pare, con l’obbligo di indossare tacchi e un vestito scuro e corto. Sara in pratica accettò per nostra figlia, poi iniziò a chiedere al fotografo perché non avesse vinto e lui ridendo fece “beh, diciamo che la vincitrice è abbastanza amica del presidente della giuria, che poi era lo sponsor…”. Mia moglie fece la faccia schifata, ma poi in camera scherzando disse che se lo avesse saputo sarebbe andata anche lei con quel “panzone”.

Alla partita mia moglie era emozionata e anche incredibilmente gnocca, con un vestito chiaro e aderente che evidenziava l’abbronzatura, il culone e i seni rifatti. Anche Nina era splendida e tutto andò bene e mamma e figlia era molto contente. Finita la vacanza Giacomo invitò le due ad andare nel suo studio quando sarebbero arrivate a Roma e rinnovò l’offerta di collaborazione, però dettagliandola a e cambiandola. Mi lasciarono a casa a finire il trasloco e – entrambe vestite come due prostitute, spiace ammetterlo – andarono dal fotografo. Io fantasticavo un po’ su loro due scopate da Giacomo – sono uno schifoso, lo so, perdonatemi -, poi quando tornarono mia figlia prima non voleva che Sara mi raccontasse del “provino”, poi la convinse “tuo padre deve sapere, tra noi non devono esserci segreti o misteri”. In pratica l’uomo disse a Nina che, ben pagata, per alcuni mesi avrebbe potuto fingersi la fidanzata di un calciatore abbastanza famoso di una delle due squadre di Roma.

Questo ragazzo si era conquistato la nomea di donnaiolo, così il procuratore aveva bisogno di una fidanzata per far capire alla società che aveva messo la testa a posto e strappare un bel rinnovo. Nina doveva uscire con lui, andare alle partite e ogni tanto dormire da lui. Non aveva obblighi sessuali – se si piacevano poteva starci oppure no – ma solo quello di segretezza. Oltre ai soldi lei avrebbe avuto visibilità mediatica e social, oltre che si sarebbe fatta una sorta di nome. Firmato il contratto poi addio, grazie mille e ognuno per la sua strada. C’era però dell’altro. Il presupposto era che Nina firmasse un contratto di collaborazione con la sua agenzia. Giacomo parlò di varie tipologie di lavori, dicendo chiaramente anche che ci potevano essere richieste di prestazioni sessuali a pagamento, molto ben remunerate.

Avrebbe fatto per loro la hostess, la fotomodella e l’escort… poteva accettare o meno le varie proposte, ma sempre quando si sarebbe “lasciata” con il calciatore. Se firmava doveva fare una sorta di book anche con pose esplicite, poi l’avrebbero dovuta “testare” per capire se era adatta agli incontri venendo comunque pagata mille euro.”Ma testata da chi??” sbottai io mentre Nina era silenziosa a testa bassa che scrollava il cellulare. Allora Sara fece “dice che siccome i clienti sono di tutte le età e tutte le razze, che avrebbe dovuto provare a a fare sesso con loro collaboratori selezionati che sono rappresentativi delle varie tipologie, anche in gruppo e anche facendo sesso anale o altre diavolerie”. Nina allora scattò sulla sedia “Mammaaa!!!” come a dire che davanti a me non lo doveva dire, allora la madre riprese il discorso che non ci dovevano essere segreti e bla bla… aggiungendo poi “guarda che comunque la proposta l’hanno fatto anche a me!”.

“E voi che avete risposto scusate, non mi dite che avete accettato” feci io incredulo. “Abbiamo detto che ci penseremo” rispose Sara e io “come che ci pensate!!! cioè non l’avete mandato al diavolo, che volete mettervi a fare le puttane!!!”. Nina così mi puntò il dito contro “tu te ne intendi eh di puttane!!”. Restammo tutti in silenzio e in imbarazzo. Poi io sbottando e alzandomi “Questa è una follia, io non sono d’accordo sempre che vi possa interessare qualcosa”, allora mia figlia “perché a te interessa qualcosa di noi?? Ti interessa che potrei essere la fidanzata di un calciatore, conoscerne altri e magari fidanzarmici veramente? Sai cosa potrebbe significare per me??”.

Un nuovo mondo

Fu Sara allora a riportare la calma “Nina, tuo padre in parte ha ragione e tu Leo devi capire quanto quest’occasione sia importante”. Ora scrivo a Giacomo e gli chiedo se possiamo smussare alcune cose. Di fronte a questa situazione incredibile e kafkiana ebbi un sussulto al basso ventre e ragionai con il cazzo e non con la testa, dissi allora “io ora mi leggo tutto il contratto, poi voi fate quello che cazzo volete”. “Guarda che ancora non ho deciso un bel niente – fece Nina – per il resto ok, mamma tu chiedi se possiamo cambiare alcune cose, tu leggi quello che ti pare che magari è la volta buona che soffri anche un po’ tu” e così dicendo se ne andò in camera. Quelle parole per me furono una sorta di pugnalata: mia figlia mi odiava, potevo capirla ma non pensavo di meritarmi un trattamento così. Fu traumatico pensarmi quasi un peso per le loro ambizioni personali: se per loro non ero importante, allora se ne andassero entrambe al diavolo.

Sara così scrisse al fotografo che anche parlandone a casa con me era necessario rivedere alcune parti dell’accordo. Giacomo non rispose subito, poi disse ok di passare di nuovo il giorno dopo nel suo studio però di far venire anche me perché a questo punto non voleva fraintendimenti. Io ero spiazzato, ma ormai non potevo rifiutare. A quattrocchi io e mia moglie parlammo molto della cosa, lei disse che non era una ripicca per le corna, ma che era il modo per coronare un sogno e lo stesso valeva per Nina. Le dissi allora che io non sarei stato in alcun modo d’intralcio, solo che dovevano badare all’incolumità fisica e a non sputtanarsi, chiedendole poi di promettermi di raccontarmi sempre tutto, anche riguardo nostra figlia. Fu difficile per me dire quelle parole, però mentirei se dicessi che non ero minimamente eccitato dalla situazione.

Il giorno dopo ci fu una scena che mi eccitò molto. Dal divano vedevo mia moglie in camera che, dopo una doccia, si vestiva per andare all’appuntamento. Mise un intimo nero e curato e mentre infilava il perizoma si girava a guardarsi il suo culone. Poi mise dei jeans stretti e una maglietta scollata, indossò tacchi alti e continuava a guardarsi il culo e s strizzarsi le tette. Pure Nina era da sballo con un vestito corto e dei tacchi alti. In macchina ripetemmo cosa volevamo ottenere: firmare senza essere “provinate”, poi con il tempo si poteva vedere senza però cose esagerate. Arrivati l’uomo ci accolse e ci portò nel suo ufficio. Esponemmo così le nostre perplessità e lui fu molto tranquillo e aperto a venirci incontro. Io ero immerso nei miei pensieri, pensavo ai suoi muscoli e a come avrebbe sbattuto per bene mia moglie e mia figlia. Pensieri tremendi, ma questo è solo l’antipasto.

Giacomo ci spiegò che c’era urgenza che Nina iniziasse subito a essere la finta fidanzata del calciatore, che lui a breve sarebbe stato via alcuni giorni che però come tornava entrambe dovevano fare il book. Dovevano firmare subito però e per il resto ne avrebbero riparlato più avanti spiegando che per loro poteva fare un’eccezione. Loro due furono felicissime e anche io non ebbi nulla da obiettare. Firmarono e poi le invitò a fare un giro nel suo teatro di posa. Si avvicinò a me allora dicendomi “sei un marito e un padre moderno eh”, io abbozzai un sorriso e feci “mi adeguo ai tempi moderni, ma se a loro due capita qualcosa ti uccido con le mie mani”, “tranquillo tranquillo caro mio, qui tutti vogliamo un basso profilo” mi rispose.

Io così ripartii per casa mentre mia moglie restò a Roma con mia figlia. Ogni sera mi telefonava dicendo che Nina aveva iniziato a uscire con questo calciatore, che lui era molto simpatico oltre che carino. Andavano a cena fuori e lui la presentò agli amici dicendo che si erano conosciuti in vacanza. Giacomo rimandò di un’altra settimana il book per impegni, intanto Nina aveva cominciato ogni tanto a dormire anche dal calciatore e scoparono anche. Dissi a mia moglie di spiegare bene a Nina che non doveva innamorarsi, che tempo qualche mese e sarebbe finito tutto. Mia figlia le disse che lo sapeva bene, solo che lui è bono e voleva divertirsi pure lei. Quando arrivai a Roma anche io eravamo tutti invitati in tribuna centrale per la partita. Nina era a pranzo con un’altra fidanzata di un calciatore, così mentre andavamo allo stadio Sara mi disse che nostra figlia le aveva chiesto dei consigli su come fare il sesso anale. Io mi bloccai, allora mia moglie ridendo disse “le ho detto e io che ne so, non l’ho mai fatto… così abbiamo cercato insieme su internet”.

Io balbettai qualcosa su che tipo di ragazzo fosse sto calciatore – io di calcio non capisco nulla -, Sara allora che era gentile e simpatico, però si capiva che era un guascone. “Sono ragazzi, ci sta che i devono divertire però Nina non deve trascurare l’università” feci io. Sara mi raccontò di come anche lei era innamorata di quell’atmosfera glamour e che comunque lei durante il giorno andava in una palestra sotto casa e poi si faceva belle passeggiate in centro facendo shopping. Del resto i soldi sono i suoi… io non ho molto da poter ridire a riguardo. Arrivati vicini allo stadio ci accolse Nina insieme ad altri ragazzi, tutti molto fighetti. Quando arrivammo in tribuna cercammo Giacomo che ci aveva scritto prima visto che di posto stavamo vicino a lui.

Sara indossava un pantalone aderente, maglia scollata e un giubbino leggero aperto visto che era caldo, poi tacchi d’ordinanza. Ci presentò alcune persone tra cui anche quel signore ciccione che era il presidente della giuria del concorso. Sara così iniziando a scherzarci gli chiese perché non avesse vinto lei – non ci poteva ancora passare… – con l’uomo che con aria bonaria disse ridendo che erano tutte bellissime e che la scelta non era facile. Ci presentò anche Mariano, il procuratore del calciatore: lui era un ex calciatore ora sui 45 anni e abbastanza in sovrappeso, sudamericano e neretto di carnagione, tutto pelato in pratica non aveva il collo, con il grosso testone come attaccato al corpo robusto e comunque possente.

Parlava benissimo italiano con accento spagnolo, ci disse che nostra figlia si stava comportando benissimo e che tutto stava procedendo al meglio: a breve sarebbero iniziate le trattative per il rinnovo del contratto. Nel frattempo Nina iniziava ad avere un notevole successo social, complice il gossip e le foto con il calciatore. Anche questo era tutto studiato per far capire che loro due ora erano una coppia. Anche i follower di Sara aumentarono di riflesso viste le foto con la figlia, per la sua grande gioia. Mia moglie poi tornò dei giorni a casa per poi ripartire quando Nina ebbe il suo primo lavoro di moda: niente di che, alcuni scatti per un sito che vendeva vestiti, anche i soldi erano pochi però ora poteva dire che comunque lavorava nel settore. Soprattutto poi era giunto il momento per loro di fare il celebre book.

Sul fatto che le mie figlie potessero avere una propria vita sessuale già da tempo c’avevo fatto il callo, anche se mi immaginavo cose ben diverse. Però su mia moglie ora vivevo come in attesa che scopasse con altri. Potete immagina quanto questa situazione potesse monopolizzare buona parte dei miei pensieri. Poi saperle entrambe a Roma, in quell’ambiente a fare non so cosa… era da impazzire. Quando per prima fu Nina a fare il book mi ero fatto mille idee. Alla fine però Sara mi raccontò che non è stato niente di sconvolgente: Giacomo si è mostrato molto professionale stando al racconto di nostra figlia visto che la madre ha aspettato fuori, le ha scattato belle foto glamour, poi in bikini e alla fine nuda con qualche posa plastica tipo a pecorina o sdraiata a gambe aperte.

Il giorno dopo toccò a mia moglie e fu abbastanza simile. Lei inizialmente era molto imbarazzata e tesa ma alla fine si sciolse e mi parlò di esperienza molto divertente, anche eccitante sotto alcuni punti di vista. Immediatamente iniziò a fare diversi servizi sempre per dei siti di abbigliamento o accessori, tanto che dovette restare a Roma e non tornare come in programma. Non guadagnava molto, ma in tutto questo i soldi contavano relativamente visto che il denaro non le manca. Insieme alla figlia poi andò anche a una festa su invito di Giacomo dove fece la conoscenza anche di alcuni vip, iniziando a seguire anche in maniera maniacale i suoi social visto che aumentavano anche i follower.

Quando tornò a casa ci facemmo una bella scopata, poi mentre eravamo a fare un aperitivo in centro le arrivò un messaggio: era Giacomo che le chiedeva se poteva dare il suo numero al Ciccione che da tempo gli chiedeva di lei. “Oddio che faccio ora… lui è proprio brutto e grasso” disse lei. Le spiegai che poteva tranquillamente rifiutare, ma poi lei iniziò a ragionare che quell’uomo è uno molto potente e che poteva magari farla arrivare in tv. Le dissi che quelli erano sogni da ragazzina, che voleva scoparla e basta. “Grazie tante, ci voleva un genio per capire che vuole scoparmi… scusa se ho dei sogni anche se non sono una ragazzina” mi fece lei tutta piccata, poi rispose a Giacomo ok motivando che voleva capire cosa proponesse.

Una cena. Dopo i soliti convenevoli e complimenti la invitò a cena e lei accettò. Quando tornò a Roma mi disse che Nina le confessò come avesse fatto per la prima volta sesso anale con il calciatore e che, dopo un iniziale fastidio, alla fine le fosse piaciuto. Non erano però a casa del ragazzo, ma lui l’aveva portato in un bel B&B al centro ideale per coppiette, molto bello, curato e sensuale. La sera della cena con il ciccione Sara mi mandò una foto prima che un autista la venisse a prendere: indossava un abito lungo e nero, elegante ma al tempo stesso sexy essendo aderente e scollato, con sopra un cappottino. Non avevo mai visto quell’abbigliamento e sicuro lo aveva comprato appositamente.

Io ero impazzito. Mi segavo a casa come un coglione immaginandola con quel grassone, poi dopo poco più di due ore mi scrisse che l’autista la stava riportando a casa. Avevano cenato in un posto molto elegante, era stata bene e si sono fatti una lunga chiacchierata. Sara gli disse che sognava di lavorare in tv e lui fece intendere che conosceva diverse persone, senza però promettere nulla. Già dalla notte stessa lui poi iniziò a scriverle che era stato bene, poi il giorno dopo i messaggi si fecero più hot. Lei in maniera civettuola stava al gioco anche quando le scriveva che aveva il cazzo duro pensando a lei, che sognava di scopare il suo culo e altre zozzerie del genere. Poi piazzò l’affondo, chiedendole di vedersi in un b&b di fiducia per farsi una bella scopata.

Sara prima accettò, poi mi scrisse… io non protestai più di troppo anche perché ormai ero rassegnato. In pratica contai prima i giorni e poi le ora prima che diventassi cornuto.. quando mi mandò la foto del vestito – simile all’altro però più corto, con sotto delle calze nere immagino autoreggenti – mi scrisse che mi amava ancora come non mai, che questo non avrebbe cambiato nulla tra di noi. Immaginatevi come potevo stare… questa volta mi scrisse dopo quasi quattro ore che l’autista la stava riportando “era lo stesso b&b dove è stata Nina, molto carino”. Le chiesi cosa avesse fatto, se avessero scopato. Lei allora scrisse “si, abbiamo fatto sesso, domani ti dico ora sono stanca”. Inutile dire che quella notte ho dormito poco o nulla. Il giorno dopo mi disse che il ciccione quando entrò in camera era in accappatoio e sotto nudo, che si segava un cazzo reso duro dal viagra, abbastanza lungo e soprattutto molto largo. “Mi ha mangiato la patata quel porco, poi mi ha chiesto di fare altrettanto a lui”. Nonostante la mole e la panza me l’ha descritto come vigoroso, che l’ha scopata forte in diverse posizioni prima di sborrarle in faccia.

“Ma a te è piaciuto?” le chiesi, “amore alla fine si…”, “hai goduto?”, “si, un paio di volte, forse tre”. Rimasi in silenzio, poi le specificò che dopo la prima sborrata lui volle scoparla di nuovo, sbattendola a lungo e chiedendole di poterla inculare, ma Sara rifiutò perché non se la sentiva. Io ero cornuto – di certo me lo meritavo – e Sara ebbe subito una bella comparsata in un programma televisivo su un canale nazionale. Quando tornò a casa con le amiche non parlava d’altro, poi la figlia ormai una vip… era raggiante, ma le amiche non sapevano che dopo quella comparsata televisiva si era fatta sbattere di nuovo dal ciccione in quel b&b, gli aveva fatto poi un pompino in macchina dopo una cena e poi si era fatta sbattere di nuovo questa volta a casa nostra mentre Nina era in sala a vedere la tv.

Quando tornò a Roma dovette andare a fare un servizio fotografico da Giacomo per una parte in un film, lui poi ci provò con lei e mia moglie si fece scopare pure da lui nel suo studio. Sotto i tanti muscoli il cazzo era abbastanza piccolo, ma bello duro e lui soprattutto da quello che ho capito fu instancabile. Sara da lui accettò di farsi sverginare il culo: complice anche un’accurata preparazione, disse che fin da subito le è piaciuto e di aver raggiunto un orgasmo aiutandosi con la mano. Mi descrisse quella scopata come furiosa, con lui che le martellava la fica e dopo un po’ pure il culo in maniera vigorosa, ficcandole poi il cazzo in gola quando voleva rifiatare. A mia domanda rispose che quel trattamento le era piaciuto, soprattutto perché la rimpieva di insulti: troia, puttana, faccia da zoccola, succhiacazzi e cose del genere.

Io ormai ero diventato quasi succube dei suoi racconti, poi quando tornò a casa le confessai che saperla che faceva la troia mi faceva impazzire e ci facemmo una grandiosa scopata in sala, con lei che si fece inculare pure da me: avevo comprato appositamente tutto il necessario e dopo un po’ entrava dentro che era una meraviglia. Le dicevo che era una troia, lei godeva come un’ossessa e alla fine le sborrai sulla sua faccia da troione. Poi ripartì dopo qualche giorno che doveva girare per quel film: una comparsata in diverse scene, non diceva nulla solo una volta ha annuito. A lei invece sembrava che ormai la strada per l’Oscar fosse spianata…

Alla fine se l’ha inculò anche il ciccione sempre al b&b. Sara mi disse poi che le aveva sfondato il culo con quel cazzone, che all’inizio aveva goduto molto ma che alla fine ha iniziato ad avere fastidio. L’immagine della mia umiliazione è che poi a casa mia figlia l’ha aiutata a mettere una pomata lenitiva sul buchetto, pomata presa da Nina visto che il calciatore ogni tanto se la portava sempre in quel b&b e in quelle occasioni voleva solo incularla. Alla fine Giacomo avvertì mamma e figlia che le trattative per il rinnovo erano nella fase calda, ma che loro due dovevano fare una cosa per dare la spinta definitiva. Erano – anzi eravamo – caduti in una grande trappola e non lo avevamo minimamente capito, accecati loro dalle luci dello spettacolo e io dalla lussuria. CONTINUA…

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