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Vede solo bontà in quei grandi occhi scuri che la scrutano, intimiditi ed impacciati al loro primo incontro.
Appartati nell’angolo di quel caffè lei incalza quel bel gigante dallo sguardo romantico e triste, silenzioso e pacato.
Lui sa di essere in svantaggio, ma non riesce ad evitare di perdersi nello spettacolare smeraldo di quello sguardo intelligente, sensuale e furbo.
Colloquiano amabilmente, lui le accarezza fortuitamente la mano e Chiara reagisce con un insolito orgoglio romantico, quasi non le appartenesse quell’affetto sfuggente e clandestino.
Una vista esterna penserebbe ad una coppia che guardandosi cerca la prima scusa stupida per baciarsi, la prima occasione utile per iniziare un amore.
Una persona che li vede non farebbe caso alla mano di lui che le afferra un polso e l’avvicina con delicata irruenza, non si accorgerebbe di quegli occhi buoni farsi fessure istrioniche e vacue, non noterebbe il cambio di mimica facciale nel momento in cui avvicinandosi all’orecchio di lei le rivelerebbe di aver messo un pacchetto regalo sotto la sua sedia.
Chiara coglie subito il suo cambio di atteggiamento, quella presa al polso che non riesce a rifiutare, quello sguardo che oscurandosi lo fanno bastardo e forte, quella voce che diventata metallica sembra sussurragli da lontano istruzioni ancestrali, quel suo sorriso che come un ghigno la trapassa, impaurendo la ed eccitandola allo stesso tempo.
Chiara non nota l’erezione farsi strada nei suoi jeans, non si accorge del repentino movimento con il quale blocca il suo sesso alla cintura, lei è troppo impaurita ed incuriosita nell’aprire quel pacchetto viola intenso.
Nell’estratto quel collare nero il suo sesso prende fuoco, le sue reni cedono ed un senso di estasi la pervade nel sentire i capezzoli improvvisamente inturgiditi strusciarsi su quel bel tessuto verde comprato apposta per l’occasione, per far pandant con le sue gemme sapendo così di annichilirlo.
Indossalo dice lui, i lineamenti fatti duri come stesse lavorando, il naso allungato da un respiro intenso, che lo apre di spalle e di torace, mostrandolo in una grandezza inspiegabilmente prima celata.
Solo allora lei si rende conto di dove sono, di quell’angolo appartato dell’unico centro commerciale di quella piccola città di provincia dove abita, cittadina tanto amata quanto difficoltosamente piccola per i suoi scopi.
Seguimi.
È un ordine il suo mentre si alza, noncurante del disagio e della paura che lei prova nell’usciere da quell’altro sicuro per immergersi nella folla di avventori di quella struttura così conosciuta.
Accenna con un sorriso da bambina una scusa, stringendo la borsetta al petto per proteggersi dall’ansia, ma lo sguardo di lui non ammette repliche, non necessita di parole a supporto.
Sono gli occhi di colui che la comanda, in quel gioco fatto di strani sentimenti e sesso, di dolcezza e durezza, di provocazioni e punizioni.
Lui è marmo e fuoco e decide di seguirlo, riluttante a testa bassa, sperando la sua figura possa oscurarla in tutto il tragitto.
Ad ogni passo l’ansia sale, ma una sensazione di prurito e pizzicore inizia ad invaderla, mentre guardando le sue spalle marciare tra la folla capisce comunque di essere protetta ed accudita.
Ad ogni passo l’eccitazione sale, quel gioco proibito che cozza con il suo pudore ma la fa eccitare, la lussuria la pervade quando decide di sfidare il mondo, alzando la testa e mettendo i suoi boccoli dietro le orecchie, terrorizzata ma tremendamente bagnata all’idea che qualcuno possa distinguere qualcosa in quel lembo di collo oscurato dal cuoio.
Si dirigono verso l’Interrato uscendo dal campo visivo di tutti, quando lui si ferma, apre una porta che in anni non aveva mai notato e la invita ad entrare.
La temperatura è afosa in quel reparto caldaie, lui le dice di spogliarsi e lei esegue, togliendosi prima la maglia poi là gonnellina e rimanendo in intimo, accattivanti merletti presi apposta per l’occasione.
La fa girare e appoggiare le mani al muro e lei, in quella posizione da arrestata, non può vedere lui estrarre un gancio in acciaio dalla giacca, il suo gioco preferito.
Lei immagina sarà penetrata quando lui le abbassa le mutande al limite dei glutei, la spinge in avanti appoggiando la sia grande mano che le prende entrambe le spalle, è così piegata la sodomizza con quella palla del gancio precedentemente lubrificata.
Il dolore è lancinante di sorpresa e impatto, Chiara non aspettava un simile esordio ma il suo sesso si apre in un profluvio di umori quando sente un nastro che lui lega abilmente dal gancio al collare.
La fa rivestire e la bacia, in modo inaspettato e vorace, prima di staccarsi e uscire dalla porta del locale.
Lei lo segue, sconvolta e bagnata, ebbra delle emozioni di quella passeggiata appresso al suo uomo, come una leonessa sottomessa al suo domatore.
Chiara si sente in pace mentre si dirigono all’auto di lui, dove osserva i sedili anteriori spostati interamente in avanti e vede lui prendere posto dietro.
Lei fa per seguirlo ma lui la blocca, vuole si spogli completamente fuori prima di uscire.
A lei il cuore schizza in gola, ma l’unione di sguardi capisce che di lui può fidarsi e lo fa, lentamente, quasi provocandolo, decisa a godere di quel rischio calcolato ma estremamente erotico e lussurioso.
Nuda entra in auto e lui la fa mettere di schiena, si abbassa i pantaloni e la penetra in quella strana posizione laterale.
Il suo pene è vigoroso ma accede senza intoppi in quell’oceano di piacere.
Il sesso di lei lo riceve senza porre alcun limite, facendosi piccolo nel sentire il suo glande toccare l’utero, impazzendo ad ogni tocco in un orgasmo vaginale che non tardera ad arrivare.
Lui nel sentire la sua stretta crescere le passa una mano davanti prendendola per il collare e piegandola, con l’altra mano le avvinghia un seno.
Lei sentendosi prendere per il collo entra in trance, sentendo il collare che tira il gancio va in estasi, sentendo il gancio slabbrarla leggermente riempiendola ed il suo sesso duro e forte nella vagina si lascia andare ad un orgasmo estremo.
Gli occhi le si rivoltano all’indietro, la bocca spalancata non riesce ad emettere quell’urlo sordo, il suo corpo si fa un tutt’uno del suo piacere e si scioglie.
Sapeva sarebbe stata sua, quell’orgasmo le da certezza.
Lui è dietro, fermo in quella posizione indecentemente lussuriosa, quando lei ancora stremata si gira e lo guarda.
Quello smeraldo lo uccide, in un attimo eiacula tutto il suo piacere, in un istante la riempie del suo godimento.
Lo sguardo di lei è quello di fata, quello di lui è tornato umano.
Lui sa di avere vinto ma solo ai punti.
Lei sa di aver subito ma di essersi portata a casa qualcosa di lui.
Entrambi sono troppo duri con se stessi per ammettere non ci sia qualcosa in quel bacio che li unisce.

Per confronti e commenti: laran888@yahoo.com

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Autore Pubblicato il: 23 Maggio 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti di Dominazione, Sensazioni0 Commenti

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