Leggi qui tutti i racconti erotici di: nylonsAddict

Mi sveglio distrutto nel salotto della villa, saranno le dieci del mattino e il sole comincia a
farsi insistente sul mio volto sfatto e provato dalla nottata più che sopra le righe. Nei divani
e poltrone vicini a me non vedo più Sara, ma solo Patrick e Violet che dormono ancora,
nemmeno Kathrin è più nel mio campo visivo così come la traduttrice. Prendo il cellulare e
trovo una serie di chiamate dalla mia ragazza, messaggi che rivendicassero la mia esistenza
e la mia posizione nel mondo. Così decido di andare fuori in giardino e fare una telefonata
approfittando della pace che in quelle mura da ieri sera non c’è mai stata.
Uscendo vedo i due investitori salire su un taxi, salutarmi facendomi segno di sentirci nei
prossimi giorni con un bel sorriso smagliante. La telefonata non è delle migliori e
sicuramente non una delle più tranquille ma cerco di spostare l’attenzione sulla buona
riuscita della trattativa e del mio rientro a casa in giornata. Decido di prendere il treno delle
17.30 per stare a cena assieme e le dico di prenotare nel ristorante delle grandi occasioni, il
nostro angoletto di Roma sperduto, che posso riconciliare un po’ la relazione. Di certo non
sono i sensi di colpa a guidarmi in questo momento, un’occasione del genere passa nella vita
sia come business sia come nottata. Mentre finisco di parlare al telefono però vedo sul
piano di sopra una chioma bionda, impossibile da non riconoscere che si muove per poi
risparire nella parte basta della finestra. Ho pensato subito che quella fica incredibile di Sara
volesse provare anche il cazzo di Patrick così chiusi brevemente la comunicazione e mi
incammino verso dentro andando verso le scale.
Appena entrato però vedo subito Patrick dormire ancora beato sul divano con tanto di
pantaloni manco chiusi, tanto la cavalcata con Kathrin sarà stata impegnativa per lui ieri sera
e allora facendo rapidi calcoli logici, capisco che visti i presenti in salone e gli assenti in
totale, la bella ballerina in questo momento sta facendo dell’ottimo risveglio muscolare con
Kathrin. Salgo piano le scale e mi sporgo con il viso nascosto dalla porta socchiusa per
vedere dentro, così i miei occhi si riempiono dell’ennesima immagine irresistibile del
weekend: Kathrin completamente nuda se non per lo strap-on indossato si sta scopando
Sara che è sdraiata a gambe aperte e si gode la sua scopata lesbo. Ha gli occhi chiusi, li apre per guardare quella dea giunonica che la sbatte con decisione, la chiama a se e iniziano a
baciarsi, le bacia quelle enormi tette mentre il fallo di plastica la fa godere tantissimo. Dopo
pochi minuti Sara viene, mentre stringe a se un seno e lo porta alla bocca quasi a placare il
suo gemito stridente dell’ennesimo orgasmo del weekend.
Kathrin si leva la cintura e constatando con le dita portate alla bocca quanto fosse bagnata
sale a cavalcioni sul viso di Sara che è ancora in trans di libidine sdraiata e ansimante,
iniziando a strusciarle la fica sulle labbra che si schiudono per far uscire la lingua. Sara la
lecca e Kathrin si struscia godendo tantissimo nel lavarle la faccia con i suoi umori. Il mio
cazzo è di nuovo a mille e vorrebbe entrare in mezzo nei giochi di queste due fiche
pazzesche, ma preferisco non rovinare quel momento magico tenendomi il pacco nella
mano fino a quando stringendosi le tette e mordendosi da sola i capezzoli anche l’escort
viene e viene sulla bocca di Sara che le spinge i glutei come a voler bere tutto il suo sapore.
Così decido di scendere furtivamente, così come sono venuto e di attenderle giù in salone in
attesa poi di tornare a casa e di segarmi su quanto visto. Direi che per il weekend ho già
goduto abbastanza.
Così dopo poco scendono, scambiandosi ancora un bacio non appena entrate in salone
regalandoci ancora a tutti noi ormai svegli e ripresi, una fantasia in più da annotare. Sara
viene verso di me guardandomi con un sorriso beffardo, di chi ha escogitato qualcosa ma
che vuole tenersi per se il più possibile.
S: “Buongiorno tesoro, ripreso ?”
M: “Beh devo dire… non c’è male, si mi sto riprendendo ci siamo fatti un caffè in attesa del
vostro ritorno… tu tutto ok?”
S: “Oh si… non sai quanto! Senti… io non so bene come ringraziarti per questa serata
incredibile e fantastica”
M: “Ma che ringraziare, sono io che devo ringraziare la tua fiducia nel seguirmi”
S: “Dai su non fare troppo il bravo ragazzo che non ti si addice… a che ora hai il treno”
M: “17.30, pensavo di mangiare con calma dopo una bella doccia in hotel e poi partire”
S: “Allora facciamo così…ti fai una bella doccia e vieni a mangiare da me ok ? giuro non ti
faccio perdere il treno”
Ci penso un po’, la razionalità mi suggerisce di rifiutare il caloroso invito, di riposarmi e
tornare alla vita normale, ma si sa che in questi casi non si decide mai di testa ma di pancia,
o di pene per meglio dire. L’idea di fare ancora sesso con lei mi infiamma e mi fa sentire vivo
come non mai, la sola immagine di incularmela come stanotte mentre la tengo per i capelli
nuda con solo i tacchi mi rende lo sguardo deciso e pieno di voglia che anche Sara riesce a
leggere.
M: “Va bene…13.00 porto il vino ok ?”
S: “Ottimo … Si mi raccomando bello freddo che ho già caldo …”
Sorride mentre prenoto il taxi con il cellulare. Scambiamo poche chiacchiere mentre tutti si
apprestano a sistemarsi e riprendere tutto per andare via. Parlo con Patrick lo ringrazio per
il deal e ci divertiamo a ripercorrere la nottata commentando così le varie scopate, lui tra
l’altro dice che si terrà ancora un giorno in più a Milano e stasera andrà a cena con la
traduttrice che tutta raggiante mi saluta andando via verso il primo taxi. Pochi minuti e
ancora e anche io e Sara ci dirigiamo verso l’hotel. Durante il viaggio la vedo messaggiare in
continuazione e con me scambia poche parole, sorrisi e ogni tanto baci come fossimo una
coppia datata. Arrivati sotto casa sua vicino Buonarroti la saluto velocemente visto che da li
a poco saremmo stati ancora assieme.
Arrivo in hotel, mentre scambio dei messaggi vocali con la mia ragazza mi spoglio
velocemente, controllando allo specchio di non avere segni particolari sul mio corpo
derivanti dalle varie scopate. Mi butto in doccia e mi lavo di dosso tutto l’odore e le
secrezioni varie, cercando di buttare via qualche senso di colpa che qua e là fa visita ai miei
pensieri. Come ogni doccia che si rispetti mi depilo per bene le parti intime sperando che la
lingua di Sara mi lecchi ancora ogni singolo cm del mio cazzo, così come delle palle e perché
no sotto di esse. La sola immagine dei suoi occhi blu che mi guardano mentre mi lecca le
palle mi fa venire un’erezione che però smorzo subito andandomi ad asciugare e poi vestire.
Fa caldo e così i pantaloni grigio chiaro fanno da base a una camicia non a misura di lino,
molto estiva che mi cade addosso per far passare aria. Occhiali da sole e si va giù
nell’ennesimo taxi, passando prima per la hall e recuperando il buon vino ordinato. Pago la
stanza e faccio il checkout. Il taxi corre veloce nelle vie di Milano che di domenica estiva è
quasi deserta e così in pochi minuti sono subito da lei, il vino ancora freddo e il campanello
trovato in fretta.
M: “Sono io”
S: “Quarto piano interno 16”
Così mi dirigo all’ascensore e premo il piano richiesto. Sale rapido così come la mia voglia di
lei, la voglia di assaporare il vino assieme e mischiarlo alle nostre lingue è più di un pasto che
invece non rientra minimamente tra le mie preoccupazioni come se potessi prendere il
treno a digiuno stasera. Così arrivo e finalmente le porte dell’ascensore si aprono e mi
lasciano intravedere la porta dell’interno 16 socchiusa, mi avvicino e con due leggeri tocchi
di pugno annuncio il mio arrivo.
M: “Ehi è permesso?”
Pochi secondi e arriva Sara, profumata e con i capelli ancora un po’ bagnati, le sue labbra
vivide e gonfie come stanotte e i suoi splendidi occhi a distrarmi dalla leggera camicia da
notte che ha addosso.
S: “Ehi eccoti, mi sono messa comoda tanto siamo a casa no”
Baciandomi le labbra calde e leccandomi velocemente il labbro superiore, il suo sorriso è
l’anestesia a ogni pensiero superfluo così le passo le mani sulla veste fine ad arrivare al
gluteo, tonico come sempre e chiodo fisso dei miei desideri.
M: “Hai fatto benissimo …beviamo ?”
S: “Si dammi a me, siediti pure sulla sedia comoda quella quasi a poltrona che c’entriamo in
due.”
Così mi siedo, effettivamente è una bella sedia comoda, quasi riesci a sdraiarti come fosse
una da mare. Pochi secondi e torna con due calici, me ne serve uno si siede vicino alle mie
gambe e sorridendo mi guarda mentre sorseggiamo, il sapore del vino mi mette in moto così
cerco di prendere iniziativa.
M: “Allora è vero che il mio pranzo sei tu? Magari potresti venire qui su di me e proviamo a
vedere come va l’antipasto”
S: “ehehe no aspetta… bevi ancora un po’ voglio farti una sorpresa …”
Così si alza e prende una calza, credo autoreggente perché singola e guardandomi me la
mette sugli occhi facendola aderire bene e chiedendomi di tenere comunque gli occhi chiusi.
S: “Torno subito …”
Sento già montare un’erezione incredibile, la situazione mi intriga magari sta andando a
prendere dei sex toys o si mette un completo … mentre immagino queste cose la sento
tornare e sento anche il cigolio di qualcosa di metallico.
S: “Bravo Marco metti le mani qui ecco”
Sistemandomele sui braccioli della sedia poltrona. Due clack sonori mi inchiodano le mani
alla sedia, chiaramente delle manette. Sorrido all’idea di essere scopato da lei.
M: “Ah però … sappi che però quando mi libererai subirai tutta la mia voglia che ho dovuto
reprimere da legato”
Lei non risponde la sento sedersi su di me, sento le sue gambe strusciare sulle mie mani per
sistemarsi a cavalcioni notando che sulla sua gamba ora c’è un tessuto velato come
autoreggente. Mi accarezza i capelli così come il viso, vorrei toccarle il culo e spingerla sul
mio pacco gonfio e farla strusciare per bene. Così mi prende la testa e la porta verso il suo
seno ed è li che capisco che c’è qualcosa che non mi torna. Il mio viso sprofonda in due seni
enormi, caldi e morbidi e il mio cervello nonostante la confusione riesce solo a mandare
l’ordine alla mia bocca di baciare e leccare tutto quello con cui sono a contatto. I seni sono
nudi così come credo la fica di questa donna che non porta intimo per quanto calore sento
sul mio pacco duro, che sta già iniziando a fungere da spessore per strusciate clitoridee.
Mi sento levare la calza dagli occhi e non appena li apro, trovo Kathrin bellissima davanti a me che mi bacia, mi lecca il collo e mi apre la camicia.
M: “Ma cosa…. “
S: “Si tesoro, stamattina io e Kathrin abbiamo goduto assieme e mi ha detto che avrebbe
proprio voluto un cazzo in più da torturare. Sai lei è molto dominante ….”
Ci credo bene che lo è così la vedo levarsi dalla postura sopra di me e mettersi a slacciare i
pantaloni facendosi aiutare da Sara. In pochi secondi sono nudo e ammanettato sulla
poltrona di casa di Sara in balia di una escort giunonica e una ballerina incantevole e
diabolica allo stesso momento. Kathrin inizia a toccarmi il cazzo, ovviamente duro e accenna
una timida sega mentre lo guarda.
K: “Hai decisamente un bel cazzo, spesso e bello venato… verrebbe voglia di leccarlo vero?”
Il suo italiano chiaramente con accento dell’est è ancora più eccitante, sembra di essere un
porno fetish.
K: “Ma credo proprio che dovrai aspettare ragazzo, adesso devi prima bagnarmi un po’ la
fica.”
Così si alza e mette le gambe esattamente tra il mi viso, abbassandosi giusto un po’ per
farmi arrivare bene a leccarla. Parto subito a mille e affondo la mia lingua nella sua fessura
già umida ma sento che mi scappa via.
K: “Ehi ehi ehi … qua decido io … non si fa come si pare, forza baciami per bene la fica”
Riporge quello splendore davanti a me e stavolta delicatamente mi appresto a baciare,
come fossi con la mia innamorata a piccoli bacetti sul collo, le bacio il clitoride e anche sotto.
K: “Così bravo…tesoro vieni qui ho voglia dei tuoi baci”
Così Sara che stava già gustandosi la scena toccandosi la fica, si avvicina a Kathrin e iniziano
a limonare dolci, mentre io aumento il mio limone con le sue labbra più grosse e più calde.
Dai baci passo a timide leccate che si tramutano anche a succhiate sul clitoride. La sento
gemere, sento che le piace e mi da coraggio, roteo la punta della lingua su quel sassolino
gonfio per poi titillarla veloce mentre sento che Sara è passata a succhiarle i capezzoli delle
sue enormi tette.
K: “Oh si come leccate bene, bravo si leccami tutta la fica tesoro”
Mi prende la testa e me la spinge ancora di più sulla fica, tanto che posso penetrarla con
tutta la lingua come fosse un piccolo cazzo per lei.
Poi si scosta si gira e si china a 90 mentre torna con una mano a reggersi sul mio polso e con
l’altra a segarmi piano l’uccello.
K: “Ora leccami anche il culo per favore, ho bisogno di sentirlo bagnato per bene. Sara vieni
qui invece che questo cazzo ha bisogno di essere lustrato per bene”
Affondo il mio viso nelle sue natiche si fanno indietro verso di me, le lecco il culo e cerco
anche di arrivare alla parte bassa della sua fica che gronda di umori. Sara invece come un
felino si distende ai miei piedi e inizia piano piano a roteare la sua di lingua sulla cappella
rossa e aperta dalla mano di Kathrin, che guida sapientemente la sua allieva in una pompa
lenta e calda. Le dice di succhiare per bene quando mi apre tutto il cazzo, poi aumenta il
ritmo della mano e le ordina di leccarmi per bene le palle.
K: “Mi dicevi che a questo bel porcello piaceva essere leccato sotto vero… forza alza le
gambe tesoro”
Mi alzano le gambe che Kathrin regge mentre Sara inizia a leccarmi il culo e sotto le palle…
La sensazione è bellissima e mando indietro il viso facendo chiaramente fatica a leccare
quella dea avanti a me di cui solo la visuale del culo con le autoreggenti è oro per me. Poi mi
rilascia andare giù e stavolta è lei a chinarsi per arrivare con la bocca a succhiarmi anche
l’anima. Non ho mai ricevuto un pompino così forte e deciso, intenso di calore e di forza dei
movimenti della lingua, mentre me lo succhia la mano mi massaggia anche quella forte le
palle, sputando su di esse per bagnarle ancora meglio. In pochi secondi tutto il mio apparato
riproduttivo è un lago di saliva e seme. Sento la mia cappella arrivare fino alla sua gola,
mentre Sara tirata indietro si gode la scena di quel pompino divino. Mi tiene le palle in una
mano e mentre mi succhia forte con l’altra mi massaggia sotto e sento anche un dito forzare
il mio culetto bagnato e mandarmi in paradiso stimolandomi la prostata.
Pochi minuti così e vengo, Kathrin lo sa così si ferma.
K: “Ah che bel cazzo si non mi sbagliavo…pieno di sapore. Tesoro che ne dici di toccarlo un
po’ con i tuoi piedini bellissimi ?”
Così si leva facendomi finalmente vedere Sara aiutarsi con le mani per reggersi mentre i suoi
piedi arrivano con la pianta di lato entrambi attorno al mio cazzo. Lo trovano tutto bagnato
e preparato a una fantastica sega con i piedi, che già una volta mi fece sborrare in quello
scomodo taxi. Mi massaggia con la pianta e poi mi sega con le dita con una maestria unica,
allarga lo spazio in mezzo tra l’alluce e il resto facendoci passare il cazzo attorno, ci gioca
come fosse un telecomando sul divano e poi torna a segarlo per bene forte e decisa. Kathrin
ammaliata da tanta capacità si china di lato guardandomi e leccandomi la punta del cazzo
che viene lasciata libera dai movimenti dei piedi di Sara. Mi succhia la cappella mentre la
ballerina mi sega con ritmo …
M: “Dio mio .. è un sogno”
Mi lascio scappare, così loro aumentano felici per poi darsi il cambio. Kathrin non è brava
come sara a segarmelo con i piedi ma il contatto con il nylon delle calze mi fa impazzire, Sara
lecca e basta senza succhiare e poi vuole venire da me a baciarmi, legato come sono, a farmi
sentire il sapore del mio seme sulla sula lingua. S: “Non venire tesoro che adesso ti scopo per bene”
Mentre mi parla manda ancora indietro lo schiena della sedia, sdraiandomi quasi
completamente. Poi si avvina ai piedi di Kathrin e li lecca tutti guardandomi, pulendo le
calze da tutte le tracce di seme del mio cazzo che è gonfio e duro di voglia. Finito il
trattamento alla sua compagna di giochi, si gira e si impala con la fica calda e bagnata su di
me e mandando la testa indietro inizia a muoversi avanti e indietro sul mio pisello senza
cavalcarmi, quasi a volersi allargare bene la fica mentre il clitoride struscia sul mio addome.
Intanto Kathrin invece si mette di nuovo sul mio viso cercando di sistemarsi a cavalcioni
anche lei anche se più scomoda, e senza chiederle il permesso riprendo a leccarle la fica. Le
due cagne si baciano, limonano mentre Sara comincia a scoparsi il mio cazzo e in pochi
secondi diamo vita a un ritmo coordinato di scopata che ci fa gemere all’unisono. Godiamo,
lecchiamo, succhiamo e beviamo i sapori di ognuno mentre cerchiamo chi di venire chi di
trattenersi per dare ancora vita a questo sogno.
K: “Leccami leccami le tette …mordimi i capezzoli”
Così Sara cerca di fare mentre salta sul mio cazzo che gode, gode come un matto e solo la
concentrazione nel leccare quella cavalla di Kathrin mi trattiene da schizzarle dentro quel
lago. La sento riprende un movimento più in avanti e indietro che verso l’alto, quasi un
roteare ciclico, mentre le dita di Kathrin cercano il suo clito.
S: “Ahhh siii siii …mmmmm”
E fiondandosi sulle labbra della escort di fronte a lei viene, viene baciandola e muovendosi
sul mio palo, assaporando tutto l’orgasmo con i suoi tempi senza che io prolungassi o
rovinassi il suo apice.
Sara si alza, lasciando il mio cazzo libero e per Kathrin è l’occasione per venire visto che le
tante leccate l’hanno portata quasi al limite, così senza voltarsi mi mostra il suo bel culo
sedersi completamente sul mio cazzo. Si muove prima su e giù come fosse uno scuot in
palestra per poi andare a mettersi completamente a cavalcioni e scoparmi il cazzo
rumorosamente con le natiche sui miei fianchi. Pochi colpi e anche lei toccandosi ogni tanto
il clitoride gode sul mio cazzo, venendo e bagnando ancora di più tutto il mio ventre. Poi si
alza e guarda la sua allieva.
K: “Liberalo”
Dice Kathrin seria in volto a Sara che così fa… finalmente libero mi alzo e vedo che quella
cagna si stava rimettendo lo strap-on di stamattina e si siede sul divano.
K: “Forza tesoro ora cavalca me forza”
Sara ancora con l’orgasmo bruciarle in ventre e con il cervello in preda all’esplosione
d’adrenalina, si siede sul suo cazzo di gomma. Se lo rinfila dentro e la bacia, con passione
come se stesse baciando me o il suo ragazzo di cui è innamorata. Le stringe i seni e accenna
a muoversi stringendo i muscoli della fica attorno a quell’arnese.
K: “Forza torello, fagli il culo a questa cagna”
Urla Kathrin da dietro… Sara spalanca gli occhi e mi guarda avvicinarmi
S: “Si Marco si … scopami il culo… entra piano però”
Preoccupata di dover gestire due pali di cui uno vivo nel culo Sara rimane ferma, cerca di
rilassarsi come la sua insegnante Violet le aveva insegnato e apre per bene il suo culo con le
mani. Le pianto la cappella sul buco e bagnandolo ancora meglio con un sputo spalmato per
bene col il mio cazzo, forzo l’entrata andando piano avanti. Lei chiude gli occhi ma non si
lascia sfuggire nessuna smorfia di dolore, sembra quasi concentrarsi a capire quando la cosa
gli stia dando piacere. Io entro un pezzo alla volta sempre più giù fino quando le mie palle
non arrivano a toccare la sua fica e il mio cazzo è completamente dentro.
S: “Che cazzo gonfio che hai… esci piano e rientra forza, scopami il culo da troia che ho”
Così faccio, serio e concentrato mentre vedo Kathrin baciarle il collo e accarezzarle i capelli
come se la stesse accudendo. Un minuto forse due di entrate e uscite lente che la sento
iniziare a muoversi lei quasi a venire incontro ai miei movimenti e a darmi il via libera per
sfondarle il culo. Allo stesso tempo Kathrin inizia a muovere il suo bacino e colpo dopo colpo
la scopiamo in sintonia sfondandola per bene in ogni buco.
S: “Sssss cazzo, mmm scopatemi si… si fatemi godere”
K: “Così tesoro brava, prendi due cazzi insieme che sei una gran troia”
M: “Si che sei un troia guarda come ti faccio per bene il culo”
E le assesto una pizza forte, e un’altra, un’altra ancora.
K: “Prendile i capelli forza che vuole sentirsi proprio una zoccola sai..me lo diceva
stamattina”
Così faccio e aumento il ritmo nel culo che ormai ha ceduto a ogni forma di resistenza e
viene scopato come fosse la sua fica. Sara non risponde si sente solamente scopata e
insultata come una cagna nello stesso momento, i suoi occhi guardano il vuoto, sbatte le
mani sul divano e emette un verso quasi innaturale mentre un orgasmo multiplo tra fica e
culo le devasta la spina dorsale salendo fino alle membra. Non ci fermiamo e urla ancora di
più mentre si accascia su Kathrine… Sento che non ce la faccio più così esco e dico a Sara di
levarsi.
Sara distrutta carambola affianco a Kathrin seduta mentre mi vede mettere le ginocchia sul
divano e piantare il mio cazzo in quelle enormi tette.
M: “Forza zoccola tienile che ti scopo per bene le tette dai che ci sborro per bene sopra”
Così si tiene quei seni perfetti e inizio a muovermi avanti e indietro, su e giù, in qualsiasi
direzione quasi a cercare di farlo uscire di più in quel mare di tette.
M: “Si si…mmmm eccomi eccomi”
Lei muove le tette quasi a spremermi il cazzo che le scopa, le stringe ogni volta sale con la
punta e dopo pochi colpi ancora le spruzzo forti e caldi schizzi di sperma mentre mi faccio
tutto indietro così da farli ricadere sui seni oltre che sul collo. Schizzo ancora, lo tiro fuori e
lo spremo con la mano proprio a darle tutto quando poi sfinito anche io piombo sul sedile
all’altro lato di Kathrin che si tocca piano la fica nel buco lasciato aperto dalla cintura.
K: “Tesoro per favore leccami tutta questa sborra che solo l’odore mi fa rivenire voglia”
Sara non si fa pregare e guardandomi inizia a leccare tutto lo sperma come fosse quello di
ieri sulla schiena della traduttrice, un po’ lo lecca e ingoia un po’ lo usa per baciare la sua
dea insegnante. Piano piano ripulisce tutto per poi venire a sdraiarsi su di me quasi
affettuosamente.
S: “Adesso anche se mi renderai molto triste.. puoi partire …. Chissà magari ci incontrerà un
giorno a Roma”
Le sorrido, le rispondo un chissà freddo e speranzoso allo stesso tempo mentre nella mia
testa adesso si so che posso partire, completamente svuotato ma con la testa piena di
immagini che accompagneranno le mie giornate per molto ancora.

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