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Anni ’60, scuola 2^ media finita ! Promosso ! Caldo infernale, indispensabile far cambiare aria alla famiglia numerosa…

Mesi prima mio padre aveva concordato un affitto bimestrale (luglio e Agosto) di una casa in campagna adatta a tutta la famiglia, subito dopo le scuole si partiva, felicissimi e gasatissimi di stare due mesi in montagna con passeggiate e avventure tra i monti !

Per noi era una grande festa, io avevo 13 anni, ero il più piccolo della famiglia e adoravo quel cambio di casa e di abitudini che per due mesi mi avrebbero reso il bimbo più felice del mondo !

Ricordo anche la tassa che bisognava pagare per il cambio d’aria e di abitudini: LA PERETTA per noi piccoli e il CRISTERI per i più grandi. Oramai ce lo aspettavamo e pur tra infinite proteste l’evento non era sindacabile, si doveva fare e basta !

Ci si inventava sedute apocalittiche in bagno per scongiurare il fatto di essere clisterizzati, ma la mamma era impossibile fregarla, se ne accorgeva che qualcosa non andava dal nostro appetito, dal colore del viso, persino dalle mutandine che cambiavamo giornalmente.

Capitava, al ritorno da qualche gita in montagna, di vedere la peretta in bella vista sulla credenza o il “cristeri” appeso a un chiodo in bagno e da lì partivano le illazioni sul nome della vittima, fra risolini e prese in giro, cosa che io odiavo immensamente perché ritenevo che la peretta dovesse essere una cosa molto ma molto privata e mi sentivo violentato nella mia privacy se la cosa finiva ai quattro venti e mi arrabbiavo moltissimo.

Dopo pochi giorni mi svegliai che non stavo benissimo, un fastidio alla pancia mi perseguitava da un paio di giorni, avevamo in programma una bella gita al rifugio delle rose con i miei fratelli e le mie sorelle, ma mia madre decise che io dovevo rimanere a casa e a nulla valsero le mie proteste anche gridate.

Mentre tutti partivano per gita io ritornai a letto, piccato come mai, piantai un muso da vero attapirato !

Mi facevano compagnia solo i rintocchi del campanile ogni 15 minuti e un sottofondo di rumori casalinghi come spadellamenti causati da mia madre perché comunque condannata a fare la casalinga anche in ferie…., poi a quei rumori, e a quei suoni si aggiunse un profumo intenso e piacevole di camomilla che però mi allarmò… come un dejavù, questo aria camomillosa in casa mi portava sempre a pensare alla peretta o al “cristeri” ! Mi alzai di botto, mi recai in cucina da mia madre e… vidi subito una minacciosa peretta arancione che faceva bella mostra di sé sul tavolo assieme a una bacinella colma di infuso di camomilla e il cuore mi andò a mille !! Mia madre era voltata dall’altra parte e gli dissi, adirato e schifato:

“Che intenzioni hai ?? sarà mica per me quella cosa ??”
“Maurizio, smettila di fare capricci, è una peretta e ne hai bisogno, lo sai !”
“Senti mamma, ogni anno è la stessa storia, mi sento umiliato, non sono più un bambino !”
“Hai ragione Maurizio, infatti pensavo di prepararti il clistere di vetro perché oramai sei adulto !”
“Coooosaaa ?!?!? Non se ne parla nemmeno !” risposi piccato mentre lei sorrideva.
“E allora ti va bene che ti faccio una peretta e la cosa finisce lì !”
Mi sentivo messo con le spalle al muro…. Mi guardai intorno, capii che in casa eravamo solo io e lei
“A chi hai già sventolato che mi devi fare la peretta ?” Chiesi minaccioso
“A nessuno, ho iniziato a prepararla quando tutti se ne sono andati e fino a stasera qui non arriva nessuno “
“Nemmeno quell’impicciona di zia Gina ??, so che quella c’è sempre di mezzo quando si parla di cristeri !”
“No, Zia Gina non sa nulla e non verrà, siamo soli io e te, anzi adesso preparo la peretta”
Mamma si avvicinò alla bacinella, mise un dito dentro l’infuso di camomilla, annuì, prese la pera premendola per far uscire l’aria, poi immerse la cannula nel liquido e, lentamente inizio ad aspirarlo dentro fino a riprende forma, poi la diresse verso l’alto, premette da sotto fino allo schizzo, poi la reimmerse nel liquido in modo da riempirla completamente. Mi accorsi che la guardavo estasiato, era la prima volta che non mi sentivo schifato, anzi, un forte turbamento mi colse, l’operazione mi attraeva e…. mi piaceva !

Quella dita si muovevano sulla superficie della pera con maestria e per la prima volta mi piaceva guardare la scena, poi mia madre alzò lo sguardo su di me, sorrise, io tornai alla realtà

“Andiamo di là in camera Maurizio, dai, facciamo presto…..”
“Va bene, però non farmi male ehheh !!??” arrivammo in camera
“Quando mai hai sentito male per una peretta, dai poche storie…” appoggiò la pera arancione sul comodino
“Adesso sdraiati a pancia sotto” così feci e la mamma, subito dopo, infilò le dita nell’elastico del mio pigiama prendendo anche l’elastico delle mutandine e tirò con forza il tutto verso i piedi fino alle ginocchia. Io sprofondai il viso nel cuscino, sentii il fresco sulle chiappe, immaginavo tutto senza vedere nulla, vedevo la mano della mamma afferrare la pera e portarla in zona del mio culetto, le sue dita sui miei glutei, li divarica e sento un frescolino sul sempre caldo sfintere …. Ecco… ora arriva…. Attimi che durano una eternità….. eccola …. CONTATTO !!!! La cannula si appoggia al buchino, lo stringo d’istinto…
“Nooo !! Lascia morbido Maurizio, non chiudere, rilassati !!”
La cannula sta ancora giocando con il mio buchino, chiede il consenso per entrare….. e…. LA SENTOOOO…. SCORREEEE DENTROOOOO…… Una inebriante sensazione mi pervade, scivola scivola dentro…. Eccola, ora sento la pera di gomma sfiorarmi i glutei, è dentro tuttaaaaa !!!!
“Maurizio ora fai dei bei respironi a bocca aperta, mi aiuterai nel farti il cristerino” mi disse con voce suadente, ero ammaliato, bloccato, come un automa obbedivo, sentivo le vibrazioni delle dita della mamma sulla pera, sentii i suoi pollici prendere posizione sul fondo della peretta e….. PREMEEEE !!!!!

Un forte scroscio nei miei intestini mi consegna un piacere mai provato, l’intimità del momento unito alla dolcezza della mamma provoca una esplosione vulcanica di sensazioni piacevoli mai provati prima….. Lo scroscio di camomilla prosegue, lo sento, così come sento le vibrazioni della cannula nel io culetto causate dal cambio di spremitura della pera, ora sento che la preme a piene palmi di mani, la schiaccia forte, nemmeno n goccio deve rimanere nella pera che ora la sento uscire dal mio sfintere, mi spiace, penso che sia già finita…. Sento il classico risucchio dell’aria che rientra nella pera, ma poi sento la cannula che rientra dentro di me dandomi immenso piacere, questa operazione permette a mamma di schizzarmi dentro la mia pancia la poca e ultimissima camomilla rimasta nella pera, sento lo scroscio, è l’ultimo e ne provo immenso piacere.

“Ecco Maurizio, abbiamo finito e non ti sei mai lamentato !” sentii dire mia madre mentre mi sfilava tutta la cannula e aggiunse…”Mi sa che forse era meglio farti il clistere, oramai sei grande per una semplice peretta… vabbè dai, ora vai a scaricarti poi vedremo”.

Quelle parole mi turbarono come mai era successo…. L’operazione mi piacque e desideravo la rifacesse ma mi vergognavo di questi pensieri, se lo sapesse mamma che provo piacere per una peretta non so cosa sarebbe successo, forse avrebbero chiamato l’esorcista.

Ora, seduto sulla tazza a scaricare il fardello pensavo all’ultima frase di mia mamma…. Ha pensato al clistere, quello di vetro e latta…. Fino a pochi minuti prima il pensiero mi atterriva, ma ora picchiava in testa come un chiodo. Intanto da mio culetto uscii di tutto, mi sentivo pulito come mai, ma escogitai uno stratagemma…

“Aprii per bene la finestra del bagno, mi pulii per bene con un buon bidè, presi molto tempo sulla tazza fino a che chiamai mia mamma “Mammaaa !!!!….” arrivò subito “Cosa c’è Maurizio ?”

“Mamma non ho fatto gran che, è grave ?” affermai preoccupato
“Maurizio, avrei dovuto farti un clistere invece di una peretta….”Mi guardò supplichevole affinché accettassi la seconda operazione, io feci finta di tergiversare…

“Mamma, non possiamo con un’altra peretta ?, mi farebbe meno impressione, al limite due…”
“No Maurizio, ci vorrebbe proprio un bel lavaggio da clistere !”
“Ma mamma, quel coso è impressionante…”risposi frignando.
La mamma mi abbracciò, mi baciò in fronte e mi disse “Ti fidi di me ??” come rispondergli di no ?

Uscì dal bagno, il cuore mi batteva forte, quel desiderio inconfessabile stava per diventare realtà, la seguii, la vidi prendere uno sgabello per salire in alto sull’ultimo scaffale del disimpegno, affondò le braccia e le ritrasse con tutto il macchinario per un vero clistere da adulti, rimasi bloccato dell’eccitazione, quell’ampolla di vetro con intorno il telaietto di contenimento di alluminio rosso, quel tubo lungo lungo color viola e quella cannula nera…. mi sembrava così enorme con quella buffa chiavetta….

“Eccolo Maurizio, ora lo prepariamo subito ehhee “ disse mamma sorridendo

Si diresse in cucina, facendo attenzione a tenere la cannula in alto per non inciampare nel tubo, appoggiò il clistere sul tavolo, poi prese per i bordi la bacinella di camomilla che era ancora piena, la alzò sopra il clistere e ci versò dentro tutta la camomilla che poteva starci facendo attenzione che nulla trasbordasse sul tavolo.

Questi gesti per me erano cerimoniali, da sempre ancora sono impressi nella mia memoria, l’attesa mi trasmetteva un senso di piacere pazzesco, il cuore ancora batteva a mille…. Mi aspettava un clistere da adulto, e questo un po’ mi inorgogliva, già mi vedevo con il culetto a nudo offerto alla pratica del “Cristere”.

“Andiamo sul lettone di mamma Maurizio, lì staremo meglio…”
Io gli ero davanti… annuii e svoltai nella camera grande di mamma e papà, c’era un grande specchio sulla parete laterale e il letto era molto più in alto rispetto al mio lettino e molto più grande al punto da doverlo quasi scalare per potermi sdraiare sopra a pancia in giù, mi accomodai per bene, puntai i gomiti ai lati dei miei fianchi per poter guardare nel grande specchio cosa stesse succedendo lì dietro. Vedevo la mamma armeggiare con il cristere, lo afferrò per la base e lo depose sulla mensola a lato del letto, fece srotolare il tubo viola fino a trovarsi in mano la cannula nera, io tremavo dall’eccitazione, mi sentivo adulto, iniziato a una pratica riservata solo ai più grandi… “Maurizio, togli il pigiama e mutandine dai !!”

Obbedii come un automa, mi tolsi tutto lì sotto mentre lei posizionò un grosso cuscino sul lettone, “Maurizio, mettiti sdraiato prono, con il cuscino sotto il pancino… da bravo… ora rilassati”. La vidi dallo specchio prendere con cura la cannula nera, spalmargli sopra qualcosa di untuoso usando il dito medio, poi chinarsi dietro di me, vedevo tutto dallo specchio, era una sensazione meravigliosa… io con il mio culetto tenuto alto dal cuscino e, alla mia sinistra, sulla mensolona di faggio, il famigerato “cristere” pieno di infuso di camomilla che presto sarà dentro di me….
Le sua dita !!! sentii le sue dita sfiorarmi i glutei, divaricarli e… ohohoooh, il polpastrello del suo dito medio si appoggiò sul solco tra i glutei cercando la rosellina nera…. mhmmhmhm che sensazione di fresco dolcissimo, delicatissimo…. La sostanza untuosa, grazie ai movimenti divini del polpastrello di mamma, ora la sentivo spalmata sul mio buchino, trattenni il fiato, l’attesa della cannula mi inebriava di piacere immenso, guardai lo specchio, vidi mia mamma concentrarsi sul mio buchino, strizzava gli occhi per vedere meglio, poi, sempre chinata lateralmente su di me, la vidi accompagnare la cannula nel mio culetto fino a sparire tra i glutei e …. CONTATTOOOOO ! ! ! ! Sentii la fresca e untuosa punta dell’obice sul mio sfintere, immediatamente mi inarcai di scatto “Stai fermo Maurizio, stai fermo !!!” mi intimò mamma con voce risoluta. Mi piaceva, erano attimi meravigliosi, non volevo finisse mai, ma all’ordine di mamma mi bloccai come una statua di marmo e fu in quel momento che sentii che la grossa cannula scivolarmi dentro tutto il mio buchino… che meravigliaaa… ero in apnea, trattenevo il fiato fino a che sentii chiaramente la farfalla della cannula baciare le pareti interne dei glutei….
“Mioddioooo….” Pensai…”me l’ha messo dentro tutto, ma proprio tutto !!”
“Bravo Maurizio, ora, a pieni polmoni, devi inspirare ed espirare lentamente a bocca aperta, quando espiri immagina di spegnere lentamente una candela” Quella voce mi fece impazzire, temevo di perdere il controllo, sentii le dita della mamma armeggiare sulla cannula, stava aprendo la farfalla del rubienetto… attimi…. Ancora poco attimi e…. Oohoohoho….. sentii il deflusso della tiepida camomilla dentro di me invadermi tutto, respiravo più per il piacere che provavo che per imposizione di mamma che, nel frattempo, teneva il fondo del tubo in modo da evitare che io potessi espellerlo e, contemporaneamente, lo roteava, lo sfilava e lo reinfilava in modo favorire il deflusso dell’infuso di camomilla. Ero al settimo cielo !

Guardavo scendere il livello della camomilla dall’enorme ampolla di vetro, provavo un piacere infinito, la mamma era dolcissima, poi…. Circa a metà, arrivarono i primi crampi…. “Mamma, …Mamma… Sento male al pancino… basta… basta !!”

Sentii le abili dita della mamma chiudere il flusso roteando la farfalla della cannula per poi sfilarla appoggiandola sul lato del letto, poi sentii le sue mani che mi massaggiavano il pancino e il fondoschiena, a poco poco sentii il dolore sparire… “Va meglio Maurizio ? possiamo continuare “ mi chiese con tono dolce e suadente, “Sì… Sì mamma…. Riproviamo…” dissi quasi balbettando.

L’operazione della cannula riprese, la risentii penetrarmi di nuovo come una spada nel burro, rividi il livello scendere ancora, ma stavolta non faceva più male, mamma continuava a muovere tutto lì dietro per far scendere il liquido negli intestini che io sentivo gorgogliare dentro di me, la pancia si gonfiava come mai e iniziava a infastidirmi, il flusso improvvisamente si fermò…”Mamma mamma, non scende più !” dissi preoccupato “Maurizio, stai calmo, ora mettiti in ginocchio, alza il sederino in alto e affonda il viso sul cuscino e…. respira, respira molto profondamente e lentamente”

Mentre cambiavo postura, vidi la mamma alzare l’apparecchio del clistere mettendoci sotto dei libri, istantaneamente il flusso riprese vigore… sì sentivo il liquido invadermi di nuovo e il tutto senza crampi o altri dolori…. Fu stupendo vedere il livello dell’infuso sparire nel fondo dell’ampolla di vetro e sparire nel tubicino…. “Ecco Maurizio…. finito ! Ora rimani lì supino 10 minuti, ti chiamo io quando potrai andare a scaricarti. Così dicendo la vidi abbracciare il clistere, mettersi l’asciugamano sulla spalla e uscire dalla camera.

Fu in quell’occasione che per la prima volta mi venne da massaggiare istintivamente il piccolo pene, sino a vedere una schiumina bianca e viscida uscire dallo stesso…. Capii successivamente che quella fu la mia prima sega !

Autore Pubblicato il: 9 Settembre 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti 69, Racconti Erotici0 Commenti

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