L’anno scorso sono andata al mare da sola. Avevo voglia di esplorare, di vedere posti nuovi e di conoscere nuove persone.

Sono sempre io, Mara. Ormai mi conoscete, spero. Alta, mora, belle gambe abbronzate. Ma soprattutto orgogliosa del mio culo da favola. Palestrato e  abbronzato a dovere, godo nel farmelo guardare e desiderare.
Quella mattina mi ero messa un costume tranquillo, un due pezzi da signorina per bene. Sono scesa in spiaggia abbastanza sul presto, come piace a me. Erano le 9 circa e c’era ben poca gente. Dopo dieci minuti di passeggiata solitaria sul bagnasciuga, passo una famiglia con due bambini piccoli che giocavano con la mamma. Il papà era seduto all’ombrellone, e sembrava leggere il giornale. 
Dovete sapere che ormai ho occhio per queste cose. Un signore sulla cinquantina, forse meno ma tenuti male. Un po’ di pancia, un po’ stempiato. Annoiato. Mi guarda di sfuggita, colgo subito il suo sguardo un po’ affamato, e sento il suo sguardo già sul mio corpo, sul mio fondoschiena.

Rallento la passeggiata, perché sono troia. La moglie ancora non si è accorta, ma io comincio a sculettare un po’, mi muovo piano, allontanandomi dall’uomo, ma facendo di tutto per tenere il suo sguardo appiccicato al mio bel culo. Lo sento, mi guarda, mi desidera. Probabilmente gli sta già diventando duro. Mi fermo, e fingo di guardare il mare, poi mi passo velocemente la mano sulla chiappa sinistra, come ad aggiustarmi il costume. Mi accarezzo e lascio che lui mi mangi con gli occhi.

Con la coda dell’occhio vedo che la moglie si è ora accorta delle sue attenzioni, e ricomincio a camminare. Mi allontano, lo ho già messo abbastanza nei guai.

il giorno dopo decido di divertirmi per bene. Prima di uscire mi provo alcuni costumi nuovi e scelgo l’indecenza  pura. Un top nero che mi avvolge bene il seno. Una terza soda e ben mantenuta. Sotto decido per uno dei miei tanga neri da spogliarellista. Un filo tra le chiappe e un bellissimo triangolo nero davanti. Una cosa da urlo, che mette in bella mostra il mio bel culo di marmo, abbronzato alla perfezione. Mi guardò allo specchio e sorrido.

scendo in spiaggia alle 7:00, non c’è anima viva. Passeggio come nulla fosse, con calma e in attesa della mia preda. Dopo poco lo vedo, al suo ombrellone, intento a leggere il giornale. Il signore/marito/papà del giorno prima. Questa volta da solo. Con una scusa qualunque e’ riuscito a sgattaiolare in spiaggia prima della famiglia, il maiale. Io cammino piano, verso di lui. Lui mi ha notata, ma fa finta di nulla.

Mi avvicino, gli passo davanti senza dire nulla e continuo a passeggiare dopo averlo passato. Sento che lui sposta il giornale e alza lo sguardo. Sento i suoi occhi su mio culo da puttana. Sento già il suo cazzo indurirsi. Lui non ci può credere, un culo così da favola che gli si mostra in tutta la sua pienezza, con un solo filo a coprire il buchino…

Mi fermo di colpo e mi volto. Il mio sguardo lo inchioda, lui non sa più dove guardare, dove nascondersi. Colto in pieno a sbavare per il mio bel culo, che imbarazzo. Proprio quello che voglio.
Torno indietro e mi avvicino a lui. 
“Buon… buongiorno signorina”, mi dice lui quasi balbettando.

io zitta. Lo guardo negli occhi. Poi mi giro piano e guardo il mare. Il mio culo è ora a pochi centimetri dal suo viso, e lo sento morire di desiderio. Un culo come il mio non deve averlo mai visto da vicino. Solo nei filmetti porno che ancora si guarda di nascosto dalla moglie.

mi volto di nuovo, lo guardo e mi siedo sul lettino di fianco alla sua sdraio. In spiaggia non c’è nessuno, siamo solo noi.

Continuo a fissarlo negli occhi mentre mi metto un dito sulle labbra per dirgli di stare zitto. Che bel porco ho di fronte a me, penso. Fosse per lui mi sbatterebbe ora, in spiaggia, senza nemmeno chiedermi il nome. Vorrebbe certamente mettermi le sue mani sudice sul culo e magari leccarmelo pure. Che maiale schifoso. Scommetto che se potesse, mi infilerebbe il suo cazzone duro in mezzo alle chiappe, godendo come un  porco dopo pochi minuti.

Nulla, io lo guardo e lui non dice nulla. Ma mi guarda. Oh sì che mi guarda.

”ti piace il mio culo?”, gli sussurro piano.

Lui quasi viene nel suo costume. Fa cenno di sì con la testa, ma non dice nulla.

Io gli tocco la gamba con la mia mano destra, piano. Lui mi guarda sorpreso. Poi sposto la mia mano più su, sulla sua coscia interna. Lui d’istinto apre le gambe un poco, e io infilo velocemente la mia mano sotto il suo costume.

Lo sento grosso e glielo afferro. Era già duro, come pensavo. Continuo a guardarlo negli occhi mentre muovo la mia mano su e giù per la usa asta dura, sempre dentro il suo costume. lo sego piano essenza sorridere. Continuo un po’ più veloce, poi gli sussurro “sei il mio porco oggi”.

Lui annuisce con la testa, e sta lì a farsi mungere. All’improvviso mi alzo, mi giro e mi piego un poco in avanti, porgendogli il mio culo da dea.

”bacialo, maiale!”, gli dico decisa.

Lui non se lo fa ripetere due volte, e sento la sua bocca orrenda sulla mia pelle abbronzata. Lo sento mordicchiarmi un poco il culo, mentre vedo che continua la sua sega da solo. Lo lascio fare, e mi piego ancora un po’. La sua lingua tra le mie chiappe, qualche morsetto ancora al mio bel culo da puttana.

Poi lo sento godere, mi giro e lo vedo con gli occhi in alto. Sta già venendo, il porco.

Sorrido, gli strizzo l’occhio e mi allontano. Continuo la mia passeggiata da troia, in cerca dì nuove attenzioni.

Caro lettore, se questo racconto ti è piaciuto,, ti prego di farmelo sapere. Contattami pure, non c’è vergogna.