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I miei, a causa di un impegno improrogabile, hanno organizzato all’ultimo minuto un viaggio a Torino. Si sarebbero assentati per due o tre giorni e non volevano lasciarmi solo a casa. Così mia madre ha pregato mia zia di ospitarmi: loro hanno una casa grande e non hanno figli, quindi problemi di spazio certamente non ne hanno ed hanno accettato di buon grado.
Quando mia madre mi ha comunicato la notizia, ho dovuto faticare a nascondere la mia contentezza e la mia libidine che già riempiva i miei pantaloni.
Così, mi precipito a casa dei miei zii e…. din don… ecco che lei apre la porta e mi accoglie con il suo fantastico sorriso.
Chiusa la porta alle mie spalle, mi aggiorna subito sul fatto che pranzeremo da soli e che lo zio arriverà solo per cena perché è via per lavoro.
La zia non perde tempo e mi dice che ha preparato un bel giochino proprio per me e che non rimarrò deluso. Per cui mi toglie lo zaino e la giacca e mi benda: si, mi mette una fascia sugli occhi e mi spiega che è per il nostro gioco.
Mi fa stendere sul divano e mi dice che faremo il gioco dei profumi…..Io rimango un po’ interdetto, non sapendo di cosa si tratta, desiderando invece di poterle saltare subito addosso!
In pratica mi spiega che dovrò indovinare i profumi delle cose che lei avvicinerà di volta in volta al mio viso, ma senza muovermi neppure di un millimetro, altrimenti non mi farà fare nulla. E se non indovinerò almeno 5 odori…nisba sesso!
Non avendo troppe alternative, accetto anche perché, viste le precedenti esperienze, sono certo che non rimarrò deluso.
Inizia con cose inattese: mi avvicina del rosmarino, ma per l’emozione non lo riconosco. Poi indovino il gusto del caffè. Comincio a pensare che questo gioco non mi piace, ma l’odore successivo che mi propone è il suo profumo che riconosco subito odorando una sua camicetta che ha avvicinato al mio naso e mi dice che le fa molto piacere che l’ho riconosciuto così presto e per premio mi toglierà di dosso tutti i vestiti! Comincio ad agitarmi. Devo rimanere sempre fermo e fa tutto lei: mi toglie tutti i vestiti, tranne la benda e si accorge che mi sto eccitando e le chiedo di accarezzarmelo. Allora per dissuadermi da strane idee mi schiaffeggia la cappella che intanto è diventata già gonfia. “Porco, se fai così, dico tutto a tua madre dei tuoi giochini che fai nel mio bagno con le mie calze!” Proprio l’ultima cosa che vorrei al mondo.
Allora le propongo di continuare con il gioco e che farò il buono.
“Bene – dice lei – vediamo quanto ci tieni a me e quanto mi conosci” e avvicina qualcosa al mio naso che mi manda subito in estasi: ne sono certo, è il meraviglioso profumo delle sue calze. Riconosco il profumo dei suoi piedi e capisco che sono ben usate. “Bravissimo. Ti meriti un piccolo premio” e mi strofina le sue calze sulla faccia. Cerco di respirare a fondo tutto il suo profumo, poi ne voglio sentire il sapore e me le fa leccare. Si infila la calza come un guanto ed io le lecco tutte le dita, poi il palmo della mano. Sento che si muove verso il basso e mi accarezza i coglioni con la mano guantata di nylon: non posso vedere la mia cappella, ma sono certo che sta per scoppiare!
“Basta così, sennò mi fai già un lago di sborra!” Il gioco prosegue e sento che di nuovo si muove: sento un profumo dolce e delicato che non riesco a riconoscere. “Prova – fa lei – e se sbagli sappi che ti darò un’altra sberla…” Io provo a sparare qualcosa, ma sbaglio e puntuale arriva un bel man rovescio sul mio cazzo duro! “Sei proprio piccolo ed inesperto: prova a leccare e vediamo se migliori un po’!”
Con la lingua inizio a tastare ciò che mi ha avvicinato al viso e riesco a capire che si tratta dei suoi capezzoloni: dolcissimi e grandi ed ora, strofinandoci su la mia lingua, li sento diventare duri ed appuntiti. Inizio a succhiarli. Lei si stringe le tette e me li infila entrambi in bocca. Non riesco a staccarmi, li mordicchio, poi di nuovo lei si stacca e penso già che sta per inventarsi qualche altra cosa, quando invece sento che inizia ad accarezzare la base del mio cazzo con i capezzoli. Va su e giù delicatamente, fa colare delle gocce di saliva sulla mia asta e le spalma con le sue bellissime tette su tutto il cazzo, fino ad inumidire anche i miei coglioni: sono in paradiso.
“Va bene, anche se hai indovinato con la lingua e non dal profumo, ti tengo buona anche questa risposta. Ora ti tocca l’ultima e più importante prova: ma siccome sarà impegnativa, voglio che ti rilassi un po’, perché dovrai durare…” Non capisco bene a cosa si riferisca, ma mi lascia due minuti da solo, mentre sento che lei si sta svestendo completamente. Poi si avvicina a me e posso sentire l’inconfondibile fruscio delle calze che evidentemente sta indossando.
“Eccomi, sei pronto per l’ultimo ostacolo?” Le rispondo che per lei farei qualunque cosa e mi chiede di stare immobile. Sento che si avvicina molto a me finchè non sento un odore forte, che mi sorprende ma che mi coinvolge tutto: non so ancora cosa può essere ma mi piace. E’ un odore che mi eccita ancora più degli altri fino ad ora provati. “Ti piace questo, piccolino?” Le dico di sì, di rimanere com’è perché voglio goderne ancora. “Vedo che ti piace: hai il cazzo durissimo come non te l’ho mai visto”. Le chiedo di farmi sentire il sapore per poter indovinare. “No, prova ancora ad immaginare cosa può essere”. Il mio cazzo trema per l’eccitazione, non riesco a trattenermi e cerco con la lingua di toccare l’origine di quel magnifico profumo. “E allora vediamo se ora capisci…” Sento un buchino caldo ed accogliente appoggiarsi delicatamente sulla mia lingua. Ma capisco che non è la fica, perché ho già provato a leccarla. “Allora? Hai capito, nipotino?” Più muovo la lingua e più mi piace. Capisco che sto leccando il suo ano e capisco anche che le piace molto. “Insalivalo molto bene e cerca di allargarmelo un po, “ Ubbidisco e comincio ad inumidire per bene con la saliva il buco del culo di mia zia ed a penetrarla con la punta della lingua. Lei, accovacciata su di me, si muove su e giù per sentire la punta sempre più in dentro e sento i suoi sospiri di piacere.
“Bravo! Hai vinto, ora ti devo consegnare il premio”. Mi toglie finalmente la benda, si stende sul divano e allarga di fronte a me le gambe. “Oggi ti regalo il mio culo: chiavami nell’ano” Io sono al settimo cielo. Non l’ho ancora mai fatto lì ed avvicino la mia cappella viola al buchino. “Massaggiami prima e poi entra lentamente…. Ti guido io.” Mi prende con una mano il cazzo durissimo ed inizia a strofinare la cappella intorno al suo buchino. Poi si infila un dito nel culo per allargare ancora meglio il suo ano voglioso. “Ora tocca a te…” prendo la mia asta ed inizio a premere delicatamente. Sento lei che si aggrappa alle mie natiche e mi tira dentro di lei. Spingo finchè riesco ad entrare. E’ stretto, ma inizio a scorrere dentro di lei. Mi eccito sempre di più. L’asta penetra prima un po’, poi per metà, poi quando inizia a scorrere bene bene entra tutta dentro e sento i miei coglioni sbattere sul suo culo. Intanto lei mi prende le dita e si fa massaggiare il clitoride che è diventato durissimo e completamente fuori dal suo cappuccetto. Le dico che non riesco a resistere oltre, che ho una voglia pazza di venire. “Ok, te lo meriti, ma voglio farti sborrare io”. Improvvisamente si sfila il cazzo dal culo e se lo porta alla bocca: inizia a segarmi forte e mi prende la cappella in bocca proprio mentre inizio a spruzzare. Lo beve tutto, sento che spinge la cappella fino in gola. Io urlo di piacere, anche perché lei continua a mungermi il cazzo anche quando ha bevuto tutta la sborra. Poi mi avvicina a lei e mi bacia con la lingua prima in bocca e poi su tutto il corpo.
Grande zia!

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