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Acchiappami così forte come sai stringermi tu,
rivoltami come un guanto, sfregami l’ammennicolo davanti,
attanagliami del petto gli ornamenti, sì i turgidi bottoni,
con la mano ardita assedia, della mia virtù prenditi il frutto,

che io resistere potrò soltanto quanto e se tu lo voglia.
Segami, dunque, mentre il cuore palpita e ansima la gola,
con ostinata mira piegami che soddisfi la tua brama.
Cedere mi è facile, Amore che il gioco a me conduci.

Distendo le mie membra, mentre Cupido incocca
il dardo sul mio arco teso che si protende, mirando
al petto tuo che a me d’ affianco si dibatte con forza,
e quindi tende la corda la sua mano. Prende la mira

e scocca la freccia che s’infigge, giunta al bersaglio
dritta, e infiamma e arde tutto quello che incontra
sul suo tratto. E tu, infili e muovi le tue terga in sì
frequenti e rapide movenze che subito d’un raptus

mi prende e anch’io t’infilo come lo spago in cruna.
Come oliato cilindro della macchina motore accogli
il mio pistone in sopra e sotto. Oh, quant’abbondanza
di sensibile consenso in te e in me esplode, pirotecnica

[sequela di scintille.

Autore Pubblicato il: 29 Novembre 2021Categorie: Erotici Racconti, Poesia Erotica, Racconti Gay0 Commenti

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