;

Scendere nella depravazione più totale con l’odiato patrigno! (Parte 3)

3 0

Si è tolto la cravatta e l’ha bendata con quella poi l’ha afferrata per i capelli, rovinandole lo chignon che le pendeva sfatto, e ha guidato la sua bocca davanti il cazzo.
 

Era più corto del mio e lei ha allungato la lingua, con la punta che si è agitata nel vuoto fino al contatto con la cappella che ha preso a leccare obbediente. 

 

Lo stesso uomo ha fatto segno agli altri di mettersi coi cazzi puntati verso di lei, la mia figliastra, che stava adesso seduta sui talloni, attorniata dai cinque uomini, e, bendata, si prodigava a soddisfarci tutti.  


La cagna succhiava golosa un cazzo dritto davanti la bocca e contemporaneamente smanettava i due che aveva tra le mani, poi passava a succhiare il cazzo successivo e ad afferrare e smanettare gli altri, fino al giro completo. 
 


Lo choc per questa scoperta è andato sostituito dallo scoprire questa inimmaginabile identità porca e depravata di Patrizia. 
 


Ognuno di noi, a turno, l’ha presa dai capelli e spinta, anche con decisione, verso il proprio cazzo, distogliendola dal cazzo che era intenta a succhiare.
 


Ero come in trance dall’eccitazione, così sudato che ero certo che la maschera si sarebbe sciolta svelando alla mia figliastra chi fossi. Deglutivo quando immaginavo che accadesse e che lei, sollevando gli occhi, scoprisse che il cazzo che succhiava fino in gola fosse quello del patrigno. 
 

Questa idea mi dava degli spasmi che lo facevano pulsare con più forza nel suo palato. 

Gli altri accompagnavano le sue pompe smanettandosi furiosamente, mentre lei ciucciava le loro cappelle.  


Stavo godendo come un porco, avrei voluto prenderla per la testa e affondarle il muso nelle palle quando ecco che, come per telepatia, lei esegue prendendomi il cazzo e puntandolo in su, così da piazzare il naso sotto l’asta e liberare la lingua a frugare nei miei coglioni. 
 

Dio che sensazione stravolgente, la figliastra che slingua le palle del patrigno e gli smanetta la verga!  


E la mia verga le è piaciuta parecchio, molto più degli altri cazzi che aveva puntati in faccia, visto che si è dedicata con foga a succhiare e lavorare di lingua mentre agli altri ha dedicato delle rapide smanettate e altrettanto rapidi colpi di lingua sulle cappelle. 
 


Il gioco osceno è continuato così, con lei carponi sul tappeto a fare pompini mentre avide mani la toccavano dappertutto e senza ritegno. Le dita entravano nella fica, frugando creavano un rumore acquoso e uscivano impregnate dei suoi umori; altre come stantuffi la scopavano nel buco del culo. 
 


Indimenticabile (come tutta la serata) è stato poi il momento delle sborrate. È rimasta carponi e immobile prestando la bianchissima schiena ai getti di sborra che le cadevano addosso copiosi. 
 


Si era talmente innamorata del mio cazzo che dopo averlo succhiato in abbondanza me l’ha smanettato fino a farmi venire sulla sua schiena e poi mi ha guardato con un’espressione di estrema soddisfazione, senza sollevare la testa ma alzando gli occhioni neri, come una cucciola sottomessa ma felice (il brillare delle pupille non lasciava dubbi). 
 

Ho subito reagito spostando il mio sguardo, evitando che si incrociasse col suo e ho indietreggiato infilandomi il cazzo nei pantaloni.  


Ho passato il resto del tempo seduto in poltrona, ad osservare quello che i miei estemporanei compagni facevano a Cecilia. 
 

Le hanno messo in bocca una gag-ball e stretto delle cinghie attorno alle tette che si sono gonfiate ancora di più, pendendo poi come le mammelle delle vacche. Gliele hanno palpate oscenamente fino a simulare una mungitura, mentre hanno tappato gli orifizi della fica e del culo con dei cazzi di gomma.  


Ho passato il tempo ad osservare la mia figliastra farsi trattare come un animale da stalla. Esposta per il divertimento di uomini che la sculacciavano, palpavano avidamente e frugavano violando ogni intimità, sogghignando e grugnendo dal piacere. 
 


L’ho vista godere di tutto questo al punto di macchiare il tappeto con le grosse chiazze degli umori che le colavano dalla fica. 
 


È stata un’esperienza inaspettata e oltre la più incredibile follia… una sessione hard con la mia figliastra!
 

Continua 

(per commenti potete scrivermi a: imperium@hotmail.it) 

  

Lascia un commento

I racconti erotici di Milù DEVI ESSERE MAGGIORENNE PER POTER ACCEDERE A QUESTO SITO.