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Se fossi una donna. La sverginatrice – Capitolo 6: Lo sverginamento

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Il mercoledì sera seguente, arriva l’appuntamento tanto atteso. Immagino le seghe che Joerg si sarà fatto nei giorni liberi, fino alla domenica mattina, cercando di immaginare a cosa averebbe sentito il suo membro eretto, stando dentro la mia fica.
Immagino i pomeriggi a cazzo duro e le notti insonni che avrà passato in attesa di questo giorno. Il giorno più atteso nella vita di un maschio.

Io indosso un vestito sexy nero, molto sexy, tipo da sera. Io lo chiamo il vestito “da sverginatrice”, o da “grande accoppiamento”. E’ elegante, con una bella scollatura a V. Le curve dei miei seni nudi sono ben visibili, fin quasi ai capezzoli. E’ uno di quei vestiti con la gonna aperta sul davanti, e sul davanti penzola un lungo lembo di vestito, tipo un grembiule molto stretto, lungo fin quasi a terra. Ai lati del lembo/grembiule rimangono quindi due spacchi che lasciano in parte scoperte le cosce nude. Il vestito è senza cavallo e non indosso niente sotto il vestito. Solo il lembo “penzolante” copre il mio sesso nudo, che si intravede mentre cammino. Nelle ultime settimane mi ero lasciata ricrescere la mia banda verticale di boschetto nero sul sesso, rendendone la vista ancora più eccitante sotto il vestito nero.
Apro la porta, Joerg entra e rimane a guardarmi di sasso. Una bozza orgasmica si forma sui suoi pantaloni.

– Allora Joerg, come sono stati i giorni di astinenza? Sei pronto per il grande giorno?
– Sì Annette… come sei figa… E’ stato difficilissimo resistere. Sono stato bagnato tutto il tempo.
– Ohh poverino, fammi sentire…

Appoggio la mano sui pantaloni gonfi e massaggio a lungo. Poi li slaccio lo tiro fuori la verga. E’ impalata e completamente dura. Il glande è semi scoperto ed è bagnato di lubrificante maschile. Premo appena le ditta sotto il glande ed un’altra grossa goccia sguscia fuori.

– OOhhh come sei bagnato… questo pisellone non vede l’ora di scivolarmi dentro… fra poco sentirai come scorrerà bene nella mia figona…
– Ohh Annette, se dici così mi fai venire…

Prendo in pugno lo scroto, con i suoi testicoli voluminosi…

– Sei bello pieno vero?
– Si Annette scoppio, non ce la faccio più…
– E’ la tua prima munta di seme in una vagina… sarà spettacolare… Ma devi cercare di resistere il più possibile… Più a lungo resisti, più seme mi darai.

Non resisto a quella delizia ancora vergine e appoggio il lato inferiore della lingua sulla punta scoperta del glande, e assaporo il miele abbondante. Appena passo sul dorso del glande scivoloso, ancora semi coperto dalla pelle…

– SScccccc….. No Annette, non con la lingua….

Joerg si tira in dietro. E’ talmente carico che il suo orgasmo si sta già avvicinando in fretta.

– Ma come, stai già per venire? Non abbiamo neanche iniziato…
dico sapendo bene quanto fosse eccitato.

Allora prendo qualcosa di fresco da bere e porto Joerg in soggiorno. Lo faccio sedere sul divano e io mi siedo su una poltrona, quasi davanti a lui. Il lembo del vestito cade in mezzo alle mie cosce nude lasciando scoperte tutte le gambe.
Lo avevo portato lì per abbassare un po’ l’eccitazione, ma in breve mi rendo conto che il vestito e lo stare seduti lì, uno di fronte all’altro, stava invece aumentando l’eccitazione, anche la mia… ed incomincio a sentirmi bagnare fra le piccole labbra.
Allora per gioco comincio a fare delle domande, come in un’intervista:

– Allora Joerg, cos’hai da dire in questo momento… che precede di poco il tuo primo accoppiamento con una donna?
– Non posso credere che sia vero… che sto per scopare con te… Non se è vero o se è un sogno…
– Hai desiderato scoparmi anche prima che cominciassero i nostri giochi?
– Sì… e come invidiavo il tuo compagno…
– Ti sei fatto tante seghe pensando a me?
– Sì…
– E a cosa pensavi di più di me? Cosa ti piace di più?
– Tutto… ma pensavo sempre di toccare le tue cosce, i tuoi seni, la tua fica…
– E di sborrami dentro?
– Sì…. ma non ho idea di cosa si provi…
– Fra poco lo saprai… Lo sai che sei il mio primo vergine, da quando sono in età “matura”? Il mio primo e unico vergine è stato quando avevo avevo 17 anni, il mio primo ragazzo. Eravamo entrambi vergini.
Poi Joerg dice:
– Posso fare una domanda io?…Ma tu com’è che hai deciso di donarti a me?…di sverginarmi?
– Beh!… E’ cominciato tutto quando tua madre mi ha raccontato di tutte le seghe ti fai tornato da scuola e nel tuo letto… ho avuto subito voglia di vedere il tuo cazzo. Ho pensato subito che lasciare inespressa tutta questa voglia di scopare e di sesso è un vero peccato. E’ un vero spreco!

Poi scosto leggermente il lembo centrale del vestito, scopro quasi tutto il mio boschetto nero e gli dico:

– Allora… sei pronto per accoppiarti con me?

Io sono ormai fradicia e mi sento completamente porca, come se fossi in attesa di una scopata attesa da una vita.
Lui si alza come in trance, si inginocchia davanti alla poltrona e infila il naso fra le mie gambe, sul pube peloso, cercando di raggiungere le labbra impregnate di miele profumato. Tutto lì in mezzo profuma di sesso ormai.

– No, ma cosa fai, non qui…
Gli allontano la testa e mi alzo. Lo spoglio nudo, liberando il suo palo eretto e bagnato davanti a me. Il glande mi sfiora il grembiule del vestito, lasciandoci sopra sensuali tracce trasparenti di lubrificante vergine, ben visibili sul nero profondo. Joerg geme a qui contatti, come se fosse pronto per venire.

Camminando in modo sexy, con il lembo anteriore del vestito che ritmicamente apre squarci sul nero del mio sesso. Arriviamo in camera, che avevo preparato per l’occasione. La tapparella è abbassata e numerose candele sistemate ovunque illuminano la stanza. Ci sono candele sui comodini, sul cassettone, e su piedistalli intorno al letto. La luce è sensuale ed eccitante, ma non è tenue, in modo che Joerg possa vedere bene il mio corpo ed il mio sesso eccitato quando sarò sdraiata sul letto. Il letto è senza le lenzuola della parte di sopra. C’è solo il materasso coperto da un eccitante lenzuolo rosso, che illuminato dalle candele è ancora più eccitante. Sul comodino, vicino a due candele c’è un calice a coppa, in cristallo ricamato, a cui Joerg al momento non presta attenzione. L’atmosfera creata da quella luce è estremamente eccitante e trasgressiva!

Joerg è davanti a me con la sua verga eretta, lunga e leggermente ricurva verso l’alto. Appoggio le mani sui fianchi ai lati del petto e scendo accarezzandolo fino alle cosce. Nello scorrere delle mani sul suo corpo vedo il pene contrarsi e sobbalzare verso l’alto. Vorrei prenderlo in bocca, ma non voglio che si avvicini ancora di più all’orgasmo, e voglio che oggi il primo calore che incontri sia quello bagnato di una vagina…
Poso le dita alla base del glande. Premo col pollice delicatamente sull’uretra ed un gocciolone di lubrificante trasparente sgorga sommandosi a quello che già c’era.

– Non fare cadere questa perla… La voglio sentire quando mi scivolerai dentro…

Joerg scansa le parti laterali del vestito e scorre le mani sulle mie cosce lisce. Me le accarezza, ed avvicinandosi il suo pene bagnato lascia inavvertitamente altre tracce trasparenti sul lungo lembo anteriore, penzolante del vestito. Io sono eccitatissima. Mi sdraio sul letto, sollevo il lembo centrale e lo porto tutto da un lato, all’esterno della mia gamba sinistra, scoprendo tutto il mio sesso alla vista di Joerg:

– Ohh Annette che figa che sei. Come sei aperta… è aperta come una farfalla… non resisto più…

Io aprendo le gambe mi sento in effetti il pertugio spalancato, ed il fresco dell’aria sulle piccole labbra che si schiudono.
Poso una mano sul basso ventre, sfiorando il bordo del boschetto e gli dico con voce fremente:

– Dai, entra in me…

Joerg sembra in trance. Sale sul letto emettendo un lungo “Oooohhhh….” mentre si assesta su di me fra le mie gambe. Io lo cingo per le spalle e scendo lungo la schiena. Con una mano tasto il suo pene eretto. Tocco la cappella scivolosa, che sta per penetrare una vagina per la prima volta in vita sua. La cappella è dura, congestionata dal piacere e dalla voglia di entrare. Scuoto un po’ il pene, in modo che il movimento dell’aria sul glande gli provochi una sensazione di fresco, prima che si tuffi nel calore della vagina. Joerg geme a quella frescura.

Poi torno ad abbracciarlo sulla schiena, sento il suo glande passarmi sul clito mentre lui lo guida con la mano. Joerg centra il pertugio con facilità, da quant’è aperto e pronto a riceverlo.
Durante queste manovre, nel tastare del glande contro la mia fica, Joerg emette una serie di “AAhhh…. AAhh.. AAhh…” in uno stato di estasi.
Quando il glande si trova adagiato fra le mie calde ali di farfalla davanti al pertugio, sento la boccia del glande intriso di lubrificante puntarsi sul buco aperto, e Joerg non capisce più niente…

– OOOhhhhooo……

con un lungo OOhhhhh, il glande scivoloso del suo miele varca l’ingresso ed entra dentro. Scivola che è una meraviglia… Il suo glande è per la prima volta avvolto da una vagina!

– OOOOhhhhh….

rispondo io gemendo, nel sentire quel primo contatto. Poi Joerg mi abbraccia completamente e gemendo come in trance, con  una serie di “AAh! AAhhh! AAh!…” prosegue sprofondando interamente dentro di me… Io lo cingo per la schiena.

– OOhhh sììì….
lo incito eccitata

Joerg rimane fermo dentro di me, assaporando questa nuova sensazione… il suo lungo pene è completamente dentro di me, fino a solleticarmi la cervice…

– Ohh Annette come sei calda dentro…
– Scopami vergine, scopami…
gli dico impaziente

– Come sei bagnata….
– Anche tu…

Sono impaziente che Joerg cominci a muoversi, ma aspetto. Voglio che sia lui a cominciare a muoversi, non voglio sovrastimolarlo. Poi finalmente Joerg comincia a muoversi lentamente. Sento quella verga dura e sottile accarezzare il mio tunnel di carne intriso di miele e del suo lubrificante.

– OOOhhh…… aaaahhhh…

Joerg geme immerso come in un altra dimensione. Io gli accarezzo la schiena ed il sedere sodo.
Gemo anch’io insieme a lui ed il mio pube comincia subito a ondeggiarsi di riflesso, ma cerco di frenare i miei movimenti. Joerg era già vicino all’orgasmo prima di penetrarmi…
– AAhhh…. Joreg, pensa a quando ti facevi le seghe pensando a me… adesso mi sei dentro… e adesso mi sborrerai dentro…

Joerg è troppo concentrato e si limita a rispondere “Sì….”. Intanto gli accarezzo la schiena e accompagno i movimenti del sedere. Io sono sempre più vicina all’orgasmo ma non voglio venire, perché i miei movimenti forti e convulsi lo farebbero venire nel subbuglio del mio orgasmo, scombussolandogli il suo primo orgasmo. Voglio gustarmi con lucidità il suo primo orgasmo in vagina e tutte le sue contrazioni.
Sentire il suo corpo snello e lungo ondeggiarsi sopra di me, con la sua lunga verga fra la mia carne intima mi fa impazzire, in mezzo ai suoi gemiti di piacere sempre più forti ed erotici.
Sono in estasi e comincio a dire frasi porche come non avevo mai fatto:

– Sì!… scopami vergine, scopami!

– AHHH… Ahhhhhaaa… Ahhhhh…

I suoi gemiti annunciano l’orgasmo ormai imminente. Comincio a ondeggiare il pube con più decisione, urtando il suo pube con il mio.

– Sì, scopami!…inseminami vergine, dammi il tuo seme verginale…
– Vieni verginello, vieni….

Ad un certo punto, fra il nudo sciacquettare dei nostri sessi sento Joerg prendere fiato profondamente “OOOHHHAAAaaaaa…….” e poi…

– HHOOOOO!!

Sento un lago caldo espandersi in vagina. Lo stringo forte a me, e rimango immobile mentre sento i primi grandiosi getti di seme scorrere in vagina.

– HHOOOOO!!… HHOOOOoo!! … HHHOOOoooooo!!

– AAhhhh… sììì….
gemo io fra i suoi gridi.

Poi comincio a ondeggiare il bacino con delicatezza su e giù, coadiuvando l’eiaculazione…

– Ohh sìì! Vieni verginello, vieni.. vieni….

gli sussurro nell’orecchio mentre lo cullo dolcemente, mentre eiacula a non finire dentro di me.

– Sìì…. vieni…   vieni…

Dopo molte pulsazioni della verga, sento il seme strariparmi dalla vagina e scendere lungo l’ano, fino a cadere sulla gonna del vestito sotto di me, già bagnata del mio miele prodotto in abbondanza durante l’accoppiamento.

Tengo Joerg stretto con forza a me, e durante gli ultimi spruzzi gli accarezzo dolcemente la parte bassa delle schiena e tasto le sue natiche sode, invitandolo eroticamente a spremersi fino all’ultima goccia dentro di me…
E’ fantastico sapere quanto seme sta effettivamente eiaculando dentro di me, dopo averlo visto eiaculare tante volte in precedenza, dopo quei giorni di astinenza.
Subito dopo la fine dell’orgasmo, veramente lungo, Joerg istintivamente accenna a ritirarsi per uscire da me, ma io lo trattengo con la mano sul suo sedere, indicandogli di non uscire.

– Stammi dentro…
gli dico estasiata trattenendolo in me.

Joerg resta immobile, tengo una mano sul suo sedere e l’altro braccio avvolto a lui. Sento il suo battito acceleratissimo sul mio seno, in parte scoperto dal vestito, mentre il pene lentamente perde tono dentro di me.
Poi porto le dita sulla fica, sotto il pene e dico:

– Esci lentamente…

Joerg lentamente si sfila da me. Io con una mano tengo tappata la vagina per lasciare sfuggire meno seme possibile, e nonostante ciò, sento versarsi sul letto una certa quantità di seme. Con l’altra mano velocemente prendo il calice sul comodino, lo porto sotto il pertugio e allontano le dita. Un’abbondante cascata di seme discende nel calice e forma alcuni millimetri di latte bianco sul fondo. Non mi infilo però un dito per tirarlo fuori tutto. Mi piace sentirmi piena di quel seme vergine e poso una mano sul ventre, sopra il pube, gustandomi quella sensazione di calore e riempimento.
Dico a Joerg di tenere lui il calice in quella posizione, mentre io rimango con la mano sul ventre. Altri rigagnoli di seme si aggiungono nel calice mentre mi massaggio il ventre, premendo sopra la vagina, piena del suo seme verginale.

– Guarda come mi hai riempita Joerg… mi sento un lago caldo dentro, enorme…

Joerg è ancora invaso dal piacere del suo primo orgasmo in vagina e mi guarda con desiderio e approvazione.
Mi sollevo sulle gambe, e raccolgo il seme che inevitabilmente cola dalla vagina. Poi appoggio il calice vicino alle due candele rosse sul comodino. La loro luce illumina con grande sensualità e trasgressione il seme dentro il cristallo. Il seme brilla con le sue rigature bianche, come latte perlaceo proibito.
Delicatamente mi tolgo il vestito e lo poso su una metà del letto, con il lembo anteriore discostato. Il laghetto di seme brilla alla luce erotica delle candele, bene in vista sul tessuto nero che si trovava sotto la vagina durante l’amplesso.
Siamo entrambi in ginocchio sul letto, Joerg è davanti a me, io sono ora completamente nuda, illuminata dalle candele. Il suo lungo membro floscio è adagiato fra le sue cosce, ma si vede che è in attesa di rialzarsi.
Ci guardiamo intensamente. Poi prendo l’erotico calice contenete il suo seme verginale e gli ordino con tono solenne:

– Posami le mani sui seni.

Aggiusto bene le sue mani sulle mie coppe, facendogli sentire bene i miei capezzoli sui palmi, lo guardo negli occhi e recito la frase di conclusione del rito di sverginamento, che mi ero preparata per il solenne momento:

– Joerg… Con questo rito ti ho sverginato… Da questo calice bevo il tuo seme verginale…

Porto il calice alle mie labbra, inclino la testa verso l’alto e lentamente lascio scendere le stille di seme in gola, esponendo il mio collo alla sua vista, che mostra i lenti inghiottimenti, nel discendere del suo seme nella mia gola. Il tutto illuminato dalla luce sensuale delle candele, mentre le sue mani sono sui miei seni.
Finito di bere, abbasso lo sguardo e vedo che il membro di Joerg sie era rizzato del tutto, durante quei lenti e sensuali  inghiottimenti, pieni di erotismo e trasgressione!
Con la lingua mi accarezzo e mi ripulisco bene le labbra bagnate del suo seme verginale, mentre Joerg mi guarda intensamente.

Non faccio in tempo a pronunciare le frasi di conclusione del rito, che Joerg mi si getta addosso baciandomi vorticosamente con la lingua e mangiandomi le labbra. Mi butta all’indietro sul letto, gemendo e leccandomi tutta la faccia e il collo. La sua asta dura e bagnata del seme che ancora gocciolava dall’uretra, appoggia ora sul mio pube. Sento la mano di lui raggiungere il membro e guidarla dentro di me, emettendo un gemito enorme.
Io non aspettavo altro. Ero in fremente attesa del turno del mio orgasmo. Comincio a muovermi forsennatamente, facendo sobbalzare oscenamente Joerg sopra di me che comincia a gemere come in estasi, con quei colpi del  mio pube che lo sollevano… Stringo bene il membro con i muscoli vaginali. A tratti mi giro e guardo il vestito nero elegantemente disteso accanto a noi, con quel laghetto di seme verginale e le tracce del suo miele ovunque, così erotiche ed eccitanti. Non pongo nessun freno al mio orgasmo che esplode incontenuto, mentre sbatto Joerg dentro di me fino alla cervice:

– AAAAHHHHH…… AAAAAAHHHHH……

Alla fine del mio orgasmo Joerg rallenta. Poi appena mi riprendo gli dico:

– Adesso tiralo fuori fino all’ingresso e poi rientra piano… Accarezza la vagina lentamente, senza uscire…

Joerg comincia a spennellare la vagina lentamente da cima a fondo.

– Sì… piano così, abbiamo tutto il tempo…

Io comincio a ondularmi leggermente. I nostri gemiti salgono insieme.

– Adesso tiralo fuori tutto, lentamente. Appena è fuori rientra lentamente…

Joerg esce lentamente ed il suono di “stappo” che produce uscendo dal pertugio bagnato è magico… Joerg capisce cosa voglio fare e comincia a uscire ed entrare lentamente in vagina, varcando l’ingresso ogni volta, nel fradicio dei nostri mieli.

– Ohhh Annette è troppo bello…
– Sìì.. così… pensa a quando eri vergine e ti facevi le seghe pensando a questo…
– OOhhhh……

Porto le dita davanti al pertugio e le adagio sul glande per sentirlo scivolare fra i polpastrelli, mentre entra ed esce. Il glande carnoso ed eccitato scivola a meraviglia fra le dita, ricoperto di miele.

– OOhhh Annette… piano con quelle dita, mi fai venire…
– Sì, vieni… irrorami col tuo seme ancora vergine che hai dentro…
– OOhhh…..

Con le mani posate sui suoi fianchi lo invito a scivolare fino in fondo e a riuscire completamente, godendosi ogni volta tutta la penetrazione intera, dall’esterno fino in fondo. Il sogno di ogni vergine…
Il suono dello stappo e dello scorrere bagnato riecheggia ereticamente nella stanza illuminata dalle candele. Accanto a noi, il vestito bagnato di seme…
Non resisto più allo scorrere di quella lunga verga dentro di me e vengo un’altra volta, ondeggiandomi senza freni. Joerg per fortuna ha una certa resistenza, in quanto era già venuto prima. Lo invito a muoversi lentamente per godersi al meglio l’arrivo dell’orgasmo.

– Aspetta, voglio sentire i tuoi testicoli.
gli dico quando sta per venire.

Ritraggo a me la coscia destra in modo da riuscire ad appoggiare la mano sui suoi testicoli. Li voglio sentire in mano mentre pompa il seme dentro di me. Lo scroto è tutto ritirato, le palle rimangono premute contro il corpo, alla base del pene. Afferro con leggerezza il testicoli e con la punta delle dita accarezzo la pelle corrugata, ritirata intorno ai testicoli.
Joerg geme. Poi avvolgo bene le dita tutt’attorno ai testicoli duri e li massaggio con leggerezza. Con la mano seguo l’andare su e giù dello scroto cercando di ostacolare il movimento il meno possibile. Quando con delicatezza stringo i testicoli fra le le dita sento brividi percorrere il membro di Joerg e tutto il suo corpo e Joerg geme oscenamente…

– Sì, vieni verginello… pompami tutto il tuo seme dentro… vieni… vieni…

Sento il cordone del membro indurirsi sotto i testicoli tesi e mi sento bagnare dentro, prima ancora che Joerg cominci a urlare:

– OOOOhhh….. OOOOhhhhh….. OOOhhhhh…

Sento pulsare tutto il sesso di Joerg insieme ai testicoli nella mia mano, mentre abbondanti getti di seme mi scorrono in vagina, scendendo in fondo fin nell’utero, data la mia posizione leggermente piegata verso l’alto…

– Sì… ti spremo tutto tuo seme, inseminami tutta…

Per un momento mi immagino veramente il brivido di farmi ingravidare dal seme fresco di un vergine…
Un’eiaculazione di tutto rispetto. Joerg urla ancora più intensamente. Il secondo orgasmo a poca distanza dal primo, dà infatti sensazioni molto forti per il maschio.

– Uhh… com’è forte la seconda volta!
dice Joerg una volta ripresosi.

Dopo l’orgasmo prendo ancora il calice e raccolgo il seme che sgorga dal pertugio. Lo bevo davanti a lui come avevo fatto prima e pronuncio con tono solenne la parte finale del rito, che prima non avevo potuto enunciare:

– Adesso non sei più vergine Joerg… ma il tuo membro non merita di essere lasciato da solo. Ci accoppieremo ancora in futuro. Il tuo seme non deve andare sprecato in fazzoletti e lenzuola. Finché non ti accoppierai con un’altra ragazza, sarai il mio amante vergine! Ti sei guadagnato questo titolo.

– OOhh sì Annette…
– Allora ci vediamo la prossima settimana. Bello pieno come oggi, mi raccomando!

Era veramente un peccato lasciare che quel membro rimanesse inespresso e che il suo seme andasse sprecato solo in seghe… così i nostri incontri proseguono, anche se più diradati.

…continua in capitolo 7

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