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Se fossi una donna. La sverginatrice – Joerg capitolo 2: Il primo gradino (la strofinata)

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Capitolo 2

Come stabilito ci incontriamo il giovedì seguente, di pomeriggio verso sera, in casa mia. Suona il campanello e Joerg entra. Io indosso una maglietta grigia aderente e dei leggings neri, che mostrano bene il rigonfiamento della mia vulva e mi si infilano nello spacchetto…
Lui ovviamente arriva già eccitato, sapendo che lo aspetterà quanto meno un orgasmo con me. Nei giorni precedenti non avrà fatto altro che aspettare questo momento.

– Allora, cosa mi racconti? Sei pronto per il primo gradino?
– Sì… non vedo l’ora.
Risponde eccitato.
– Guarda che il primo gradino sarà piccolo e veloce…
– …E come sarebbe?
Chiede lui impaziente di sapere
– Ma tu sei riuscito a rispettare la regola dei 4 giorni senza seghe?
Gli chiedo con aria maliziosa, ma seria, tipo da maestra cattiva. Lui risponde un po’ in soggezione, con voce un po’ tremolante:
– Annette… sì ci sono riuscito, ma non posso farlo un’altra volta, 4 giorni sono troppi! Dopo due giorni cominciano a darmi fastidio le palle, al terzo giorno cominciano a farmi quasi male, e oggi è ancora peggio.
– Ohh poverino, l’arnese qui sotto sta per scoppiare…
dico con tono malizioso e appoggio la mano sul rigonfiamento dei jeans afferrando il membro.
– Ohhhh…..
geme lui
– Dai su… resisti almeno qualche minuto. Se sborri adesso, oggi non facciamo niente di nuovo.
Provocatoriamente muovo leggermente la mano come per fargli una sega da sopra i pantaloni, avvolgendo in parte il membro con le dita.
– Ohhh Annette… no, basta…
– Vedo che sei già bello duro qui sotto… Vorresti che ti facessi un bocchino? Come stavo per farti l’altra volta?
– Ohh siii Annette, sìì…
– E invece no. Il programma è più lungo. Come primo gradino, oggi verrai strofinandoti contro la mia fica. Io sarò vestita come adesso, ma tu non starai con questi pantaloni spessi.
– Ohh Annette, non l’ho mai fatto…
Poi chiede:
– Ma dove? Qui in piedi? Ci sono altre regole?
– No, saremo sul letto. Tu mi starai sopra come e strofinerai il tuo bel cazzo contro la mia fica morbida, come per scoparmi… Mi puoi toccare dove vuoi, ma solo sopra i vestiti. Ti consiglio però di resistere il più a lungo che puoi, quindi ti consiglio di toccarmi con le mani il meno possibile. Non mi puoi baciare, perché devi rimanere concentrato sulle sensazioni del tuo bel cazzo… Adesso andiamo…

Lo prendo per mano e andiamo in camera. Prendo dei pantaloni di un pigiama da uomo, soffice e abbastanza aderente, del mio compagno. “Mettiti questi” gli dico. Si slaccia i pantaloni e il suo membro completamente eretto gonfia e protende in avanti oscenamente le mutande. Afferro l’asta da sopra le mutande e la massaggio…
– Wow… che bella salsiccia lunga…
Lui geme e si tira leggermente indietro per la scossa di piacere. Io sono tremendamente eccitata al pensiero che quell’arnese sia eccitato per me e stia per scoppiare, pieno dalla voglia di scoparmi. Poso una mano sullo scroto, sempre da sopra le mutande e lo massaggio.
– Ohh Annette, no…
– Ohh poverino, è così pieno di seme e sta per scoppiare…
Dico con tono dispettoso.

Fammi vedere un po’… Abbasso le mutande e scopro quasi tutta l’asta. La cappella è già bagnata sulla punta. Dopo quei lunghissimi giorni di astinenza basta un niente per fare sgorgare gocce di lubrificante. Con le dita sfioro appena la cappella dura, una scossa di piacere lo percorre e lui mi scansa la mano per evitare che il piacere salga troppo. Tolgo le dita e tiro su le mutande. Lui si infila i pantaloni del pigiama ed è uno spettacolo ammirare come la sua asta lunga e fine protenda il pigiama in fuori, stando inclinata fra l’ombelico e l’inguine. Sono in piedi davanti a lui e con le mani sul suo sedere lo porto contro di me. Quando la sua durezza incontra il morbido delle mie cosce e della mia figona lui geme, e gemendo non può fare a meno di portare le mani sui miei seni…

– Ohho Annette che belle tette che hai, come ho sempre voluto toccartele…
Mi tocca i senti tastandoli bene, lentamente. I miei capezzoli non tardano a reagire e si rizzano sotto le carezze di quelle mani vergini, che toccano dei seni dal vero per la prima volta. Io sono eccitata e bagnata, e penso che se non fosse vergine, adesso gli tirerei giù le mutande e me lo infilerei dentro, lì in piedi…
Mi allontano da lui e mi butto sul letto, con le gambe un po’ aperte, ma non troppo.

– Vieni qui e fammi sentire il tuo bel cazzo qui…
gli dico posando la mano sul pube e sulla fica

Lui si avvicina e vedere la sue erezione enorme sotto il pigiama mentre lui si china e mi sale sopra, mi eccita un casino! Come vorrei tirarlo fuori e ficcarmelo dentro!
Lui si appoggia su di me e…
– AAAhhhh……
ed io:
– Ooooohhhh….
entrambi lanciamo un sonoro gemito, al primo contatto dei nostri sessi eccitati.
La sua asta cade in parte sopra il monte di venere e muovendomi la guido in mezzo alla fica…

– Mmmmhhmmm…
gemo al contatto con quella durezza contro la mia vulva morbida e mi inarco col bacino portando l’asta a contatto col clito:

– AAAhhhhuuu…..
Gemo dal piacere, quasi mi dimentico che è un vergine e pianto le mani sul suo sedere sodo e comincio a ondeggiare il bacino sfregandomi energicamente contro il suo giovane cazzo d’acciaio.

– OOOOhhhhoooo Annette….
– Sì, muoviti come se si stessi scopando.
Lo incito io

Spalanco bene le gambe e con le mani sui suoi fianchi lo guido bene nei movimenti. Assesto bene la sua lunga asta sopra il pube, e mentre si muove avanti e indietro gli dico:
– Aaahh… che bel baccello che hai… com’è duro…
– Oooohh…
geme lui

Intanto il pene è fuoriuscito dalle mutande ed ora è completamente eretto, dritto in avanti, sotto il pigiama.

– Ecco, adesso inclinati un po’ verso il basso, così tendi la pelle del mio pube e me lo fai sentire meglio sul clito… Sì così…

Mi sento sempre più bagnata, con quell’asta dura che armeggia sul mio sesso.

– Adesso tirati un po’ indietro e picchietta la cappella contro la fica, proprio in mezzo allo spacco e sul clito…

Lui si assesta bene e urta con la cappella sul mio sesso proprio come gli ho detto, facendomi gemere a ogni colpo.

– Sì così… adesso fai scivolare la cappella verso l’alto, sul clito…. AAhhhh…..

Sentire la sua cappella dura masturbarmi il clito mi fa impazzire. Guardo verso il basso e quando il membro, coperto dal pigiama, sfugge sopra il mio pube, vedo una grossa chiazza di bagnato sul pigiama, davanti alla cappella… Stava gocciolando miele a non finire per zuppare così quel pigiama pesante! Anche in altri punti c’erano chiazze di bagnato, lasciate durante i vari movimenti di prima, e tracce del mio miele sull’esterno.

–  OOOhhh Annette….

Dai suoi gemiti capisco che sta per venire. Ricomincio a muovere il pube su e giù con più energia, con il suo cazzo duro che si strofina sulla cima e sfugge un po’ da un lato, un po’ dall’altro, e dopo pochi colpi ancora….

–  AAAAHHHH…….. AAAAAHHHHH……

Viene sborrando come un toro dentro il pigiama, dopo tutti quei giorni di astinenza. Mentre viene mi muovo lentamente e con delicatezza contro la sua asta impietrita. Joerg rimane sdraiato su di me mentre si riprende. Accarezzo il suo sedere sodo e i suoi fianchi. Poi con quel tono ironico, tipo materno dico:

– OOhhh piccolo, sei venuto subito… proprio come un verginello….

In realtà mi aspettavo che fosse durato ancora di meno… “Dai, fammi vedere …” dico io. Lui si alza in piedi accanto al letto e gli scosto i pantaloni del pigiama. Il suo lungo bringolo è ancora semiduro e pantaloni sono pieni di sborra, sono tutti fradici!
– OOhhh guarda quanta sborra… mi fa gola a vederla, è tutto seme vergine…

Non resisto e ne raccolgo un po’ su un dito e lo assaggio.

– Non vedo l’ora di gustarmi una sborrata vergine così, interamente nella mia bocca… ma non è ancora il momento!

Il suo pene comincia a rizzarsi ancora, “Ooohh Annette, non potevo resistere di più…” Con un fazzoletto di carta raccolgo dal pigiama tutta la sborra che posso, e lo poso sul letto. Il fazzoletto è tutto zuppato. Armeggiando intorno al membro con la mano, lentamente si rizza di nuovo del tutto.

– Ohh poverino, si sta rizzando ancora… Con questa sborrata e dopo tutti questi giorni, ti meriti un altro giro… vieni qui…

Mi butto sul letto a gambe aperte pronta per accoglierlo. Lui atterra su di me col baccello in posizione perfetta in mezzo alla fica, sempre coperto dal pigiama. Io mio muovo come una forsennata e vengo premendo bene il membro contro il clito e la fica, coperti dai leggings. Questa volta lui dura di più ovviamente e continua sperimentando nuove angolazioni e movimenti, sia da solo che sotto la mia guida, prima di venire ancora dentro il pigiama.

– Bene Joerg. Lo sai che hai un baccello fantastico per questi lavori?… Allora facciamo un cambio provvisorio di programma. Ci vediamo direttamente fra 3 giorni seghe e lo rifacciamo.. se 4 giorni senza seghe sono veramente dolorosi…

– Ohh sì Annette, 4 giorni sono veramente troppi!

Dopo quella prima sessione di strofinamenti ci incontriamo ancora alcune volte ogni 3 giorni ripetendo l’esercizio, fino a che lui non resiste abbastanza da farmi venire prima di lui. Era tanto che non facevo questi strofinamenti con un uomo, visto che da non vergini si finisce ovviamente per scopare, ma non è stato affatto male rifarlo! Credo che lo riproporrò come gioco al mio compagno.
Joerg era talmente eccitato dal contatto col mio corpo, che anche negli strofinamenti seguenti veniva due volte… e dopo 3 giorni di astinenza, anche la seconda eiaculazione era incredibilmente abbondante, più di un’eiaculazione media del mio compagno.

…continua in Capitolo 3

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