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Mi gira la testa. È come se l’alcool di ieri sera si facesse sentire ancora, dico “come se” perché ieri sera era normale che si sentisse e stamattina invece non dovrebbe essere così. Cosa rimane di ieri sera? Non saprei cosa rispondere. Sono frastornata, la testa a tratti gira e a tratti rimbomba. Un poco di amaro in bocca.
Ieri sera ti ho visto ed è scattata subito un’attrazione fortissima, lo vedevo nel tuo sguardo che continuava ad incrociare il mio, nei tuoi occhi chiari, nel tuo sorriso che ricambiava il mio e che risaltava nella tua bella faccia abbronzata.
Il mio vestito attillato era una calamita per i tuoi occhi. Indossavo un vestito color tortora fatto tipo canottiera elasticizzato e lungo fino a sotto il ginocchio, mi fasciava e mi faceva sentire molto bella, portavo con un paio di sandali da schiava senza tacco legati fino quasi al ginocchio color pelle, vedevo il tuo sguardo indugiare sul il mio piccolo seno, il vestito aderente mi lasciava una ampia parte della schiena scoperta e faceva intuire la mancanza di reggiseno, sul mio sedere che faceva vedere il perizoma che indossavo. Ben presto sei venuto a conoscermi, una battuta, un sorriso, ci siamo presentati, se ti dicessi che non ricordo il tuo nome?
Mi sfioravi e mi procuravi quasi la pelle d’oca, appena ne hai avuto la possibilità mi hai baciata.
Mi piaci e ti ho lasciato fare, il secondo drink mi aveva inebriato come la tua bellezza, mi sono alzata in punta di piedi per arrivare meglio alla tua bocca, baci bene e credo che tu lo sappia l’effetto che fai alle donne.
Ma eravamo in mezzo a tanta gente e io volevo fare la preziosa.
Mi sono lasciata, anzi sono stata lasciata, da poco, avrei voluto essere notata dal mio ex o che gli amici glielo raccontassero che stavo flirtando con te. Avrei voluto che lui si pentisse di avermi lasciata.
Mi sono scansata quando ho sentito la tua mano scendere verso il mio sedere, ma se devo essere sincera mi ha dato una scossa di adrenalina sentirla scendere sicura accarezzandomi la schiena nuda e cercando di arrivare verso quella meta. Ma mi sono spostata prima che tu potessi sentire la mia consistenza. Ma poi, quando sicuro, mi hai preso per mano e mi hai condotto verso l’oscurità della spiaggia ti ho seguita senza esitare e sapendo bene cosa volevi da me.
Appena ti sei sentito abbastanza al sicuro dell’oscurità ti sei girato e hai continuato quel bacio, mi hai stretta a te quasi sollevandomi e la tua a mano a quel punto e scesa arrivando sul mio sedere, non avevo più nessuna remora nel fermarla anzi la volevo sentire quella forte e sicura palpata, volevo che tu sentissi bene la consistenza delle mie chiappe, quanto mi piace essere toccata così.
Sentivo il tuo corpo muscoloso e iniziavo a sentire la tua eccitazione, stringendomi contro mi facevi sentire. Ma ancora mi sono scansata, forse stavi correndo troppo e forse anche io stavo correndo troppo, uno scambio di battute, ma entrambi eravamo oramai troppo eccitati ed abbiamo ripreso a baciarci. Mi piaceva sentire le tue mani correre sul mio corpo, esplorarlo, stuzzicarlo, ed anche io ho iniziato a toccare il tuo, mi piace sentire anche a me la consistenza della tua chiappa.
Era tutto molto eccitante, il sentire il vocio della gente poco distante da noi, il sentire il tuo odore sconosciuto, il sentire la tua mano che mi alza il vestito e si insinua sulla pelle nuda, mi abbraccia stretta la schiena, scende verso la chiappa, ne sente la soda morbidezza, ne stringe la sua consistenza, corre lungo la sua curva, arriva al piccolo pezzo di stoffa che è la mia mutande stasera, ci scorre sotto e arriva a toccarmi al centro del mio piacere. Mi esce un sospiro strozzato, ti ho fatto capire quanto mi piace, arretri la mano scorrendo sul perineo ti soffermi un attimo sul mio didietro, prendi il filo che è il mio slip e tiri verso l’alto sento che mi stai dividendo la passerotta in due e sento quanto questo mi faccia eccitare, sento quanto questo ti stia eccitando, mi appoggi sempre più forte il tuo rigonfiamento contro il mio stomaco. La mia mano scende con la tua sicurezza e va a sentire la consistenza del tuo membro imprigionato dentro i jeans. Lo stringo attraverso la stoffa lui è piegato verso il basso ma con le mie palpate riesce a stendersi di lato dove posso sentirne anche la lunghezza, ti masturbo tramite la stoffa stringendo il glande, mentre le nostre lingue sembrano impazzite e si cercano sempre di più e sempre più profondamente. Sento che tu ti stacchi da me, ti guardi attorno mi spingi un po di lato dietro una fila di sdraio, con una dolce spinta mi inviti a scendere e piegarmi ad inginocchiarmi, capisco quello che vuoi e a me piace assecondarti, mi eccita tanto, mi piego mi seggo su una sdraio e ti aiuto a sbottonarti la patta, vedo che tu guardi in torno ma che sei rapito da i miei movimenti. Ti infilo una mano dentro la patta e inizio a toccartelo da sopra le mutande, ma istintivamente mi rialzo e cerco la tua bocca, mentre infilo meglio la mano dentro le tue mutande, lo stringo forte sentendone tutto il calore. Porti i boxer attillati e faccio fatica a liberarlo dalla stretta della mutanda finché non sbottoni anche la cintura a quel punto riesco a tirarlo fuori bene e a scoprirlo tutto bene. Non è enorme ma lo sento inturgidirsi molto di più. Sento che le tue mani cercano di ricambiare il piacere che ti sto procurando sempre più veloci e sicure. Inizio ad andare avanti ed indietro, sento il glande che è aumentato ed è durissimo, tu intanto mi hai tirato su il vestito fin sopra la pancia, mi stuzzichi il seno, senti quanto sono turgidi i miei capezzoli e capisci quanto piacere mi procuri strizzandomeli anche attraverso la leggera stoffa del vestito. Deciso mi giri e mi infili il tuo coso in mezzo alle mie gambe, lo sento duro che mi spinge e mi massaggia la mia passerotta tramite il filo di stoffa, tu mi baci il collo e fai correre le mani sotto il vestito ed ora mi tocchi il seno da sotto la stoffa soffermandoti su i miei capezzoli che sono durissimi, stringo le gambe per sentirlo meglio strofinarmi mentre sento che tu vai avanti ed indietro. Sono eccitatissima e potrei quasi venire a quella sollecitazione esterna, ma lo vorrei sentire dentro, sentirmi riempita tutta, sentirti dentro di me. Come se mi leggessi nel pensiero mi prendi una gamba e me la fai appoggiare ad una sdraio e cerchi la via per entrare, ti aiuto a spostare le mutande e a trovare l’ingresso, sono bagnatissima entra senza opporre la minima resistenza, tu lo mandi subito tutto dentro facendomi fare quasi un salto, lo sento entrare duro e caldo, ti fermi un attimo poi arretri e provi a rinfilarlo ancora più in fondo. Senti il mio sospiro di piacere e con una mano mi tocchi la mia bocca che trovi spalancata come per dirmi di fare piano, mi infili un dito in bocca, io te lo succhio come tu avresti voluto che facessi con il tuo coso. Inizi ad andare avanti ed indietro, sento che la tua mano scende sposta ancora di più la mutande e mi stimola il clitoride, sente l’unione dei nostri corpi, sente quanto sono bagnata, ora senti anche tu che riesci andare avanti indietro bene, senti i miei sospiri quando sento che mi arrivi dentro tutto. Giro la faccia e cerco di nuovo la tua bocca, non connetto più sono in piena estasi non sento piu alcun rumore , sento solo il tuo coso che mi sta portando in paradiso, tu aumenti il ritmo, senti che ho un orgasmo che mi scuote tutta, senti le contrazioni di tutto il mio corpo, senti le contrazioni della mia vagina. Tu esci e ti sento venire sulla schiena, si è infilato duro sotto al vestito e sento che continui ad andare avanti e indietro come se fossi ancora dentro. Sento la tua lingua arrivarmi quasi in gola. E sento i tuoi sospiri. Tenendomi sempre girata mi metti una mano sul mio monte e me lo strofini forte, mi strofini tutti i miei umori sul clitoride durissimo e sensibilissimo, mi fai venire una seconda volta in pochi secondi. Mi divincolo mi giro ti tolgo la mano e ti stringo forte ho bisogno di fermarmi di godermi fino in fondo tutti gli spasmi, le contrazioni che investono tutto il mio corpo. Sento il tuo coso ancora duro ma che si sgonfia ma rimane abbastanza rigido ancora, lo cerco e lo stringo, mi tiri giù il vestito, richiudi i tuoi pantaloni e mi fai sedere sulle tue ginocchia.
Mi accarezzi ancora i seno, la schiena, mi dai ancora un bacio. Mi alzo cerco di darmi una sistemata. Sono tutta bagnata, sotto e dietro la schiena, mi asciugo con un fazzoletto tolgo le mutandine che sono zuppe, ci guardiamo negli occhi e sorridiamo, ti chiedo inarcando il sedere se ci sono segni evidenti, che tu nella penombra non potresti mai vedere, ma vedo come mi guardi il sedere sapendomi senza niente. Ti sistemi anche tu e torniamo tra gli amici. L’amica che era con me capisce subito cosa è successo: io le sorrido.

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Autore Pubblicato il: 26 Giugno 2022Categorie: Erotici Racconti, Sensazioni0 Commenti

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