Leggi qui tutti i racconti erotici di: cocu

Dove eravamo rimasti? Ah sì, all’inattesa comparsa di M, la mia giovane e, almeno così mi pare di aver capito, leggera lettrice.
Qualche giorno dopo la pubblicazione del mio secondo racconto (Le foto hot della mia compagna), una sera, aprendo la casella di posta elettronica, fra i vari messaggi di uomini che chiedono di poter vedere come sono fatte le tette di C, trovo una mail dall’oggetto curioso: “sdoppiamento”. Una ragazza sulla ventina, M appunto, scrive di apprezzare del mio racconto in particolare il momento in cui C con una mano mi sega e con l’altra risponde alle richieste erotiche dei suoi ammiratori/clienti. Inizia un breve scambio di mail. Lei scrive bene, sembra una ragazza intelligente, la conversazione è piacevole. Alla maialina (lei stessa si definisce così) piace mostrarsi, mettere in vista i capezzoli sotto una maglietta leggera d’estate o far uscire un pezzo di culo da una minigonna… Le piace leggere cosa passa negli occhi di chi la guarda, poco importa che siano occhi maschili o femminili, e quando vi trova del desiderio si sente appagata. Non posso rimanere indifferente a una simile presentazione: vado a letto irrequieto e scrivo di getto il racconto successivo. Mi ci vuole poco, in un’oretta ho già finito. Mentre prendo sonno faccio andare un poco la fantasia e cerco di costruire il ritratto dell’ignota lettrice. Me la immagino la tipica ragazza disinibita, senza troppi peli sulla lingua e con le idee chiare. La vedo all’Università, a fine giornata, attardarsi per fare un pompino al suo professore (noto in questo una meravigliosa affinità con C) per il semplice gusto di diventare la zoccola dell’ateneo. Perché si sa che se fai un pompino al tuo professore, qualcuno verrà a saperlo, e fra i corridoi si inizierà a dire: “guarda, quella è la pompinara del prof.” Ecco, a lei quell’appellativo piace da matti. E la vedo poi tornare a casa e confessare senza timidezza il tradimento al suo ragazzo, che magari ne è compiaciuto. O magari no, poco importa, per lei lo fa lo stesso. I fotogrammi e i pensieri iniziano a sfocarsi e confondersi e mi addormento.
Nei giorni seguenti lo scambio di messaggi continua, oltre che con me, anche con C. Anzi, M sembra molto più interessata al soggetto erotico delle mie storie che a chi le racconta. Anche se so che la mia compagna non è mai stata particolarmente attratta dal corpo femminile, solo l’idea di vederla farsi una donna mi provoca un neanche troppo leggero batticuore. Non posso perdere l’occasione di godere di questo pensiero: voglio divertirmi. A modo mio, naturalmente. Decido che la sera stessa farò a C un massaggio erotico con sapone profumato. La conosco: quando è distesa, nuda, a farsi accarezzare il corpo, diventa più mignotta che mai. Allora saprò cosa fare.
Arriva il momento tanto atteso: subito dopo cena propongo di spostarci in camera da letto per un massaggio. Non ho nemmeno finito la frase che lei è già nuda e sdraiata a pancia in giù (o, forse, data la circostanza, culo all’aria). Mi spalmo il sapone sulle mani, salgo sul letto, mi metto a cavalcioni sopra di lei e inizio. Fin dal primo istante è tutta sospiri e gemiti.
Io continuo il mio lavoro, cercando di darle il massimo del godimento. Ad un certo punto, senza preavviso le dico:
— Che ne dici di M? A me piace, è una ragazza interessante.
E lei, mollemente:
— Mmm, si è capito benissimo che ti piace, stronzetto!
— Ma non è mica colpa mia, prenditela con lei, è lei che stuzzica! Ieri, come se niente fosse, mi ha scritto che, mentre leggeva in perizoma il mio racconto, si è masturbata pensando al tuo culo. Posso resistere io, secondo te?
— Hai capito la puttanella!? Vabbè, puttanella, parlo proprio io… Comunque no, tranquillo, hai ragione. Non me la prendo, mi è simpatica, piace anche a me. La lascio stuzzicare. Pazienza se per una volta mentre ti spompino penserai a lei, basta che non diventi un’abitudine!
— Ma figurati! Vedrai che questo giochino durerà ancora un paio di giorni e poi basta. Comunque, stavo pensando… se sono autorizzato io a pensarci, perché non ci pensi anche tu? Sarebbe simpatico forse, no?
A quel punto, come svegliandosi dal torpore provocatole dal massaggio:
— Sei proprio uno stronzo! Mi hai proposto il massaggio perché sai che quando mi si massaggia sarei capace di qualunque cosa…
Mi fermo, mi chino su di lei e all’orecchio le sussurro:
— Esatto, mia bella porcellina!
Senza neanche opporre resistenza, sapendo che tanto non ce la farebbe, si gira e allarga un po’ le gambe per fare spazio alla sua mano.
— Dai, stronzone, massaggiami un po’ le tette, mi dice.
Io comincio a massaggiare, a stringere a palpare le sue belle tette. Ogni tanto mi chino a baciarle i capezzoli. E intanto comincio:
— Che belle che siete assieme tu e la tua nuova amichetta zoccola! Chissà chi è la più mignotta tra voi due…
— Aaahh! Non lo so! Ma adesso spero che lo sia tanto perché voglio godermela tutta! E tu, stronzo, vai via, lasciami da sola con lei, vai a segarti in bagno!
Scendo dal letto e rimango un po’ a guardarla mentre, con le gambe spalancate, si dà piacere. Ha gli occhi chiusi e sicuramente non si accorge che sono ancora lì. Geme, sospira, ansima. Una meraviglia. Vado in bagno e mi masturbo pensando a quello che accade nella stanza affianco, immaginando che veramente C possa leccare la figa di M e che M possa ricambiare. Le vedo abbracciarsi, baciarsi, sento il contatto fra le loro pelli, il mescolarsi dei loro profumi. Vedo C accarezzare e schiaffeggiare il culo di M e M palpare e poi baciare le tette di C. Vedo le loro lingue che si intrecciano. Sento il rumore di un cassetto che si apre: sicuramente C ha preso il suo vibratore viola. La vedo spingere M sul letto, tette all’aria. La vedo metterle con foga la lingua in bocca e lasciarle scivolare nella figa — bagnatissima — il vibratore. Sento M gemere e contorcersi dal piacere. In pochi minuti viene. Fortissimo. I suoi urli di piacere nella bocca della sua amante si trasformano in mugugni soffocati. C si mette a pecorina e aspetta con impazienza il suo turno. M si riprende dall’orgasmo, le bacia dolcemente il culo e poi si tuffa con la lingua nella sua figa. Che visione incredibile! Sono stupende! Vorrei andare di là e unirmi a loro, ma sono così belle che mi sembrano quasi intoccabili. Vengo senza far rumore, per non disturbarle. Ritorno silenziosamente in camera, giusto una tempo per godermi l’orgasmo di violento e lunghissimo di C. Magnifico.
È sconvolta, continua ad ansimare ad occhi chiusi per alcuni minuti. Poi li apre, mi guarda e mi sorride.
— Sei un vero stronzo! Ma ti perdono perché il piacere che mi ha dato la mia nuova amica particolare è stato enorme. Non so quanto durerà il giochino, come l’hai chiamato tu, ma ti ringrazio per averci fatte conoscere, mi dice.
Ci baciamo, e nella sua bocca ho l’impressione di sentire un sapore insolito. La copro e subito si addormenta pacifica. Prendo il telefono e scrivo:

Ciao M,

ho fatto quello che mi hai chiesto: C è venuta pensando a te, al tuo corpo. Le è piaciuto tanto! Grazie! Adesso dorme, forse ti sta sognando. Ora puoi toglierti il perizoma e divertirti.

Un bacio (ricambio quello sulla bocca),

Cocu

Scrivetemi a storiecocu@gmail.com, vi leggo con piacere!

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