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Andre&Valy – Il club privè

Il Club Privè – Parte I

Andrea guardò Valeria montare in macchina ammirandola, le gambe erano inguainate in un paio di autoreggenti nere velate, la gonnellina corta lasciava abbondantemente scoperte le cosce e la maglietta semitrasparente faceva intravedere il reggiseno push up che sosteneva e valorizzava la sua quarta di seno. Le caviglie affusolate finivano in un paio di scarpe con i tacchi in vernice nera. L’aria era tiepida e lasciarono i finestrini aperti.

Andrea la guardò con desiderio accarezzandole dolcemente la gamba. Valeria sapeva della sua passione per le gambe, e sapeva anche che le sue, così sode e tornite, erano per lui un richiamo irresistibile. Si immaginò il suo cazzo iniziare ad indurirsi nei pantaloni e si eccitò anche per questo. Se lo raffigurava nella sua mente duro e gonfio, e lei a giocarci con mani e bocca. Si chiese a quale sorpresa si riferiva Andrea quando le aveva telefonato la mattina mentre era da Laura a depilarsi.

Imboccarono l’autostrada in direzione Svizzera eccitati per quello che stavano per fare: finalmente dopo tanto parlare si erano decisi ad andare in un club privè: l’esibizionismo di Andrea era sempre stato forte, così forte da trascinare con se anche quello di Valeria, che era sempre andata in subbuglio alla sola idea di essere guardata da altri uomini eccitati e vogliosi di scoparla, ma non aveva mai avuto il coraggio di mettere in pratica questa fantasia.

Andrea era su di giri e si doveva trattenere per non darlo troppo a vedere: l’idea di esibire pubblicamente Valeria come una puttana lo eccitava all’inverosimile. Non vedeva l’ora di spogliarla nuda di fronte ad altri maschi e vedere i loro occhi guardare affamati le sue meravigliose tette ondeggiare nude alla vista di tutti. Voleva guardare i loro occhi che dicevano “quando ti fotterei troia”.

Imboccarono l’autostrada e mentre andavano verso il confine al primo distributore Andrea mise la freccia per uscire.

“Cosa stai facendo?” chiese Valeria sorpresa

“Ho una piccolo ordine per te schiava, la mia sorpresa” rispose duro Andrea. Valeria sentì un fiotto di umido bagnarle leggermente le mutandine, quando era così autoritario avrebbe potuto farle di tutto, e lei non avrebbe avuto niente da ridire. Una volta fermata la macchina davanti alla pompa di benzina Andrea le disse “vai in bagno a fare la pipì ed esci senza le mutandine”

“Si padrone come desideri” rispose Valeria già eccitata dall’ordine. Dentro al distributore c’erano due ragazzi in servizio che chiacchieravano e un’avventore, sospettava fosse il proprietario del Tir parcheggiato a lato, che dopo aver pagato il rifornimento stava sorseggiando una birra. I vestiti che aveva indosso la coprivano a mala pena, e lasciavano generosamente intravedere sia le gambe che le tette fasciate dal reggiseno. Sapeva che Andrea la voleva esporre come un pezzo di carne dal macellaio e non aveva nulla in contrario, in più l’idea di dover ripassare tra loro dopo essersi fatta notare e senza nulla a coprire la sua intimità dagli assalti di mani curiose le faceva dilatare le grandi labbra dall’eccitazione.

Uscì dalla macchina, le gambe legermente tremanti da un misto di eccitazione e paura, e si diresse spavalda ed eccitata dentro l’autogrill. I tre uomini la guardarono imbambolati e il ragazzo alla cassa a mala pena rispose quando lei gli chiese dove fosse il bagno. Una volta dentro si abbassò le mutandine di pizzo per poi sfilarsele totalmente, l’afrore di sesso che emanava era inconfondibile ed eccitò persino lei: si toccò le grandi labbra e affondò il dito dentro la vagina sentendone l’eccitazione, si sfiorò leggeremente il clitoride e sussultò da quanto era eccitato: lo scoprì e restò ad osservare affsacinata il suo rossore. Decise di ricomporsi in fretta altrimenti correva il rischio di masturbarsi lì in bagno e voleva mantenere lo stato di eccitazione il più a lungo possibile. Uscì rapidamente a rivolse un sorriso al camionista seduto al tavolino del bar.

Osservando Andrea che la guardava dalla macchina le venne un’idea per compiacere il suo padrone e fare un regalo ai tre dentro il locale: si soffermò all’espositore delle riviste e fingendo di guardare la copertina di Cosmopolitan sita all’ultimo scaffale si abbassò senza piegare le ginocchia, regalando ai tre uomini la visione chiara delle grandi labbra depilate e aperte dall’eccitazione. Si tirò su, scoccò uno sguardo malizioso ai tre e uscì montando in macchina.

“Sei un troia” le disse Andrea non appena uscirono dalla stazione di servizio.

“L’ho fatto per il mio padrone” rispose Valeria appoggiando la mano sui suoi pantaloni. Il cazzo di Andrea era durissimo e lei lo strinse leggermente sentendolo ansimare. Rapidamente lo tirò fuori dai pantaloni e passò la punta della lingua sul frenulo scendendo lungo l’asta, poi risalì fino a stimolare l’intera cappella e il meato, Valeria adorava giocare con il meato, le dava una sensazione di eccitazione smisurata. Andrea ansimò e lei decise di cambiare gioco inghiottendo senza preavviso tutta la cappella sentendo il cazzo di Andrea contrarsi dall’eccitazione.

“Cazzo” disse Andrea infilandole la mano tra i capelli biondi “continua così puttana che mi fai godere” e accostò la macchina per godersi quell’inaspettato pompino in tutta tranquillità.

Valeria si bagnò ancora di più, e decise di dare una succhiata alla cappella. Sentendo Andrea ansimare mentre succhiava iniziò ad accarezzare la cappella con la lingua morbida, assaporando la superficie setosa del glande. Poi scese con la bocca lungo l’asta, sempre succhiando, fino a sentire il naso affondare nei peli pubici. Andrea si contorse e sentì la punta del suo cazzo forzare la gola di Valeria, la sensazione era paradisiaca, accostò alla prima piazzola di sosta e reclinò leggermeente il sedile per godersi il pompino con tranquillità. Valeria ormai era partita e andava su e giù con foga, alternando succhiate profonde a leccate, mentre con le unghie solleticava le palle depilate di Andrea. Poi si tirò su e iniziò a masturbare Andrea con forza.

“Oddio, adoro quando mi seghi troia, sei la migiore” sospirò Andrea.

Valeria proseguì come sapeva che a lui piaceva: contrariamente a tutte le altre donne con cui lui era stato, lei adorava masturbare il cazzo molto duramente, non aveva un tocco delicato, e ad Andrea piaceva. Sentendo il respiro farsi più affannoso e il cazzo irrigidirsi ancora di più lo guardò fisso negli occhi e gli disse “Si padrone sborra, fai vedere alla tua schiava la tua sborra bianca”

Questo diede il colpo di grazia ad Andrea che urlò forte e inziò a schizzare in bocca a Valeria che in previsione dell’orgasmo aveva ripreso a succhiare la cappella. 4 getti potenti che le finirono in gola, da lei prontamente ingoiati.

Una volta finito si tirò su e guardò con sgaurdo malizioso Andrea “dai forza, mi sono scaldata al punto giusto, stasera ci divertiremo”

Il Club Privè – Parte II

Una volta sbrigate le pratiche burocratiche del tesseramento Andrea e Valeria entrarono nel club e si guardarono attorno. Luci soffuse a atmosfera delicata, c’erano diverse persone che erano sedute su divanetti e alcune che ballavano sul palco della piccola discoteca. Ordinarono due drink e si sedettero su un divanetto sorseggiandolo.

Andrea fremeva dall’eccitazione, nonostante si fosse svuotato dentro la bocca di Valeria era ancora eccitatissimo e non vedeva l’ora di spogliarla, esporre la sua carne agli altri e vedere i loro cazzi farsi duri all’idea di infilarsi tra le sue tettone rotonde o dentro la sua fica calda e aperta. Preso dall’eccitazione improvvisa afferrò Valeria e le infilò prepotentemente la lingua in bocca.

Valeria era su di giri da quando era entrara, l’aver avuto il coraggio di fare il passo la rendeva euforica, e l’esibizione che aveva improvvisato alla stazione di servizio le aveva fatto capire quanto fosse liberatorio ed eccitante mostrarsi e leggere nel viso delle altre persone il desiderio. Non l’aveva detto ad Andrea, ma il camionista che stava bevendo la birra l’aveva sconvolta: quelle sua braccia muscolose e tatuate e quello sguardo assassino che le aveva rivolto quando l’aveva vista senza mutande erano stati come una coltellata. Valeria sapeva che se l’uomo si fosse alzato per scoparla li in piedi davanti a tutti non avrebbe avuto nulla da ridire, anzi l’idea che avrebbe potuto farlo fottendola come un pezzo di carne, solo per il bisogno fisiologico di scaricare le palle la faceva bagnare ancora di più. Non sapeva cosa avrebbe dato per ritrovarselo lì al club, guardarla finalmente nuda, chissà cosa sarebbe potuto succedere.

Andrea fece risalire la mano lungo la gamba, saggiando e godendo del contatto con il nylon delle autoreggenti, risalendo fino ad accarezzare la pelle scoperta della coscia di Valeria, che aprì leggermente le gambe per facilitare il suo compito. Arrivò a sfiorare la fica e la trovò spalancata, le grandi labbra distese e gonfie al tatto, inserì un paio di nocche dell’indice che trovarono senza problemi la strada, così Andrea decise di affondarci dentro tutto il dito che sprofondò senza problemi fino alle nocche. Valeria emise un gemito soffocato dal bacio rovente che si stavano scambiando. Il dito affondò ripetutamente dentro la fica di Valeria, poi Andrea uscì e accarezzò leggermente le grandi e piccole labbra, salendo fino su a stuzzicare il clitoride. Valeria si piegò dall’eccitazione e si guardò intorno di sfuggita. Vide un uomo sulla quarantina seduto a qualche posto dal loro che li guardava.

“Sicuramente avrà capito cosa stiamo facendo” pensò Valeria mentre un fiotto di eccitazione sgorgava da dentro di lei.

Andrea la sentiva decisamente calda, aveva visto anche lui l’uomo e l’eccitazione aveva preso il sopravvento, il suo cazzo pulsava duro nei pantaloni e iniziò a frizionare sempre più intensamente Valeria, voleva che quell’uomo la vedesse godere. Alla sola idea ebbe un sussulto ulteriore nei pantaloni. Si staccò dalla bocca di Valeria e le chiese “hai visto l’uomo seduto vicino a noi?” Valeria annuì, non aveva la forza di rispondere da tanta era l’eccitazione che provava in quel momento.

Andrea riprese a masturbarla con forza “Forza puttana, godi di fronte a un altro, mostragli quanto sei cagna”. A quelle parole il cervello di Valeria scoppiò in mille pezzi e venne travolta da un orgasmo intensissimo, strinse le cosce fino a stritolare la mano di Andrea lì in mezzo e si accasciò su di lui ansimante baciandolo sul collo.

Il Club Privè – Parte III

“Vieni, cerchiamoci una stanza” sussurrò Andrea all’orecchio di Valeria, guardando fisso l’uomo seduto vicino a loro.

Si alzarono e si avviarono lungo il corridoio dove c’erano le stanze. Le stanze erano chiuse da delle inferriate e si potevano anche tirare delle tende, in modo da chiudere completamente alla vista. Mentre camminavano sbiricarono nelle stanze dove c’era movimento. Nnella prima stanza c’erano due coppie che facevano sesso una di fianco all’altra, Andrea immaginò uno scambio di coppia e si eccitò. Nella stanza successiva una bellissima ragazza con un seno gonfio e rotondo stava scopando con tre ragazzi contemporaneamente e sembrava godere parecchio, anche qui Andrea si eccitò immaginando Valeria nella stessa situazione. Valeria più che guardare dentro era consapevole dei passi dell’uomo che li stava seguendo in maniera discreta.

Alla prima stanza libera, Andrea la trascinò dentro baciandola con foga, e chiuse la porta dietro le spalle dell’uomo che si sedette comodo sul divanetto. Valeria, in un briciolo di lucidità, pensò che doveva essere uno navigato vista la calma e la prudenza con cui si muoveva. Poi intravide altri uomini avvicinarsi alla loro stanza e sussurò con voce roca ad Andrea “non tirare le tende”. Il cazzo di Andrea ebbe un guizzo nei pantaloni premendo per uscire.

Nel giro di pochi istanti il vestito di Valeria scomparve e il cazzo di Andrea sbucò dai pantaloni, subito risucchiato dalla bocca di Valeria. Si godette il pompino con le mani infilate nei suoi capelli a darle il ritmo, quasi a scoparle la bocca con il cazzo, eccitato dalla presenza dell’uomo che li guardava masturbandosi. Improvvisamente Andrea fece alzare Valeria e la mise di fronte all’uomo, e mettendosi dietro di lei le sganciò il reggiseno fissando l’uomo. Valeria godette dello sguardo vorace e sorpreso quando mise in mostra le sue tette, e i capezzoli si inturgidirono fino a farle male, Andrea li strizzò lentamente e lei sospirò appoggiandosi alla sua schiena, guardando fissa l’uomo che se la stava scopando con gli occhi.

Non reggendo più la tensione e la stimolazione al seno, fece sedere Andrea sul bordo del letto finendo di spogliarlo, e si inginocchiò tra le sue gambe per succhiarlo offrendo all’uomo la visione della sua schiena tatuata nuda, le natiche e la fessura delle grandi labbra che finivano in un paio di gambe inguainate nelle autoreggenti su un paio di tacchi a stiletto. Andrea si godeva la bocca della sua donna mentre guardava l’uomo che continuava a segarsi con calma, e le diverse persone che ormai stavano guardando la scena da oltre le sbarre.

Per evitere di venire troppo presto fece stendere la sua donna sul letto a gambe aperte, e iniziò a leccarla dolcemente, partendo dall’inguine per arrivare alle grandi labbra, appena arrivato a sfiorare il clitoride con la lingua Valeria si inarcò dal godimento e girando la testa vide l’uomo che si era avvicinato al bordo del letto per avere una visuale migliore, la cosa la eccitò ancora di più e Andrea se ne accorse. La lingua di Andrea affondò dentro di lei per poi risalire fino a risucchiare il clitoride tra le labbra mentre le infilava un dito nella sorca. Valeria si contorse rumorosamente, e Andrea le diede uno schiaffo molto forte sul seno “non provare a godere troia, non è il tuo momento!”, “va bene padrone, ma sto godendo troppo, ti prego scopami” piagnucolò Valeria.

Andrea si posizionò tra le sue gambe e stuzzicò il clitoride e le grandi labbra con la cappella sentendola sussultare, affondò deciso dentro di lei perchè ormai era al limite, sentì il caldo avvolgere la cappella e l’asta mentre veniva risucchiato dentro di lei dal movimento di bacino di Valeria che iniziò a gemere. Andrea inizò spingere dentro di lei osservando eccitato le tette tremare sotto i suoi colpi sempre più forti.

Improvvisamente sentirono l’uomo vicino a loro lamentarsi e voltando la testa videro densi schizzi di sperma fiottare dal suo cazzo, a quella vista Valeria che era al limite si lasciò andare a un orgasmo devsatante che la fece urlare di godimento, aumentato dai colpi sempre più forti di Andrea sopra di lei. Nel momento dell’estasi gli urlò “codi cazzo godi, sborrami in pancia” e rabbrividì sentendo dentro di lei il cazzo di Andrea gonfiarsi e gli schizzi di sperma invaderla in profondità raggiungendo la bocca dell’utero.

Per commenti e/o suggerimenti: tyrionlannister.270979@gmail.com

3 commenti

  1. molto eccitante… mi è venuto duro sin dalle prime righe

  2. molto eccitante… mi è venuto duro sin dalle prime righe

  3. Mi fa piacere, visto che si tratta di una storia vera. Se la storia interessa sto pensando di proseguirla

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