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Il Porno

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Eccomi qui, a parlare del porno. Perché? Per via dell’intensificarsi da parte mia della ricerca di simili contenuti vista la forzata astinenza degli ultimi tempi.

Non vi negherò che c’é stato un tempo, non lontano, in cui il porno era… il Porno. Degno di essere considerato quasi artistico, almeno per me. Tempi in cui, tra frotti di endorfine, consumavo le tastiere dei PC alla ricerca di contenuti ad alto tasso di erotismo e tutt’altro che pudici.
Un tempo in cui l’idea stessa del Porno era legata a doppio filo ai miei desideri.

Tutto questo cambiò quando incominciai ad avere rapporti concreti col sesso opposto. Le mie prime esperienze furono timorose ma piacevoli, impacciate ma tenere. Le donne sono così diverse, nella realtà! Me ne accorsi lentamente, ma non senza stupore. Tuttavia, devo dire, la realtà é molto meglio. Molto. Ma andiamo con ordine.
Il porno comparve nella mia vita presto. Come tutti gli adolescenti ero discretamente deciso a tuffarmi nel vortice dell’eros e cercavo con strenua resilienza qualunque cosa mi apparisse anche solo lontanamente eccitante in tal senso. Dai libri stampati passai alle immagini su internet, approdando ai video. E ricorderò sempre il mio primo video, un amatoriale in cui gli occhi della donna inginocchiata a suggere quel membro parevano trasmettere alterni segnali di colpa e brama ad un tempo. Del tipo: voglio farlo, e spingermi anche oltre, ma non voglio.
Incertezza totale. Malizia e disapprovazione. Ipocrisia al massimo grado ma talmente piacevole a vedersi… Ancora adesso penso che una donna capace di guardare un uomo in quel modo, in una situazione simile, potrebbe essere a buon titolo definita una maestra nelle raffinate e nient’affatto scontate vie del piacere.
Fu dopo, ma non moltissimo, che passai molto tempo al computer, godendo di simili filmati.
Ma col tempo, mi resi conto dei loro difetti.
In primis, tutti quelli etero potevano dirsi grossomodo uguali. La sequenza di base era sempre la stessa, con pochissime varianti e innovazioni.
Inoltre la proliferazione di siti dediti a tali contenuti era tanto vasta quanto monotona e abusata la libreria dei contenuti. Ogni sito proponeva gli stessi video, o pressappocco.
Per terzo e ultimo, quando conobbi A.S., italiana, di appena venticinque anni e fottutamente fuori di testa (in senso buono) conobbi anche l’ultimo punto.
A. era un’escort, ma tale definizione non le calzava proprio a pennello. A. era molto di più. Molto.
Era giovane, magra, fisico scolpito da allenamento e con la passione per il paracadutismo.
Faceva quello che faceva per poter continuare a farlo.
A ben pensarci. A. mi manca e pure tanto. Non per il sesso, almeno non solo.
Il sesso tra me e lei era fantastico. Semplicemente A. dettava le regole del gioco, senza mai sconfinare nel bondage o nella sottomissione. Era capace di fare la sottomessa, ma mai, mai!, la passiva. E ancor meno la svogliata. Dio, era una vera ninfomane.
Lei era quella che, se voleva succhiartelo, te lo succhiava. Punto. E io penso che nessuno, nessuno mai, rifiuterebbe. Nessun etero, almeno.
Ma il bello con A. veniva dopo. Trattenermi con lei era bello perché potevamo parlare.
Troppe nel settore non parlano, non stringono contatti, quasi avessero paura di soffrire.
E dunque fu che parlando lei disse che aveva a suo tempo recitato in alcuni film porno, e che ancora lo avrebbe fatto. Cercai un suo video ed effettivamente, era vero.
A. mi rivelò che il mondo del porno é semplicemente spietato, sia che tu sia maschio o femmina.
In primis, sebbene a molti possa venire da credere che essere pagati per scopare sia figo, di fatto si é poco liberi. Si richiede una discreta forma fisica e resistenza, anche a livello di prestazioni sessuali. Non é che si faccia una sola scena e morta lì, se ne fanno tre o più al giorno.
E spesso, anzi quasi sempre, molti attori vanno di eccitanti, anche le attrici.
Molto spesso il loro godimento é simulato e il loro pensiero, mentre vengono penetrate dallo stallone di turno é: “ma quando cazzo finisce che così vado a casa?”.
Nel sesso saffico non é molto diverso, anzi, non lo é per niente.
Semplicemente ti viene detto di leccare. Avete mai notato quanto sembrino affettate certe scene?
È palese che non vi sia chissà che godimento da parte delle attrici coinvolte.
Non dico che non ci siano quelle che non amino questo tipo di vita, ma sono poche, anche perché dopo un po’ l’idea di scopare diventa monotona. Associando il sesso al lavoro si finisce col vederlo proprio come un impiego retribuito, spesso opprimente. Di fatto, A. mi disse che la media dei pornoattori arrivava ai sessanta e chiudeva la carriera. Le attrici erano messe anche peggio: a dispetto di ogni possibile contromisura, seni e natiche rifatte o trattamenti al botex non possono nascondere l’azione del tempo.
Ergo, oltre una certa soglia, cambi categoria. Se prima eri teen, ora sei milf. Se prima eri Milf, ora sei pensionata. È brutto da dire ma é così. Con l’arrivo delle nuove leve, le vecchie vengono viste solo da chi cerca quella specifica attrice, o quello specifico attore, e tant’é.
A. scardinò le mie credenze in merito al porno, permettendomi di vedere oltre, di nobilitare la donna come Donna, non come mero oggetto di piacere per sensi mai sazi.

E di questo, ringrazio.

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