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l’AVVOCATO

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L’avvocato

Usciti dallo studio insieme decisi di accettare il passaggio offerto dal mio avvocato, un uomo sui 53 anni, capelli brizzolati, barba, distinto ma nello stesso tempo tatuato su un braccio.

Salita in macchina, l’avvocato parlava con del più del meno della famiglia dei bambini, del fatto che io sia una bella donna e che potrei trovare tutti gli uomini che voglio.

…avvocato, ma quanto mi viene a costare una situazione del genere, perché io non è che ho molta possibilità.

Da signora che mi aveva sempre chiamata ora aveva cambiato e mi rispose:

…roberta, ci vogliono i soldi che ci vogliono, naturalmente, un occhio di riguardo, te lo do, tranquilla.

Avevo un vestitino rosso a fiori blu, e un paio di scarpe col tacco aperte blu, i capelli raccolti in una coda.

…ma non hai qualche amico che ti possa dare una mano Roberta?

Seduta in quella macchina a parlare con lui, che mi chiedeva se avessi amici, pensavo, amici? Chi? Cesare che mi aveva rovinato la vita facendomi diventare la sua puttana? E provocando anche se indirettamente la mia separazione, oppure tutti quegli altri uomini conosciuti sia quando stavo insieme a mio marito o dopo, che mi dicevano sempre che di qualsiasi cosa avessi bisogno potevo fare affidamento su di loro, ma dopo che mi aprivano le cosce sparivano senza più farsi sentire se non per aprirmi le cosce ancora una volta, chi era amico di una donna separata con due figli, ormai da quello che sapevo mi avevano fatto pure una bella nomea in giro.

Tornai all’attenzione quando la mano dell’avvocato in forma amichevole, mentre parlava si poggiò sulla mia gamba poco sopra il ginocchio, io misi la mia mano sopra la sua, non so perché non gliel’ho tolta, forse poggiando la mia sulla sua mi sentivo più sicura nel caso quella mano prendesse coraggio e cercasse di andare a frugare più sotto.

…ma i bambini adesso dove sono?

…col padre adesso, restano 3 giorni con lui

…ah bene, allora possiamo andare a prendere un aperitivo se ti va se la cosa non ti disturba

…si ok

La sua mano scese leggermente ma senza andare a fondo, niente di preoccupante.

Andammo a fare questo aperitivo, dove lui continuò a parlarmi della causa di quanti soldi ci sarebbero voluti più o meno, e che non ci sarebbero stati problemi a vincerla, eravamo seduti a dei salottini all’aperto, lui di fronte a me, e lo sorprendevo spesso a guardarmi le gambe e tra le cosce.

Finiti l’aperitivo tornammo in macchina, si rimise a guidare, e la sua mano tornò al solito posto, sulla mia coscia, a metà coscia, e fu quando mi strinse un po la coscia che io con la mano gliela tolsi, allora lui con fare disinvolto mi disse:

…tu capisci Roberta che per iniziare tutto io necessito di un anticipo, e la sua mano tornò sulla mia coscia

…anticipo? Di quanto?

…mi dovresti dare almeno 400 euro, questo chiedo a tutti mica solo a te

…eh maadesso proprio? Perche magari se aspetti fine mese vado di darteli

La sua mano con disinvoltura scivolava lentamente sulla mia coscia risalendo lentamente con fare disinvolto, e questa voltano la tolsi, pensavo a dove e a come potevo procurare quei soldi.

Poi la sua voce:

…ma perche Roberta, non mi dire che sei all’asciutto, che non hai un euro?

E intanto la sua mano accarezzava la mia coscia scadendo sempre di più

…no sai, che detto cosi, magari per questo ti ho detto, se puoi aspettare fine mese mi organizzo

Lui si avvicinò alla mia faccia cercando di baciarmi, e intanto la sua mano era arrivata al capolinea, alle mie mutande abbassi la testa verso di lui che riuscì a baciarmi su una tempia, mentre la sua mano mi stava accarezzando le mutande e mi disse:

…tranquilla mica ti voglio mettere fretta per i soldi, ci organizziamo magari anche per fine mese

E provò a baciarmi di nuovo, a quel punto quando risposi grazie, la sua mano cercava di forzare le mie mutande con le dita, e fu la che è riuscito a baciarmi.

Nell’avvicinarmi a lui dovetti un po allargare le gambe e fu il pretesto che le sue dita si infilarono nelle mutandine, un dito, poi due, poi il suo bacio la sua lingua nella mi bocche io che cerco di togliergli la mano dicendo

…no dai ti prego, ne ho fatte già tante di cazzate nella mia vita, non posso.

La macchina si ferma in un campagna, una stradina sterrata, a distanza del parco giochi dei bambini, si vedeva in lontananza, ma la era un terreno con una stradina sterrata e un grande albero, e la macchina ferma la, le sue dita diventate due nelle mie mutandine dentro la mia fica la sua voce.

…tranquilla Roberta, sei bagnata

Mi baciava, la sua lingua dappertutto

…levati le mutande, fammi vedere quanto sei bella, levati pure ste scarpe col tacco

Mentre da seduta mi sono sollevata per sfilarmi le mutande, un po mi vergognavo, cercavo di non farmi vedere le mutande, che a me non piacevano per niente perché erano un po vecchie, mezze trasparenti biancastre ma consumate, allora per vergogna feci in modo di toglierle in modo veloce per non farle vedere a lui.

Prese a baciarmi di nuovo von la lingua ma questa volta la sua mano aveva campo aperto ero senza mutande, la mia Ica slabbrata da due gravidanze e avventure con altri uomini, era la a disposizione delle sue dita che diventarono 3, mentre la sua lingua esplorava la mia bocca in tutti i suoi lati.

Le sue dita andavano veloci, mi allargò di più una gamba stando sempre seduta sul sedile e le sue dita accelerarono, facendo sentire in quell’abitacolo di auto tutto il numero dei miei liquidi, io ansimavo, ero con la bocca aperta e la respirazione pesante

…ti piace?

…mmmm si

…brava, mmmm sei bella aperta, te l’hanno allargata bene la mente qua a Guidonia

Tolse le sue dita dalla mia fica bagnatissime e anche la sua mano di riflesso si era bagnata, con tutta la mano me la passò sulla faccia come per asciugarsela, mentre le dita me le mise in bocca.

…brava Roberta fammi vedere quanto sei brava

Si sbottonò i pantaloni tirando fuori il cazzo e mi disse

…succhia dai

…ma qua? E se passa qualcuno dai

…e dove? Ma chi deve passare stai tranquilla dai

Mi abbassai verso di lui per prendere il suo cazzo in bocca e iniziai a fargli un pompino mentre lui mugolava e ripeteva…brava dai continua mi piace.

…metti i piede la Roberta sul cruscotto

In quella posizione ero praticamente seduta verso di lui e piegata sulla natica destra sul sedile, il mio piede destro sul cruscotto, e lui aveva la possibilità mentre io gli succhiavo il cazzo di mettermi 3 dita nella fica e masturbarmi, ogni tanto toglieva le dita e mi dava uno schiaffato sulla fica, oppure con pollice e indice mi stringeva il clitoride o un labbro della fica

….ohh si mmm brava Roberta dai succhia ti piace il cazzo vero? Ehhh!!!

Ma io non rispondevo ero intenta a succhiargli il cazzo, e a gemere per le dita nella fica, e pensavo che per l’ennesima volta mi stavo facendo usare da un uomo.

….le palle pure Roberta dai mmmmm brava coscio la mano destra mi masturbava, con la sinistra mi teneva dalla coda dei capelli e mi dava il ritmo per succhiarli il cazzo

Lui parlava mentre io stavo in silenzio gemevo per le dita nella fica e succhiavo quel cazzo

…che bella sorca che hai mmm bella sfondata, si vede che ti piace succhiare cazzi mmmm

Poi il suo dito che cerca di forzarmi e entrare nel culo e la mia reazione

…noo mmm 

…che c’è? Non ti piace nel culo?

…no

…io sapevo di si

…no dai

…e vabbè dai ritorno a sta sorca sfondata che hai

Poi lo sento irrigidirsi e iniziare a godere e di colpo nella mia bocca un fiume di perla e la sua voce che diceva

…bevi, tutto bevi tutto dai Roberta, tutto, bevi tutto dai troia

Tutto ho bevuto e ingoiato leccandogli bene il cazzo e ripulendolo

…brava mmm si bravissima che troiana mmmm si

Mi alzai e ritornai composta al mio posto gli dissi

…hai delle salviette dei fazzoletti?

Nel cassetto ci deve essere un pacco di fazzoletti, ne tolsi uno mi asciugai il muso, dove ormai non ci stava più rossetto, e poi mi asciugai la fica, mi piegai in avanti e misi le mie mutande nella borsa sempre per vergogna che lui vedesse che erano consumate vecchie, buttai il fazzoletto fuori dal finestrino, e lui intanto mise in moto la macchina per riportarmi a casa, nel piazzale sotto il mio palazzo, mi disse

…allora Roberta ci sentiamo in settimana capito?

…ok

…ti chiamo io cosi vediamo tutta la procedura e iniziamo la pratica

Non mi baciò nel salutarmi, certo cosa mi aspettavo in bocca avevo bevuto sperma, neanche la mano ritocco, pensai anche per olfatto che pure la mano si era imbrattata anche se ormai era asciutta di liquidi, magari un po di sperma.

Mi salutò normalmente

…ok Roberta allora ci sentiamo buona serata

…ciao buona serata a te.

Scesi dalla macchina senza mutande, o meglio con le mutande nella borsa, al portone, in attesa dell’ascensore un signore che abita nel mio palazzo e che mi ha sempre squadrata dai piedi alla testa

…buona sera signora

…buona sera

Per evitare discorsi o attenzioni da parte sua ho deciso di salire al terzo piano a piedi.

oggi è il 15 di giugno, questo è successo giovedi 4 giugno

Per qualsiasi commento roblam2019@libero.it

1 commento

  1. alemno questa bevuta di sborra può tornarti utile

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