Leggi qui tutti i racconti erotici di: Nebulus_Drake

“Amore, lasciami andare in bagno un attimo a ripulirmi il viso e torno subito a raccontarti il viaggio di rientro”.

“Ok, perché sono curioso di sapere come guida Alex, dato che avete impiegato quasi due ore per fare 30 chilometri…” replico io ironico.

Certo è che quello che mi ha appena raccontato Monica sulla prima parte della sua serata mi ha eccitato moltissimo; lei ha saputo rendermi così partecipe con la sua descrizione intrigante e, facendomi le stesse cose che ha fatto ad Alex in diretta durante la sua narrazione, mi sono pienamente immedesimato tanto che mi sembrava di essere li con loro. Provo un senso di forte esaltazione sapendo che poco più di due ore fa un altro uomo ha goduto della bellezza e della bravura di mia moglie.

Monica torna dal bagno e si rimette a sedere accanto a me sul divano proseguendo il racconto.

“Percorrevamo la strada che costeggia il lago da oltre dieci minuti, ma nessuno di noi due aveva ancora aperto bocca. Non so a cosa stesse pensando Alex, probabilmente stava ripensando a quello che era appena successo tra noi due e a come l’avevo fatto godere. Per quanto mi riguarda, l’orgasmo che mi aveva provocato mi aveva veramente rilassata, provavo un senso di grande serenità. Guardavo fuori dal finestrino osservando il riflesso delle luci che si specchiavano nel lago, ogni tanto la visione veniva interrotta dalle ombre degli alberi o da qualche costruzione che si stagliavano neri sul profondo blu del cielo stellato. In macchina si sentiva ancora l’odore dello sperma di Alex. Ho pensato che, secondo me, una qualche schizzata che non abbiamo visto non era stata ripulita.”.

“Alex ruppe il silenzio dicendo ‘Monica, mi sono innamorato di te!’. Non disse altro, attendendo la mia reazione che fu: ‘Ma dai Alex, che pirlotto che sei! Una tipa ti fa una bella sega e tu già ti innamori?’”.

“Quello che è successo stasera tra noi è servito a darmi finalmente il coraggio di dirti ciò che negli otto mesi da cui ti conosco non ho mai osato confessarti. Da quando ti ho conosciuta e sei la mia insegnante ti ho sempre ammirata, non solo per la tua sconvolgente bellezza, ma soprattutto perché sei una persona sempre gentile, disposta ad aiutare sempre tutti, generosa, autorevole ma sempre cortese ed educata. Sai quante invece, facendosi scudo del fatto che sono strafighe e tutti gli sbavano dietro, sono sprezzanti, maleducate e sfottono se ti dimostri gentile ed educato ma sei un po’ impacciato come me…”.

“Vedi Alex, sono veramente lusingata dei complimenti che mi stai facendo e anche io penso che tu sia una bellissima persona ma, da quando ho incontrato mio marito, sono e sarò sempre soltanto sua, con l’anima, il corpo e la mente. Perché io e mio marito non siamo solo sposati, e questo potrebbe avere poco significato,, ma siamo anche grandissimi amici, inseparabili complici, focosissimi amanti. Il livello del nostro profondo legame travalica l’immaginazione del 99 per cento delle persone. Spesso arriviamo persino a comunicare telepaticamente. E poi, non da ultimo, facciamo un sesso appagante oltre ogni misura, per cui, mi dispiace tantissimo, sebbene tu sia così dolce e attratto da me, ma non posso accettare.”.

Io ero commosso dalle parole con le quali Monica descriveva il nostro legame. Ciò che diceva era tutto vero, ne ero consapevole come lei e non mi sorprendeva, ma sentirglielo dire ad un estraneo mi toccava nel profondo.

“Ma allora come spieghi che stasera ti sei lasciata toccare dappertutto, che tu abbia raggiunto un orgasmo così squassante e che poi ti sia prodigata a soddisfarmi e a procurarmi la più incredibile sborrata che io abbia mai fatto e che mai avrei potuto immaginare? Come metti tutto ciò con il rapporto che hai con tuo marito?”.

“Caro Alex, ciò che è successo tra noi stasera non intacca minimamente il rapporto con mio marito, anzi, devo dirti che un momento prima che tu riacquistassi la parola, stavo pensando che non vedo l’ora di essere a casa per raccontare tutto a mio marito, perché è così che siamo fatti. Lui non desidera andare con altre donne, è innamoratissimo di me come lo sono io di lui. Sessualmente io lo soddisfo alla grande ed anche lui in egual misura soddisfa me. Io ce la metto tutta per non servigli la ‘solita minestra’ e mi invento certe porcellaggini che nemmeno ti immagini per tenergli sempre il pisello sull’attenti, ma gli piace che io ogni tanto mi conceda qualche ‘distrazione’, di tanto in tanto.”.

“Ti confesso che erano almeno due anni che non facevo sesso con un altro uomo ed è stata la prima volta a sua insaputa. In 15 anni di matrimonio ho fatto sesso con qualche altro uomo, ma sempre con la complicità e la presenza di mio marito”.

“Amore…” prosegue Monica rivolta a me, “non hai idea della faccia che ha fato Alex alle mio parole! Era l’incarnazione dello stupore e della sorpresa.”.

“Rimase in silenzio per almeno altri 15 minuti. Mi immagino quali pensieri gli frullassero nella mente e quale confusione gli avesse provocato il contrasto tra le mie parole di sincera e totale devozione nei tuoi confronti e quello che mi ero lasciata fare e che poi gli avevo fatto nemmeno mezz’ora prima…”

“Certo che non vorrei essere stato nei suoi panni in quel momento, dico, nel momento dopo la vostra sporcellata…”. Monica rise.

“Ma non mi hai ancora detto come mai tutto sto ritardo…”.

“E va bene amore, visto che sei ansioso di arrivarci… Imbocchiamo la superstrada e Alex mi dice: ‘Sai Monica, non potrò più frequentare il tuo corso. La mia ditta mi ha chiesto di trasferirmi in Francia per poter seguire alcuni clienti di Parigi…”

“Oh Alex, mi dispiace perderti come allievo. Penso che avresti potuto avere delle potenzialità se avessi proseguito il corso.”.

“Lo penso anche io, modestamente, soprattutto con un insegnate brava come te…”.

“Grazie Alex, ma non sconsolarti. A Parigi ci sono tante buone scuole che potresti frequentare, e poi stai allegro, sai quante gnocche ci sono a Parigi? Scommetto che ti basterà pochissimo tempo per trovare quella giusta per te!”.

“Sì, lo so. Ma nel frattempo che la trovo, posso continuare a segarmi pensando a te come ho fatto da quando ci conosciamo?”

“Amore, sono scoppiata in una risata fragorosa. ‘Ma guarda che sfacciataggine questo qui’ ho pensato.”.
“Fai tanto l’imbranato, ma mi ci sei o ci fai? Non me la racconti giusta, furbetto.. La tua non sarà mica una tattica?”

“Alex rise, mi mise una mano sulla coscia e mi dice: ‘Sai, ho di nuovo il pisello duro…”.

“Scusami amore, ma per poterci credere, dopo la mega sborrata che gli avevo fatto fare un’ora prima, non ho potuto evitare di mettergli una mano sul pacco per vedere se era vero o se mi stava prendendo in giro”.

“Ahh brava…” le dico io, “recidiva!. E come lo aveva?”

“Era vero! Lo aveva di nuovo durissimo!”

“E quindi cosa hai fatto?”

“Niente, ma il fatto che ci saremmo persi di vista a causa del suo trasferimento mi ha fatto tenerezza e un po’ dispiacere, anche perché penso che, in ogni caso, sarebbe potuta nascere una bella amicizia, senza altri fraintendimenti ovviamente, per cui gli ho tenuto la mano sul pacco, ma senza muoverla o stringergli il pisello, non avevo intenzione di masturbarlo ancora”.

“E lui che ha fatto? Se ne è stato li con la tua mano immobile sul pacco senza fare niente?”

“Non ha fatto niente, non mi ha nemmeno toccata eccetto per la mano che mi ha tenuto sulla coscia e che mi accarezzava appena.”

“Quindi siete arrivati alla tua macchina al parcheggio…”.

“Beh, amore, nel frattempo ha dovuto fare una sosta…”. Di nuovo la vocina sdolcinata di Monica, quella vocina che fa quando sta per raccontarmi qualcosa di porcello…

“Quale sosta? Doveva fare benzina?”.

“Amore, ad un distributore ci siamo fermati… ma non proprio alla pompa…”. E sbatte gli occhioni mandrilli…

“E dove?” domando io sempre più curioso.

“Cioè… la pompa centra, ma non quella di benzina….. E sbatte ancora gli occhioni…

Avevo capito dove stava andando a parare, per cui il cazzo mi si era di nuovo indurito e, senza tanti preamboli, lo tirai fuori di nuovo dai jeans. Monica, quasi come un automa, me lo prese in mano ed iniziò a segarlo nuovamente proseguendo il suo racconto.

“Si è fermato a fianco del gabbiotto, vicino al tunnel dell’autolavaggio che però era chiuso. Gli ho detto: ma non devi fare benzina? Devi fare pipì?”.

“Macché! Spegne la macchina, tira fuori il suo pisello mentre io lo guardo con un punto di domanda stampato sulla mia faccia.”

“Mi lasceresti un ultimo tuo ricordo prima della mia partenza? Mi chiede Alex con un candore stupefacente…”

“Quale ricordo? Non ti basta portarti in Francia il ricordo del segone che ti ho appena fatto e il mio permesso di masturbarti pensandomi fino a quando non ti troverai una ragazza?’ Chiedo io allibita”.

“E lui: ‘Ti prego Monica, un ultimo ricordo…’ Al che mi mette una mano dietro la schiena e mi fa chinare sul suo pisello…”.

“Ma dai…” la interrompo. “Ma che sfacciataggine…”.

“Davvero, amore.”.

“E quindi, come hai reagito?”

“E… ho reagito. Ho reagito a modo mio…”.

“Lo so che non ti fai mai cogliere impreparata….”.

“Appunto amore, non volevo sembrare impreparata… infatti prima che le mie labbra arrivassero a toccargli la cappella, mi sono affrettata ad inumidirle bene…”.

A quella sua incredibile e inattesa ironia, secondo me involontaria, scoppiai in una sonora risata.

“Vai avanti…” e intanto riprese a segarmi…

“Ho dovuto appellarmi a tutte le mie capacità di apertura mandibolare per poterglielo prendere in bocca. Una volta entrato, ho iniziato a pomparlo dolcemente, alternando risucchi più o meno profondi con un po’ di frullate di lingua. Ero comunque un po’ stanca, data l’ora e dato quello che avevamo già fatto, per cui temevo di sembrargli un po’ svogliata. Per cui ho accelerato il ritmo. Nell’abitacolo echeggiava il rumore dei mie risucchi.”.

“Mi accorsi che il respiro di Alex si faceva più frequente. Era buon segno, si stava avvicinando alla sborrata. Meno male, iniziava a farmi male la mascella per la potenza che mettevo nelle pompate.”.

“Alex, anche durante il pompino, come nella sega precedente, non proferì alcun suono. Volli prendermi una piccola pausa prima dell’apoteosi finale, per cui interruppi la succhiata e gli dissi: ‘’Spero che tu non te la sia presa quando prima ti ho fatto venire contro la tua volontà. Non volevo importi nulla, ma tu mi hai sfidato…”.

“Non pensarci nemmeno, cara. Sei stata meravigliosa e non mi è nemmeno passato per la mente quello che mi stai dicendo…”.

“’Grazie, ora sono più tranquilla. Comunque adesso vieni quando vuoi tu. Quando mi accorgerò che sarai prossimo alla sborrata farò del mio meglio per farti fare una bella goduta, ma non ti forzerò il momento.’.

“Ripresi così il pompino, aiutandomi anche con la mano, segandolo un po’ e solleticandogli le palle…”.

Durante tutto il racconto Monica mi segava in modo sempre più metodico, non tralasciando alcuna delle sue tecniche masturbatorie che mi avrebbero presto portato ad un’altra spruzzata memorabile, ma volevo resistere almeno alla descrizione della venuta di Alex. Comunque non le chiesi di spompinare anche me, dato che, in primis, non volevo che interrompesse la sua narrazione per prendere il mio cazzo in bocca, e poi perché capivo che oramai era stanca e non volevo affaticarla ulteriormente.

“Il respiro di Alex si fece ancora più affannoso e compresi che non gli mancava molto ad esplodere, ma proprio perché non volevo impormi, aumentavo il ritmo delle pompate e la velocità della lingua solo dopo aver percepito che fosse lui ad averne bisogno per raggiungere il suo godimento”.

“Ad un tratto mi balenò nella mente che non avevo più fazzolettini – il pacchetto nuovo l’avevamo usato tutto per ripulire la precedente sborrata di Alex, e anche lo straccio della macchina che Alex aveva utilizzato per ripulire i sedili era completamente intriso del suo seme e quindi inutilizzabile….”.

“Certo che ti si è presentato un bel problema…” dissi io scherzosamente.

“Ehh sì… non avevo altra alternativa che ingoiare tutto, perché farlo venire solamente in bocca e fargli colare la sborra lungo l’asta non avrebbe certo risolto il problema, anzi…”.

“Mentre ero presa da queste riflessioni, era arrivato il momento di svuotare per bene le palle di Alex, in quanto, per una volta, Alex riuscì a proferire parola e mi disse che stava venendo. Gli impugnai ancora più fermamente il pisellone, aumentai la velocità delle pompate e delle segate al massimo delle mie possibilità, così che dopo qualche istante esplose in una sontuosa sborrata, accompagnata da un sonoro “Ahhh” che gli proveniva dal profondo del suo corpo attraversato da un orgasmo devastante… Hai presente come succede anche a te che quando ti sembra di perdere i sensi tanto ti faccio godere?”.

“Sì amore, come potrei dimenticare tutto il piacere che mi dai quasi quotidianamente?”

“Amore, ti lascio immaginare la mia bocca che non riusciva a contenere tutto lo sperma che Alex mi stava scaricando dentro. Sai che sono abile nel gestire le sborrate, ma in questo caso la quantità di seme era così abbondante che, nonostante mi fossi affrettata ad ingoiare già dalla prima schizzata, quelle che seguirono erano così copiose e in sequenza così veloce che fui costretta inevitabilmente a far colare la crema fuori dalla mia bocca, altrimenti sarei sicuramente soffocata.”

Non seppi resistere ulteriormente alla descrizione di Monica, e lei percepì chiaramente la mia imminente eiaculata. Accelerò il ritmo della sega ma non passarono più di due secondi ed esplosi copiosamente nella mano che Monica continuò a muovere vigorosamente per soddisfarmi fino in fondo.

“Bravo amore, ma quanta ne hai fatta ancora?” disse Monica rivolta a me. Non risposi, le sorrisi e lei proseguì.

“Quando Alex ebbe finito di svuotarsi, continuai a leccarglielo per ripulirlo bene e continuai ad ingoiare. Alex nel frattempo era immobile e per un momento mi parve persino svenuto. Poi si riprese accarezzandomi i capelli e disse ‘Grazie, serberò questo come il mio miglior ricordo di sempre, non lo dimenticherò mai.”.

“Mi alzai dal suo pisello e mi misi a sedere composta accavallando le gambe. Mentre lui si riassettava i pantaloni e alzava il sedile, io cercavo di ripulirmi le labbra e le dita impiastrate leccandole e ingoiando ancora.

Alex si fermò a guardare a bocca aperta la scena di suprema porcaggine che gli stavo offrendo. Mi voltai verso di lui, lo guardai dritto negli occhi e mi disse: “Anche questo non me lo scorderò mai!”

“Io replicai: Alex, cerca invece di ricordarti che è ora di riportarmi a casa, perché per te la serata è quasi conclusa, per me invece è solo a metà, perché a casa, ricordati anche questo, ho il mio adorabile marito ancora da soddisfare raccontandogli tutto quello che è successo con te e che quando l’ho salutato oggi pomeriggio aveva un pisello così pieno che non si accontenterà certo di una sveltina, ma vorrà che lo soddisfi almeno un paio di volte. Quindi, abbi pietà Alex – dissi scherzosamente – riportami a casa in fretta.”.

“Allora amore, che ne dici della mia serata? Mi merito che adesso andiamo a nanna?”.

11

Lascia un commento

11