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[Riprendo dl capitolo precedente] Nando: “Non voglio ferirti, ma … questa nostra conoscenza grazie a Giovanni… non capisco cosa c’è tra voi… ho capito benissimo che non sei una prostituta né una escort di lusso… Fammi capire, ti prego, prima che nasca qualcosa”.
Taccio, abbasso gli occhi, mi si inumidiscono.
La mia vocina da bimba buona trema ed è quasi un sussurro: “non sono una escort… io… io…” prendo un respiro profondo per trovare la forza “Io sono una … una sottomessa… sono una aspirante schiava di piacere per uomini”. [—]

Cala un silenzio tra noi: Nando china la testa, sembra pensare. Io prendo la borsetta, controllo il contenuto. Penso: no, non mi vergognerò di ciò a cui aspiro… le persone che mi stanno addestrando sono state oneste, mi hanno sostenuta, aiutata nelle difficoltà, dato una tranquillità economica e, anche se in modo particolare, mi hanno rispettata e aiutata a crescere.
Nando: “Io volevo… non lo so cosa volevo… sono un politico e un imprenditore, sono una persona molto in vista… i giornalisti monterebbero una campagna devastante…”.
Non lo sento, mi sposto la sedia da sola e mi alzo.
Nando: “Tu sei bellissima, io sono stato stupido… dovevo fare attenzione.., abbiamo cercato tanto, controllato tutto.. non c’era niente su di te, e io…”.
Umilissima, lo interrompo: “Ti ringrazio per la bellissima serata, era tutto buonissimo e la tua compagnia molto piacevole…”.

Faccio un passo per andarmene… e arriva di corsa una delle guardie: “Senatore, il Ministro! È qui, nell’Hotel… sta salendo le scale!”.
Un secondo dopo si sente una voce tonante: “Nandoooo!!! Anche tu qui! Ma che piacere! E cosa vedo? Lo scapolo d’oro, il più ambito di Milano… in compagnia di una splendida ragazza! Ti ho beccato, eh?” Una calda risata pervade il sopralzo dove siamo.
Mi blocco, non so cosa fare… di sicuro non voglio mettere in difficoltà chi è stato educato con me. Spunta anche una signora, probabilmente la moglie del Ministro, elegantissima: “Nando caro! Che bello vederti! Stai benissimo! E… chi è questa orchidea con cui sei a tavola? Su, presentacela!”.

Guardo Nando come per chiedere “cosa faccio?”. Lui tace, sorride forzatamente a tutti e, intanto, pensa. Di sicuro sta calcolando tutti i pro e i contro delle diverse opzioni.
In una frazione di secondo ha deciso, si alza, sorride, è geniale: “Carissimi… è tanto che non ci vediamo! Vi presento M., una mia carissima amica emiliana. È qui per un corso, e abbiamo cenato assieme… per piacere, aiutatemi ad evitare paparazzi e stampa… vi prego!”. Ride. Ridono anche i due. Capisco che devo almeno sorridere anche io.

Il ministro mi fa il baciamano, la signora mi accarezza il viso.
Ministro: “Ma certo! Sono anch’io nella stessa situazione, stai sereno ma… c’è un prezzo da pagare [Ride, fa una pausa]. Marta ha saputo che c’è un night nell’Hotel, è già aperto e si balla. Il mio silenzio ti costerà… venirci con noi! Ah ah ah!”.
Nando si alza, sussurra alle guardie: “Controllate eventuali telecamere e microfoni nel night club, fate presto”.
Poi mi offre il braccio. Non devo metterlo in difficoltà, forse il Ministro è un suo capo, non so. Devo far buon viso cattivo gioco, come penso stia facendo anche Nando. Si scende nel night.

È piccolo ma molto raffinato. Disk Jokey in smoking. Musica soft. Balli di sala. Due coppie più le nostre due. La signora sta tirando il Ministro verso la pista. Nando mi parla: “Grazie per l’aiuto e per non avermi sputtanato. So che mi odierai, ma lasciami dire che ti sono grato: qualunque altra mi avrebbe sputtanato. Io… sono di nuovo stato un idiota totale, non so come farmi perdonare… se non invitandoti a ballare… Ti prego, ci tocca”.

Mi porge una mano, la prendo, mi porta in pista. C’è ancora il valzer e … sorpresa! Nando è un bravo ballerino! Dopo il valzer parte una mazurka, poi una salsa: il ministro e signora scendono, vedo che prendono un tavolo in area riservata e ordinano champagne.
Nando sa ballare anche i caraibici, a me piace ballare e mi guida con delicatezza, ma sicurissimo: mi rilasso, mi concentro sulla musica e alla fine… sorrido!
Anche Nando torna a sorridere, sembra sincero e si è calmato. Forse perché le guardie sono passate accanto a noi per dirgli: “Tutto pulito”. Forse perché gli piaccio davvero… mi sta di nuovo guardando, tutta, con intensità.

Dopo la salsa è la volta di un merengue: sono serena e ora mi muovo in modo sensuale, ma senza nessuna malizia.
Quando parte una bachata, mi irrigidisco, mi fermo, mi invento un “Ci sediamo per piacere?”. Mi accontenta, è proprio un cavaliere.
Faccio in tempo a sentire il senatore che sussurra a Nando: “Gnocca galattica, complimenti!”, che la signora mi chiede: “Ma come? Vi fermate subito voi che siete giovani? se il mio sandrone avesse 20 anni di meno, mi farebbe volteggiare come una trottola!”.

Rispondo umilmente: “Signora, è un ballo un po’… insomma … particolare … non so se sia il caso… io non sono del vostro ambiente, vengo dalla campagna e…”.
La signora! “Ma come? lei è così giovane bella! Forza signorina, ci faccia ricordare quanto ci amavamo!”.
Si aggiunge il ministro: “Sarà un ballo un po’ sconcio? Ma che problema c’è! Siamo solo otto qui… su! Nando facci vedere la tua piccola orchidea che balla, forza!”.
Si rialza e mi rialza. Gli sssurro: “Mi vergogno… non sono del vostro ceto sociale… ti farò fare brutta figura”.

Non ci sente, siamo in pista: la sua mano avvolge completamente il mio vitino, siamo attaccati con la colla. È una canzone di Prince Royce, dolcissima. Spinge la sua gamba tra le mie e … uno, dos, tres y cuatro! Volta, giravolta, sombrero, serpienta.. mi diverto tantissimo, mi guida in modo fermo: con il mio cuoricino gli perdono tutto e anche di più… spero solo che mi faccia ballare ancora!
Ma mi accorgo che adesso Nando… ha lo sguardo da predatore!

La gonna del mio vestito elegante è salita… Nando la alza del tutto senza farmene accorgere. Ho le gambe, il triangolino anteriore del perizoma fradicio, il sedere completamente in mostra per tutti.
E, in quel momento parte una kizomba. È un recente ballo afro-brasiliano dove la ballerina deve “dare spettacolo”. Lo devo fare, il ballo è così. E ancheggio in modo sensualissimo, questa volta apposta. Mi struscio, mi lascio stringere dal davanti, da dietro…

Il senatore e signora, assieme alle altre due coppie, si sono alzati e ci guardano da vicinissimo: i maschi hanno tutti e tre la patta gonfia. La moglie del Ministro vede, scende con la manina a toccare il sesso del marito, sorride di gioia e mi dice. “Noi abbiamo un impegno in camera [ride] … grazie di cuore bambina, sei meravigliosa! E tu Nando non fare il somarello anche stavolta: questa non fartela scappare” e mi manda un bacio con la mano.

Restiamo soli nel night, continua a guidarmi, ora mi muovo solo per lui. Ho il viso contro la sua spalla, mi sussurra: “Perdonami… ti prego”. Cerca la mia bocca, mi bacia… resto fredda per pochissimo… poi ricambio. Si ferma. Scivoliamo su un divanetto. Mi è sopra. Il disc jokey ferma la musica e, discreto, spegne le luci.
È un oceano di baci, carezze e parole dolci… Nando non ha un gran pene, ma lo sento rigidissimo da quando eravamo in pista, un’ora fa.

La limonata è incandescente, dura da 10 minuti e io, purtroppo, mi metto a miagolare sottovoce, come sempre quando sono cotta.
Lui rallenta, cerca il mio viso, forse vuole capire cosa mi succede, se soffro per qualche ragione. Capisce presto. In una frazione di secondo scompare il senatore, che viene sostituito dal maschio alpha!
Nando: “Io avrei ancora la prenotazione di tutta la piscina e la spa solo per noi…”. Io taccio, nascondo il viso, continuo a chiamarlo miagolando piano.
Nando: “Siamo anche sudati tutti e due…. Che ne dici, facciamo il bagno?”. Rispondo miagolando dolcissima e aggiungendo: “Non… non ho il costume…”.
Lui: “Mi girerò dall’altra parte, lo prometto” [ride].
Io: “So che quello che deciderai, è per il mio bene”.

Mi solleva piano, mi guida: la piscina è sullo stesso piano del night, attraversiamo due porte un corridoio. È tutto semibuio, si vede solo una tenue luce verde diffusa dappertutto e si sente il rumore dell’acqua.
Mi parla mentre mi spoglia: “Ho… ho fatto cambiare le luci… ora sono del colore dei tuoi occhi…. O quasi”. Taccio. La dolcezza di quest’uomo mi farà impazzire.
Quando sono nuda solo con i tacchi, esclama. “Ommamma! Mamma mia!”.

Io non dimentico chi sono, né che devo offrirmi alla sua valutazione e sperare di esser scelta per il suo divertimento. Sollevo i capelli con le mani, li tengo fermi sulla testa… giro su me stessa, le gambe leggermente aperte.
Quando torno davanti a lui vedo che… ha spruzzato! Sei o sette chiazze di seme maschile sul pavimento. Senza toccarselo… solo guardandomi!

Mi viene vicino, mi stampa un atro bacio alla francese, mi prende per una mano e mi porta in acqua. Mi solleva, io mi sorreggo con le mani al suo collo e gli cingo i fianchi con le cosce… entra in me. Godo subito. Tremo, miagolo a lungo, lo sto chiamando. Mi penetra per qualche minuto, poi mi fa distendere in uno spazio per idromassaggio: mi alza le gambe in alto, me le apre, entra in mezzo, spinge piano ma a fondo.
Si abitua presto al mio essere passiva ma sensibilissima: mi volta e mi rivolta, mi possiede in cento modi diversi. Io non so quanti orgasmi mi esplodono.

Tiene il dolce per la fine: mi porta dove l’acqua è più bassa, mi mette a quattro zampe e mi sodomizza, lentissimo, con tanta attenzione ma facendomelo ben sentire.
Io vengo di nuovo con un forte orgasmo anale, e sono sfinita. Lui si distende sopra di me, sulla mia schiena e all’orecchio mi bisbiglia: “Io non ti perdo più… troverò il modo… ma voglio rivederti… ti voglio alla follia… quando mi avrai perdonato, possiamo tornare a vederci, anche solo come amici?”.

Lascio passare un intero minuto prima di rispondere: “Ti ripeto, scusami, che non decido di me stessa… ieri e oggi hai visto come mi comporto… ma non ti sarà difficile chiedere a chi decide al posto mio. E, se avrai il permesso, sarò felice di condividere la tua dolce allegria”.

Mi aiuta a uscire. Mi asciuga baciandomi con affetto ogni parte del corpo. Io son stata attenta e non ho bagnato troppo i capelli. Quando è dietro per asciugarmi la schiena sento che armeggia prima con l’accappatoio, poi con il girocollo che mi ha regalato ieri. Mi ritrovo con uno smeraldo solitario di almeno 12 carati a forma di cuore, al collo.
Mi succhia il lobo di un orecchio e mi sussurra: “Perdono. Perdono anche per non avertelo messo subito, quando stasera sei scesa dalla limousine. Sono un idiota, ma imparerò. Te lo giuro”.

Mi sfiora il culetto da dietro, è di nuovo in erezione. Al mio orecchio aggiunge: “Io ti desidero ancora… ti desidero alla follia… ma solo se lo vuoi anche tu… solo se mi hai perdonato”.
È un uomo dolcissimo. Lo eleggo come mio senatore preferito!
Mi spoglio di nuovo e rimetto i tacchi alti. Mi volto verso di lui, piego le ginocchia lentissima, avvicino il viso al suo sesso che è di nuovo dritto e rosso paonazzo: voglio farlo impazzire.

Io: “Grazie Nando”. E gli bacio la puntona. Poi vado giù col viso, risalendo leccandoli tutto il tronco. Geme. Metto le mani dietro la schiena: che mi veda come schiava.
Lo imbocco, lo succhio… ma alzo gli occhi cercando i suoi: li ha socchiusi e ora geme più forte. Sposto i capelli perché mi veda in viso mentre lo servo.
Spingo dentro. Fino in gola, tutto. Tutto tutto. Muovo la testa avanti e indietro e, come una troietta, adesso gemo anche io.
Grida, viene, mi spruzza in gola.
Mando giù e lo provoco prostrandomi ai suoi piedi.
Io: “Grazie signor Nando. Grazie per il seme e per lo smeraldo”.

La mattina dopo ci consegnano il diploma di archivista.
La consegna viene fatta da una personalità importante: il senatore Nando, sottosegretario al ministero dell’Istruzione.
Che strana coincidenza! 😊

Continua

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Autore Pubblicato il: 31 Ottobre 2022Categorie: Racconti Erotici Etero, Trio0 Commenti

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