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Smart sex

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Mi guardo allo specchio e ti ci vedo riflesso, o meglio vedo le reazioni che ha la mia pelle al solo pensare che tu sia lì in quel momento.

Fisso me stessa e mi sposto la ciocca dei capelli come fai sempre tu, con i polpastrelli sfioro il collo, scendo al petto e piano piano apro il bottone della camicia.

Ho un brivido, anche se non ci sei sento il tuo respiro caldo sulla pelle. Inarco la schiena e le dita afferrano i capezzoli,li tormentano. L’altra mano slaccia i jeans gioca con il bordo del tanga.

Mi avvicino alla superficie dello specchio, la seconda mano si fa insistente e prepotente appena avverte una sana umidità. Mi sfioro, mi torturo, mentre mi tocco mi avvicino sempre di più allo specchio appannando il vetro.

L’alone creato con il fiato cresce come crescono i miei lamenti.

Cadono i vestiti, cadono le resistenze, mi viene in mente quello che abbiamo fatto sotto le coperte e spingo la mano più forte, più in fondo .

Alla fine mi accascio contro la superficie fredda dello specchio cercando di recuperare un respiro regolare per poter tornare alla scrivania.

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