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Abitava la casa di fronte alla mia, sullo stesso pianerottolo. Avevo trovato quel mini-appartamento quando dovetti trasferirmi per lavoro in quella cittadina. Lei aveva 28 anni, io quattro in meno, ed aveva un corpo davvero grande; alta più di me, era massiccia, non grassa, direi un fisico da lottatore. Capelli scuri, grossi seni, bei coscioni e la pelle ambrata che dava piacere a toccarla. Vestiva a maschiaccio, jeans e maglione. Il viso non era brutto ed a me piacevano le sue labbra spesse. Si chiamava Rosy, lavorava in una piccola industria. Ci eravamo conosciuti sul pianerottolo, ma per una settimana non ci incontrammo a causa dei miei turni di lavoro. Seppi che aveva perso il suo lavoro.

Un pomeriggio che ero libero dal lavoro, andai in centro a fare acquisti e la incontrai per caso.
– Ciao, Rosy. Dove vai di bello?
– Ciao , Gigi. Sono andata a parlare per un lavoro. Niente da fare.
– Hai problemi? Ti ricordi che hai un amico che abita la porta di fronte alla tua? Ti va di prendere qualcosa al bar?
– Si, grazie. Magari un caffè. Tu sei sempre gentile con me, Gigi.
– Si, ho simpatia per te.
– Ma non mi inviti mai a casa tua.
– Abitate alla porta accanto…..
– Non dicevo con la mamma, dicevo da sola.
Il messaggio era chiarissimo.
– Beh, oggi sto a casa. Vieni a prenderti un caffé….ma non è che poi tua madre si dispiace che vieni da me da sola?
– No, e poi lei oggi non c’è, torna stasera.
Tornando mi fermai in profumeria a comprare acqua di colonia. Pensai di regalarle un profumino, un gesto gentile, ma poi volli un prodotto di qualità. L’avrei un po’ consolata col regalo.
Quando entrò da me le dissi che avevo un regalo per lei. Aprì il profumo, lo annusò e disse.
– Ci hai speso molti soldi…….per me. Nessuno mi fa mai regali. Grazie.
Mi venne vicina e mi baciò sulla guancia, ma nel farlo mi fece sentire il suo corpo vicino al mio, i suoi grossi seni sul mio petto. E allora presi coraggio, la carezzai sul viso e la baciai sulle labbra e lei mi prese e mi baciò in bocca.
– Non lo so se io ti piaccio – disse – ma tu mi piaci molto. Ci sto con te, se mi vuoi. Vengo stasera, quando la mamma dorme torno qui, lasciami la porta accostata.
Venne verso le dieci di sera.
– Rosy, stiamo tranquilli?
– Si, la mamma dorme. Non mi dai un bacio?
La baciai prendendole i seni nelle mani. Misi le mani sotto il suo maglione.
– Aspetta – disse – me lo tolgo…o vuoi che mi levo tutto?
Ci mise un attimo a spogliarsi ed io ero affascinato dal quel grosso corpo e dalla sua disponibilità. Le baciavo e succhiavo i capezzoli e con la mano le toccavo tra le cosce e lei le allargò per farmi toccare la fica. Si mise sul letto e mi aprì le cosce. Aveva una pelle vellutata, molto bella da toccare ed aveva fretta di essere penetrata. Facemmo l’amore e la sentii venire dibattendosi mentre la chiavavo.
– Così, Gigi, bravo, fammi venire, fammi venire. Ma non venirmi dentro stasera, mi metti incinta.
Lo tirai fuori appena in tempo e lei mi aiutò a venire con la mano.
– Gigi, ora vado. Con te lo faccio tutte le volte che vuoi. Mi hai fatto venire, sei bravo. Era tanto che volevo farti.
La incontrai il giorno dopo uscendo.
– Rosy, volevo dirti: qualunque cosa dovesse servirti dimmelo. E’ stato bellissimo con te.
– Sei bravo anche tu, Gigi. Tu sai come soddisfare una donna.

– Rosy è innamorata di te – mi disse Fernanda, sua madre – Ieri sera stava dietro la porta aspettando che tu tornassi. Lei adesso è grande, ha 28 anni, è donna ed ha bisogno di stare con un uomo. Vorrebbe te.
– E tu cosa dici, Fernanda?
– Niente. Siete liberi di farlo se lo volete; solo non metterla incinta, sarebbe un guaio. Le faccio prescrivere la pillola dal medico. Trattamela bene, è una brava ragazza, anche se ha avuto disavventure con un vigliacco che l’ha abbandonata.

Quella ragazzona mi stava entrando nel sangue. Cominciai a pensare a lei, alle sue difficoltà. Fernanda lasciava fare e lei veniva a dormire da me- e stavamo abbracciati dopo che ci eravamo consumati a chiavare.
– Rosy, voglio che tu fai una cosa per me. Mi hanno dato dei soldi arretrati al lavoro e voglio che ti compri dei vestiti, che vai dal parrucchiere. Dai, prendili.
– Gigi, solo per questa volta. Non voglio soldi da te. Tu non capisci cosa stai diventando per me. Sono innamorata, vorrei più amore e vorrei scopare di più, non mi basta mai.

Fece come le avevo detto, venne da me a farmi vedere cosa aveva comprato e la sua pettinatura.
– E non hai ancora visto tutto. Toccamela. Avanti, metti una mano nei jeans. Che ne te pare?
Mi sono tolta tutti i peli, così me la puoi baciare.
Infatti la tenni tantissimo tempo a cosce aperte per leccarla, mi piaceva provocarle orgasmo.

– Sei il mio uomo, vorrei stare con te, io e te soltanto….però tu non me lo dici mai.
– Cosa?
– Che mi vuoi bene. Che non ci sono soltanto per farmi chiavare , anche se tu me lo fai piacere tantissimo.
Cominciavo ad amare il suo corpo, i suoi coscioni che mi toccavano le guance quando la leccavo, quei grossi seni così sensibili ai succhiotti. A volte le dicevo di farmi vedere la sua fica e lei si toglieva le mutandine e si metteva sulla poltrona con le cosce sui braccioli, aspettando che gliela baciassi. Amavo la sua pelle ed il calore del suo corpo su di me. Aveva le grandi labbra molto grosse ed il suo clito era come la punta di un grosso clito. Mi dava piacere succhiarglielo, amavo la sua fica.
– Rosy, hai un orgasmo bellissimo e mi piace quando ti spingi con la fica verso la mia bocca.
– Lo sai che ti amo?

Chiesi alla mia locataria se disponeva di una casa più grande.
– Lo so, ti sei fatta l’amante, ma lo sai che quella ha fatto la puttana? Non sprecarti con lei, tu sei un bravo ragazzo.
Ci rimasi male davvero a saperlo, ma tenni tutto per me. Se era stato così, pensai, prima o poi Rosy me lo avrebbe detto. Non era insincera, era troppo ingenua per mentire.

Avevo una settimana di ferie arretrate, era aprile e pensai di andare insieme in un agriturismo. Rosy era contentissima di andare. Ero contento di averla con me, di vederla camminare nuda per casa, ma avevo sempre quel grumo di amarezza per ciò che mi aveva detto la mia locataria. Volevo parlare con Rosy ma non trovavo il coraggio di cominciare e rischiavo di rovinare tutto.
Partimmo di venerdì pomeriggio, 150 kilometri, un agriturismo sulla costa quasi di lusso, aveva anche la piscina riscaldata ed eravamo in bassa stagione.
Mentre guidavo, era notte oramai, mi disse di fermarmi ad una piazzola dell’autostrada. Mi prese e mi baciò in bocca, a lungo.
– Perché ? – le chiesi
– Sei il mio uomo e ti bacio quanto voglio.
Arrivammo oltre mezzanotte.
– Vieni – mi disse nel letto. Abbracciami, voglio tenerti.
– LI hai amati tutti così gli uomini che hai avuto? Sono quasi geloso.
– Gigi è una storia brutta, lascia perdere. Ma se vuoi saperlo te lo dico. Sono stava sverginata da un uomo che viveva con mia madre, a 22 anni, per forza, e lui poi mi vendeva. Mi ha fatto fare la puttana finché non ho reagito; volevo ammazzarlo nel sonno, lui se ne accorse, ebbe paura e se ne andò. Aveva fatto fare la puttana anche a mia madre. Ecco: cambia qualcosa tra noi due adesso che te l’ho detto?
– Ti voglio con me.
– Adesso dormi perché domattina voglio farmi fottere, lo sai che mi piace di più di mattina.
-Invece no, voglio una cosa – le dissi accarezzandole il culetto.
– Pervertito. Ma io sono tua. Gigi, me lo faccio fare, diciamo che è il mio regalo. Non l’ho mai fatto, ma so che fa male.
– Un poco si.
– Non mi importa, voglio che mi prendi tutta.
La misi in ginocchio sul letto e cominciai a leccarle l’ano.
– Ah, ah…. che bellaaaa questa cosa, amore, fammelo ancora, mi eccita da morire.
– Ti fa venire desiderio di prenderlo?
– Si, tantissimo. Ancora un po’ pero, poi sono quasi pronta. Non farmi molto male quando mi rompi.
Dovetti spingere forte per allargarle lo sfintere anale che si lacerò per la grossezza del mio cazzo. Lei fu coraggiosa, soffriva, sudava e mi incoraggiava.
– Vienimi nel culo – disse – non ti staccare. Devi godere dentro di me.

Il giorno dopo andammo in piscina. C’erano pochissime persone, qualche coppia di anziani ed una coppia più giovane.
– Ti piace quella donna, Gigi?
– E’ bella, non ti pare?
– Anche lui è bello. Facciamo amicizia.
Infatti, quando entrammo al ristorante ci fecero cenno di avvicinarci.
– Anche voi una coppia sola? Sedetevi con noi, ci conosciamo almeno e possiamo farci compagnia. – Eravamo noi 4 al ristorante e due vecchietti che mangiavano in fondo. Loro due si chiamavano Pietro e Costanza.
– Sposati da molto? – chiese la donna.
– Macchè – dissi – lei non mi vuole sposare. Vuole tenermi solo come amante.- Rosy rideva.
– Tu mettila incinta e vedrai come poi lo vuole lei.
Loro erano allegri comunicativi.
– Voi siete in vacanza? Fuori stagione? – chiesi
– Si, un intervallo, e poi sapete che la vacanza può diventare un’avventura, se si incontrano le persone giuste.
– Avventura di che? – chiesi
– Ma è ovvio, di sesso. Vedete, noi siamo una coppia aperta, nessuna gelosia se l’altro va con un’altra donna o io con un altro uomo. Ogni tanto facciamo un viaggetto sperando di incontrare persone disponibili.
– Fatemi capire – disse Rosy con la sua diretta semplicità – State insieme ed ognuno di voi chiava con chi vuole?
– Tu parli senza mezzi termini, – le disse la donna ridendo – Beh, in realtà facciamo scambi, capite? Ma preferiremmo rapporti in quattro, due coppie insieme. Con voi due ci piacerebbe molto.
– State correndo un po’ troppo – dissi – noi non facciamo questi incontri.
– ….e non sapete cosa vi perdete ! – disse Costanza – Sapete che dopo incontri del genere le coppie si amano di più? La complicità rafforza l’amore, si ama di più il compagno o la compagna che ti aiuta a vivere un desiderio trasgressivo. Pensateci.

-Che hai pensato, Rosy?
– Che vogliono farci. Lei è un po’ lesbo, ma questo non è male. Lui ti guardava e, secondo me, gli piaci, magari lo fa o si fa fare anche dai maschi. Tu lo hai mai fatto con un uomo?
– …vuoi saperlo? No…..vabbé, si.
– Allora me lo devi raccontare. Dai mettiamoci a riposare sul letto e me lo racconti.
– Ma Rosy, è una storia banale. Io ero ragazzo e lui era un uomo grande. Ero molto curioso del sesso, non avevo esperienza, e lui mi sedusse.
– Che ti faceva fare?
– Prima solo masturbarlo, poi mi convinse a prenderlo in bocca.
– Ti piaceva? Dai, dimmelo…
– Beh, si, in principio no, ma poi cominciò a piacermi…..
– E poi? Ti ha inculato, vero? Molte volte?
– Voleva farlo due volte la settimana…si molte volte.
– TI piaceva fartelo mettere? Lo faresti ancora?
– Rosy, è passato tanto tempo, non l’ho più fatto.
– Si, ma rispondi per adesso: ti piacerebbe riprovare? Certe cose rimangono. Forse quell’uomo ha percepito qualcosa, perciò ti guardava. Lo faresti con lui? Dico in un incontro di coppie? Vedi la mamma ha avuto un amante e lui voleva essere penetrato mentre la scopava. Lo hai mai sognato?
– Dimmi tu cosa sogni?
-………se te lo dico ti scandalizzi. No. Va bene, te lo dico, ma promettimi che ci ridi sopra. A volte sogno di farlo con due uomini: mi mettono a pecora e mi chiavano, si danno il cambio senza mai fermarsi. Tu immagini quali possono essere le fantasie della donna con due uomini insieme? Ma è solo fantasia…..
– Lo faresti?
-…….solo se uno dei due fossi tu. Dovresti esserci anche tu: insieme a te lo farei.
– Lei ha detto che la complicità rafforza l’amore; tu ci credi?
– Io si, ci credo; se tutto il piacere che hai è legato all’altra persona che ti aiuta a vivere un desiderio nascosto.
– Ci faranno una proposta, penso, magari stasera, dopo la pizza. Che rispondiamo?
– Gigi, se fra noi due, dopo, non cambia niente, viviamoci questa avventura insieme.
– Dimmi che stai immaginando.
– Che tu mi baci mentre lui mi sta chiavando. Ma anche tu: non trattenere i tuoi desideri. Lui è un bell’uomo. Ti aiuto io se vuoi.

Vennero nella nostra stanza. Lei non era molto bella, cosce magre, corpo esile. Lui invece….Rosy rimase interdetta a vedere il suo cazzo. Era lungo normale ma grosso di diametro.
– Gigi, guarda come ce l’ha bello. E’ bello vero? Dillo anche tu.
Lui la mise sul letto e lei gli aprì le cosce.
– Devi vedere – mi disse la donna- questo è il bello; devi vedere come la chiava e come lei gode.
La chiavava lentamente, entrando piano e fino in fondo. Ci sapeva fare davvero. Rosy cominciò a sospirare, ad affannare e mi fece cenno di avvicinarmi. Mi disse nell’orecchio.
– Che bel cazzo che ha, vorrei che lo provassi anche tu.- la baciai in bocca.
-Vedi come entra il cazzo nella sua fica, è bellissimo vedere. Vieni, ti masturbo, devi venire insieme a loro. Dai, segui il loro ritmo e quando stai venendo mettiglielo in bocca.
Lei mi carezzava le natiche, poi cominciò a fare scorrere il dito medio in lungo in mezzo alle natiche.
– Pietro ha detto che tu forse lo prenderesti. Vuoi provare?- lo disse mentre cominciava a spingermi il dito medio nel culo mentre io mi masturbavo nella eccitazione di vedere Rosy aperta a troia che si faceva chiavare.
– No – le dissi – non davanti a lei.
– Ma così è più emozionante, che lei ti vede mentre te lo fai mettere anche tu. Lui a preso il viagra. La farà venire e poi passerà ad altro.
– E per te cosa vuoi?
– A me piace molto guardare. Ma se vuoi, io sono qui.
Rosy, con i suoi umori, aveva bagnato il letto, godeva come una pazza ed infine esplose, un orgasmo fortissimo. . Lui continuò a chiavarla mentre lei veniva, voleva farle consumare tutto il suo orgasmo. Non sapevo come mi sentissi, stordito, confuso, senza volontà. Lei portò il marito nel bagno e gli lavò il cazzo al lavandino. Rosy mi chiamò e mi baciò.
– Fatti fare da lui – disse – è bravissimo. Dai, glielo chiedo io. Gigi, se hai questo desiderio, fallo, fatti inculare. Prendiglielo un po’ in bocca, così ti viene più voglia. Dai, voglio vederti mentre lo fai.
Quando uscirono dal bagno, lea moglie mi abbracciò e cominciò a di succhiarmi un capezzolo. Chiamò Rosy per farle fare la stessa cosa all’altro e lui si mise dieto di me, a contatto di pelle. Mi baciava sul collo e mi faceva sentire il suo cazzo duro in lungo tra le natiche. Poi sentii il suo dito nel culo.
– Non lo fai da molto? – mi chiese
– Moltissimo.
– Bene, allora è stretto. Voglio incularti, sul letto mentre le donne ti tengono fermo.
– No – gli dissi – solo un po’ in bocca.
– Avanti, siediti e prendilo in bocca.
Rimasi irretito dal quel grosso cazzo che stava davanti al mio viso e Rosy mi disse:
– Coraggio , amore, apri la bocca. Desideri pure tu fargli il pompino : lo prendo prima io, d’accordo?
Lo prese in bocca e lo succhiò; poi mi mise una mano dietro la nuca, mi obbligò a baciarla col sapore del cazzo e cominciò a spingermi verso il cazzo. Lo prese in mano.
– Apri la bocca – disse. – lo stai desiderando, e mi spinse facendomi entrare quel cazzo in bocca. Conoscevo già l’emozione che provavo, non l’avevo mai dimenticata e mi fece venire subito. Poi lei gli finì il pompino.

Quei due ripartirono e restammo io e Rosy. Stavamo a letto.
– Adesso che facciamo, Rosy?
– Riprendiamo come prima, anche se non potremo dimenticarlo. Gigi, io ti amo davvero, così come sei. Non voglio che ci lasciamo per questa cosa.
– E se ti torna il desiderio di farti chiavare? o se torna a me, come facciamo?
– Ci troviamo un amico, un ragazzo, per tutti e due.

Tornammo alla vita normale. Rosy viveva con me e mi era di grande aiuto. Trovammo una casa più grande, in un altro quartiere, un ambiente diverso dalla periferia; potevo permettermelo, mi pagavano bene, anche se la fatica dei turni era sempre pesante.
A volte parlavamo di quello che avevamo vissuto con quella coppia. Forse quella donna aveva ragione, la complicità ti fa amare di più. Lei aveva molta cura per me e continuavamo a fare l’amore quasi ogni giorno cercando sempre nuove fantasie. Era uno strano amore: volevamo stare insieme, ci volevamo molto bene ed avevamo desideri divergenti.
– Gigi, ho un ricordo che mi ritorna sempre in mente, dalla signora Concetta. una volta lei aveva una comitiva di quattro uomini e mi ha fatta chiavare da tutti e quattro, se fermarsi. Per una volta sola mi piacerebbe rifarlo così. Però, se vuoi, lei ha anche qualche trans e lo sai che inculano forte e potesti farlo con due di loro. Facciamo insieme.
Lei si sarebbe chiavati anche tre uomini insieme; a volte mi raccontò che la signora Concetta, che era la tenutaria del bordello, l’ aveva fatta chiavare da una comitiva, quattro uomini, uno dietro l’altro.
– Sapessi come è bello, amore; anche tu saresti felice di farti inculare così.

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Autore Pubblicato il: 13 Giugno 2022Categorie: Racconti Cuckold, Racconti Erotici Etero0 Commenti

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