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Oggi &egrave il sedici di luglio e ho già deciso che cosa indosserò per il viaggio: i tacchi a spillo, un vestito estivo di seta stampato di fiori rosa, i capelli legati, poi senza un filo di trucco salirò sull’autobus che mi porterà in conclusione a Vienna. Io sorreggo con me per di più una piccola valigia e un libro di fumetti, giacché appena salita a bordo l’occhio mi cade con nitidezza e con precisione sull’avvenente e piacente quanto anomalo e inconsueto autista, che subito si prende la libertà di lanciarmi un’occhiata folgorante e micidiale, visto che sembrava un invito a un orgasmo, io per l’occasione gli sorrisi liberamente con tutti i miei trentadue denti, lasciando cadere il biglietto nelle sue grandi mani già notevolmente indurite, per quelle abnormi ed esorbitanti ore passate sopra quel volante di finto cuoio, finché lui placidamente mi enunciò con quella voce rauca tipica del fumatore accanito e perseverante:

‘La inviterei a sedersi signora, perché il viaggio sarà alquanto lungo’.

Io assentii annuendo, girando il mio sedere verso di lui, giacché ebbe un inatteso e repentino sussulto, in quell’istante avevo gli occhi di tutti addosso su di me, tuttavia con molta indifferenza e neutralità m’accomodai al mio posto; accanto a me c’era un ragazzo adolescente che appena mi guardò ebbe quasi un istantaneo affanno rimanendo in completa soggezione. Io mi sistemai presentandomi con delicatezza, lui fece altrettanto, poi conversammo di molti episodi durante il viaggio, però in nessun caso di noi due. Appena arrivati a Vienna, l’autista una volta scesi tutti i passeggeri, m’appoggiò pigramente la sua grossa mano e m’invitò a scendere, lui era un individuo garbato e di belle maniere, ma anche atletico e prestante visto così in piedi.

Il mio compagno di viaggio, Gerardo, al contrario era un ragazzo senz’esteriori né stimolanti né apparenti pretese, ma questo Erminio era propriamente un genuino e verace maschio, sotto tutti gli aspetti azzarderei esprimere. Il pretesto nacque ben presto tutto da una valigia, affinché ci ritrovammo in seguito in un albergo legati l’uno all’altra così come un’edera intrecciata al tronco d’un albero, poiché ci nutrimmo sfamandoci vicendevolmente delle nostre inappagate e insaziabili voglie, dei nostri fluidi senza parlare, bensì con altre faccende disseminate per la testa. Io mi chinai tra le sue cosce come un calciatore consumato e lo servii del mio appetito, lui cadde quasi svenuto al contatto delle mie labbra gonfie al peccato.

Lui m’agguantò più volte da dietro, sfiancandomi e sfondandomi con tutta la sua forza e la sua prestanza, mentre io sotto quei costanti e quei durevoli colpi raggiunsi orgasmi multipli per me impensabili e inimmaginabili, però quando lui raggiunse il suo, denso, speziato e unico, io volli ricevere tutta la sua sborrata finale comodamente e totalmente tra i miei seni, perché francamente mi &egrave sempre piaciuto guardare limpidamente in viso l’uomo quando eiacula, lasciandosi andare e gemendo per il piacere che sperimenta. Lui ancora alquanto infervorato e invasato per la mia pelosissima fica nitidamente infuocata, desiderò che gli donassi a dir poco una ripetizione, sennonché io in quella circostanza che peraltro ancora me lo domando, in maniera grulla, scimunita e ottusa non so per quale effettiva ragione non gliela concessi, all’opposto, mi negai giudiziosamente e in ultimo assennatamente lo respinsi facendo di tutto purché uscisse dalla stanza lasciandomi da sola.

La mia permanenza a Vienna fu veramente brillante, divertente e spassosa, davvero eccezionale e incancellabile tra Erminio assieme alle innumerevoli e meravigliose costruzioni, in quanto lui fu in grado di stimolare accortamente stuzzicando abilmente e con dovizia i miei naturali e nascosti istinti primordiali, con la sua insanabile affabilità congiuntamente alla sua disinvolta, genuina e naturale gentilezza.

Tutto ciò che avvenne e che si svolse in effetti tra di noi, era però già preannunciato e in ugual modo scontato, tenuto conto che nel viaggio di ritorno io non pagai nessun tipo di biglietto, malgrado ciò, ebbi un posto in prima fila tutto per me, considerato inoltre che nel momento in cui leggendo il mio fumetto lui mi spiava in maniera scaltra con disinvoltura dallo specchietto retrovisore, sorridendomi instancabilmente e ripetutamente da infatuato e innamorato perso.

{Idraulico anno 1999}

Autore Pubblicato il: 1 Aprile 2017Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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