I miei faggi, così alti
e grandi,
quanto un sogno!
Loro
sono tutto il mio ricordo.
La voce degli uccelli,
un sospiro,
un bacio,
un addio’
Oh, no, no, no,
tu non sai,
ma non li rivedrai mai,
perché non fioriscono più
se non nel ricordo bianco
del mio passato infranto.
E la loro voce mi raccontava
di fantasmi amici,
che piangevano nella bufera,
di una vecchia fattucchiera’
No, mai più,
non più’
I miei faggi sono morti,
si è alzato il vento,
li ha sepolti.
Oh, i miei sogni!
Ricordi!
Molti
furono i giorni
trascorsi,
il tuo pianto era il mio pianto,
il tuo istante era il mio istante,
la bella mano sul tuo petto ansante,
ma ritorneranno, sì, i miei boschi,
il grido triste della capinera
amica della strega,
ancor si leva,
nella breva’



Un racconto che avevo letto 15 anni fa e mi lasciò un forte ricordo. Il prototipo di un romanzo che…
Bellissimo. Spero ci sia un seguito
Ciao Akissfrommax , grazie per il commento , credo che sia una realtà che in molti capiscono. Chi desidera parlarne…
Beh, non potevo fare a meno di aprire un racconto con un titolo del genere! Leggibile e scorrevole e non…
grazie, molto gentile...