Le parti son tutte assegnate.
Si recita solo a copione,
non son consentite volate.
Chi vuole, può fare il gigione.
Costumi di scena soltanto.
Le maschere ? Sempre le stesse:
di risa, di scherno, di pianto…
Le voci ? tonanti… sommesse…
La luce dipende dal sole.
Fondali tracciati a piacere.
Le frasi, soltanto parole.
Le trame, soltanto chimere.
Intorno ‘ pieno di gente,
sul palco, invece, nessuno.
Son tutti vestiti di niente.
Ed ecco che s’alza qualcuno,
si pone sul capo qualcosa,
qualcosa brandisce la mano.
Assume sul palco la posa,
e dice: io sono sovrano,
mi spetta corona e mantello,
mi spetta d’avere la corte.
Dispongo di questo di quello,
di dritto di vita, di morte.
E s’ode un bisbiglio: che bello !
E come gli dona l’orpello.
Che voce, che grande potenza.
Per me, gli vo’ far riverenza.
E tutti s’inchinan plaudenti.
Son teschi che battono i denti.



Eccerto che vorrei un ulteriore proseguimento del racconto!"! ;-)
Grazie per l'apprezzamento, sono contenta che ti stia piacendo. La mia intenzione era quella di scrivere un racconto che filasse…
Ciao, ti ringrazio per i complimenti, sono felice che ti stia piacendo. Avevo un po' di timore a scrivere un…
Molto eccitante spero di leggere presto altri tuoi racconti
Linguaggio incalzante e storia splendida! Complimenti :)