Il mio Pinocchio di legno
è morto.
L’ho affidato a mani turchine
e di fuoco,
che l’hanno cullato
nel loro abbraccio
crudele
e appassionato.
Pinocchio,
Pinocchio,
dove sei?
Risponde soltanto
la voce delle fiamme,
tremenda
e tanto, tanto fredda.
In essa
trema il ricordo
dei tuoi occhi d’argento,
candidi e languidi.



Non lasciarci in sospeso regista, dacci un seguito!
Sarebbe bello leggere il proseguo immedesimandoci nel cornuto Luigi
E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com
Tu sei un uomo con l'animo del cornuto, dovresti coltivarlo fino in fondo e non scomparire e dimenticarti del tuo…