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Si conobbero sul vaporetto per Capri. Era il2 settembre e sembrava che quel vaporetto trasportasse solo turisti tedeschi. Nicola leggeva seduto a poppa. Aveva tra le labbra una sigaretta e, continuando a leggere, cercò l’accendino nella tasca; lo trovò la una presa maldestra lo fece cadere e scivolare in mare. L’uomo che era seduto accanto a lui sorrise e gli porse un accendino. Nicola accese la sigaretta e fece per restituirlo,ma l’uomo gli disse:
– Tienilo pure, ne ho un altro in borsa.
Nicola notò che era un accendino di gran pregio, una lega d’argento, pensò e fece per rodarglielo, ma l’uomo prese nella sua mano quella di Nicola con l’accendino e lo fermò.
– Viaggi da solo? Non è un po’ tardi per le vacanze?
– Beh, questa estate non ho avuto vacanze, problemi di famiglia, ed un amico mi ha prestato la sua casa di Anacapri.
– Passerai la vacanza da solo? Quanto ti trattieni?
– Una settimana, forse più se il tempo è bello e si può andare a mare. Scusi, mi chiamo Nicola……studio biologia all’Università di Napoli.
– Bene. Io mi chiamo Ludovico, mi occupo di commerci, oggetti antichi e case antiche. Per la verità, anch’io passerò una vacanza da solo. Avevo bisogno di staccare. Ho passato l’estate in Inghilterra ad acquistare materiali. Come mai non ti sei portato la ragazza con te ?
– Mah…a parte il fatto che non ho una ragazza, da solo mi sento più libero. Lei va in albergo?
– Si. Voglio comodità ed anch’io voglio libertà. Dovremmo incontrarci sull’isola….penso che neppure tu abbia impegni. Che ne dici di una pizza stasera.
– Veda per me è difficile andare a Capri e poi rientrare su ad Anacarpi.
– C’è una pizzeria o un ristorante dove vai?
– Si, un ottimo ristorante; se viene lei su , potremmo andare lì.

Nicola aspettava seduto sulla panchina della piazzetta; Ludovico arrivò in taxi. Era un bell’uomo; alto, robusto, capelli brizzolati ,un viso molto comunicativo.
– Stasera lei è mio ospite; devo festeggiare una ricorrenza….
– Ah si? Cosa festeggi?
– I miei 18 anni compiuti due giorni fa.
– Auguri allora…ma devo farti un regalo. Lascia stare, stasera pago io. E comincia col darmi del tu….o sono forse troppo vecchio?
-No, non sei affatto vecchio.
A Ludovico quel ragazzo piaceva molto; aveva un bel corpo, bello davvero, un viso molto bello ed era un ragazzo gentile.

A tavola Ludovico gli chiese:
– Come mai non hai una ragazza? Sei un ragazzo così bello e gentile.
– Credo timidezza. Ho avuto una ragazza, ma non funzionava; lei era inibita con sesso ed io non ero molto attirato, non me la sentivo di forzarla e nonne avevo molta voglia.
– Ti capisco. Quando non si trova ciò che si cerca…..ma a volte neppure noi stessi sappiamo cosa vogliamo, siamo inibiti anche nei desideri.
– E’ il nostro tipo di educazione che è sbagliato sul sesso. Ci insegnano a reprimerci, non siamo liberi di viverlo come vorremmo.
– Tu quali esperienze hai avuto?
– Direi quasi nessuna. Solo qualche esperienza da ragazzo.
– Vorrei che me le raccontassi. E’ interessante.
Finirono di mangiare la pizza, ed uscirono.
– Restiamo ancora un po’ insieme, vorrei parlare ancora con te.
– Beh, io sto qui vicino. Non ho molto da offrirti, se vieni a casa mia.
La sera era calda, era piacevole camminare e non c’erano persone in giro. Mentre camminavano Ludovico gli mise un braccio sulle spalle.
– Ti dispiace? – gli chiese?
– No, se a te fa piacere.
Arrivarono. Nicola aprì un cancello che dava su un giardino in fondo al quale vi era la casa.
– E’ un posto molto tranquillo qui.
E mentre andavano, Ludovico gli mise il braccio intorno ai fianchi.
Si sedettero in veranda e Ludovico gli chiese di raccontargli le sue esperienze di ragazzo.
– Ma sai com’è? – disse Nicola – i ragazzi hanno curiosità del sesso e noi giocavamo. Coi masturbavamo insieme e poi a vicenda. Lui era un mio compagno di scuola. Solo che ad un certo punto lui smetteva ed io continuavo da solo.
– TI dava piacere masturbarlo?
– Beh, si, era divertente. Poi nel gioco intervenne un altro compagno, più grande di noi, voleva essere masturbato anche lui.
– Glielo facesti tu o anche l’altro?
– Io, a tutti e due. Ma ero ragazzino allora.
– Poi come continuò?
– Beh, il mio coetaneo si trasferì e l’altro una volta mi chiamò. Andammo di nuovo nel boschetto vicino al paese. Lui mi disse: “Quando sei con me devi fare la mia ragazza”. Mi obbligò ad inginocchiarmi ed a…prenderglielo in bocca.
– Provasti piacere?
– Subito, ma mentre lo facevo cominciò a piacermi. Glielo feci altre due volte, poi finì.
– Ricordi spesso quella esperienza.
– Si, mi piace ricordarla.
– E non hai mai provato a farlo con un altro ragazzo?
– No. Mi vergognavo e poi non è facile trovare le circostanze per una cosa del genere.
– Ma vorresti riprovare?
– Non lo so, dovrei trovarmici per saperlo.
– L’amore uomo-uomo è bellissimo anche se tu non lo conosci. Ti dà molte più emozioni di una ragazzetta.
– Tu lo conosci?
– Si, Nicola, io amo i ragazzi come te. Ma se vuoi vivere una cosa del genere, lo devi fare senza inibizioni, dando tutto te stesso. Hai mai baciato un uomo.
– Beh quel compagno che ti ho detto, prima voleva che lo baciassi in bocca prima di farmi abbassare.
– Lo vorrei anch’io date. Avanti , proviamo.
Lo fece alzare, lo fece poggiare al muro e lo baciò in bocca: Nicola era intimidito ma poi si lasciò andare e rispose al suo bacio. E mentre si baciavano, l’uomo gli abbassò i pantaloncini e gli mise il suo cazzo duro tra le cosce. Nicola continuò a baciarlo mentre lui muoveva il cazzo sotto il perineo.
– Ti piace così? – gli chiese
– Si, è bello sentirti.
– Stringilo tra le cosce, sentilo.
Continuavano a baciarsi mente Ludovico lo stava chiavando tra le cosce. Nicola sentì che stava per venire e strinse di più le coste e sentì il getto caldo dello sperma che lo bagnava.
Restarono abbracciati a baciarsi mentre il ragazzo sentiva lo sperma colargli tra le cosce e gli sussurrò:
– E’ stato bello sentirti venire.
Nicola andò in bagno a lavarsi e Ludovico lo seguì. Il ragazzo si stava lavando sul bidet mentre Ludovico si lavò il cazzo al lavandino. Poi si avvicinò, lo baciò in bocca e gli disse:
– Bacialo, prendi confidenza con lui. Aprila bocca.
IL cazzo era moscio, ma era molto grosso: Nicola chiuse gli occhi e l’uomo glielo mise nella bocca. Nicola succhiò per istinto e sentì un brivido di piacere.

– Devi rientrare? – gli chiese Nicola
– No. Telefono che rientro domattina. Tu vuoi stare con me stanotte? Vuoi essere la mia femmina stanotte?
– Si, resta. C’è un letto grande e possiamo dormire abbracciati se lo vuoi. Mi hai fatto riscoprire un mondo che credevo perduto. Ma non mi sento ancora pronto a farmi penetrare. Non l’ho mai fatto, ho paura di soffrire.

– Niki, ascolta. Non devia lasciarmi finché il cazzo non è di nuovo moscio; fallo uscire tutto e senti il suo sapore. Però comincia a baciarmi e prendermi in bocca i testicoli. Vuoi farlo.
– Si, voglio fartelo, però voglio una promessa, che mi aiuterai a venire. Sono così eccitato……
– Allora me lo farai dopo che sei venuto, così potrai goderti il mio cazzo senza l’ansia di venire, sarà più bello per te.
– Non so se riesco ad ingoiare, non l’ho mai fatti. Magari mi aiuti tu per farmelo fare.

– Si, i capezzoli, mi piace troppo. Voglio che me li succhi forte e me li mordi mentre mi masturbo. Ahaaaa, che bello, Ludy. Come bello, fai forte.
– Si, apri le cosce, voglio penetrarti col dito così il tuo culetto impara il piacere.
Ludovico sentiva emergere un desiderio di violenza e di possesso, lo mordeva forte sula carne intorno ai capezzoli, facendolo sobbalzare di dolore e di piacere. Poi, mente lui si masturbava, lo inculò col suo grosso dito, spingendolo in fondo e muovendolo come un cazzo duro. Nicola venne tra gli spasmi di piacere e di dolore, coi denti dell’uomo che mordevano la carne intorno a suoi capezzoli e con due dita co i quali Ludovico gli forzava e gli allargava l’ano.
Poi toccò a lui, ancora pieno di piacere, prendergli in bocca i grossi testicoli, succhiarli lievemente e colpirli in bocca con la sua lingua. Vide il cazzo dell’uomo sollevarsi, diventare duro, teso e glielo prese in bocca. Comprimeva il glande sotto il palato e sentiva il liscio della carne strusciare sulla ruvido della del palato, lo leccava tenendolo nella bocca, succhiava fortissimo quando andava indietro. Ludovico lo spingeva per fare arrivare il cazzo alla gola e gli diceva di deglutire. Sentì lo sperma sgorgare e riempire la sua bocca, continuò finche il cazzo dell’uomo non fu moscio. Allora Ludovico lo prese, gli tappò la bocca.
– Avanti, piccolo, coraggio. Ingoia il mio sperma nel tuo corpo.
Fu costretto ad ingoiare, era molto sperma denso, ma Ludovico lo costrinse ad ingoiarlo tutto.

Il giorno dopo Nicol andò al mare ala scogliera. Vi era solo turisti tedeschi. Le donne era un po’ anziane, stavano a seni nudi ed era bello vederle. Ma Nicola si sorprese a guardare anche gli uomini , qualche cinquantenne atletico e lui immaginava come dovesse essere il suo cazzo duro. Mangiò al lido e rientrò di pomeriggio. Trovò una chiamata di Ludovic sul telefonino. Chiamò.
– Mi hai già dimenticato, Niki?
– No, mi sei mancato.
– Oggi pomeriggio ho un po’ da fare con un commerciante di qui. Stasera alle nove, ti porto a cena. Tu sai cosa vorrò stasera?
Nicola ebbe un brivido di libidine misto a paura.
Ludovico trovò il cancello aperto, entrò e lo chiuse. Niki lo aspettava sotto la veranda, gli andò incontro e lo baciò in bocca.
– Sei pronto, allora?
Niki stava abbracciato a lui e gli sussurrò nell’orecchio.
– Vuoi sverginarmi? Mi farai male, ma non mi importa: rompimi, fammi femmina.

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Autore Pubblicato il: 6 Settembre 2021Categorie: Racconti Gay0 Commenti

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