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Una mamma cattolica 2

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vedo mia madre uscire, non ho smesso di toglierle gli occhi di dosso fino a che non ha chiuso la porta di casa, ne ho seguito ogni movimento, ogni passo che dava modo a quel lembo di stoffa che avvolgeva le sue forme di scoprire una piccola parte del suo culo, e più ancheggiava in quei brevi attimi più la mia eccitazione arrivava alle stelle, la mia testa era un frullatore di desideri perversi e proibiti, ero fuori di me. Istintivamente mi sono portato a toccare il mio cazzo, duro non so da quanti minuti, ansimavo, vedevo dinanzi agli occhi immagini che non erano riferite ad un possibile incesto ma ad un forte istinto di possedere quella donna, mia madre. Non so come…
..Non so come, d’improvviso il pensiero che stessi provando quel turbamento, quelle emozioni, quelle esplosioni di desiderio per mia madre, mi ha fatto rabbrividire, ero combattuto dalla voglia ormai non più nascosta di fare mia quella donna, e dal pensare che tutto ciò che mi stava capitando fosse una cosa orribile, impossibile, da non incoraggiare in alcun modo. Poi i miei sensi hanno preso il sopravvento, le gambe e il culo di mia madre mi sono riapparsi mentalmente, …se fosse stata lì con me mi sarei buttato sotto quel microabito giroculo che ancora mi stravolge, e non so cosa mi sarei spinto a fare. Ho continuato a menare il mio cazzo, ad occhi chiusi, ansimante, la saliva che mi colava a bocca aperta per il piacere, …non ricordo se fino a quel momento mi era capitata un’esplosione così forte, schizzi di sperma sono arrivati sul tavolino davanti al divano dobe mi ero adagiato… ho goduto da paura.
…Mi alzai, andai in cucina a prendere spugnetta e scottex per pulire il tavolino e le gocce di sperma cadute a terra, con una salviettina profumata mi pulii anch’io, mi distesi sul divano, accesi la tv… provavo a distrarmi, ad allontanare da me quel desiderio morboso che ormai non aveva freni……la tv era accesa ma io ero come assente, piano piano mi sono sentito abbandonare, era una sensazione piacevole, forse l’appagamento di quell’esplosione mi aveva rilassato, …non ricordo né i dialoghi né cosa stessero trasmettendo, credo di essermi addormentato, e non saprei dire quanto.
Era quasi mezzanotte quando il suono ripetuto del citofono mi ha svegliato…Mi alzo, vado a rispondere… <Carlo, Carlo, meno male che ci sei… sentivo mia madre che mi parlava al citofono con voce ansiosa. Sì, cosa è successo?… Scendi caro, vieni ad aprire il portone perché mi sono accorta di averle lasciate a casa prima di uscire… ma scendi presto, è umido fuori a quet’ora…>
<Mamma, aspetta un attimo, mi infilo una tuta e arrivo…> e lei< Dai Carlo, chi vuoi che si accorga che sei in boxer a quet’ora!… Scendi…>Ero in boxer e maglietta di tipo traforato, molto estiva… <Arrivo mamma, il tempo di chiamare l’ascensore e sono giù…>Fino a quel momento non avevo che il pensiero di andare ad aprire il portone. Abitiamo all’ultimo piano, il settimo, di un palazzo abbastanza grande, ma non popolare, due appartamenti a piano. Ho pensato… che fortuna mamma che ero a casa, se avesse suonato alla vicina avrebbe dovuto disturbare qualcun altro di sotto perché la vicina avrebbe sicuramente rotto le scatole. Prendo le chiavi, chiamo l’ascensore, di tipo a porta manuale, entro, pigio il pulsante del piano terra… d’improvviso mi si apre un mondo di fantasia che non saprei definire se terribile o dolce, se perverso o da favola, se erotico o da sogno. Andavo a recuperare giù mia madre, al portone, che mi aspettava in miniabito giroculo.Non ho mai cronometrato il tempo di salita o discesa dell’ascensore dal settimo piano in giù, e viceversa, ma quei secondi durante i quali la cabina scendeva mi sembravano eterni. Mi è salito il sangue alla testa, ho sentito le mani fredde, il mio cazzo si è puntato dritto contro la stoffa del boxer… stavo arrivando al piano terra, ho provato a tenere su il cazzo per non uscire con la protuberanza così visibile, ma non ci sono riuscito granché…
Esco dall’ascensore, c’è un tratto di androne con alcuni gradini che portano al portone, apro… Finalmente tesoro, mia madre sorridente mi abbraccia con spontaneità…ento il suo profumo, certamente prima di tornare a casa ne aveva rimesso sul collo qualche goccia… Le sfioro il viso per ricambiare il bacio affettuoso… per una certa forma di rispetto o paura mi trattengo dal lasciarmi prendere da un abbraccio forte…
Mia madre non ha avuto lì per lì modo di accorgersi di ciò che era cresciuto fra le mie gambe…Ci avviamo all’ascensore, lei, come se la serata passata con l’amica non l’avesse stancata per nulla, a passo svelto mi sfila davanti… Sia stato peccato, pazzia, libidine, non so, so solo che il mio cazzo si è erto di nuovo nel vedere i suoi movimenti su quei tacchi da 12, il suo microabito lasciava intravedere piccole parti interne della gamba là dove c’era il perizoma che indossava sotto ad ogni gradino che saliva, …ero rosso, le mani sudate, fredde, il cuore mi batteva all’impazzata…Allungo il passo per andare ad aprirle la porta dell’ascensore… la cabina è di quelle piccole, mia madre entra, si avvicina alla pulsantiera, io le sono dietro mentre mi trovo di spalle e la porta si chiude a molla…Allungo il braccio verso il pulsante del settimo piano, con la cabina piccola non c’è molta aria tra corpi vicini, …mia madre si è voltata sorpresa… sono arrossito, non so se per vergogna o per la carica erotica che mi stava assalendo… ma… tu… cosa?… Mia madre balbettava, credo non sapesse nemmeno lei come reagire in quel momento… Non ragionavo, non rispondevo di me, e non sapevo che fare o che facessi in quel momento in cui lei mi guardava… Ho abbassato gli occhi… anche lei, verso i miei boxer…Non so se ne fosse impressionata, so che le si sono illuminati gli occhi, luccicavano, …le ho detto… <mamma, quanto sei bella… fossi il tuo uomo non ti lascerei mai, in ogni posto in cui mi trovassi ti prenderei…>i è fatta rossa… non so quanto è durato il momento, attimi in cui si è capovolto il mondo, così mi è sembrato. Lei mi dice… premi il 7… ho premuto il 7 e il mio cazzo contro il suo culo, lo sentivo sodo, le mie gambe scoperte erano contro le sue, pelle contro i suoi collant, l’ascensore saliva, avrei voluto salisse fino al cielo, è lì che mi stava portando…Lei cominciò a gemere, fare dei sospiri forti, al punto che ho avuto paura si potessero sentire fuori della cabina che saliva. Non si era ritratta. In un attimo di lucidità ho pensato che assecondare il mio contatto fosse dovuto a qualche bicchierino bevuto alla cena con l’amica. Come uno stupido le ho chiesto… com’è andata la cena? Bene, risponde, ci tenevo a rivedere quest’amica che da tempo non vedevo. Il suo alito era pulito, segno che non aveva bevuto. Mi sono fatto ancora più rosso, forse mi sono eccitato anche di più. L’ascensore era al piano. Sono davanti io per spingere la porta in apertura… sento una mano stringermi al fianco… un brivido… Se ci fossero stati i vicini e si fossero affacciati sul pianerottolo avrebbero visto i miei boxer con una punta esplodente e una mano che risaliva da sotto…Mia madre aveva il mio cazzo in mano mentre aprivo la porta di casa… fammi controllare subito dove sono le mie chiavi, non vorrei averle perse…Il tempo che lei è andata in camera sua a cercarle è stato per me un momento di passione… No, no, mi dicevo, mi devo trattenere, non posso andare oltre. E allo stesso tempo una voce mi diceva il contrario…Sono andato in cucina, ho preso una bottiglia d’acqua dal frigo, me ne sono versata un bicchiere… mentre bevo la voce di mia madre si avvicina, sento il suo profumo, ho nuovi turbini per la testa… Mamma… abbasso la testa… Carlo, cosa c’è? Stai male?… Mi accarezzava la nuca, mi massaggiava le scapole, poi, intrufolando le mani nella maglietta traforata è arrivata al petto… sarei voluto morire, di piacere, in quel momento. I miei capezzoli si sono induriti, lei li titillava… Oh, mamma, credo fossero lacrime che scendevano sul mio viso in quell’istante… Se n’è accorta, col dito ne ha asciugata una e si è portata il dito alla bocca… il mio piccolo, il mio dolce bambino…Mamma, forse ho alzato un po’ il tono, non sono più un bambino da tempo… Sì tesoro, me ne sono accorta anch’io da tempo. manteneva una mano sul mio petto, l’altra mi accarezzava dolcemente il viso… Spesso non te l’ho dato a vedere ma ti guardo mentre ti spogli, mentre ti vesti, mi dico… che bell’ometto si è fatto il mio piccolo. Ricordi quella volta che dalla doccia mi chiamasti per portarti l’accappatoio? Quando ti vidi nudo, non più bambino, con tuo padre era già finita anche se viviamo ancora insieme, ti ammiravo per quanto bello e formato fosse il tuo corpo, ma anche allora, come nell’ascensore… diavoletto… ho abbassato gli occhi verso la meraviglia che vedevo e che ho sentito poco fa contro di me…È stato un attimo, un fuoco che ha bruciato ogni incertezza, come fossimo amanti da chi sa quanto le nostre bocche si sono trovate allacciate. Mai ho sentito un così forte piacere di baciare una donna…

3 commenti

  1. Non ho smesso di toglierle gli occhi di dosso? Ma che cazzo significa?

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