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 Essere una ragazzona  alta e grossa di corporatura, Celia viveva questa sua condizione come una condanna  all’esclusione ed una ingiusta pena. I ragazzi non si sentivano attratti, le sue  compagne di studi , di nascosto, la chiamavano con soprannomi cattivi. All’università Celia stava sempre seduta in fondo, come per nascondersi. Non aveva un ragazzo o un uomo, non riceveva inviti. La sua sola amica era Adua, una ragazzetta piccola e magra, bruttina e bisex. Non avevano rapporti di sesso tra loro, ma Adua le voleva bene. Con Adua erano andate a passare una settimana in un agriturismo marino e lì aveva conosciuto un uomo che aveva 35 anni più di lei, ma che aveva saputo convincerla e portarla a fare sesso. Si era fatta sverginare da lui   ma era contenta di averlo fatto; lui le aveva fatto conoscere l’orgasmo cercato e coltivato, il piacere di stare sotto di lui, di sentirlo godere nella sua fica e nel suo culo.  Il sesso, gli  orgasmi che quell’uomo le aveva fatto provare le avevano insegnato ad amare il suo corpo, a sapere fino a che punto poteva darle piacere, ed aveva capito la sua natura fortemente erotica, come una fiamma interiore che le ardeva nel corpo, nelle cosce, nei seni, nella fica; oramai amava il sesso, quello forte che può dare solo un uomo vissuto.

Cambiò il suo rapporto con la vita e con il suo corpo, cominciò a coltivare quel corpo massiccio che le aveva dato tanto piacere; imparò a depilarsi, ad andare dal parrucchiere, a curare il suo viso. Cambiò pettinatura; invece dei cpelli lunghi che la invecchiavano, scelse di portare capelli corti, a maschietto, e cambiò il suo modo di vestire; invece delle vesti lunghe e delle gonne, volle capi attillati, che mostrassero la forma delle sue cosce e dei suoi seni.  

Si masturbava tutti i giorni, ne sentiva un grande bisogno , ma non le era sufficiente. Adua le consigliava di usare degli oggetti stimolanti a forma di pene, ma lei non voleva amori artificiali: voleva l’uomo. Aveva provato con due ragazzi  e ne era rimasta delusa: venivano in fretta e la lasciavano in bianco, ancora più desiderosa di prima. L’ultima volta passò una notte a ripensare a sé stessa, si masturbò due volte e sentiva frustrante il suo desiderio di fare sesso che la soddisfacesse.  

Uscì il mattino dopo, andò alla posta a pagare bollettini e le tasse per il nuovo anno universitario. Stava in fila e vide una vecchia conoscente.

– Caspita!-  disse lei – Celia! Come di sei fatta bella.

– Grazie, signora Adriana. Mi sono tirata un po’ su.

– Avrei sempre voluto dirtelo di tirarti su,  di prendere la vita in questo modo. Ti vedo bella così. Fidanzata?

– A me i ragazzi giovani non piacciono più, signora: non danno niente.

– Hai ragione, Celia; per una ragazza col tuo fisico ci vorrebbe un uomo adulto.

–  A trovarlo….- disse lei.

Adriana  la guardò intensamente e le disse.

– Vienimi a trovare. Se passi dalle mie parti, vieni. Ricordi dove abito? Viani, parliamone un poco. – ma glielo disse in un modo che Celia capì, come se avesse detto: te lo trovo io l’uomo adatto a te.

Aveva ancora un mese di tempo prima dell’inizio dei corsi. Si trovò a passare per le stradine dietro il Teatro e si ricordò che Adriana abitava da quelle parti. Decise di passare a salutarla.

Adriana sembrava davvero contenta di vederla.Parlarono un po’, ma Adriana, con astuzia, fece scivolare il discorso sull’amore e sul sesso.

-Si, signora Adriana, ragazzi non ne voglio; vorrei un uomo che sappia cosa dare ad una donna. Non importerebbe se fosse più grande di me. Ne ho incontrato uno all’agriturismo dove siamo state in vacanza io e la mia amica Adua. Anche lei mi ha consigliato di starci. Lui era separato, aveva molti più anni di me, prò mi ha convinto a fare l’amore con lui. Io ero ancora vergine, capisce?

– Celia, senza ipocrisia: hai fatto benissimo a farti sverginare. Ti ha insegnato molto?

– Si, mi ha fatto provare degli orgasmi bellissimi, lui amava il corpo femminile – lo disse passandosi la lingua sulle labbra ed Adriana capì – Io non sapevo nemmeno com’è avere un orgasmo con un uomo e lui me lo provocava sotto penetrazione …..

– Una ragazza come te – disse Adriana- gli uomini se li può mangiare. Sei un “tipo”, piaceresti molto ad uomini che conoscono la vita, fidati di me….una bella ragazzona con questi bei coscioni…..si, hai ragione a volere uomini maturi, quelli che sanno darti soddisfazioni, farti sentire femmina. I ragazzi non ci riescono o non sanno neppure cos’è. Celia vorrei fare qualcosa per te, io potrei aiutarti, se ho capito quello che vuoi.. posso farti conoscere ed incontrare alcune persone, uomini belli ed importanti. Ti senti disponibile a provare?

– Si…ma come…..

– Quello che vuoi è un rapporto forte con un uomo, Ascolta,  vienimi a trovare domani;  te ne presento uno davvero forte, un bell’uomo e molto combattivo. Che ne dici? Magari solo per provare, per vedere se è quello che cerchi.

– Mi sentirei in imbarazzo.

– No. Il patto è chiaro: tu e lui venite per fare sesso fate sesso,  vi ospito io. Siete due sconosciuti e sarete due sconosciuti anche dopo. Non vi scambiate neppure i nomi. Questo è un vantaggio perché puoi fare e farti fare quello che desideri. Finisce qui, senza legami e senza conseguenze. Ci penso io a facilitarti la cosa. Ma devi volerlo, Celia, devi essere decisa.

– Ci devo pensare. Le telefono e glielo faccio sapere.

– Brava. Tu prendi la pillola, vero? Chiamami domattina prima delle otto, altrimenti non lo trovo,  basta che mi mandi uno squillo e che vieni qui per le quattro. Il mio amico sarebbe l’ideale per te. Vedrai, sarai molto contenta di averlo fatto.

 

Celia aveva capito, Adriana voleva farla chiavare con un suo  amico, seera un amico e non altro, un po’ come una avventura occasionale. Ma lei perché lo faceva? Ne parlò con la sua amica bisex.

-Celia, penso che lei ci guadagni a procurare incontri.

– Tu pensi che vorrebbe farmi fare come una specie di puttana?

– Vuole avviarti. Tu hai quello che cerchi e lei qualche vantaggio. Che ti importa? Non lo saprà nessuno. Prova, poi magari rinunci, ma almeno prova.

– E dopo?

– Dopo puoi riflettere se lei ti proporrà qualcun altro, ma sarai sempre tu a scegliere se farlo o no. Celia, a te piace troppo farlo e può darsi che ogni tanto ne senti il bisogno di farlo così, clandestinamente, senza inibizioni. E non farti irretire dalle parole: moglie, amante, fidanzata, puttana…si tratta sempre di prendere il cazzo. Sai una cosa? Una volta stavo fuori casa, un’altra città e non avevo più soldi. Alla stazione ferroviaria trovai uno che mi fece una proposta: accettai. La proprietaria della pensione dove eravamo andati mi prese per una puttana e mi chiese di aspettare. Mi propose di farlo con un altro suo cliente: accettai e dopo di quello me ne mandò un altro. Avevo moti soldi, ma in più mi era piaciuto tantissimo. La proprietaria della pensione mi chiese se volevo rimanere a lavorare con lei. Le dissi che quando sarei tornata lì, sarei passata a trovarla. A me è piaciuto fare la puttana per una volta, é stato bello, sono venuta tutte e tre le volte. Vacci, Celia, fatti fare dall’uomo che lei ti propone. Poi avrai tempo per decidere.

 

 

Ci andò di pomeriggio.

– Vieni – le disse Adriana – voglio vedere una cosa. Siediti, tira su la gonna ed apri le cosce.

Le accarezzò le cosce.

– Sono grosse ma belle. Danno piacere a toccarle.

Poi  scostò le mutandine e le fece entrare pianissimo un dito nella fica.

– Ah, come sei stretta. Sei un tesoro, farai felice questa persona. Sei pronta?  Sta  aspettando di là. Ricordati, niente nomi o altro. Dopo è come non fosse successo. Spogliati con disinvoltura, senza vergogna.

 Era un bell’uomo di sicuro, un cinquantenne bruno, bel fisico, bel viso. Adriana la fece entrare nella stanza da letto dove lui aspettava e chiuse la porta.

– Spogliati – disse l’uomo – voglio vederti tutta.

Il suo tono di comando la eccitava. Era eccitatissima, si spogliò davanti a lui. Lui le prese in mano i seni e le accarezzò le cosce.

–  Sei un bel tipo – disse – Belle cosce, anche se grosse. Vediamo come chiavi.

– Prima voglio farti una cosa – disse lei. 

Si abbassò, glielo prese in bocca. Era un bel cazzo normale, un po’ grosso. Gli prese in mano i testicoli e cominciò a succhiarlo.

– Brava – disse lui – sei una vera troia.

Non lo fece venire, voleva solo eccitarlo  e quando lo sentì durissimo  si mise sul letto e gli aprì le cosce. Lui la penetrò. 

– Ah- disse– ti sei eccitata, ti sei bagnata. Hai una bella fica giovane e stretta. Si vede che lo fai da poco tempo.

– Non venire subito – gli disse lei in un orecchio- voglio venire anch’io, mi piaci.

Era bravo, chiavava come un uomo di esperienza, teneva le braccia tese per lasciarle lo spazio di masturbarsi il clito mente lui la chiavava. Glielo disse lui di fare così.Lei sentiva crescere l’orgasmo nella fica. 

– Bravo, così – disse lei – bravo. Adesso fai forte, mi sento di venire.

 Lei ebbe un primo orgasmo,  prese quell’uomo e lo baciò in bocca per riconoscenza. L’uomo era contento, continuò a chiavarla.

– Aspettami ancora – gli disse Celia – aspettami, voglio venire di nuovo.

L’uomo la baciava in bocca  e lei gli mordeva un poco il labbro inferiore per ritardargli l’orgasmo; poi lei cominciò a spingersi contro il cazzo con il bacino, lui si fermò e continuò lei a chiavarsi sul cazzo finché venne di nuovo e nel frattempo aveva fatto venire anche lui.

– Voglio trovarti di nuovo – le disse – Hai chiavato come un’amante, non come una puttana. Mi è piaciuto molto.Ti vorrò ancora. – Si vestì ed uscì.

 

– Contenta? – le chiese Adriana – Era quello che volevi?

– Si, contenta, molto. Mi è piaciuto.

– Lo rifaresti? Magari con un altro?

– Adriana, mi piace da morire farlo.

– Ascolta, Ceia ti chiamo io quando ho un nuovo amico; ci stai? Facciamo così: io ti faccio uno squillo e ti mi rispondi appena puoi.

– Tu ti fai pagare da loro per questi servigi?

– Una ragazza come te potrebbe guadagnare molti soldi, se tu volessi. Ti piace il cazzo e ti piace molto; avresti questo e  un bel vantaggio economico. Pensaci. Però tieni il segreto, mi raccomando. Sono amici che vengono da fuori, nessuno della città, ma devo proteggerli. Nel culo lo hai già preso, vero?

– Si . Fammelo fare, faccio tutto quello che tu vuoi farmi fare.

– Brava. Ascolta, vieni domani. Vengono due amici da fuori. Per te con loro sarà un’esperienza straordinaria. Avrai due cazzi tutti per te.

– Non l’ho mai fatto così, voglio provare. Cosa mi faranno fare?

– Ah, di sicuro la doppia penetrazione: ti fanno mettere a cavallo col cazzo dentro e l’altro ti incula. Con un culo come il tuo gli farai venire ancora più voglia. Dopo ti chiavano a troia.

– Come sarebbe?

– Ti mettono in ginocchio sul bordo del letto e loro dietro. Ti danno 12-15 colpi ognuno e poi cambio. E si va avanti così. E’ molto forte e dura moltissimo perché l’interruzione li raffredda, rallenta il loro orgasmo mentre  tu invece vieni chiavata di continuo, senza sosta, solo nella fica.

– Accidenti, è terribile! Bello !

– Si, la donna viene in continuazione. Alcune svengono dal piacere. Dopo devi stare ferma alcuni giorni, la fica si irrita molto.

-Adriana, voglio farlo, ci vengo. Vengo tutti i giorni, almeno finché non mi cominciano i corsi all’Università. Poi vediamo come fare quando sono libera.

– Ascolta. Prima di loro ho altri due. Uno viene pesto, alle tre, l’altro alle cinque. Alle sei vengono quei due. Vuoi farteli tutti e quattro? Dai, amore, prova.

– Si, si, fammeli fare.

– Renditi libera per sabato sera e, se puoi, trova una scusa per restare fuori. Vedrai che sorpresa.

 

– Celia, ti ha dato mille euro? Accidenti. Ci verrei anch’io con te, se lei mi volesse.

– Posso chiederglielo, se vuoi.

– Lei tratta solo uomini, a me piacciono le coppie, voglio anche la donna. Chiedile questo.

 

– Brava , Celia: puntuale.

– Scusa, tieni da parte questa borsa. Ho detto che andavo  dormire da Adua. Non sono riuscita ad avvisarla, però.

– L’ho mandata in treno a B…Passerà il fine settimana con una coppia di amici, capisci? La moglie è bi

– L’hai fatta contenta.

– Si, e stasera faccio felice te. Ho un piccola comitiva, sono in quattro, sono congressisti,  ed hanno fatto una scommessa su chi dura e ti fa venire di più. Devi farteli tutti e quattro, uno dietro l’altro, senza fermarsi, come vogliono loro: sai che non devi dire mai di no, amore, vero?

 

 

 

Autore Pubblicato il: 11 Febbraio 2021Categorie: Senza categoria0 Commenti

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