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Ero nascosta al buio, nella camera da letto.
Lui non sapeva che quella mattina ero rimasta a casa, per sistemare alcune faccende burocratiche rimaste in arretrato. Paolo, mio marito, era rientrato dopo la sua usuale corsetta mattutina ed era ancora in tuta.
Io tenevo la porta della camera leggermente aperta, appena per permettermi di guardarlo muoversi in soggiorno. Era sudato, la maglietta con visibili macchie di sudore sui pettorali e sulla schiena, e i pantaloni della tuta che mostravano i glutei di quello sportivo che era.
Paolo e’ un bell’uomo di 38 anni, nulla da dire. Ben tenuto, bel fisico da palestra, muscoli in evidenza. E ben dotato di mazza.

Mi scorsi leggermente e notai che il suo pacco era bello pieno e gia’ mostrava segni di ingrossamento.
Naturalmente sapevo perche’. Lucia era in cucina, e lui la stava guardando gia’ da un po’.
Lucia era la nostra cameriera da qualche mese. 23 ani, bionda, non tanto alta ma con un seno perfetto sotto le sue camicette attillate, da far impazzire uomini e donne. Giudicavo una terza abbondante, forse una quarta misura.
Ovviamente notai fin dal primo giorno l’interesse di Paolo nel seno di Lucia, ma non dissi mai nulla. In un certo senso mi intrigava l’idea che lui sbavasse per le tette di un’altra, mi piaceva l’idea che lui la desiderasse ma non potesse averla per causa mia. Mi dava un senso di potere, mi eccitava.
Ora lo vedevo li’, mentre si pensava solo in casa con lei. Cosa avrebbe fatto?

Lei sistemava le cose in cucine, e indossava una delle sue solite magliettine corte e attillate. Metteva in mostra l’ombelico, la sua pancia piatta e ovviamente faceva ben capire le dimensioni delle sue giovani poppe, senza alcun reggiseno a tenerle in piedi.
Sentii la voce forte di Paolo: “Lucia, puoi venire per favore?”
“Subito”, rispose lei.
Mentre lei si avvicinava a lui, non riuscivo a togliere gli occhi dal suo seno. Una vera bellezza.
Quando si trovo’ di fronte a Paolo, lui si tolse lentamente la propria maglia bagnata di sudore, esagerando i gesti per metter in mostra i suoi bei muscoli.
Le porse la maglietta, dicendole serio: “questa andrebbe lavata d’urgenza, perche’ ne avro’ bisogno anche domani”
Lei ebbe un istante di esitazione, soffermandosi per un paio di secondi piu’ del necessario sul torso nudo e sudato di Paolo. Poi prese la maglietta, annui’, e si giro’ per tornare in cucina.

Lui la chiamo’ di nuovo, questa volta con voce piu’ forte, piu’ decisa, quasi a comandarla: “Lucia, torna indietro”.
La vidi voltarsi sorpresa, con uno sguardo che non le avevo mai visto prima. Di curiosita’, ma anche di timore. Forse con un pizzico di eccitazione. Mi e’ sembrato di intravedere i suoi capezzoli indurirsi leggermente sotto la maglietta.
Lei torno’ verso di lui, lentamente, con gli occhi bassi.
“Un’altra cosa, Lucia”, disse lui.
“Cosa?”, disse lei timidamente.
Lui si sfilo lentamente i pantaloni della tuta, restando con le sue mutande da atletica, molto attillate su un membro visibilmente ingrossato sotto il tessuto bagnato dal sudore.
Lei trasali’, ma non disse nulla. Lui lascio’ cadere i pantaloni a terra, davanti a Lucia.
La guardo’ negli occhi e disse: “Raccoglili. Anche questi vanno lavati oggi”.
“Si’, certamente”, disse lei, e si piego’ per raccoglierli.

Il suo viso si trovava a pochi centimetri dal pacco di lui, mentre prendeva i pantaloni da terra.
Lui le pose una mano sulla spalla sinistra, e lei si fermo’ in posizione senza dire nulla.
Il mio cuore batteva forte, ero eccitata all’idea che lui la potesse convincere a…
Mi accorsi che avevo una mano sulla mia fighetta, che cominciava ad essere inumidita appena. Mi passai un paio di dita sulle sue labbra, sentendo un veloce brivido.
Continuavo a guardarli, di nascosto.

Ancora con una mano sulla spalla di lei, lui le disse: “resta cosi’, ferma”.
Lei non disse una parola, ma resto’ accovacciata davanti a lui e al suo membro, ancora con i suoi pantaloni in mano. Il suo silenzio valeva mille parole, perche’ in quell’istante si era sottomessa a lui.
Lui capi’, e disse deciso: “leccalo, Lucia”
Istantaneamente, vidi i suoi capezzoli indurirsi sotto la sua maglietta attillata. Che puttana, pensai, e subito mi infilai un dito dentro la mia fighetta ormai bella bagnata.
Con l’altra mano, mi cominciai a toccare un capezzolo sotto la mia maglia. Non ho certo le belle tette di Lucia, ma mi difendo bene. A Paolo piace sempre succhiare i miei capezzoloni mentre mi ordina di pomparglielo in doccia.
Torno a guardarli.
Lui in piedi, con ancora indosso il paio di mutande attillate che a fatica trattengono il suo bell’uccello eccitato. Lei inginocchiata davanti a lui, con ancora in mano i suoi pantaloni e la bocca vicino al suo cazzone. Le vedo tirare fuori la lingua piano. Chiude gli occhi e la passa sulle palle di lui, che emette un gemito. La sua lingua si sofferma a pesarle, le lecca piano da sotto, attraverso il tessuto bagnato degli slip.
Vedo lui lasciarle la spalla e chinarsi piano verso il tavolino di fianco a loro, a raccogliere un paio di forbici.
Un caso, o le aveva messe li’ lui prima?
“Lecca piano, brava Lucia”, le dice lui con tono incoraggiante ma deciso.
“Sono brava cosi’”? dice lei.
E’ una puttanella sottomessa, penso io. Pronta ad assecondare ogni suo desiderio. Fortunato il mio porcellone Paolo. Le sono sempre piaciute le ragazze piu’ giovani di me e con gandi tette. Ecco perche’ avevo assunto Lucia.

“Puoi fare meglio, lo sai”, le risponde lui senza sorridere.
Lei comincia a leccargli l’asta, sempre intrappolata negli slip ormai fradici dalla saliva di lei.
Lo vedo avvicinare le forbici alla maglietta di lei. Una maglietta tesa dalle sue grosse tette, che ormai esibivano evidenti capezzoli duri come chiodi.
Zac, il primo taglio ingrandisce la scollatura, mettendo gia’ in evidenza le curve interne delle tette di Lucia. Non una minima opposizione da parte di lei, che chiaramente gode della situazione almeno quanto me.
“mordimelo ora, muoviti”, le ordina lui.
Lei non se lo fa ripetere e gli prende l’asta tra i denti, piegando un poco la testa per prenderlo bene. Lo mordicchia e lo lecca.
Zac, un secondo taglio alla maglietta, e le tette che sembrano esplodere in fuori.
Lui non resiste e infila una mano nella maglietta di lei, ad afferrarle forte una tetta.
“ahi”, dice lei piano, ma lo lascia fare.
Lui ora taglia con un singolo colpo i propri slip, liberando il suo bel cazzone in tiro, che le svetta di fronte alla sua faccina da pompinara nata.
Con la sua mano ancora avvinghiata al suo grosso seno, finalmente le ordina: “apri la bocca come una serva che deve accogliere lo sperma del padrone, Lucia”
Senza fiatare, lei subito apre la bocca, mentre lo lascia afferrare con forza entrambe le sue grosse poppe da maiala.

Con un colpo di forbice finale, lui le taglia via il resto della maglietta, che ora penzola ai lati di due bellissime tette, sode e piene di vita. Le prende con entrambe le mani e le stringe attorno al suo bel cazzo in tiro.
Io ormai ho due dita infilate tutte nella figa, che continuo a massaggiarmi con sapiente lentezza. Insisto sul clitoride, le passo piano e poi me le lecco.
Che maiale lui, che vacca lei. Non so se vorrei succhiare piu’ lui o leccare le sue belle tette.
Mi lascio sfuggire un mugolio piu’ forte.

Vedo Paolo fermarsi e girare il capo verso di me. Mi ha vista!

[…] —————————————————————————
Se ti piace la storia e vuoi che prosegua, scrivime a kalle135@protonmail.com
Amo sapere cosa ne pensi.

Baci,
Marra

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Autore Pubblicato il: 27 Agosto 2022Categorie: Racconti Erotici, Sensazioni1 Commento

Commenti per questo racconto

  1. Fra85 29 Agosto 2022 at 10:36

    ottimo, mi sono eccitato! Il seguito?

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