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La sauna mi rilassa, si fino al punto di intorpidirmi, di rendermi incosciente, priva di volontà. Mi abbandono voluttuosamente al calore del luogo lasciando addormentare i miei muscoli stanchi dall’esercizio. Fare la sauna in palestra è diventato per me un rito insostituibile. Lui lo sa, e trova mille scuse per venire a guardarmi. Le piaccio, e non è un mistero, che è pazzo di me lo sanno tutti e lui d’altronde non lo nasconde. In verità anche lui mi piace, è bello! un metro e ottanta per novanta kili ben distribuiti, e un culo che dice mangiami mangiami! In palestra tutte le ragazze farebbero a gara per averlo per una notte. Io no! Si è vero mi piace ma la mia mente e il mio corpo sono del mio leopardo, mio unico amore!
Quel giorno, come sempre, ero sola dentro la sauna, un bikini ridottissimo faceva fatica a coprire l’indispensabile, distesa sulla tavola che fa da sedile, occhi chiusi, vagavo con la mente e con la mano in pensieri dolci che mi allontanavano dal grigiore quotidiano della vita. Mi sfioravo, pensavo al mio amore e la mia mano seguiva i miei pensieri. Non lo senti entrare, ne mi accorsi della sua presenza, strano perché ho una percezione straordinaria e annuso la vicinanza delle persone a tre chilometri. Ma quel giorno l’azzurro pensiero del mio mare, e il desiderio d’amore mi aveva portato lontano dal presente. Si sedette di fronte me, silenzioso comprensivo, mi contemplava sentiva il mio desiderio e questo lo riempiva eccitandolo fino allo spasimo. Comincio a toccarsi e il suo respiro si fece forte, e allora sentii la sua presenza, lo guardai e quello che vidi mi tolse il fiato! Era completamente nudo! Un cazzo duro bello lungo si ergeva fra le sue gambe, ma quello che mi eccitò maggiormente fù lo sguardo: un misto di desiderio e di voglia d’amore traspariva dai suoi occhi, non riusci a reagire, senti le mie guance arroventarsi, mi girai per non guardarlo e rimasi immobile quasi pietrificata. Sentivo il suo sguardo penetrante sulla mia schiena, si mosse, lo sentii vicino, ero confusa, arrabbiata da quella violazione alla mia intimità, ma l’eccitazione si era impadronita della mia carne. La mia mano quasi a proteggere il mio intimo si poso sulla vulva, e fu in quell’attimo che lui mi toccò! la sua mano sfiorava il mio corpo, una carezza lunga, continua che metteva i brividi . Lanciai un: “no, ti prego no” ma non lo convinsi, anche perché mentre la mia voce diceva no, il mio corpo tremante gli diceva di non smettere. La mia mano smise di coprire e lasciai libero il campo alle sue lunghe carezze. Le mie cosce si spalancarono e fu via libera per le sue mani, la mia tana gia umida per i miei pensieri comincio ad allagarsi, mentre le sue dita ne assaggiavano la profondità. Si spostò nel lato dove ero seduta io, mi sfioro la nuca con le sue labbra, mentre la sua mano continuava a esplorare la mia tana, un gemito mi sfuggi e sembro il segnale di via! Si alzo mise il ferretto alla porta si appiattì contro la mia schiena e comincio a mordicchiare con sapienza il mio collo. Resistevo, non opponendomi, ma restando passiva, non partecipavo all’urlo del desiderio che di sicuro traspariva dal mio corpo. Pensavo a lui al mio leopardo, sapevo che stavo per cedere ma pensavo a lui, a lui che di sicuro mi avrebbe aiutato a decidere senza ipocrisie, a lui che forse mi avrebbe addirittura incoraggiata a scopare con lui, a farmi trascinare nell’oblio della libidine che mi soffocava; i morsetti sul collo si erano trasformati in succhiotti, le sue mani a coppa stringevano il seno e i capezzoli si erano inturgiditi. Mi spostò in modo da prendere in bocca il capezzolo e comincio a succhiarlo con avida ansia, una mano si intrufolo fra le cosce e cominciò un carezza lunga e sicura che dal ginocchio arrivava al monte di Venere, senza smettere di succhiare il capezzolo, mi sollevo le gambe e mi posizionò in modo che la mia fica fosse aperta davanti a lui, solo allora lascio il seno e la sua lingua comincio a guizzare nella mia tana, era eccitatissimo e si vedeva, il suo pene era stirato, lucido con la punta bagnata, mi penetro con lenta dolcezza, mi appoggio la punta nelle labbra umide e mentre mi riempiva di parole d’amore inizio a spingere, riempiendomi fino a che fu tutto dentro di me, urlai come faccio sempre quando il piacere mi assale, mi avvinghiai al suo collo e lo lasciai fare. Si muoveva con lentezza ondulando dentro di me, mi piaceva, mi riempiva e io mi allagavo lubrificandomi sempre di più, lui mi parlava, mi diceva che mi desiderava dalla prima volta che mi aveva visto, io pensavo al mio leopardo e a come mi avrebbe scassato quando avrebbe saputo, e godevo, per il cazzo che avevo dentro e per come mi avrebbe scopato il mio amore! si muoveva con sapienza, mi giro sopra di lui e mi diede la possibilità di muovermi come volevo, puntellai i piedi e cominciai a cavalcarlo, prima lentamente, assaporando in tutta la sua lunghezza la penetrazione, volevo sentire tutte le sensazioni possibili per poterle raccontare, stringevo le labbra della tana ogni volta che risalendo sentivo la cappella, poi allentavo e scendevo prendendolo tutto dentro di me, gemevo mentre lui estasiato mi strizzava i seni, con furia sentivo avvicinarsi il momento dell’esplosione e aumentai il ritmo, comincio a mugolare e io lo imitai, sentivo il suo cazzo ingrossarsi ad ogni colpo, la cappella gli pulsava, mi afferro dalle spalle e mi bacio con foga impossessandosi della mia bocca, mi ficco dentro la lingua, l’intreccio con la mia e me la succhio, la mia esplosione arrivo con un turbine di gemiti grida e con un continuo delirio di parole “vengo godo dai più forte dai dai godo godo….” Lui sollevò il bacino aumentando la penetrazione, lo sentivo tutto era lungo ed era tutto dentro godevo da sballo, senza freni, lo mordevo nelle labbra, mi ficco due dita in bocca e li succhiai quasi a staccarglieli, venni, venni e venni, inondando in un turbine di emozioni e sentimenti, con mille immagini che si sovrapponevano in quella stanza infuocata, vedevo il mare il sole , vedevo sereno e vedevo la bufera e in tutte le immagini vedevo il sorriso del mio amore. Poi tutto si calmo, il movimento riprese il ritmo normale e mi resi conto che lui adesso era sopra di me, era lui adesso a muoversi, era lui a dare il ritmo era lui adesso che stava scopando me e io consapevole riprendevo a godere, i suoi colpi diventavano man mano piu rapidi e più profondi mi afferro le natiche e comincio a sbattermi con forza capivo che stava per godere e comincia a muovermi anch’io per assecondare il suo piacere due colpi ancora, usci dalla mia fica, e con un “vengoooo” mi sburro’ sulla pancia riempiendomi di sperma. Rimanemmo abbracciati per un paio di minuti, un bussare leggero alla porta ci riporto alla realtà. Cercando di fare meno rumore possibile si pulì si alzo e con un leggero bacio sulle labbra mi saluto e usci.

Autore Pubblicato il: 18 Novembre 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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