Leggi qui tutti i racconti erotici di: docile 13

Di club privè ne avevamo parlato ogni tanto, e lei con la scusa che l’avrebbe fatto per compiacermi, si diceva pronta a venirci, pronta a subire e a fare tutto quello che sarebbe capitato “Si – diceva lei – per te tutto”, io lo so che la sua disponibilità è tutta curiosità, si, senza di me non si sarebbe mai sognata di una cosa simile, ma da quando ne avevamo cominciato a parlarne la sua mente, stuzzicata da alcuni racconti, aveva cominciato a fantasticare, ed io non facevo niente per sospendere queste sue fantasie, anzi le alimentavo con disponibilità e con alcune immagini prelevate dalla rete.
Quel sabato avevo deciso che avremmo soddisfatto le nostre curiose voglie. La chiamai verso le dieci di mattina, mentre era al lavoro: “Ce la fai a raggiungermi a Pisa alle 18?” rideva contenta : “ oggi? Anche subito se vuoi gioia mia, lascio tutto e vengo?” “ no piccolina, finisci il tuo lavoro, io arrivo alle 18, ci vediamo all’aeroporto, vestiti da mozzafiato e portati un cambio” e lei timida “ ma.. vengo in treno, come faccio? Va bhè me la vedo io ciao amore mio, ma dove andiamo?” “ è una sorpresa che soddisferà molte tue curiosità, ciao amore a dopo”. Chiudo la conversazione senza dire altro e senza darle il tempo di fare altre domande, sicuro che ha capito benissimo dove andremo, anche se farà finta fino all’ultimo di non sapere niente.
Atterro puntuale, esco, e capisco dove è lei seguendo lo sguardo di quasi tutti gli uomini presenti nella sala arrivi, la vedo in piedi accanto l’uscita, la luce dietro fa diventare trasparente il vestito, e quello che indossa sotto non copre niente, è bellissima, radiosa con quel sorriso che abbaglia, e si diverte nella sua timidezza, a sconvolgere gli uomini, lei lo sa che la stanno guardando tutti, lo sa di attrarre con la sua bella figura, sa che sta catalizzando l’attenzione di tutti uomini e donne, ma che può farci se è fantastica? Mi viene incontro e il suo sorriso si allarga la bacio con passione sotto lo sguardo invidioso di tutti, le cingo le spalle e usciamo dirigendoci verso il piazzale di sosta delle auto a noleggio. Una graziosa signorina ci guarda e dopo avermi fatto firmare tre fogli con un sorriso del tipo “e bravo il lupo” mi consegna le chiavi di una Nissan. Entrati in macchina, prima di mettere in moto la stringo forte fra le braccia e la bacio con passione le metto una mano fra le cosce, con un dito la frugo e lei è già bagnata, la sua lingua diventa turbolenta e la sua bocca avida si impossessa della mia e comincia a succhiare le mie labbra, continuo a trastullarla con le dita che adesso sono due che accarezzano entrano ed escono, le afferro un seno e lo stringo le sollevo i capelli e le mordo il collo, le dita raddoppiano il ritmo, lei dice: “basta, basta” la conosco sta godendo, aumento la penetrazione con le dita e il suo gemito soffocato dal mio bacio mi dice che ha goduto. Accendo il motore lei si rannicchia sul sedile fino a chè i brividi cessano completamente: “ben arrivato tesoro” “oh ben arrivata anche a te gioia mia – ricambio scherzando- o devo dire ben venuta?”
Guido fra le campagne toscane con lentezza ed attenzione, anche se la mia mano corre spesso ad accarezzare le sue bellissime gambe, l’imbrunire e i colori dei campi aumentano il nostro romanticismo e ci baciamo quasi in continuazione, lei toglie la cintura e poggia la sua testa sulla mia spalla baciandomi l’orecchio : che bella pace!
Il cartellone con la scritta “ Hotel Villa Virginia” indica che manca l’ultimo chilometro alla nostra meta: “ siamo arrivati” dico, e lei “Ma dove li trovi questi posti meravigliosi?”. Si entra da un cancello settecentesco, e tutta l’enorme tenuta, villa compresa, ti porta come per incanto indietro nel tempo, ti fa sentire cavaliere alla corte di Lorenzo il Magnifico, e con quel pòpò di dama accanto mi sentivo io stesso un principe a corte. Alla fine dell’immenso parco c’erano posteggiate una decina di vetture, parcheggiai lì anch’io, scesi dall’auto girai intorno aprì la sua portiera e la guardai. La sua espressione era estasiata, di sicuro aveva avuto le mie stesse sensazioni, lo percepì da come guardava tutto con compiacimento, mi guardo emozionata, quasi commossa e mi bacio con amore stringendosi forte a me: “ ma dove mi hai portato nella dimora estiva dei Medici? E’ stupendo grazie amore mio”
“ No, non ringraziare ora, domani sera quando andiamo via allora si che mi dovrai dire se possiamo tornare ancora o se è tutta apparenza ed è meglio il nostro alberghetto di Pisa”. Lei mi guardò in modo strano, d’altronde lo sapeva che di certo le cose erano un po’ diverse da come sembravano!
La signora che ci accolse alla ricezione ci chiese se avremmo cenato li e al mio si continuò: “ sala centrale o preferisce ?” “ sala va bene grazie, -risposi- a che ora?” “ già si cena, voi comunque potete scendere quando volete, e se volete visitare le sale della tenuta fate pure, tanto la cucina lavora fino a mezzanotte e poi il buffet c’è sempre” concluse dandoci la chiave della camera. Salimmo al secondo piano della villa, ogni camera era distinta da un nome e non da un numero, la camera nostra era la camera dello “Sceicco delle dune blu” era un suite con un letto enorme, un salotto con un divano e due poltrone proprio da sceicco, il bagno con doccia mi deluse un po’ ma dovetti ricredermi quando aperta l’ultima porta trovai un’enorme vasca con idromassaggio, prosecco con salatini e due rose sui cuscini: “Ma dove siamo in Paradiso?” “gioia mia – risposi- questo è il minimo che merita la tua bellezza!” mi bacio sulla bocca, risposi al bacio e con un: “sbrigati che qui ci lasciano digiuni” mi staccai da lei e mi ficcai sotto la doccia. Lei si infilo nella vasca si insapono ben bene e si ficco tutta sott’acqua riemergendo dopo circa un minuto. Si alzo usci grondante e si avvolse in un grande asciugamano blu. Tutto era blu nella camera asciugamani lenzuola mattoni tende lampadari applique, pure la luce era luce blu. Una musica arabesca suonava in sottofondo, il tetto pieno di stelline fluorescenti insieme agli arazzi che ritraevano lo sceicco con una carovana di cammelli in un deserto pieno di dune rese blu dai riflessi delle luci sapientemente posizionate davano un tocco di esoticità a tutto l’ambiente, lei nuda asciutta alta bella
eccitante accenna passi di danza muovendo circolarmente il ventre come le danzatrici arabe, mi guarda, io sto vestendomi ma non riesco a nascondere l’effetto che mi procura il suo dolce danzare, resisto all’invito e questo la insospettisce: “ che cè? Come mai non mi al solito tuo? Che cè sotto?” “ma sempre a cose sotto pensi – scherzo io – e solo che ho una gran fame piccola dolce tigre, e poi –continuai- mi riservo per dopo, la notte è lunga e chisà ….” Lascio la frase così e finisco di vestirmi pantalone blu di lino camicia bianca manica corta, lei sul corpo nudo indossa un abito setato grigio perla: una tunica che scopre tutto quello che normalmente si deve coprire per pudore! Mi viene davanti: “come sto?” “minkia! – mi esce spontaneo- ma le mutande non le metti?” “ ma perché – fa lei finta stupita – si vede che non le ho?” ride la bella “sto scherzando, certo che le metto”. Sulla porta della camera accanto alla nostra una targhetta indicava “Sole Scuro”, la porta è appoggiata, la scosto un po’ e dentro è tutto scuro, la mia curiosità incoraggiata dal suo: “visitiamo? — tanto il tempo c’è” ci portò dentro. La porta si chiude da sola e rimaniamo completamente al buio per alcuni secondi, finchè gli occhi si abituano, e ci accorgiamo di una leggera penombra alla fine del corridoio, ci avviciniamo e una voce ci accoglie con “benvenuti, siete nella sala buia di villa Virginia, potete uscire tornando indietro o venire avanti e partecipare alla festa di oggi” si appese al mio braccio: “serena – la rassicurai – fa parte della sorpresa, andiamo avanti e partecipa con divertimento gioia mia” “se lo dici tu per me va bene- rispose con un filo di voce lei- andiamo avanti”, un altro passo e ancora la suadente voce maschile di prima riprende “ adesso benda la tua donna” mi porsero una fascia nera, bendai lei e due mani mi spostarono, mentre un’altra persona la prendeva per mano e la portava al centro della sala in penombra. Fu fatta sedere su una sedia di legno con braccioli, e le legarono le mani e caviglie alla sedia. Io mi misi accanto a lei le descrissi la scena in tutti i particolari, la sala le persone l’arredamento, comincio a sussurrarle parole dolci all’orecchio, mentre un uomo vestito di tutto punto, si avvicina a lei con un bignè alla panna in mano, lo avvicina alle labbra di lei, lo spinge, lei schiude la bocca allunga la lingua lo lecca, lo assaggia e apre la bocca per prenderlo, l’uomo gli strofina la panna sulle labbra e comincia a leccargliele raccogliendo la panna con la lingua e mettendogliela in bocca, lei ingoia e riapre la bocca, arriva un altro uomo con un altro bigne e la scena si ripete io sono eccitato e gli e lo dico all’orecchio mentre continuano i bigne, dai suoi mugolii capisco che anche lei è eccitata, senza indugio le allargo le ginocchia e con le mano percorro tutta la coscia fino al monte di venere coperto dalle mutande bagnate, le scosto e con due dite comincio ad esplorare la tana del piacere: era fradicia di umori. una donna si avvicina, le slega le mani, le alza le braccia e con un gesto rapido le sfila il vestito e mentre le lecca la panna sul collo le lega nuovamente le mani ai braccioli. Lei rimane cosi: bellissima, statuaria tette al vento gambe socchiuse vestita solo dalla sottilissima striscia che con molta fantasia chiamiamo mutandine. “sei nuda gioia mia – le sussurro- ti guardano tutti, si sono tre uomini e una donna e sono tutti affascinati dal tuo corpo, sei fantastica” Si lecca le labbra ancora sporche di panna e si concede con piacere agli sguardi dei presenti che lei non vede, e alle mie dita che adesso entrano ed escono con lentezza dal suo sesso gonfio. La donna, la stessa di prima si avvicina con un bomboletta di panna montata, le slega i piedi, le allarga con decisione le gambe e le riempie l’interno delle cosce con la panna della bomboletta, fino a crearle una montagna bianca sulla fica, poi posa la bomboletta e comincia a leccare con dovizia la panna, partendo dalle cosce e salendo con la lingua fino a dentro la fica, si sposta e lascia spazio a un altro esperto leccatore di panna, lei sottoposta a questa piacevole tortura comincia a mugolare e a gemere io accanto a lei sussurro sempre al suo orecchio la descrizione di quello che succede: “ ti stanno leccando in due gioia mia – le racconto- ora c’è uno che si sta riempiendo il cazzo di panna, lo ha messo in bocca alla donna che ti ha leccato prima” il mugolio aumenta, lo sapevo la descrizione del pompino la eccita da morire, “che f..aaaa, lo suucchiiaa?” vuole sapere “si – gli sussurro – lo succhia, adesso si è messa alla pecorina e se lo sta facendo infilare da dietro” grida e inarca la schiena mimando un amplesso, stava godendo la gioia mia stava godendo vibrando come fa lei e gridando mentre con le gambe serra a se l’uomo che la stava leccando, io afferro la testa dell’uomo e comincio a muoverla col ritmo che so piacere a lei, poi lo sposto esco dai pantaloni il mio cazzo gonfio dall’eccitazione, mi siedo sulla sedia fronte a lei la sollevo e le ficco con un solo colpo tutto il cazzo in tana l’acchiappo per i fianchi e comincio a sbatterla su e giù entrandole tutto il membro fino ai testicoli, grida e gode come una forsennata, le sburro con violenza dentro mordendole un seno. Le tolgo la benda, la slego le rimetto l’abito la stringo fra le braccia e la bacio con intensità sulla bocca. Lei ancora con le gambe molli, intontita dall’ intensità del piacere provato rimane ancorata al mio collo finchè non la scuoto. “ andiamo a mangiare o no?”
Il ristorante era ubicato nella sala “Sole di Gomorra”, arredato con gusto aveva un centinaio di posti, due tavoli centrali lunghi quindici metri l’uno erano pieni di pietanze di tutti i tipi e per tutti i gusti, i tavoli di quattro sei e otto posti erano illuminati e disposti in modo tale da creare intimità in ogni angolo della sala, dodici tavoli erano occupati da coppie, solo un tavolo era occupato da un uomo, ci sedemmo un po’ appartati, una cameriera bellissima si avvicino con la lista dei vini, scegliemmo un Merlot, mi alzai e andai a riempire due piatti con tagliata di manzo e insalata, la cameriera porta il vino, verso nel mio e nel suo bicchiere assaggiamo: è buonissimo. Mangiamo e tutto sembra normale, guardo gli altri commensali e tutto è tranquillo rilassato, l’uomo che era da solo ora è seduto nel tavolo con la coppia del tavolo vicino, incrociamo gli sguardi, lui alza il bicchiere in un brindisi, verso del vino nel mio bicchiere e ricambio il gesto, lei segue il mio sguardo e lui l’invita al brindisi, verso il vino anche a lei e brindiamo tutti e cinque. Alla fine della cena la cameriera porta al loro tavolo una torta, poi si dirige verso di noi e ci dice che: “ i signori di quel tavolo avrebbero piacere di mangiare la torta assieme a voi” “che ne dici?” chiede lei “ perché rifiutare? Ci alziamo e dicendo alla cameriera di portare una bottiglia di spumante al tavolo andiamo a sederci al loro tavolo. Rapide presentazioni e scopriamo che la coppia è lì per festeggiare il compleanno della donna, l’uomo che è solo, è un abituè lui passa da quella villa almeno cinque volte l’anno e quasi sempre con la moglie. La coppia è una bella coppia, lei scura piccola con un corpo molto armonioso, capelli neri cortissimi, indossa una camicia di seta nera senza maniche e una gonna beige con i bottoni davanti. Belle labbra e un seno notevole. Lui un omone di quasi due metri e completamente rasato, e da quello che si vede sembra addirittura depilato, ha due occhi neri enormi e una bellissima bocca sensuale, e pur non avendo niente di effeminato è molto attraente e molto allegro, poi parlava di sua moglie con un’enfasi che faceva venire voglia di conoscerla meglio. Il solo era proprio un bell’uomo atletico con spalle larghe e braccia nodose, capelli castani viso regolare proprio un bel Marcantonio. Mangiamo la torta e scopriamo che lui è davvero una risorsa, racconta una barzelletta dopo l’altra,e non fa caso alla moglie che fa il filo a l’altro, anzi, dopo avere bevuto lo spumante, lui le propone di baciarlo e lei lo bacia sulla bocca con tanto di lingua! Poi bacia me e poi la mia dolce piccola tigre. “Andiamo di la? -propone il Marcantonio- andiamo a vedere lo spettacolo?”, “certo – risponde lui- andiamo”. La sala degli spettacoli si chiama “Peccati di Luna” sul palco c’è una donna vestita d’uomo, baffi compresi che balla un tango con una donna completamente nuda, ad ogni doppio passo o caschè la donna si mostra in modo completo aprendo le gambe, mettendosi piegata col culo in fuori, dura due minuti, poi lei lascia il finto uomo scende in platea prende uno spettatore e comincia a ballare con lui strofinando le sue nudità sul nuovo partner e toccandolo dove non batte il sole, allora quella vestita da uomo per farla ingelosire prende anche lei una donna del pubblico e comincia con lei un gioco saffico di baci e leccate, lo spettacolo si scalda, adesso quelli sul palco sono quasi tutti nudi e si scambiano baci ed effusioni, la donna vestita da uomo è nuda ma ha ancora i baffi, e sta succhiando il seno a un’altra, in platea vedo molte teste scomparire fra la gambe dei vicini, piccola tigre è eccitata: “andiamo in camera?” “perché,? Non ti piace? O sei eccitata?” mentre la parlo le mie mani spostano il triangolino che le copre il pube e il mio dito medio si intrufola nella sua fica. Mi ficca la lingua in bocca e in un sussurro mi dice: “ ti voglio, andiamo in camera” do uno sguardo in sala: nella sedia accanto la festeggiata si sta cavalcando il Marcantonio mentre il marito le lecca la schiena, due file avanti l’ammucchiata è totale, uguale sul palco, abbasso i pantaloni afferro la piccola tigre le sollevo le cosce le puntello la cappella gonfia fra le labbra della fica e con masochistico piacere le grido: hai voglia? Vuoi il cazzo? Guardalo ti piace lo vuoi?” lei sporge la testa vede il mio cazzo turgido gonfio lungo vibrante appoggiato a lei e il suo è un sussurro rabbioso: “ si lo voglio, spaccami fottimi entra che aspetti entra” mi sposto solo per una breve rincorsa e la impalo con un colpo solo forte eccitante devastante. Urla le piace le altre stanno scopando e gemono lei urla si urla il proprio piacere, si , sa che gli altri la guardano e le piace essere guardata quando scopa, le piace essere fottuta mentre la guardano, il marito mi guarda aspetta un cenno io faccio si con la testa e lui si avvicina, mi chino verso di lei e senza mai smettere di sbatterla con forza le parlo all’orecchio: “ adesso ti faccio scopare da lui – le sussurro – guardalo è vicino a me – lei urla e comincia a godere e a dimenarsi con furia, lo sapevo che solo il fatto di parlarle cosi l’avrebbe fatto godere, – guardalo amore mio, ora ti scopa lui continuo – io sono vicino a te continuerò a parlarti, guardalo” lui ha un cazzo enorme in mano, lei lo guarda, vede il suo cazzo completamente depilato e mi morde le labbra “ora mi sposto” mi stringi: “ no..no.. si si siiii.” Mi tolgo dalla tana e lascio posto ad un animale più grosso, lui con lentezza dirige il pene dentro di te, entra lento lento senza premura, tu ti senti soffocare riempire io ti parlo: “ lo senti? Senti come è grosso ti sta riempiendo” lei vibra in modo spasmodico, lui si aggiusta le afferra i fianchi e se la tira a lui con lenta decisione : “ è tutto dentro – continuo io – ora ti sbatte, ti stai facendo sbattere da uno con un cazzo enorme mentre io ti succhio i capezzoli, sei troia – incito – si ti stai facendo fottere” le succhio con avida violenza le minne, lei urla di piacere, lui la tiene saldamente e la penetra con colpi decisi fino in fondo e lei sente il cazzo che le tocca le ovaie le palle che le sbattono nelle natiche: “vuoi che viene dentro di te o vuoi che ti sburra sulla pancia o vuoi il suo sperma in bocca – le sussurro- sei la mia porca, bevi il suo sperma” “ si tutto quello che vuoi – mi rispondi- vengoooo ancora è bellooo oh” la bacio succhio la sua lingua lo faccio levare e mi succhio dalla sua fica tutti i suoi umori, me li tengo raccolti in bocca e comincio piano piano a spruzzarli nel buco del suo culo per iniziare una dolce lubrificazione dell’ano, lui intanto le ha ficcato il membro in bocca fino a farla tossire, le lecco fica e culo ha il cazzo in bocca gode come una pazza, io non resisto più, il suo culo è bagnato al punto giusto, le spalanco i glutei e con un colpo non violento ma deciso l’inculo proprio mentre lui le riempie la bocca con uno schizzo enorme di sperma urla si dimena ingoia, più la spacco più si dimena e gode e più grida, esco dal suo culo le sburro sulla schiena e rientro a fare spegnere l’ardore del mio cazzo dentro le tue viscere, ti tengo stretta dai fianchi tirata a me col cazzo dentro il culo, quando la festeggiata comincia a leccarti , si succhia il nettare che avevo sparso sul tuo corpo comincia a massaggiare la tua fica con sapienza, tu gemi, non sai che è lei, ti abbandoni ancora e io alla scena non resisto e il cazzo rinasce e ricomincio a pompare il tuo culo con violenza tu gemi: “ah ma ma è grooossoo ,è più groos..sso di prima .. ahhh! Di nuovo di nuovoooo…” e gridi ancora mentre lei si è piazzata sotto il tuo corpo messo a pecora e si impossessa con la bocca della tua fica, ti lecca e ti succhia io ti pompo come un forsennato in culo, lei alterna leccate a morsetti, il Marcantonio ti si piazza davanti e a te prendere in bocca il suo cazzo sembra la cosa più naturale del mondo, gridi in continuazione io esco e lui il marito prende il mio posto cambia il ritmo di penetrazione, il mio era violento lui è tenero prolungato, la festeggiata sguscia da sotto il tuo corpo e si ingoia in un sol boccone il mio cazzo, poi si alza mi distende sul pavimento e si siede sul mio cazzo duro come non mai, si allunga su di me e comincia a parlarmi: “guarda mio marito come si fotte la tua femmina, guarda che bello” tu continuavi a vibrare e urlare ogni volta che i suoi coglioni arrivavano a toccarti , “ guarda come gode, è bravo mio marito vero?” “si – rispondo- ma anche tu sei brava”, e cosi dicendo rotolo mettendomi sopra e cominciando a dare il mio ritmo alla chiavata, “no aspetta – dice lei – voglio che inculi mio marito mentre si fotte la tua femmina, a lui piace e a me mi fa morire guardarvi” si alza e tenendo in mano il mio uccello si avvicina a lui che ti incula da poeta e comincia a leccargli il buco del culo, lui capisce e allarga le gambe per favorire il lavoro di lingua della moglie, lei lo lecca lo allarga e intanto continua a segare il mio pene con maestria, dopo averlo ben bagnato passa alla dilatazione, prende in bocca il mio cazzo e con le dita inizia una dolce penetrazione nell’ano del marito, io mi infoio non capisco più nulla, il pensiero di incularmi l’uomo che ti sta spaccando mi sconvolge, il pensiero di comandare il ritmo di un cazzo nel tuo culo mi inselvaggisce; lei sente che siamo pronti guida la mia verga verso il buco fino a che la cappella scompare dentro di lui che mi accoglie con un gemito, il Marcantonio intanto continua a chiavare la tua bocca col suo cazzo, io mi comincio a muovere , tu intuisci non sai perché, ma capisci che è cambiato il rinculo del ritmo, allungo le mani e afferro i tuoi fianchi e comincio a sbattere il cazzo in culo al nostro nuovo amico stringendolo fra me e te la festeggiata intanto ha preso uno specchio e l’ha piazzato davanti ai tuoi occhi e solo allora realizzi: io mi sto inculando l’uomo che t’incula comandando la penetrazione la forza e il ritmo, sei incredula ma la libidine ha il sopravvento e lo capisco da come cominci a vibrare e a gemere, lei sposta dalla tua bocca il solo e comincia a baciarti con delicatezza e ti parla, ti bacia e ti parla: “guarda come è bello il tuo uomo, guarda come si muove bene ,si incula mio marito e io bacio la sua donna, ti piace ? a me vedere mio marito che fotte una donna e si fa inculare mi fa godere da pazziiii ahhhh! Vengono! Oh…” si allago mentre le sue labbra si serravano intorno alla tua lingua, “ si mi piacee mi piace vengoo con te vengoo oh oh…!” anche tu. Lui non ce la faceva più era pronto a riempirti le viscere di sperma, usci cosi gli lasciai la scelta del ritmo che più gli piace per sborrare, lui usci subito dal tuo retto e comincio a spruzzare sperma in quantita industriale sulla tua schiena, in faccia a sua moglie per terra, tutto con gridolini e saltelli, fini abbracciandoti e baciandoti sulla guancia ti sussurrò un dolce “siete bellissimi” io dovevo finire, ti presi in braccio ti portai un po’ più in la su un divano, e comincia da solo con te una dolce penetrazione vaginale tu mi arpioni con braccia e gambe e baciandomi non la finivi più di dirmi “amore mio, amore mio, amore mio,……” godemmo insieme e ti tenni fra le mie braccia con tenerezza per più di un’ora, mentre gli altri continuavano l’orgiastica festa, e solo allora ci accorgemmo che la sala era piena di gente: “ ma questi hanno visto tutto?” mi chiedi un pò imbarazzata e molto incuriosita “per forza! -ti rispondo-tu gridi”

Autore Pubblicato il: 17 Novembre 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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