Rocce bianche,
bagnate da una pioggia di lacrime,
regalate al loro argento
dai tuoi occhi,
dove brilla l’immenso.
Rocce bianche,
donde un giorno
precipitò a capofitto
la strega infelice,
dopo aver confidato al vento
segreti che lingua mortal non dice.
Un nero manto
ricopre un baule
dimenticato sulla spiaggia,
l’Uomo Nero ha dimenticato la sua vanga,
conficcata nella sabbia.
Il mistero degli abissi
giace dimenticato in una bottiglia,
con la mano tu raccogli una conchiglia,
in cui un raggio di sole già sfavilla.



Un racconto che avevo letto 15 anni fa e mi lasciò un forte ricordo. Il prototipo di un romanzo che…
Bellissimo. Spero ci sia un seguito
Ciao Akissfrommax , grazie per il commento , credo che sia una realtà che in molti capiscono. Chi desidera parlarne…
Beh, non potevo fare a meno di aprire un racconto con un titolo del genere! Leggibile e scorrevole e non…
grazie, molto gentile...