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[…] saliti sul palco, la platea era ormai in silenzio. L’attesa era percepibile.
Il mio maschio, quello che mi aveva condotto al guinzaglio per tutta la serata, sembrava eccitarsi ancora di piu’, forse perche’ sapeva cosa sarebbe successo. Io non ne avevo idea, e la cosa mi piaceva.
D’improvviso una bella ragazza bionda, con grossi seni nudi e un perizoma rosso, ci prese entrambi per mano e condusse attraverso una tenda nel retro del palco.
La ragazza non disse nulla, prese il mio guinzaglio e mi allontono’ lentamente da lui. Mi fece cenno di stare li’ in piedi, a un paio di metri dal mio maschio. Poi prese in mano una bottiglia d’olio per massaggi e si volto’ verso di lui, che la guardava eccitato.
La vedi versarsi dell’olio sulle mani e lentamente spalmarlo sul suo torso nudo, insistendo sui pettorali e gli addominali. Mi accorsi in quel moment che lui era proprio un bel pezzo di ragazzo, sulla ventina, molto muscoloso e completamente depilato. Moro, scuro di occhi e di carnagione, alto forse 180. Proprio un bel fusto, praticamente nudo tranne un piccolo perizoma che gli avvolgeva le natiche forti ma lasciava le palle e il bel cazzo svettare libero. Era eccitato, con lo sguardo fisso sulle tette sode e capezzoli duri di lei, che si muovevano appena mentre lei lo cospargeva energeticamente di olio. Lui diventava un vero dio, oliato, abbronzato, muscoloso.
Lei si volto’ a guardarmi con un leggero sorriso complice, prese altro olio e girandosi di nuovo verso di lui, gli prese il cazzo tra le mani. Lo sego’ brevemente, scappellandolo piu’ volte e poi passando le mani sulle sue palle di marmo. Ora lui era eccitatissimo, bello oliato e pronto a impalare, inculare e sborrare addosso a chiunque gli fosse stato vicino. Ma una mano ferma da dietro lo tratteneva, e in un orecchio qualcuno gli sussurro’ di aspettare.
La bionda si diresse ora verso di me, con la stessa bottiglia di olio in mano. Comincio’ ad oliarmi le tette, lentamente, con ovvio godimento. Mi si avvicino’ di piu’, e mentre da dietro raggiungeva il mio bel culo con le sue mani oliate, avvicino’ la usa bocca al mio collo. La sentivo respirare sulla mi pelle mentre mi massaggiava le natiche e la schiena. Sentii le sue dita soffermarsi sul buchino del mio culo e poi giu’ a massaggiarmi le labbra della figa. Sentivo le sue belle tette sode contro le mie, e la cosa mi eccitava moltissimo.
Quando anche io ero completamente oliata, la bionda si scosto’ e la vidi raccogliere due oggetti da un tavolino di fianco a noi. Due maschere di cuoio nero, che ci fece cenno di indossare: la mia era il viso di un maiale, quella di lui il viso di un cane feroce, un lupo forse. Entrambe le maschere indossavano molto strette, ma lasciavano buchi per gli occhi, per le narici e la bocca. Due cinghie di pelle le chiudevano sul retro della testa.
Eravamo pronti. Oliati, eccitati, seminudi, con perizomi ma tette, cazzo, palle e muscoli ben in vista. Le mie chiappe, o quelle si’ che erano ben in vista….

Lui prese il mio guinzaglio in mano, la tende si mossero e ci ritrovammo di nuovo sul palco, di fronte a tutti. La sala era ora buia, ma si sentiva il respiro insistente delle prime file. Si percepiva l’eccitazione, l’attesa.
Un faretto singolo ci illuminava, lui un vero maschio muscoloso, duro, con un grosso cazzo eccitato, che teneva al guinzaglio la sua cagna, la sua maiala oliata come una troia, con un culo sodo come quello di una spogliarellista professionista, pronta per essere usata per il piacere del pubblico. Io godevo alla sola scena. Mi ero trasformata, sapevo che non ne avrei mai piu’ potuto farne a meno, che questo era ora il mio nuovo lavoro.
D’improvviso, un secondo faretto si accese, ed una coppia matura apparve di fianco a noi. Entrambi sui sessant’anni avanzati, vestiti come due del pubblico, chiaramente eccitati di essere li’, ci guardavano con un desiderio incredibile. Intuii che erano quelli che avevano fatto l’offerta migliore. Avevano vinto l’asta, e noi ovviamente eravamo il premio.

Lei fu la prima a muoversi, lentamente. Si avvicino’ a noi, mi guardo’ negli occhi, poi le mie tette, la mia pancia piatta. Senza sorridere o dire nulla, mi passo’ oltre. La seguii con lo sguardo, vedendola avvicinarsi al mio maschio e subito cominciare ad accarezzargli il petto oliato. Potevo sentirla emettere suoni di piacere mentre la vedevo stringersi a lui, passare le mani sulle sue spalle, i suoi addominali e scendere verso il suo cazzo. Io ferma, e l’altro signore fermo, a guardarmi negli occhi, dietro la mia maschera da maialina.
Vidi la signora, con le sue mani invecchiate sull’asta divina del mio maschio, mentre gli sussurrava qualche cosa di incomprensibile alle orecchie. Le mani lo afferravano piano, insistendo a muoversi sull’asta, e poi andando ad accarezzare piano le palle. La vidi avvicinarsi a lui ancora di piu’, e cominciare a leccargli i capezzoli, a mordicchiarli piano, mentre la sua mano da vecchia lo segava con debolezza. Lui immobile, una statua di marmo, un dio da cavalcare.

All’improvviso sentii una mano sul fianco, e mi girai di scatto, sorpresa. Era lui, il mio vecchio. Mi guardava negli occhi con una voglia animalesca, sentivo che avrebbe potuto farmi del male. Sentii il cuore battere sempre piu’ forte, mentre la sua mano raccoglieva il guinzaglio e mi conduceva via dal mio maschio. Appena mi fu dietro, sentii una pacca forte sul culo. Energica, un vera sberla secca che fece trasalire il pubblico. Mi fece camminare un po’, tenuta al guinzaglio, oliata come una puttana pronta alla vendita. Poi parlo’, con voce autoritaria, antipatica: “cammina in punta di piedi, maiala!”. Feci subito come mi disse, e subito sentii una seconda sculacciata forte. Le mie belle gambe abbronzate luccicavano per via dell’olio e i muscoli si vedevano bene in tensione a causa della postura forzata. Guardai con la coda dell’occhio l’altra coppia, e ora vidi la signora in ginocchio che leccava da sotto le palle del mio bellissimo maschio. Mi sentivo gelosa, la invidiavo, perche’ gia’ da un po’ immaginavo di prendere quelle due grosse palle gonfie in bocca. Di slinguarle velocemente, di sentirle pesanti sulla mia lingua da puttana.
Una terza sberla sulle chiappe mi fece ritornare alla realta’, poi sentii: “sculetta di piu’, puttana!”. Senza nemmeno pensarci, obbedii immediatamente, continuando a camminare lentamente su e giu’ per il palco, in punta di piedi e muovendo con sapienza il mio culo palestrato a destra e a sinistra. Sentivo le chiappe interne fregarsi sulla figa, che diventava sempre piu’ bagnata sotto il perizoma che indossavo. Il mio vecchio mi strattono’ all’improvviso e sentii spingermi la testa da dietro, per piegarmi sul bordo di una struttura in legno che ancora non avevo visto sul palco. Ero ora piegata a 90, con il culo bene in mostra al pubblico, e il perizoma che si insinuava tra le labbra della mi figa sempre piu’ bagnata.
Il vecchio raccolse qualche cosa da terra e mi ordino’ “allarga le gambe ora, succhiacazzi!”. Sentii una sferzata sulle chiappe, ma questa volta non era la sua mano, ma una piccola frusta. Il porco era dietro di me e mi stava frustando il culo mentre io, piegata in avanti, gli mostravo figa e buco. Lo sentivo ansimare mentre mi colpiva, lo sentivo vecchio, in affanno. Un vero maiale invecchiato, ma eccitato come un mostro. Mi piaceva, godevo. Avrei voluto girarmi e supplicarlo di farmi succhiare il suo cazzo moscio.
Invece no, lui si mise in ginocchio dietro di me e lo sentii avvicinare la faccia al mio culo da dea. Le sue due mani sulle mie chiappe sode, affondava piano naso e lingua tra le mie chiappe. Sposto’ il perizoma per ritrovarsi davanti alla mia bella fighetta depilata e gia’ eccitata. Carnosa, vogliosa, desiderosa di cazzo, qualunque cazzo. Lo sentii ansimare, eccitarci come un mulo. Le sue mani grosse stringevano sempre piu’ le mie chiappe, e sentii la sua lingua leccarle e i suoi denti morderle. Mi leccava tutta, mi leccava l’interno delle chiappe, poi la figa, poi il buco del culo, per poi tornare ancora sulle chiappe. Leccava velocemente, come un grosso cane assetato d’acqua, leccava tutti i miei umori. Sentii la sua lingua penetrarmi il buco del culo, poi leccare generosamente le labbra della figa, e infine infilarcisi dentro. Era bravo, il porco. Sapeva farmi godere con la sua lingua da vecchio bavoso. Sentivo brividi salirmi lungo la schiena, fino al cervello. Lo volevo.
Ne volevo ancora, mi inarcai, mugulai piano per fargli capire che mi piaceva… Lui smise subito, si ritrasse e mi colpi’ la schiena nuda con un paio di frustate decise. Passai da piacere a dolore in un solo secondo, e mi sentii ancora piu’ troia perche’ mi piaceva da morire.
Guardai a lato e vidi ora lo stallone che stava scopando forte la bocca della signora, tenendole la testa con le mani e stantuffandola pesantemente. Pensavo che lei sarebbe morta, ma ancora sognavo di essere al suo posto.
Mi girai di scatto e mi misi in ginocchio di fronte al mio vecchio. Fissandolo negli occhi dalla mia maschera di maialina, aprii la bocca per fargli capire che lo volevo succhiare.
Lui sorrise, si avvicino piano, si slaccio’ i pantaloni e tiro’ fuori un uccello di medie dimensioni, quasi completamente floscio. Qualche pelo pubico bianco faceva capire che non si trattava di un giovanotto. Io ero ferma in posizione, in ginocchio, con la bocca aperta e con sguardo supplicante. Lui mi disse: “ora lo prendi come una puttana e ingoi tutto, hai capito puttana?”, e mi diede uno schiaffo forte. Io subito feci segno di si’ con la testa. Non capivo piu’ niente, ero eccitata come mai prima in vita mia, mi sentivo sporca e troia, carne da macello in vendita, e avrei succhiato qualunque cosa, anche piu’ di un uccello alla volta. Avrei voluto che qualcuno mi inculasse da dietro mentre cominciavo a leccare il cazzetto moscio del signore. Lo presi in bocca, e lo succhiai piano. Con la lingua gli leccavo le palle flosce e con le labbra lo tenevo stretto dentro la mia bocca. Succhiavo e mi muovevo su e giu’ guardandolo negli occhi. Si eccitava, lo sentivo ingrossare in bocca, mentre lui prese a frustarmi ancora dall’alto. Cercava il mio culo con lo sguardo, mentre io ora gli leccavo il cazzo e ciucciavo le palle in bocca.
Lui mi frustava la schiena, il culo, mentre io ora a quattro zampe mugulavo e continuavo a tenergli il cazzo in bocca.
Mi girai ancora una volta e vidi ora il maschio dio incularsi la vecchia, mentre le gridava “prendimi il cazzo nel culo, vecchia troia, vecchia di merda!” e la pompava con forza. Dio, come lo avrei voluto avere dentro di me…
Il mio vecchio intui’ cosa stavo pensando e mi disse “lo vuoi anche tu nel culo, vero cagna”? Io subito dissi di si con la testa, non vedevo l’ora di sentirmelo nel culo.
Mi girai di scatto, sempre a quattro zampe, e sollevai il culo verso il vecchio. Lui non perse tempo e subito lo sentii addosso, con il suo cazzo ora in tiro farsi strada tra le mie chiappe. D’istinto allargai le chiappe con le mani, rendendogli l’operazione piu’ facile. Lo sentii appoggiare la cappella sul mio buco e poi entrare a forza. Forza maiale, pensai, incula la tua giovane preda! Inculami come fossi una tua cagna, una servetta da sbattere e licenziare il giorno dopo. Mostrami che sei un vero maschio, sbatti le tue palle contro le mie chiappe mentre mi stantuffi il culo.
Lo sentii pompare e ansimare, si avvicino’ di piu’ per prendermi i capelli con le mani. Mi tirava ora i capelli mentre il suo cazzo entrava e usciva dal mio bel buco del culo. Mi sentivo tremare dal godimento, dalla vergogna di essere ormai puttana.
D’improvviso, sentii il suo sperma caldo nel mio culo, e sapevo che sarebbe finita tra poco. Mi girai allora per non sprecare il momento, di nuovo in ginocchio e con la bocca aperta. Lo volevo in gola, gli volevo pulire il cazzo e baciare le palle vecchie ancora una volta. Con gli occhi chiusi, lui passo’ il suo cazzo sporco sulle mie labbra e lascio che gli leccassi ancora le palle. Sorrideva.

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A presto!
Mara

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Autore Pubblicato il: 20 Agosto 2022Categorie: Orgia, Racconti di Dominazione, Sensazioni0 Commenti

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