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La Troia del Reame parte 9

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Quel mattino ci svegliammo abbracciati come due innammorati, la mia mano posava dolcemente sul suo bel seno tondo e sodo, ed il mio cazzo gia’ duro di primo mattino sfiorava le sue belle natiche.

Passammo un po’ di tempo abbracciati, poi una doccia veloce e via a fare colazione, Elena era taciturna quasi non parlava

” Tesoro, amore tutto bene?” Le chiedo.

Lei mi guarda, ” Ho una confessione da farti amore mio”.

“Dimmi cara, mi stai preoccupando, sai che puoi dirmi tutto”.

Elena ancora con quello sguardo come una bambina colpevole mi dice:

“E’ una cosa che volevo dirti da tempo, anni forse ma non ne ho mai avuto il coraggio, ma ora dopo quello che e’ successo negl’ultimi tempi tra noi e la spiaggia e questo modo nuovi di fare sesso, e come dei ricordi si sono risvegliati, ricordi che volevo canvellare dalla mia vita di donna sposata”.

“Elena mi stai preoccupando adesso dimmi cosa ti e’ successo”.

Elena mi guarda fisso negl’occhi e riprende.

“Come ben sai mio padre mori’ quando ero ancora ragazzina, avevo 16 anni, per mia madre divento’ un po’ difficile tirare avanti, fu’ in quel periodo che si fece avanti Giulio un caro amico e socio di mio padre. Agli inizi fu’ di grande aiuto in tutto anche nel lato economico, era molto vicino sia a me che a mia madre, non ci volle molto a capire che divento’ anche il compagno di mia madre.

Giulio era un buon uomo attraente all’epoca era giovane avra’ avuto circa 35 anni, anche con me fu’ molto bravo mi era vicino e mi portava sempre a scuola, come ben sai vivevamo in un piccolo paesino e per andare in citta’ ci voleva la macchina, ma lui era sempre li’ ogni giorno, per me non era come un padre ma un amico, mi piaceva il suo odore e durante i nostri viaggi da casa a scuola parlavamo moltissimo anche di cose che non dicevo alla mamma.

Il tempo passava ed io crescevo, ero grandicella andavo all’universita’ ero davvero una bella ragazza ormai maggiorenne Giulio diventava sempre piu’ bello col tempo, me ero folgorata mi atteaeva voltissimo, avevo una marea di ragazzi che mi gironsolavano intorno ma io volevo lui.

Facevo di tutto pur di provocarlo Sia a casa che in macchina, giravo per casa mezza nuda specie quando mamma era fuori, oppure quando eravamo in macchina mettevo sempre piccolo ginnelline per ben mostrargli le gamble, lui mi guardava sapevo che mi volva, un giorno eravamo sul divano a guardare la TV mamma era in cucina a preparare la cena, senza sir nulla gli poggiai i piedini sulle gambe.

“Giulio una massaggino per favore…”

Ah che bello sentivo le sue mani toccare i miei bei piedini sfiorandomi le caviglie, il massaggio non tardo’ eccitare entrambi sentivo il suo membro grande sotto i miei piedini, che bello sentivo pulsarlo era grande e duro, fu’ in quell’istante che mi sentii una vera Troia, allargai le gambe ben bene mostrandogli la mia fighetta vergine e depilata, ora erano i miei piedini a massaggiare il suo cazzo duro, ma venimmo interotti dalla voce di mamma, la cena era pronta.

Di quello che era successo non dicemmo nulla per un paio di giorni, poi un bel mattino caldo Giulio puntuale mi aspettava in macchina per portarmi in citta’ all’universita’, quel mattino ero molto eccitata, mi presentai con un vestitino leggero con fiorellini mi copriva appena le cosce, ed un bel paio di sandaletti appena alto con un po’ di rialzo, entrammo in macchina e via il tragitto era lungo, circa 45 minuti.

Durante il percorso lui non disse una parola, con una scusa gli chiedi di accostare la macchina mi scappava dovevo farla, lui mi rispose che onestamente anche a lui scappava, accosto’ la macchina vicino una pompa di benzina abbandonata, poco visibile, ci recammo dietro, mi alzai la gonnellina davanti a lui e inizia a farla li, mentre lui mi guardava, fu’ un attimo, si avvicino’ caccio’ il suo cazzone duro e guardandomi mi disse: “Succhia piccola troietta!”.

Mi avventai sul suo cazzo e inizia a pomparlo come una vera esperta mentre Giulio con le mani mi spingeva la testa verso di lui, ah che bello era assaporire il suo cazzone con la bocca la lingua, lo leccavo dalle palle fino alla sua capella bella gonfia, mentre lui spingeva il suo cazzo fino in fondo la mia bocca.

Volevo che mi sborrasse li in bocca, invece si tolse la giacca e mi fece stendere sopra, si ingonocchio’ ed inizio’ a leccarmi la fighetta bagnatissima, ahhhh che bello sentire la sua lingua esplorarmi dentro sentivo rotearla e dare piccole leccatine sul mio clitoride stavo impazzendo, ahhh mmmm che bello era la prima volta che mi veniva leccata.

Stavo ormai quasi per venire quando ad un tratto mi dice di voltarmi e mettermi supina, cosi feci, avvicino’ la sua capella sulla mia fighetta bagnata e vergine…..lo sentiii lentamente e poi con forza penetrarmi, ahhh come era caldo e durooo siii era bellissimo, sentii un po’ di dolore all’inizio ma poi accolsi quel grandioso cazzo dentro di me tutto dentro bello e duro…ah stavo codendo come non mai, inizio’ a pomparmi velocemente e con colpi decisi, violenti sempre piu’ in fondo, iniziai ad urlare tutto il mio godimento “ahhh siii Giulio scopami cosi’ Che bellooo siiii in fondooo ahhhhh siiii”.

Lui inizio’ una volta super eccitato a pomparmi sempre piu’ forte sempre piu’ velocemente.

” Troietta sei una piccola puttanella Troia ecco prendiii troiaaa ahhhh lo voleviii ehhh? Eccotelo tutto piccola maiala…siiii to’ prendi!”

Godevo sempre di piu’ stavo per venire gli urlai: “Vieni Vieni insieme a me si daiiii eccooo siiii arrivo vengooooo ahhhhhhhh godooooooo siiiiiiiii”.

Anche lui Bello stesso istante, ” Predi eccoooo ahhhhhhh siiiiiiii ti sborro tutta dentrooooo siiiiiii piccola puttanella siiiii mi svuotooooooo”.

Mi sborro’ praticamente tutto il suo seme caldo nella mia fighetta, ormai non piu’ vergine, avevo dato la mia verginita’ dietro una pompa di benzina inginocchiata come una lurida puttana in calore.

Da quel giorno divenni la sua amante la sua Troia personale, a casa era il compagno di mia madre e di giorno ero la sua troietta, mi scapava continuamente in ogni possibile luogo o momento, mi faceva godere come non ho mai goduto, la nostra storia ando’ avanti per tanti tempo, mi insegno’ posizioni, come succhiarlo, as ingoiare tutta la sua sborra, insomnia ero la sua puttanella giovane.

A quelle parole ero rimasto come paralizzato, ma nello stesso momento super eccitato, geloso ma eccitato come non mai la guardai le dissi: “E poi”?

Continua ..

Continuo?…

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