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Venerdì, ore 19: sono già arrivati tutti. Sono sicura che voi lettori avete già intuito la tela che Ercole, il Preside geniale, ha tessuto: io, invece, la capisco solo ora, vedendo chi è presente. I già soci, cioè i padroni: Adelmo, maggiore dei carabinieri; Daniele, principe del foro; Ercole, Preside; Max, guerriero-guardia, Giovanni, Provveditore agli Studi; Balthazar, industriale del petrolio. Poi, i probabili prossimi soci: Helio, imprenditore agricolo (e non solo); Leonida, generale incaricato alla formazione ufficiali. Infine, quelli che sicuramente saranno proposti come soci: Nando, sottosegretario all’istruzione; Otello, industriale che sovrintende la formazione professionale; Karcharías, industriale petroli e affini. Eugenio e Rodolfo sono qui solo come guardie del corpo per Helio.

Infine, le funzioni previste per “Villa M. – A.R.I.” (che vuol dire Assistenza Ragazze Insicure): tutto ruota attorno a quest’ultima sigla. Sono cinque padroni, due quasi-padroni, tre probabili: tutti in qualche modo possono aiutare quel progetto “di istruzione, formazione e assistenza” che tutte abbiamo scelto liberamente, tutto perfettamente legale.
Per fortuna che Ercole e gli altri soci sono persone buone e corrette. E che tutto si basa sull’amore, altrimenti sarei caduta dalla padella alla brace, e come me tutte le altre.
Claudio, Ottavia e io dobbiamo correre a preparare il catering: loro in cucina e io ad apparecchiare e sistemare.

Il generale ha fatto mettere a Marta un cappotto e l’ha portata nel parco a parlare e passeggiare.
Patty sta proprio scendendo le scale tenendo per mano Romina: va davanti a Daniele, suo marito, si prostra e chiede: “Mio signore, il permesso di parlare” Lui annuisce., lei riprende: “Mio signore, questa ragazza è in difficoltà, ma è buona, onesta e disponibile ad imparare. Ho cercato di spiegare il nostro modo di amare. Ma tu… ehm, cioè lei mio signore, mi sembra il più adatto a mostrare in pratica il nostro modo di servire per amore” fa una pausa: “Mio signore, la prego di dedicare qualche minuto a questa ragazza, così giovane e timorosa”.

Ricordo che Daniele è il più fico dei padroni, ed è stato lui a possedermi per primo quando per me era uno sconosciuto. Dan annuisce e Patty prosegue: “Ecco Romina, questo è il mio signore e mio marito. Accetta di occuparsi di te. Ora dovresti inginocchiarti davanti a lui, leccargli il dorso della mano e ringraziarlo”. Romina trema un po’, poi vede quel bel pezzo d’uomo e ubbidisce. Daniele sorride, le fa mettere un cappotto e la porta fuori nel parco.

Puntualissime, alle 20 il pranzo è pronto e serviamo gli antipasti: usciamo in fila e ci disponiamo in ginocchio ai quattro angoli del tavolone. Quando gli uomini siedono, ci rialziamo e serviamo. Il mio sedere attira tanti pizzicotti affettuosi, non capisco perché. Le nostre ciotole ci aspettano a ridosso del muro, ma ancora non possiamo, c’è il via vai dalla cucina per le varie pietanze.

Il generale rientra, tiene per mano Marta e si avvicina a Giovanni: “Caro Provveditore, mi ha fatto bene parla con la signora Marta, sto meglio. Sembrate davvero diversi dal gruppo che frequentavo, ma anche dai vari gruppi che ho conosciuto durante le missioni militari in Oriente. Ma ho bisogno di riflettere ancora. Per cortesia, potrebbe farmi parlare con un’altra signora?”.

Gio: “Grazie a lei, sono felice che le siamo d’aiuto. Le dò un consiglio di parte: scelga mia moglie Ottavia, parli con lei, non è una schiava perfetta come Marta, ma proprio per questo le potrà dare una visione più ‘vera’, di noi”.
Aresi: “E’ un ottimo consiglio, lo seguirò” e fa già cenno a Ottavia, che corre da lui e si inginocchia.
Gio: “Ah, dimenticavo. Lei non è socio, almeno non ancora, ma oggi può tranquillamente scegliere e usare qualunque delle schiave, naturalmente senza violenza: solo i soci possono punire. Inutile dire che sarei onorato se usasse proprio mia moglie”. Aresi alza un sopracciglio, è stupito… poi fa mettere a Ottavia il cappotto ed esce parlandole.

Daniele, invece, rientra. Tiene per mano Romina che ora sembra calma e sorride, fa persino un “ciao” con la mano ad Adelmo e gli manda un bacino a distanza. Salgono al piano superiore, lenti, Daniele non ha nessuna fretta e le parla, le sta spiegando qualcosa. Adelmo vede tutto, gli si illumina il viso di gioia e dice: “Amici, mi allontano un attimo, con permesso”. Poi va nel grande salone e mi chiama: “M., qui”.
Sono felice per lui, gli sorrido condividendo la sua gioia e, giunta al suo cospetto, mi inginocchio. Adelmo mi bacia dolcemente sulla bocca, mi fa voltare con delicatezza. Sento che abbassa la cerniera e slacciala cintura. Capisco cosa ha in mente e mi guardo attorno: ci stanno tutti guardando… muoio di vergogna.
Mi sodomizza in tempo reale, ma questa volta è meno frettoloso, più attento a non farmi male, mi accarezza la schiena, mi bacia dietro al collo. Oggi è un sogno… e non mi ha neanche presa in giro! Vengo umiliata nel sedere con calma, sento tanto piacere, miagolo sottovoce continuamente e più volte io stessa alzo i fianchi cercando una sodomizzazione più profonda. Cari lettori, ormai mi conoscete e sapete come sono: non sto a descrivere tutto per imbarazzo. Dico solo che dura un’ora su per il mio sedere e io ho tanti orgasmini.

Quando Adelmo ha finito, corro in bagno per risistemarmi, poi vado verso le cucine. Vedo che, invece, mi han lasciato la ciotola nel salone. Mi chino, mangio senza usare le mani e non posso evitare di sentire Giovanni che tiene una riunione:
“Amici, come avete visto, 5 soci non sono presenti. Il progetto sta prendendo forma, loro sono poco attivi e non dobbiamo correre rischi: perciò ho fatto loro capire che, pur restando soci, non era più possibile coinvolgerli nei nuovi progetti. Tutti hanno chiesto se potremo tenere a servizio almeno le loro mogli, che si annoiano. È una cosa che non so decidere, non le vediamo da mesi. Se siete d’accordo, Max potrebbe farne la valutazione, ma con molto tatto e delicatezza [Gio è ironico, infatti segue una risata generale].

“Due: propongo di accogliere come nuovi soci Helio Vignati, Karcharías Bakoyannis e il Generale Leonida Aresi, che però ha chiesto ancora un’oretta per riflettere. Inoltre, il commendatore Otello Fabbri se e quando lo chiederà e il Senatore Nando, quando lascerà gli incarichi al Governo. Qualcuno è contrario?” [silenzio, poi applauso]

“Tre: il senatore assicura che sta già arrivando un grosso finanziamento statale al centro formazione degli industriali: quella cifra sarà donata alla non profit una volta firmato l’accordo: la valutazione giuridica del testo è lavoro per Daniele, che adesso sta facendo altro [risata generale]. Dobbiamo renderci conto che, se tutto va come sembra, avremo un notevole incremento di lavoro. Primo: come Provveditore agli studi, segnalerò a tutte le scuole superiori l’esistenza dell’Assistenza per Ragazze Insicure. Solo una lettera, nemmeno una circolare. Secondo: la formazione degli industriali ed Helio faranno la stessa cosa per i centri di formazione professionale e agricola. Terzo: se Adelmo riesce può tentare con l’Arma. Se, invece, aderisse il generale, si spalancherebbero le porte di tutte le forze dell’ordine, che ci segnaleranno i casi più gravi e bisognosi.

“Quarto. La squadra per “Villa M. non profit” è pronta: Helio Presidente, Eugenio direttore, Rodolfo sicurezza. Adelmo dovrebbe restare il primo valutatore di nuove candidate: il lavoro fatto con M. è stato eccellente e non è responsabile per la sua fidanzata ribelle. Serve urgentemente anche una schiava anziana per le nuove: avrei pensato a Marta, ma essendo laureata serve negli uffici multifunzione. Abbiamo poco tempo, facciamo tutti mente locale: servono umiltà, ubbidienza senza condizione, esperienza”. Nel frattempo, è entrato il generale, che tiene per mano Ottavia e siede sul divano ad ascoltare.

Ho finito di mangiare da un pezzo e son rimasta ad ascoltare. Già sapete che non capisco mai tutto, ma qualcosa ho capito e sono affascinata dal lavorare a un progetto che vuole aiutare tante ragazze insicure come me. Ma è calato il silenzio e, stupidamente, giro la testa per vedere che succede: mi stanno guardando tutti e scoppiano in una clamorosa risata.

Parla Gio: “Quinto: la nostra Emme che, curiosa come una gatta, ha origliato finora non capendo che l’abbiamo lasciata ascoltare apposta” [altra risata generale]. Emme, subito sotto il tavolo a succhiarlo a tutti, così puoi ascoltare meglio! [altra risata, mentre io, rossa in viso vado sotto al tavolo e ubbidisco]. Amici, silenzio, ho quasi finito: il tema è questo. La ragazza ha già superato tutte le prove della prima fase del noviziato. Il Maestro, e suo proprietario, chiede che si avvii subito la seconda fase. Sappiamo tutti che prevede grandi umiliazioni e prove durissime per vedere se è adatta a essere marchiata, ma anche prudenza perché stiamo diventando sempre più organizzati e forti. Chiedo a tutti di pensare a nuove soluzioni per quelle prove, ne parleremo in circoli ristretti domani. Ho finito, buonanotte e… bussate prima di entrare nelle camere di sopra!” [altra risata].

Si alzano tutti… io son riuscita a succhiarlo solo a tre e, purtroppo, mi piace sempre più fare bocchini. Ma ho sentito che Leòn si preoccupa sempre per me e questo mi fa battere il cuore: ricordo le sue parole “Collare si può togliere, marchio è per sempre” … devo ricordarmi di chiedere a Marta che vuol dire “marchiata”.

Esco da sotto al tavolo, vedo Leonida che parla con Giovanni e poi sale le scale tenendo per mano Ottavia. Adelmo fa il carino con Patty, la moglie di Daniele, e vanno verso le scale. Karcharías e Max fan la stessa cosa con Marta. Daniele è già su con Romina. Rodolfo quasi si avventa su Claudio, che docilissimo si lascia guidare di sopra, mentre Ercole, tutto contento che la sua schiava sia stata scelta, li segue e chiede di potersi aggregare.

Sono rimasta sola nel salone con Giovanni, Balthazar, Helio ed Eugenio. E realizzo che mi fissano tutti. Tremo per la paura: so cosa hanno tra le gambe tutti, eccetto Eugenio che non mi ha ancora mai presa. Ma riesco a portare il viso contro il pavimento, restando inginocchiata tra loro: riesco solo a dire: “Grazie, miei signori… sono onorata”.

Helio va ad accendere il fuoco nel camino, Eugenio prepara cinque drink, Giovanni sistema il grande che è al centro e Balthazar si sta già spogliando… leccandosi baffi come un gatto davanti a una trota. Ripeto a me stessa: calma, calma! Giovanni è sempre stato attento e non mi hai fatto male; con Balthazar e Helio c’è amore, impossibile che mi facciano piangere: solo Eugenio non lo conosco.

Sono le 22:30 di venerdì: si avvicinano come lupi attorno a una pecorella. È Helio il primo: mi solleva il viso, cerca la mia bocca per un bacio infinito. Giovanni mi coccola il seno, mi pizzica i capezzoli. Balthazar è fissato con il mio didietro, lo accarezza e spinge un dito, poi due… sto diventando sempre più sensibile nell’ano e, purtroppo, gemo sottovoce di piacere. Eugenio si spoglia, vuole che io lo veda: ha un uccello importante, ma per fortuna non quanto Giovanni. Mi fanno stendere su un fianco in modo impercettibile. Helio continua a baciarmi sulla bocca, è dolcissimo… mi sciolgo. Gio si è spogliato e ora mi accarezza le tettine con il suo membro. Balthazar è rimasto dietro e ora mi lecca… il buchino del sedere! Eugenio mi ha alzato una gamba e ora mi lecca dove sono più sensibile… è uno tsunami di coccole a ondate ed è proprio Eugenio che mi provoca il primo orgasmone: piccina tra quattro omoni, miagolo a lungo, sottovoce e dolcissima. Mi contorco, davanti a tutti, senza riuscire a controllarmi. Questi sono formidabili professionisti dell’amore, mica universitari! (vedi capitolo 4).

Aspettano che mi passi l’orgasmo, Gio si distende al mio fianco a pancia in su, mi rigirano mi aiutano a salire sopra Gio. Lui: “Fai piano, stai attenta, fai come hai fatto la prima volta a Pesaro: lenta e ti fermi se senti male”. Annuisco ma, lo confesso, non vedo l’ora. È vero che le dimensioni non sono tutto, ma contano: eccome se contano. E’, infatti, quando ancora non è entrato tutto, godo di nuovo: il grande membro di Gio mi riempie, mi sento come invasa, totalmente posseduta. Helio torna a baciarmi la bocca, Gio ripete: “Piano, fai piano…”. Facile a dirsi quando non lo hai dentro la micina! Poi sento la voce di Eugenio “Tieni cara, questo ti distrarrà” e mi spinge piano il sesso nella gola. Non mi distrae per niente, questo non sa che godo anche con la bocca facilmente. E miagolo, miagolo… sto chiamando qualcuno… qualcuno che mi vuole tanto bene. Qualcuno che ora mi spinge la schiena fino a far distendere il mio piccolo corpo, su quello enorme di Giovanni. È Balthazar: che ora si stende sulla mia schiena e, con un piede mi fa allargare gentilmente le gambe. Non ho paura che mi sodomizzi, lo ha già fatto, e sicuramente ricorderà come non farmi soffrire. Ed eccolo, è entrato: tutto il suo membro su per il sedere. Si muove sincronizzandosi con Giovanni, mentre Helio ed Eugenio si stanno già alternando nella mia gola. Sento come un tuono… ma il cielo fuori è sereno. Vengo colpita da un fulmine proprio nel cervello. Impazzisco dal piacere, sto per crollare, ma Helio ed Eugenio mi sostengono e tutti e quattro continuano a cercare il loro piacere. Balthazar cede: è dolcissimo, ma l’età conta… mi spruzza tutto quel che può nel sedere… ed io ho il quarto orgasmo.

Mi danno tregua, Balthazar mi pulisce dietro, mi bacia a lungo sulla bocca dicendomi cose che non capisco, ma che immagino dolcissime. Eugenio è proprio un brigante: è andato in cucina e torna con 4 redbull: la fan bere anche a me! Chissà cosa mi aspetta ancora… Nonostante questo, mi sento tanto desiderata e amata: son tutti premurosi e mi guardano in modo mixato di desiderio e tenerezza. Helio mi chiede: “Tutto bene? Ce la fai?”, annuisco con la testa poi, in uno slancio del cuore, faccio la sfacciata: “Io.. io vi amo.. siete meravigliosi e gentili tutti! Grazie, miei signori”.

Sorridono. Senza fretta stavolta mi fanno stendere sul massiccio corpo di Helio… che subito mi penetra… mi sento così importante! Vedo con la coda dell’occhio che Eugenio si sposta dietro di me, mentre Giovanni va davanti al mio viso: si son messi d’accordo, spingono contemporaneamente nella mia bocca e su per il sedere. Sono farcita come una gallina faraona al pranzo di Capodanno! E vengo, vengo di nuovo… e ancora… di nuovo….

Sabato mattina. Mi risveglio ore dopo, sono in braccio a Marta, mi gira la testa e un bel sole entra dalla porta finestra. Vedo che siamo tutte e sei in una stanza, a spettegolare su cosa ti ha fatto quello, come lo ha l’altro, tu quante volte… Faccio in tempo a vedere che anche Romina si è perfettamente ambientata e racconta cosa le ha fatto provare Daniele.

Sussurro: “Marta… mi… mi brucia sotto, mi brucia tutto”. Si accorgono che mi sono ripresa, scattano tutte in piedi e saltando come pazze sui letti mi fanno il coro: “sette oreee! Niente viagra, solo amore… li hai sfiniti in sette oreee!” Ridono, io capisco cosa intendono e divento rossissima, nascondendo subito il viso contro la spalla di Marta… che mi sta già mettendo il suo unguento “magico”.
Poi mi accarezza i capelli con tanto affetto e sussurra: “Ce l’hai fatta bimba mia, sono tutti e quattro distrutti ed euforici! han detto che sei stata straordinaria … chissà cosa si staranno raccontando tra loro adesso nel salone!”.

Non lo so cosa staranno raccontando, non so niente, non capisco niente: mi sono addormentata di nuovo…

Continua

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Autore Pubblicato il: 18 Novembre 2022Categorie: Orgia, Racconti di Dominazione0 Commenti

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