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Tua per sempre

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È passato più di un anno dalla nostra prima conversazione in chat.Di quella fredda mattina di dicembre ricordo il forte vento che sbatteva contro la finestra,  ogni tanto sollevavo lo sguardo dal computer e vedevo i rami del grande pino agitarsi, scuotersi velocemente. Ogni tanto filtrava attraverso il vetro un raggio di sole per scomparire dopo poco.

Mi rapì immediatamente con la sua calma, con le sue parole messe in fila in maniera ordinata, lineare. Mi ritrovai a rispondere alle sue domande e, rispondendogli, davo risposte a me stessa. Quel “dom” messo in coda al suo nickname non sapevo nemmeno cosa significasse, ancora non so spiegare perché, nonostante la curiosità che mi contraddistingue, non gli chiesi di spiegarmi. Non sapevo ancora che con quella conversazione Lui avesse iniziato ad accompagnarmi, mi stava già conducendo verso quello che poi sarebbe stato un punto di non ritorno. Stava cominciando a “disvelarmi” , a togliermi da dosso strati che ricoprivano la mia vera essenza.

Le nostre conversazioni divennero per me un appuntamento fisso, quotidiano. Le desideravo, ne avevo bisogno e, alla fine di ognuna di esse, mi sentivo più leggera, come quando si gettano zavorre dalla mongolfiera e si prende quota.

Non mi hai direttamente chiesto di essere la sua schiava, tutto fluiva naturalmente, e , sono diventata Sua. AppartenerGli, donarmi e mettere Lui al centro per scomparire e farmi piccola ai Suoi piedi era quello che mi mancava per sentirmi viva, completa. Mettermi nelle sue mani mi alleggeriva e non avevo vergogna di desiderare di fare uscire la femmina che era dentro di me , per troppo tempo soffocata e repressa.

Con lui non provavo vergogna quando desideravo fortemente di essere il suo oggetto , di essere presa da lui , di farmi usare , di gettarmi ai suoi piedi , di annullarmi. Non avevo vergogna di dirgli che ero la sua zoccola, anzi , ne ero orgogliosa, fiera. Era per me un privilegio essere la schiava di un uomo che era stato abilissimo nell’andare oltre, nel sapermi leggere e di scavare , scandagliare nell’ animo di chi , agli occhi di tutti, era una donna forte su cui fare affidamento ,dall’aspetto rassicurante. Nessuno, prima di lui, aveva messo mano nel mio caos per poi aiutarmi a mettere ordine. Mi ha ricomposta.

Questo salto nel vuoto è stato per me un percorso lungo, non sempre facile. Mi ha educata, messa in riga, mi fatto comprendere quale fosse il mio ruolo , mi messa al mio posto a volte con dolcezza e infinita pazienza, altre con estrema severità. Ho pianto , ho riso, sono scappata, ho sbagliato tanto, ne sono stata gelosissima. Il mio più grande limite è stato quello di pretendere qualcosa in cambio per la mia devozione, per il mio ” amore” di schiava. Le mie pretese,  mi hanno resa meno slave fino a farmi dubitare di esserlo davvero. Ma so che, anche se non sono stata perfetta,sono stata vera , fino in fondo.

Sarà per sempre il mio Padrone. Il Primo , l’Unico , l’Ultimo, il Migliore. E io, Sua, sempre.

A_

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