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01- Dolcemela gli esordi

Mela &egrave una ragazza di trent’anni ha dei capelli rossi con una deliziosa frangetta, occhi neri e linee del corpo delicate ed esotiche. E’ una donna minuta e sensuale; quando i suoi occhi neri ti fissano &egrave difficile non incedere sulle dolce curve del suo corpo, spesso gli occhi,anche senza volerlo, si fermano sui suoi bianchi seni. La sua figura &egrave naturalmente elegante, qualsiasi abbigliamento indossi risulta sempre provocante, &egrave una sua caratteristica naturale ed ogni persona che la circonda lo nota.
Mela &egrave molto attratta dalla moda, anche se non segue quella ordinaria, non &egrave una donna come tutte le altre, difficilmente può essere confrontata con un altra donna. E’ molto attratta degli anni ’60 e spesso si concede tacchi esorbitanti e vestitini da pin-up; quando così abbigliata si reca con me in qualche locale, tutti notano la sua dolce presenza.
Io e Mela siamo sposati da dieci anni, ci siamo conosciuti per sbaglio, urtandoci in un museo di arte moderna, da quel giorno ci siamo amati perdutamente.
Mela adora il sesso; non lo ammetterebbe mai, ma quando il suo sesso &egrave bagnato, da quelle dolci labbra escano parole oscene, che mi eccitano tremendamente. Negli ultimi dieci anni ci siamo amati ovunque e lei mi ha concesso la fortuna di prenderla in ogni parte del suo corpo e ovunque avessimo voglia; ogni volta che ci amiamo &egrave come se per la prima volta ci prendessimo.
La sua bocca &egrave meravigliosa, quando scende sul mio pene e inizia la dolce danza della lingua mi sembra di sprofondare dentro un mare oscuro.
Adora essere fotografata in pose sexy e in particolare voyeuristiche.
Tutto cominciò un giorno mentre giocavamo a letto, lei indossava un meraviglioso completo bianco, le trine del reggipetto stringevano il suo seno rendendolo adorabile e gonfio, le mutandine di pizzo bianco lasciavano scoperto il suo sedere, adorabile, fatto per essere amato.
Mentre ci baciavamo nel nostro lettone un suo seno usci dal reggipetto, vedendo il suo capezzolo eretto non potei resistere e dal collo mi ci avventai sopra; Mela &egrave molto sensibile, quando &egrave bagnata, ogni singola parte del suo corpo reagisce come un’orchestra ad un direttore che con la bacchetta la dirige. Mi gettai sul suo seno e inizia a leccarlo con dedizione, una mano corse sulle cosce e dopo averle stretto i fianchi mi persi nel suo sesso.
Trovai la sua intimità incredibilmente bagnata, la cosa mi sorprese e subito pensai che avesse qualcosa in mente. Di li a poco le sue mani scesero sul mio petto infilandosi prepotentemente sul mio sesso, allontano la mia bocca dai suoi seni dopo un forse sospiro e mi agguantò il sesso a due mani, la vedevo sorridere”.aveva qualcosa in mente. Mentre mi masturbava la mia vista si perse sulle sue mani perfette, le sue unghie nere e la fede al dito. Adoravo vedere quell’anello ondeggiare sul mio sesso e anche se non l’avrei mai confessato desideravo ardentemente che le mani di Mela stringessero un altro cazzo, con un desiderio anche maggiore di quello che provavo quando stringeva il mio.
Mela con un gesto rapido si scostò le mutandine e inizio a passarsi il mio sesso sulla sua vagina ormai umidissima, continuava a sorridere e i suoi occhi trasmettevano una lussuria mai vista. Mi rigirò sul letto di spalle e mi saltò sopra, si levò il reggipetto e io potei ammirare i suoi seni, sodi e minuti, eleganti e sensuali.
Le mutandine scostate permettevano un contatto diretto tra il pene e la sua vagina, sentivo il suo calore e i liquidi che scendevano abbondanti mentre si masturbava su di me utilizzando il mio pene come un giocattolo per deliziare la sua intimità.
Ad un tratto parlò e la sua voce era rotta dall’eccitazione : adesso ti metto un preservativo amore. La cosa mi risultò strana perché eravamo soliti far l’amore a pelle, Mela da anni era protetta da eventuali pericoli; la seconda cosa che mi sorprese era che io non possedevo preservativi, la sola idea che lei li avesse comprati mi rendeva eccitato”’..Solo dopo ispezionando la scatola scoprii che quello che mi metteva non era il primo preservativo, ne mancavano molti altri.
Scartò il preservativo e con gesto misurato e da maestra lo mise in bocca, scese lentamente e in un sol colpo lo avvolse sul mio pene turgido. Inizio un movimento lento, succhiando regolarmente e le mani cominciarono un lento movimento sui miei testicoli pieni d’eccitazione.
Si sollevo di colpo e mi bacio, un lungo bacio lascivo in cui sentii tutto il sapore di quello che lei, abilmente, mi aveva messo. La cosa mi eccitò avevo sempre avuto fantasie in merito.
Ad un tratto riempi la sua bocca di saliva e la face calare dentro la mia, mentre la mano ormai aveva guidato il mio pene sulla sua vagina.
Pensai che involontariamente aveva interpretato uno dei miei sogni sessuali, quello che mi passasse nella bocca il seme del suo amante. Tutto questo mi portò al limite e sentii il mio sesso pronto ad esplodere, come se se ne accorgesse lei si levò da me ed attirandomi mi portò sul suo sesso fradicio e aperto dal mio, come un fiore che si dischiude con la lingua lo cinsi.
Mentre leccavo quel dolce nettare, sentii ancora il sapore che tanto mi eccitava ed istintivamente mi portai la mano sul sesso. Lei con un piede mi scosto la mano e mi disse: leccami, non venire subito e pensa che dentro di me ci sia stato un altro. Rimasi di sasso, come aveva potuto intuire le mie più intime fantasie? La risposta arrivò poco dopo, mentre ormai mi avventavo avidamente sulla sua vagina, il mio sesso doleva dal desiderio di essere toccato ma io con la mente ormai immersa dentro quello che era il mio sogno erotico immaginavo torbide avventure. Mi distolse la sua voce, rotta dall’eccitazione: Amore, lo so che non avresti voluto, ma ho guardato il tuo computer in cerca di tuoi eventuali tradimenti e guardando la lista dei siti che frequenti abitualmente ho capito che tu sei un cornuto nato e da oggi farò di tutto per avverare il tuo sogno. In un attimo il mio sesso reati e trovai il preservativo pieno, tre singoli e dolorosi schizzi avevano segnato il mio destino.
Lei mi guardò con aria amorevole e mi disse: Sei proprio un cornuto nato e ci addormentammo abbracciati.

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