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La mia esperienza con una coppia cuckold – Capitolo 50

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Capitolo 50

  

Quello che era successo con Roberta diventò uno spartiacque tra due periodi estremamente differenti della mia vita, l’amore che avevo provato per lei mi aveva cambiato in meglio, tirando fuori il mio lato sentimentale, spezzarmi il cuore in quel modo mi fece svoltare verso quello più oscuro del mio animo, quello immediatamente susseguente fu caratterizzato dalla totale follia, la cosiddetta “vida loca”, cominciai a bere parecchio, andai a letto con tutte le ragazze che mi capitavano a tiro, Giulia, la tipa che mi aveva cercato quando mi lasciai la prima volta con Roberta, diventò la mia compagna di giochi preferita, la scopai in mille modi diversi, perfino insieme ad un amico ad una festa, non vado molto fiero di quello che arrivai a fare nei mesi successivi. L’unica cosa mi teneva ancorato alla realtà era il lavoro, mi dedicai parecchio alla carriera diventando in poco tempo il braccio destro del direttore, cominciai a guadagnare maggiore credibilità nell’ambiente ed i ricavi personali crebbero di conseguenza, una specie di Dr. Jekyll e Mr. Hyde; sul lavoro diligente e preciso, nella vita extra lavorativa follia pura e sregolatezza. Simona si godeva questo mio secondo lato lasciandomi la libertà che pretendevo, uscivo spesso senza di lei, mi aspettava a casa e quando tornavo facevamo sesso, sempre in maniera forte e decisa, diceva che ero diventato esattamente come voleva lei.

Una sera tornai a casa con una tizia conosciuta in un locale, eravamo entrambi ubriachi, Simona sentì la porta aprirsi e mi venne incontro, quando ci vide sul divano mentre ci baciavamo disse:

– “Scusate ragazzi, posso unirmi a voi?”.

La tipa restò sbigottita e chiese:

– “E lei chi è?”;

– “La mia ragazza, ma non ci sono problemi per noi…”;

– “Per me si, siete due maiali!!!”.

Scappò via e scopammo sul divano, la sua perversione era totalmente appagata dal mio stato d’animo.

Smisi di giocare a calcio, in fin dei conti la vita che conducevo non mi permetteva di essere in forma per farlo a livelli accettabili e ben presto persi interesse anche in quella che era sempre stata la mia passione.

Marco fu la persona che mi restò maggiormente vicino in quel periodo, la sua amicizia si rivelò per l’ennesima volta sincera e disinteressata, corse spesso il mio aiuto nel momento del bisogno, arrivando anche a discutere con Sabrina in quanto non approvava minimamente la mia dissolutezza e pretendeva che mi lasciasse affondare.

Nel periodo natalizio, complici i 15 giorni di ferie che mi concesse il direttore, organizzammo con Simona e Paolo un viaggio di dodici giorni alle Maldive, pagato da loro naturalmente, partimmo il 20 di dicembre. Diversamente dal viaggio precedente pretesi di avere una camera singola, mentre loro due si accomodarono in una matrimoniale, l’obiettivo era di agganciare una ragazza per fare sesso a tre con Simona. All’aeroporto in Italia feci conoscenza con due ragazze che stavano viaggiano sole, una delle due, Alessia, era bellissima, rossa di capelli e con gli occhi verdi, carnagione chiara ed un sorriso che fece immediatamente colpo su di me, alta quanto me, pallavolista come Roberta, simpaticissima e con un corpo che definire spettacolare sarebbe riduttivo. Chiacchierammo parecchio prima di imbarcarci, le dissi che Simona era mia sorella e Paolo suo marito, viaggiavano sole perchè entrambe single da poco, si creò immediatamente feeling tra noi, era di Milano, quindi nemmeno tanto distante da dove abitavo. Trascorremmo il viaggio a conoscerci meglio, avrebbe soggiornato nel nostro stesso villaggio e quando arrivammo a destinazione eravamo già in confidenza. Veniva da un rapporto di due anni e si era lasciata perchè lui la tradiva, mi piaceva molto, il suo carattere timido e riservato trasmetteva tenerezza, arrossiva sovente, era intelligente, studiava architettura come Roberta, un destino per me conoscere ragazze con le stesse passioni ed interessi.

Simona mi aveva lasciato fare, pensando che stessi abbordando Alessia per lo scopo che ci eravamo prefissi, quando le dissi che non era mia intenzione coinvolgerla si infuriò, litigammo e la mandai a quel paese.

La prima sera la passai con Alessia e Giorgia, la sua amica, decisamente meno carina di lei ma simpaticissima, Simona e Paolo restarono in disparte.

Mi piaceva quella ragazza, era visibilmente attratta da me ma non ci avvicinavamo abbastanza, la sua timidezza non mi permetteva di fare un ulteriore passo avanti.

Quando rientrai nel mio appartamento erano le 2 del mattino, poco dopo bussarono alla porta, chiesi chi era, Simona voleva parlare con me, appena aprii la porta mi saltò al collo piangendo.

– “Ti prego Gianluca perdonami, non voglio più litigare con te…”;

– “Simona, sono libero di fare quello che voglio lo sai, non puoi pretendere niente da me, faccio quello desidero, ok?”;

– “Lo so tesoro, scusami, sono stata una stupida, è andato tutto bene con la tipa poi?”;

– “Non ne voglio parlare con te Simona, se ti sta bene è così, altrimenti puoi tornare da tuo marito!”;

– “Come vuoi tesoro, adesso però facciamo l’amore ti prego…”.

Ci baciammo con molta passione, aver flirtato tutta la sera con Alessia senza concludere niente mi aveva eccitato moltissimo, chi meglio di Simona poteva farmi sfogare? La alzai di peso facendola appoggiare contro il muro della stanza, indossava unicamente una vestaglia e l’intimo, gliela slacciai facendola cadere a terra, le gambe attorno ai miei fianchi le permettevano di poter usare le mani, immediatamente scese a frugare nei miei slip, cominciai baciandole il collo, le feci uscire un seno succhiandolo avidamente, scostai il perizoma, lo accompagnò dentro di se e cominciai a scoparla con forza, la sua schiena sbatteva contro la parete ma non si lamentava della veemenza con la quale la stavo penetrando. Ebbe un orgasmo poco dopo, le sue unghie affondarono con forza nelle mie chiappe per poi scorrere lungo la schiena, si fece scivolare a terra inginocchiandosi davanti a me, leccò i piedi mentre ansimava, la guardavo dedicarsi alle mie estremità con eccitazione, si era fermata nel momento in cui stavo provando molto piacere, la volevo scopare di nuovo e la sua pausa non mi era piaciuta, la feci alzare, la girai di schiena facendole appoggiare il busto sul tavolino in mezzo alla stanza, era un po’ basso e piegandosi il suo meraviglioso culo era all’altezza giusta, la inculai senza il minimo riguardo cominciando a scoparla fortissimo, si lamentava per il dolore ma mi chiedeva di non fermarmi. Poco dopo alzai una gamba appoggiando il piede sul tavolino, la presi per i fianchi tirandola con forza verso di me ad ogni affondo, prese il mio piede avvicinandoselo alla bocca e cominciò a leccarmelo, era stravolta, venni dentro di lei mentre stava avendo un altro orgasmo, le sue gambe tremarono, lo lasciai dentro facendolo ruotare, nel frattempo ansimava, continuava a baciarmi e leccarmi i piedi, quando lo tirai fuori si fiondò immediatamente a ripulirmelo.

Eravamo entrambi esausti e dopo esserci fatti la doccia mi chiese di poter dormire con me, il letto era abbastanza grande ed acconsentii.

La mattina successiva qualcuno bussò alla mia porta, mi alzai assonnato e chiesi chi fosse, era Alessia, mi ero scordato che ci eravamo accordati per una corsa insieme.

– “Non ti ho visto arrivare dove ci eravamo accordati e sono venuta da te, sei pronto?”.

Feci segno a Simona di andare in bagno, intanto presi tempo.

– “Scusa ma non mi è suonata la sveglia, indosso qualcosa e ti apro…”;

– “Ok, fai pure con calma.”.

Indossai un paio di pantaloncini corti ed aprii la porta:

– “Scusami tanto Alessia, mi cambio ed andiamo, entra…”;

– “Non ti sembra di esagerare invitandomi ad entrare in camera tua?”;

– “Mi dispiace farti aspettare fuori, però se preferisci…”;

– “Stavo scherzando, spero di potermi fidare, non mi salterai addosso spero.”;

– “Dipende…”.

Sorrise in maniera intrigante, arrossì vistosamente ed entrò tenendo gli occhi bassi.

– “Scusa per il casino…”;

– “Che bella la tua camera, la nostra è molto più piccola e siamo in due, hai fatto la lotta nel letto stanotte?”; 

– “Devo aver sognato te e mi sono agitato…”;

– “Che stupido, se avessi sognato me deve essere stato movimentato come incontro a giudicare da come l’hai ridotto…”;

– “Se avessi sognato te sarebbe stato un bellissimo sogno…”.

Sorrise nuovamente arrossendo, mi hanno sempre fatto impazzire le ragazze timide, mi avvicinai e senza dire niente misi un braccio attorno ai suoi fianchi tirandola a me, avevo il cazzo durissimo, lo sentii premere contro di lei, mi guardò con i suoi meravigliosi occhioni e sorrise nuovamente, ci baciammo in maniera dolce, mi abbracciò stretto a se mentre le sue mani si infilarono sotto la mia maglietta graffiandomi leggermente la schiena, cercai di fare lo stesso anch’io ma si fermò ed allontanandosi leggermente sussurrò:

– “Vai a cambiarti Gianluca…”;

– “Ho fatto qualcosa di sbagliato?”;

– “Non hai fatto niente di male, sono io che non sono ancora pronta ad andare oltre, ti chiedo scusa, anzi ti aspetto fuori ok?”;

– “Ok, faccio in un attimo…”.

Uscì dalla porta guardandomi intensamente, mi faceva impazzire quella ragazza, Simona uscì ridendo dal bagno.

– “Te l’ha fatta solo annusare la tipa, avrai il cazzo che ti esplode nelle mutande, se vuoi te lo faccio sfogare io.”;

– “Sono cazzi suoi se non se la sente, non tutte sono troie come te, adesso mi cambio e vado a correre, farò finta di chiudere la porta a chiave, aspetta che ci siamo allontanati e poi mettila sotto la fioriera qui davanti, guai a te se ti fai vedere capito?”;

– “Ok, scusa, non te la prendere stavo scherzando.”.

Mi cambiai velocemente ed uscii raggiungendo Alessia senza aggiungere altro, raggiungendola poco dopo, quando mi vide era visibilmente scossa.

– “Scusami per prima Gianluca, sono un po’ stupida lo so…”;

– “Non sei stupida, sei così dolce, hanno un sapore buonissimo le tue labbra…”;

– “Anche le tue sai?”.

Mi prese per mano e cominciammo a correre, il posto era incantevole, la giornata calda ma non afosa, lei bellissima, in forma e davvero molto rapida, non giocando più a calcio avevo rallentato gli allenamenti ed onestamente facevo fatica a tenere il suo ritmo, cercai di non farglielo notare. Rallentammo il ritmo dopo una buona mezz’ora per fortuna, concedendoci una pausa, il top bianco che indossava era sudato e si vedevano le aureole dei seni ed i capezzoli, notò che la stavo guardando e sorrise, si avvicinò e mi baciò, senza dire una parola, questa volta in maniera più decisa ed intensa, poi senza aggiungere altro mi riprese per mano e ricominciammo a correre.

Terminammo dopo un’altra mezz’oretta fermandoci davanti alla sua camera, dopo aver ripreso fiato disse:

– “E’ stato un bell’allenamento, grazie, lo rifacciamo domani?”;

– “Non so se lo reggo tutti i giorni, sei molto in forma, sono un po’ appannato da quando ho smesso di giocare a calcio, magari facciamo a giorni alterni ok?”;

– “Non credo che hai avuto tutte queste difficoltà, sei parecchio in forma anche tu, direi una gran bella forma…”.

Arrossi vistosamente, poi aggiunse:

– “Ci vediamo dopo in spiaggia ok?”.

Ci salutammo con un bacetto sulle labbra, eravamo entrambi sudatissimi, prima di chiudere la porta mi lanciò uno sguardo così intenso che mi restò impresso nella mente, ero convinto mi desiderasse ma non volesse cedere alla tentazione e lasciarsi andare fino in fondo.

Le mie previsioni erano prossime ad avverarsi, passammo la giornata insieme soli, nel pomeriggio, mentre eravamo in spiaggia a chiacchierare fece il passo decisivo che aspettavo, avevo deciso di non forzarle la mano, la tensione era salita così tanto che cedette di schianto, si alzò dal lettino con fare deciso, mi guardò negli occhi con molta passione, avevo lo schienale sollevato quasi ad esser seduto, si sedette su di me baciandomi con estrema passione, d’istinto strinsi con le mani il suo sedere, spinse per sentire la mia eccitazione, era durissimo, senza preoccuparsi delle persone intorno a noi cominciò a ruotare il bacino per sentirlo meglio, mi sorprese molto la sua iniziativa. Ci baciammo a lungo, mi prendeva con decisione dietro la nuca senza lasciarmi respirare, un bacio travolgente, passionale, deciso, esattamente come piace a me. Sollevò la schiena dopo qualche minuto, spostò i capelli che le erano scesi sul viso e si morse il labbro inferiore in maniera sensualissima, sentivo la figa sul mio cazzo, la guardai ed esclamai:

– “Wow…”.

Sorrise, arrossì vistosamente e poi rispose:

– “Non ce la facevo più…”;

– “Anch’io Alessia, non aspettavo altro sai?”;

– “Lo so…devi solo darmi tempo, sono sincera Gianluca, mi piaci molto, moltissimo, però ho bisogno di tempo, spero che questo non ti allontani da me…”;

– “Non credo proprio, adesso che mi hai baciato in questo modo non ti lascio di certo scappare…”.

Arrossì nuovamente e scese dal lettino, guardò il mio cazzo duro sotto al costume, sorrise e mi baciò delicatamente sulle labbra, poi tornò a sedersi sul suo, la guardai senza dire una parola, quella ragazza mi piaceva un sacco ed il fatto che non si concedesse faceva aumentare il desiderio di averla.

Tornammo in camera verso le 18,00 dandoci appuntamento per la cena, appena entrato sentii bussare alla porta, era Simona.

– “Ti sei divertito oggi?”;

– “Si molto e tu?”;

– “Queste vacanze sono uno schifo, mi manchi durante la giornata, Paolo è una noia mortale, oggi un tizio in spiaggia mi ha abbordata, carino, giovane e si intravvedeva dal costume che è messo molto bene…”;

– “Bene, scopatelo allora, così ti divertirai.”;

– “Non mi frega niente di lui, voglio te…”;

– “Sai che mi puoi avere quando vuoi, provane un altro, magari è più bravo di me.”;

– “Mi stai praticamente buttando nel letto di un altro, non ti frega niente di me vero?”;

– “Non è così lo sai, semplicemente ho altre mire in questo momento…”;

– “Anche volendo non potrei comunque, mi è venuto il ciclo.”;

– “Che problema c’è scusa, hai gusti che ti portano ad ovviare a questo problema…”;

– “Il mio culetto è solo tuo lo sai…”;

– “Te lo ricordi? Bene, volevo metterti alla prova.”;

– “Io sono solo tua Gianluca, per me è sempre così…”.

Si avvicinò baciandomi con estrema passione, la sua mano scivolò sul cazzo, avevo voglia, ero eccitato a mille per Alessia, la desideravo ma non la potevo avere, decisi che dovevo sfogarmi, sollevai di peso Simona buttandola con la faccia contro il muro, presi i polsi e le feci alzare le braccia, spostai il costume di lato e la inculai senza la minima esitazione, sorrideva con la faccia al muro gemendo di piacere, stava avendo quello che voleva, non durai moltissimo, dopo qualche minuto la feci inginocchiare e mi segai sul suo viso schizzandola abbondantemente, si ripulì con cura ingoiando tutto come suo solito, poi mentre stava ancora leccando disse:

– “Eri eccitatissimo…”;

– “Già…”;

– “Merito di Alessia oppure mio?”;

– “Merito di entrambe.”;

– “Capisco…”.

Mi congedai da lei preparandomi per la serata, volevo essere al meglio per la cena con Alessia. Ci eravamo dati appuntamento di fronte alla sua camera per le 20,30, la aspettai seduto sul bordo di una fontana, la porta si aprì poco dopo, quando la vidi restai a bocca aperta, era bellissima, solitamente non si vestiva in maniera vistosa, sempre molto sobria e casual, quella sera invece indossava un abitino nero molto sexy, fasciava il suo meraviglioso corpo fino ai fianchi, per poi allargarsi leggermente nella parte inferiore, cortissimo, una generosa scollatura lasciava intravvedere i suoi seni, era senza calze e con paio di sandali aperti neri, i capelli sciolti sulle spalle ed il viso poco truccato, si avvicinò con passo sicuro e sensuale guardandomi sorridendo, credo che il mio viso lasciasse trasparire tutta l’ammirazione nei suoi confronti, mi alzai andandole incontro e quando fummo abbastanza vicini dissi:

– “Quanto sei bella…”;

– “Adulatore…”;

– “Dico quello che penso Alessia, sempre, sei bellissima…”.

Sorrise e mi baciò dolcemente, aveva un profumo che mi faceva impazzire, non glielo avevo mai sentito addosso, le annusai il collo, notai la pelle d’oca sulle sue braccia, ebbe un fremito e si allontanò leggermente.

– “Mi fai tremare così…”;

– “Profumi di buono…”;

– “Ti piace?”;

– “Moltissimo, non te lo avevo mai sentito addosso.”;

– “Me lo ha prestato Giorgia, ha detto che ti sarebbe piaciuto, aveva ragione allora.”;

– “In effetti mi piace molto, così come mi piaci tu…”;

– “Ha detto anche che dovrei lasciarmi andare con te, però non capisco perchè te lo sto confidando…”;

– “Dimmelo tu…”;

– “Forse perchè lo desidero…ti desidero…”.

Arrossì vistosamente e si mise una mano davanti alla bocca.

– “Ma cosa sto dicendo?”;

– “Stai dicendo quello che pensi spero…”;

– “Beh…si, lo penso…”.

Senza aggiungere altro mi avvicinai maggiormente, feci passare un braccio attorno alla sua vita tirandola con forza verso me e la baciai con passione, accettò volentieri il gesto assecondandomi, quel bacio fu travolgente, intenso, sensualissimo, le sue braccia mi stringevano forte, le nostre lingue si intrecciavano una all’altra, scesi con una mano sul suo sedere stringendoglielo forte, era duro come il marmo, mi prese per la nuca, si staccò baciandomi il collo ed ansimando sul mio orecchio sussurrò:

– “Questo si che è un bacio…”;

– “Concordo, ne voglio un altro però…”.

Mi guardò negli occhi, luccicavano come due fanali nella notte, ci baciammo nuovamente, poi mi prese per mano ed andammo al ristorante. Passammo la serata a chiacchierare, era intelligente e spiritosa, si stava sciogliendo ed il suo imbarazzo lasciava spazio al suo modo di essere, era piacevole parlare con lei dei più svariati argomenti, notai Simona che mi guardava con il volto visibilmente infastidito, era nervosa, come suo solito si stava sfogando con Paolo apostrofandolo in continuazione.

Dopo cena andammo a farci una passeggiata intorno al villaggio, la desideravo ed anche lei sapevo altrettanto, però avevo paura di perderla forzandole la mano, mi aveva chiesto tempo, non ne avevamo moltissimo, la vacanza non era poi così lunga, mentre eravamo seduti su un muretto ad ammirare il mare, ci guardammo entrambi negli occhi e senza aggiungere altro ci baciammo appassionatamente, a lungo e molto intensamente. Poco dopo istintivamente infilai una mano sotto la sua gonna accarezzandole le cosce, erano lisce e sode, assecondò il mio gesto aprendole arrivai alla sua figa, aveva le mutandine fradice, sentivo che i suoi umori avevano intriso il tessuto così tanto da renderlo praticamente zuppo, allungò una mano e mi strinse forte il cazzo dopo averlo accarezzato in tutta la sua lunghezza, la volevo, la desideravo moltissimo, scostai il sottile tratto di stoffa che la copriva e passai le dita in mezzo alle sue grandi labbra, gemette immediatamente slacciandomi la zip dei jeans, infilai un dito, colava talmente tanto che dopo pochi movimenti avevo la mano così tanto bagnata da sentir colare umori. La masturbai a lungo, mi tirò fuori il cazzo dalla patta e lo segò per tutto il tempo, ebbe un orgasmo poco dopo, mi afferrò fortissimo per il collo baciandomi ed ansimando, poi si abbassò e me lo prese in bocca con estrema voracità, le sue labbra erano bollenti, insalivava l’asta in maniera straordinaria, ci sapeva fare davvero, la guardai mentre lo succhiava e dissi:

– “Alessia ti voglio…”;

– “Questo è il massimo che mi sento di fare, accontentati…”.

Cominciò a succhiarlo e segarlo in maniera velocissima, voleva farmi evidentemente venire in fretta, in quel momento non c’era nessuno ma il rischio che arrivasse qualcuno era alto, poco dopo la avvisai che ero al limite, lo tolse dalla bocca continuando a segarlo, sborrai moltissimo, mi guardò negli occhi, poi si alzò e sussurrò:

– “Scusa se non sono andata oltre, già ho fatto più di quello che credevo, spero che non ti sei arrabbiato…”;

– “Perchè dovrei? Sei stata grande…”;

– “Non per vantarmi ma so fare molto meglio, devi solo darmi tempo, ti desidero tanto anch’io Gianluca ma qualcosa mi blocca, penserai che sono una stupida ma non riesco a lasciarmi andare, spero tu lo capisca…”;

– “Tranquilla, non devi giustificarti…”;

– “Mi piaci tanto Gianluca, paradossalmente è questo che mi blocca maggiormente, ho paura di prendere un’altra fregatura, di restare nuovamente scottata, perdona la sincerità…”;

– “Apprezzo le persone sincere, mi piaci molto anche te Alessia, non devi preoccuparti, non voglio ne illuderti ne costringerti a fare niente che non ti senti, lasciamo che le cose vadano per la loro strada, non abitiamo molto distanti, potremmo continuare a vederci anche quando saremo rientrati, godiamoci questi giorni insieme ok, senza programmare niente.”;

– “Sono d’accordo, grazie della comprensione.”.

Ci baciammo ancora a lungo, mi piaceva moltissimo quella ragazza, mi stava pian piano facendo tornare una persona maggiormente equilibrata, stavo proprio bene con lei.

 

Continua…

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