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La mia esperienza con una coppia cuckold – Capitolo 51

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Capitolo 51 

 

Quella sera rientrai in camera tardissimo, feci fatica ad addormentarmi, ripensavo ad Alessia, ero ancora talmente eccitato che fu difficile rilassarmi.

Dimenticai di puntare la sveglia, mi svegliò Simona bussando alla porta, mi alzai e la feci entrare, era bellissima, indossava un costume da bagno ed un vestitino leggerissimo e trasparente, appena entrata di volò letteralmente al collo baciandomi, la rifiutai.

– “Sono in ritardo Simona, devo fare colazione con Alessia…”;

– “Non hai tempo per me? Facciamo in fretta dai…”;

– “No davvero, non mi piace arrivare in ritardo…”;

– “Ho voglia di te Gianluca, mi stai trascurando…”;

– “Verranno tempi migliori Simona…forse.”;

– “Ti sei stufato di me, ammettilo…”;

– “Senti, devo andare, ne parliamo un’altra volta.”.

In quel momento sentii bussare alla porta, era Alessia.

– “Hey dormiglione ci sei??”.

Feci un cenno a Simona di andarsene, aprii la porta e la invitai ad uscire.

– “Ci vediamo in spiaggia sorellina, a dopo.”.

Appena uscì dalla camera invitai Alessia ad entrare.

– “Scusami ma non mi è suonata la sveglia, se non veniva Simona sarei ancora a letto”.

Sorrise e mi baciò dolcemente, poi si sedette sul letto e disse:

– “Fai la doccia al mattino di solito?”;

– “Di solito prima di dormire, la mattino raramente, perchè?”;

– “Curiosità…quindi ti vesti ed andiamo?”;

– “Se mi dai due minuti sono pronto, il tempo di lavarmi faccia e denti ed arrivo.”;

– “Ti aspetto qui se non ti spiace…”;

– “Figurati, vado in bagno a cambiarmi allora…”;

– “Ti vergogni a spogliarti davanti a me?”;

– “Assolutamente no…”.

Andai a lavarmi i denti, lasciai la porta del bagno aperta, nel corridoio c’era uno specchio e dalla mia posizione potevo vederla, notai con estremo stupore che aveva le gambe aperte e si era infilata una mano sotto il gonnellino, si stava toccando, era evidente che provasse piacere perchè la vedevo mordicchiarsi il labbro…si stava masturbando sul mio letto, mi diventò così duro che lo sentivo scoppiare nelle mutande. La osservai per alcuni minuti, non accennava a smettere, anzi aumentò il ritmo, ogni tanto chiudeva e stringeva le gambe, quasi come stesse provando parecchio piacere…si leccava le labbra e guardava in direzione del corridoio, mi sfilai la maglietta restando in mutande, tolsi le ciabatte e silenziosamente uscii dal bagno, quando mi vide tolse la mano da in mezzo alle sue gambe ed arrossì vistosamente, avevo il cazzo durissimo, il suo sguardo cadde proprio lì, sollevò lentamente gli occhi e mentre mi avvicinavo a lei dissi:

– “Perchè ti sei fermata?”;

– “Mi stavi guardando?”;

– “Si…”.

Mi fermai davanti a lei, sorrise, mi accarezzò la pancia ed i fianchi con le unghie, i suoi occhi erano luccicanti, avevo il respiro affannato, le accarezzai il viso, assecondò il gesto chiudendo gli occhi, mi sfilò gli slip guardandomi fisso negli occhi, li fece cadere a terra, li scalciai via, aprì leggermente la bocca e leccò la punta, fece girare la lingua attorno alla cappella, lo prese in bocca lentamente arrivando fino in fondo, la spinsi leggermente tenendola giù, poi la lasciai fare da sola, socchiuse la bocca e stringendo con le labbra percorse più volte l’asta insalivandola abbondantemente, stavo impazzendo, la desideravo troppo, cominciò un pompino straordinariamente sensuale, lento e delicato, infine mi guardò e sussurrò:

– “Voglio far l’amore con te Gianluca…adesso…”;

– “Non aspettavo altro Alessia…”;

– “Lo so…sono pronta adesso…”.

La feci coricare pancia in su sul letto, delicatamente le sfilai il vestitino, slacciai il reggiseno e sfilai le mutandine del costume, era lì, nuda davanti ai miei occhi, sentivo le vene del cazzo pulsare come poche altre volte mi era successo, stavo quasi per scoppiare, senza averla ancora penetrata, il pompino era stato meraviglioso ma non abbastanza per il mio standard, mi coricai su di lei baciandola, mi stringeva con le gambe e mi abbracciava forte, avevo il cervello in panne, quella ragazza mi piaceva davvero tantissimo. Ci baciammo a lungo, leccai il suo lungo collo, i lobi delle orecchie, gemeva eccitata e sentivo il desiderio nei suoi sospiri, scesi sui seni, erano sodi e perfetti, i capezzoli inturgiditi, era finalmente convinta di lasciarsi andare e la volevo. Leccai e succhiai i capezzoli, accarezzandole i seni, mi accarezzava i capelli e gemeva in continuazione, scesi sul ventre, ebbe un fremito, vidi la pelle d’oca ovunque, scesi evitando di arrivare alla sua profumata figa, leccai il linguine, restai stupito nel vedere quanto stesse colando, aveva le cosce fradice, si passò un dito sul clitoride e la guardai mentre se lo portava alla bocca succhiandolo, leccai le sue cosce, i suoi umori erano dolci, la guardai, sorrise con le guance arrossate e sussurrò:

-“Lo vedi quanto colo per te…mi fai questo effetto…”;

– “Sei meravigliosa…”.

Leccai il clitoride delicatamente, ebbe un sussulto, il ventre si contrasse e si cominciò a toccare i seni con entrambe le mani, inarcò la schiena e poi sprofondò di colpo sul materasso gemendo, passai la lingua in mezzo alle sue grandi labbra, avevo la bocca piena dei suoi umori, sussurrai:

– “Ma quanto sei bagnata?”;

– “Da morire, sto impazzendo Gianluca scusami…”;

– “Scusa di cosa? Non ne sprecherò una goccia tranquilla…”.

Leccai a lungo la sua meravigliosa fighettina, gemeva fortissimo, parlava in continuazione dicendo che le piaceva, di non fermarmi, che la facevo impazzire, non immaginavo fosse così “rumorosa”, invece era un fiume in piena, si muoveva tantissimo, facevo quasi fatica a tenerla ferma, continuava a bagnarsi senza sosta, quando infilai un dito dentro ebbe un orgasmo, le gambe le tremarono, il ventre si contrasse ed inarcando la schiena mi tirò verso di lei, mi sollevò la testa invitandomi a coricarmi su di lei, mi baciò appassionatamente e poi disse:

– “Ti prego Gianluca scopami!”.

Mi fece coricare sulla schiena, mi cavalcò, si mise seduta su di me con i piedi sul materasso, sollevò leggermente il culo e si penetrò con estrema decisione, lo fece scendere fino in fondo ruotando il bacino, poi cominciò a cavalcarmi in maniera straordinariamente vigorosa, la ragazza timida e dolce che era stata fino a pochi minuti fa si era trasformata in una furia, appoggiò le mani sulle mie gambe, inarcò la schiena saltando come una puledra impazzita sul mio cazzo, la guardavo stupito e favorevolmente sorpreso da così tanta foga, le stimolavo il clitoride, sembrava in trance, non accennava a diminuire il ritmo, dopo pochi minuti sentii che stavo per scoppiare, la feci scendere e mettere a pancia in giù, le baciai la schiena, il sedere, leccai il suo buco del culo, era stretto, secondo me non era stato mai usato, fece scivolare le ginocchia sotto il suo ventre e si mise a pecorina, la feci indietreggiare fino al limite del letto, mi piazzai in piedi dietro di lei e la penetrai, la presi per i fianchi e cominciai a scoparla forte, molto forte, si stimolava il clitoride con una mano, dopo pochi affondi ebbe un altro orgasmo, si girò verso di me con il viso guardandomi stravolta, ero al limite anch’io, lo estrassi e schizzai in maniera abbondantissima, arrivai a sporcarle i capelli, aveva la schiena completamente ricoperta del mio sperma, appoggiai un piede sul letto e lo avvicinai alla sua bocca, lo leccò e succhiò ripulendolo, poi mi buttò con la schiena sul letto e si coricò su di me baciandomi, avevamo entrambi il fiatone ma appagati e felici.

– “E’ stato fantastico Gianluca, credo che mi sto innamorando di te, ti sembrerà stupido, ci conosciamo da così poco…”;

– “Non è stupido Alessia…”;

– “E’ stupido invece, non so nemmeno chi sei, ma mi piaci così tanto…”;

– “Sono un ragazzo che ti piace e desidera, sei così dolce…”;

– “Sono fatta così, mi innamoro facilmente, scusami…”.

Continuammo a baciarci, sentirmi dire quelle parole mi fece tornare in mente Roberta, la dolcezza con quale me lo diceva era la stessa, avevo il cervello in fiamme, mi sentivo bene ma anche soffocare, una sensazione strana da descrivere.

Eravamo sporchi e sudati, andò a farsi la doccia, mentre si rivestiva la feci anch’io e poi andammo in spiaggia, incontrammo Giorgia, la sua amica, con un gruppo di ragazzi che stavano giocando a beach volley, appena la vide ci corse incontro, guardò l’amica e sorridendo disse:

– “Era ora che arrivaste voi due, ma dove eravate finiti?”;

– “Scusa abbiamo fatto tardi, colpa di Gianluca che era ancora a letto.”;

– “Avete fatto sesso voi due ammettilo!”;

– “Ma cosa dici? Piantala stupida!”;

– “Siete dei maiali voi due!”.

Si abbracciarono ridendo come matte, poi si avvicinò a me ed esclamò:

– “Ne aveva bisogno e da come sorride l’hai fatta proprio divertire, bravo!”.

Nei pressi c’era anche Simona, aveva assistito a tutta la scena, si allontanò arrabbiatissima con passo spedito, sparendo tra gli ombrelloni, passammo il resto della mattinata con gli altri e poi andammo a pranzo.

Dopo pranzo andammo in camera mia, durante il tragitto i nostri occhi si cercavano, sapevamo benissimo che non ci saremmo tornati per riposare, appena chiusa la porta la appiccai al muro, la spogliai completamente baciandola ovunque, le sollevai le braccia tenendogliele bloccate e la baciai con passione sul collo, sui seni, il suo corpo statuario era tutto un fremito, quando scesi a leccarla in mezzo alle cosce era così bagnata che un rigagnolo di umori scendeva sulle cosce, lo leccai fino ad arrivare alla sua figa grondante, quanto si bagnava quella ragazza, dopo averla leccata a lungo mi prese per i capelli sollevandomi il viso, guardandomi eccitatissima sussurrò:

– “Scopami Gianluca!”.

Mi alzai, la sollevai facendole appoggiare la schiena al muro, con le gambe mi circondò i fianchi abbracciandomi, lo infilai dentro e cominciai a scoparla forte, molto forte, ogni affondo la faceva sbattere con violenza contro la parete ma non si lamentava, anzi gemeva e mi incitava a farlo più forte, pregando di non fermarmi. Presi fiato dopo qualche minuto, la appoggiai a terra, si inginocchiò immediatamente e lo prese in bocca, era bravissima, le sue calde labbra scorrevano sull’asta in maniera sensualissima, lo stringeva tra le labbra con la giusta forza per stimolarlo in modo particolare, penso sia stata una delle più brave nel farlo. Se lo sbatteva sul viso e lo faceva scorrere sulle guance accarezzandolo, i suoi magnifici occhi verdi luccicavano dall’eccitazione.

– “Quanto sei bella Alessia…”.

Sorridendo lo riprese in bocca e continuò per qualche minuto, poi si alzò, mi prese per mano accompagnandomi sul letto, si inginocchiò sul materasso, si mise a pecorina e guardandomi sussurrò nuovamente:

– “Scopami Gianluca!”.

La presi per i fianchi e la penetrai, stavolta la scopavo piano, in modo lento e profondo, accompagnava ogni affondo spingendo con il culo verso di me, vedevo il suo buchetto dilatarsi leggermente, mi bagnai con la saliva un pollice e lo cominciai a passare attorno e lentamente infilai la prima falange, si bloccò stringendo un po’ le chiappe, si girò e disse:

– “Li no Gianluca…”.

Lo tolsi senza risponderle e ricominciai a scoparla, quella mossa non l’aveva chiaramente gradita, sentivo di averla infastidita, lo sfilai e mi coricai sul letto, invitandola a venire su di me, si sedette sul mio cazzo penetrandosi, mi guardò e disse:

– “Scusami ma non mi piace li, ok?”;

– “Tranquilla, scusami te…non volevo…”;

– “Stavo venendo, dovrai ricominciare adesso…”;

– “Scopati da sola…”;

– “Lo sto facendo, adesso paghi pegno!”.

Si allungò bloccandomi i polsi e sollevandomi le braccia, poi cominciò a danzare in maniera velocissima, dopo qualche minuto stavo scoppiando, lo intuì e ad alta voce disse:

– “Vienimi dentro Gianluca, sto godendo anch’io!”.

Sborrai dentro di lei e contemporaneamente ebbe l’orgasmo, non si fermò, sentivo il mio sperma colare mischiato ad i suoi abbondanti umori, era scatenata, non accennava a fermarsi, aveva il viso stravolto ma sorridente, la lasciai fare e quando si fermò sussurrò:

– “Adesso siamo pari.”.

Si coricò su di me e ci baciammo a lungo, senza dire una parola.

Dopo esserci fatti la doccia andammo in spiaggia, terminando la giornata insieme agli altri.

Quando tornai in camera a prepararmi per la cena ricevetti l’ennesima visita di Simona, era scura in volto, sembrava avesse pianto, chiusi la porta e mi volò al collo baciandomi, la assecondai contraccambiando, appena scese con la mano sul mio cazzo la bloccai e le dissi:

– “Simona, no…”;

– “Gianluca ho bisogno di te…”;

– “Davvero Simona, non ne ho voglia adesso…”;

– “Eh già, adesso vuoi solo Alessia, io non conto più un cazzo!”;

– “Senti, dobbiamo prenderci una pausa, ho bisogno di una donna tutta mia Simona, non mi sta più bene questa situazione.”;

– “Quindi? Cosa vorresti dirmi?”;

– “Voglio dirti che è finita Simona…mi sono spiegato?”;

– “Quindi è bastato conoscere una troietta a caso e vuoi chiudere con me?”;

– “Prima cosa Alessia non è una troietta, seconda cosa la nostra storia è chiusa da tempo se non te ne sei accorta, basta Simona, discorso chiuso, ognuno per la sua strada ok?”.

Cercò di darmi una sberla ma le bloccai la mano, scoppiò a piangere, ho sempre odiato veder piangere una donna, mi abbracciò ed aggiunse:

– “Gianluca non posso rassegnarmi a perderti, ti amo lo capisci?”;

– “Non è amore Simona, non può esserlo…”;

– “Non può esserlo per te…ti assicuro che sono innamorata persa di te, dovrei odiarti per come ti sei comportato dopo aver perso Roberta, invece ti ho assecondato, ti ho accudito nel momento in cui ne avevi bisogno, cosa devo fare di più con te?”;

– “Tutto quello che hai fatto lo hai fatto anche per te stessa, non solo per me, non essere ipocrita, lo sappiamo entrambi che il nostro non è mai stato amore ma solo passione, perversione e sesso…”;

– “All’inizio si Gianluca, comunque sono d’accordo con te, prendiamoci una pausa, dopo questa vacanza tornerò a casa con Paolo, tu farai quello che vuoi e vediamo cosa succederà, ok?”;

– “Appena ritornati a casa libero l’appartamento e ti restituisco l’auto.”;

– “Quello no, è roba tua, non lasciare le tue cose, la nostra è solo una pausa giusto?”;

– “Non voglio essere un vostro mantenuto Simona, potete riprendervi tutto!”;

– “Non sei un mantenuto, dai ti prego, ripensaci su queste cose, non devi lasciare il nostro appartamento…ti prego.”;

– “Ne riparleremo, ora scusami ma devo prepararmi per andare a cena.”.

Ci salutammo, era tornata più serena, almeno per il momento, quello più combattuto ero io, volevo prendermi una pausa da lei e coltivare quello che stava nascendo con Alessia, però continuava a piacermi, staccarsi completamente non era il mio vero desiderio, mi sentivo comunque legato a lei, indipendentemente dal fatto che avessi i miei benefits era una donna alla quale risultava difficile rinunciare, ci avrei pensato, inoltre non avevo intenzione di tornare dai miei, mi ero abituato ad avere la mia intimità ed indipendenza, arrivai alla conclusione che mi sarei tenuto tutto, in fin dei conti non potevo sapere come sarebbe andata con Alessia e non volevo nemmeno separarmi del tutto da Simona.

Mi preparai ed andai a bussare alla porta di Alessia, incrociai Giorgia che stava andando verso la zona ristoranti con degli altri ragazzi e disse:

– “Non è ancora pronta Alessia, era ancora davanti allo specchio, mi sa che farete tardi…”.

Mi incuriosì il modo in cui lo disse ma non ci feci caso più di tanto, la salutai ed arrivai alla porta della sua stanza poco dopo, bussai e sentii la sua voce che diceva:

– “Entra Gianluca, la porta è aperta…”.

Entrai e vidi un tavolino apparecchiato in mezzo alla loro stanza con due calici contenenti degli aperitivi ghiacciati e delle tartine, chiusi la porta alle mie spalle e chiesi:

– “Ma…cosa significa?”.

Uscì dal bagno Alessia con un completino intimo da mascella slogata; reggiseno di pizzo nero che sollevava i suoi seni in maniera davvero spettacolare, perizoma in coordinato sgambatissimo, autoreggenti a rete fine con riga dietro sostenute da un reggicalze in pizzo, sandali neri legati sulle caviglie ed una sottoveste trasparente lunga che lasciava intravvedere il tutto, capelli sciolti sulle spalle e trucco leggero, era visibilmente emozionata, un sorriso intimidito le illuminava il viso rendendola ancora più eccitante, feci segno di farsi vedere meglio, fece un giro se stessa ed esclamai:

– “Ma quanto sei bella?”.

Arrossì vistosamente, il sangue mi ribolliva nelle vene, allungai una mano per farla venire verso di me, mi accomodai sulla sedia, la feci sedere sulle mie gambe e la baciai, sentivo il suo respiro carico di eccitazione ed il calore del suo magnifico corpo, respirai, le presi il viso tra le mani guardandola negli occhi, la accarezzai e quando arrivai sulla sua bocca mi baciò il dito, lo passai sulle sue labbra, le aprì leggermente leccandolo.

– “Gianluca…”;

– “Cosa?”;

– “Mi sono innamorata di te…”;

– “E’ presto per dirlo…”;

– “Mi sono innamorata di te…perdutamente, piaciuta la sorpresa?”.

Non le risposi, non provavo ancora per lei quel sentimento e non volevo mentirle solo per scoparla, ero partito con il presupposto di rispettarla, la baciai nuovamente, un bacio lungo ed appassionato, notai su uno dei due letti dei foulard.

– “Mi prendi quei due foulard per cortesia?”;

– “Cosa te ne fai?”;

– “Voglio fare una cosa.”.

Si alzò e li andò a prendere, la guardai e le dissi:

– “Ti fidi di me?”;

– “Certo che mi fido di te…”.

La feci sedere nuovamente sulle mie ginocchia e le bendai gli occhi.

– “Ma cosa stai facendo?”;

– “Shh…lasciami fare…”.

Fatto quello la feci inginocchiare a terra, le sfilai la sottoveste, presi le sue braccia e gliele feci mettere dietro la schiena legandole i polsi con l’altro foulard, notai subito che aveva aumentato il ritmo della respirazione, le girai intorno un paio di volte per farle sentire la mia presenza, senza farle capire esattamente cosa intendessi fare, poi mi misi a sedere, presi in mano il bicchiere con l’aperitivo bevendone qualche sorso, restava inginocchiata in attesa di un mio gesto, agitai il bicchiere, sentiva il rumore dei cubetti di ghiaccio e si guardava intorno per capire cosa stessi facendo, ne presi uno, lo succhiai e lo avvicinai alle sue labbra, fece un leggero scatto indietro con la testa, poi intuendo cosa fosse aprì leggermente la bocca, lo feci passare sulle sue labbra, tirò fuori la lingua e lo leccò, notai la pelle d’oca sulle sue braccia, si stava eccitando. Passai il cubetto sulle mie labbra e le avvicinai alla sua bocca, me le leccò, la baciai delicatamente, poi le feci passare un dito, lo prese in bocca succhiandolo e sussurrò:

– “Mi stai facendo impazzire…”;

– “Shh…lo so…”.

Feci colare delle gocce sul suo petto…poi le leccai, cominciò a gemere, le scostai i capelli baciandole il collo.

– “Gianluca cosa mi stai facendo?”;

– “Shh…”;

– “Scusa, mi piace molto…”;

– “Shh…lo so…”.

Le slacciai il reggiseno, adesso la pelle d’oca comparve sulla schiena e sul suo meraviglioso culetto, passai il cubetto di ghiaccio attorno ai capezzoli, erano già turgidi ma quando sentì il freddo si alzarono ancor di più, adesso gemeva in maniera sempre maggiore, passai la lingua attorno, si leccava le labbra in continuazione, quel gioco la eccitava tantissimo, si percepiva benissimo, avvicinai il cubetto di ghiaccio nuovamente alla sua bocca e glielo infilai dentro, ormai era diventato piccolo, lo fece girare al suo interno e lo ingoiò poco dopo mentre ero passato a baciarle le spalle e la schiena.

– “Gianluca ti prego…”;

– “Ti prego cosa?”;

– “Liberami le mani voglio abbracciarti.”;

– “Shh…deciderò io quando potrai farlo…”;

– “Scusa…”;

– “Ti stai bagnando vero piccola?”;

– “Dai mi vergogno…”;

– “Tanto lo so che è così…”;

– “Si mi sto bagnando tantissimo lo ammetto, mi piace quello che stai facendo…”.

Le baciai a lungo le braccia, le spalle, il collo, succhiai i lobi delle orecchie, gemeva molto continuando a ripetere che le piaceva moltissimo quello che stavo facendo, era naturalmente predisposta a questo tipo di gioco, la vedevo coinvolta ed eccitata in maniera davvero profonda. Mi alzai in piedi e mi fermai davanti al suo viso, con il cazzo davanti alla sua bocca.

– “Gianluca dove sei?”;

– “Sono in piedi davanti a te, hai il mio cazzo davanti alla bocca Alessia…”.

Senza rispondere si avvicinò con la testa, sentendo che indossavo ancora i pantaloni cercò con le labbra di toccarlo, poi passò la lingua sul tessuto gemendo, quel gesto mi fece eccitare moltissimo, galvanizzato da questa cosa dissi:

– “Lo vuoi Alessia?”;

– “Oh si, lo voglio in bocca…”;

– “Te lo dovrai guadagnare…”;

– “Cosa devo fare per averlo?”;

– “Devi chiedere per piacere…”;

– “Gianluca ti prego mettimelo in bocca…”.

Arrossì vistosamente, era imbarazzata ma eccitata nello stesso momento, slacciai lentamente la cintura, sentendone il rumore cominciò a leccarsi le labbra nervosamente, sbottonai i jeans e tirai giù la zip, mi sfilai le scarpe, i pantaloni e gli slip, rimettendomi davanti a lei ad avvicinando il cazzo alla sua bocca, appena percepì di averlo alla sua portata fece un gesto inaspettato che mi fece letteralmente ribollire il sangue nelle vene, si appoggiò con la guancia e strusciò il viso come una gattina quando fa le fusa, lo faceva con una dolcezza ed una sensualità mai viste, sorrise e lo leccò partendo dalla base, risalendo fino alla cappella più volte, poi si abbassò e prese in bocca le palle insalivandole.

– “Quanto sei dolce Alessia…ti piace vero?”;

– “Non so nemmeno cosa sto facendo Gianluca, mi hai fatto perdere la testa, non ho mai fatto una cosa del genere…”;

– “Perchè nessuno ti ha mai fatto provare queste sensazioni tesoro…”;

– “E’ vero, ti prego dimmi che sono brava…”;

– “Oh si, per il momento sei stata brava ma te lo dirò alla fine se ti sei meritata di averlo…”;

– “Sarò brava te lo prometto…”.

Capii in quell’istante che la ragazzina dolce e timida che avevo conosciuto aveva innati istinti di sottomissione, in parte simili a Simona, solamente che suscitavano in me ancor più piacere nel dominarla.

– “Comincia a farmi vedere come usi bene la lingua…”;

– “Sarò bravissima vedrai…”.

Cominciò un pompino straordinario, lo aveva già fatto nei giorni precedenti ma quella volta era totalmente diverso, lo leccava e succhiava con dolcezza ma con una sensualità unica, lo prendeva in gola fino in fondo senza nessun problema, insalivandolo per poi asciugarlo con una dedizione assoluta, era quasi meglio di Simona, forse perchè non mi sarei aspetto da lei tanta maestrìa, continuava ad accarezzarlo con il viso, era quel modo di fare che mi mandava letteralmente in orbita. Dopo qualche minuto stavo per venire quindi mi allontanai.

– “Ti prego ne voglio ancora…”;

– “Shh…deciderò io quando potrai averne ancora…”;

– “Scusa hai ragione, sono stata brava?”;

– “Sei stata molto brava devo dire…”;

– “Grazie…”.

Tornai a sedermi sulla sedia e sorseggiai ancora un po’ di aperitivo.

– “Cosa vuoi che faccia ora?”.

Era chiaramente molto eccitata dalla situazione e la intrigava a tal punto da perdere ogni tipo di inibizione.

– “Mettiti con la faccia a terra e solleva il sedere…”.

Lo fece senza batter ciglio, vederla in quella posizione, obbediente ed eccitata mi esaltava, sentivo il desiderio di possederla con molta prepotenza, senza aggiungere altro mi avvicinai, notai immediatamente che aveva le mutandine fradice, zuppe di umori in maniera impressionante, feci fatica a non scoparla a sangue all’istante, ma era troppo bello vederla fremere in quel modo, le accarezzai il sedere, liscio e tonico, comparve nuovamente la pelle d’oca e sospirò.

– “Cosa c’è tesoro…”;

– “La tua mano…”;

– “La mia mano cosa?”;

– “Mi stai facendo impazzire Gianluca…”;

– “Lo vedo…”.

Sfilai lentamente le sue mutandine, gemette come se l’avessi penetrata, stava colando umori come mai le avevo visto fare, aveva il clitoride gonfio in maniera impressionante, la guardai, aveva il viso appoggiato a terra di lato e la bocca socchiusa, sembrava quasi che stesse per avere un orgasmo, le infilai le mutandine in bocca, passai un dito sulla sua schiena, la inarcò ancor di più, quasi ad accompagnare il mio gesto, lo passai sulle gambe, poi mi abbassai e leccai delicatamente la sua figa grondate, partendo dal clitoride ed arrivando fino al buco del culo, cercò di dire qualcosa, così le tolsi le mutandine dalla bocca e sussurrò:

– “Gianluca…”;

– “Cosa c’è?”;

– “Credo che se lo fai un’altra volta vengo…”.

Pensavo stesse esagerando ma quando lo feci nuovamente scoppiò davvero in un orgasmo molto intenso, le tremarono le gambe piegandole fino a lasciarsi andare a terra del tutto, restai sorpreso ma fu davvero bello vederla godere in quel modo, aveva come degli spasmi, davvero incredibile.

Mi avvicinai al suo orecchio e sussurrai:

– “Adesso ti farò mia, preparati a godere ancor di più…”;

– “Gianluca…cosa mi hai fatto?”;

– “Sei bellissima…”;

– “Gianluca…ti amo perdutamente”;

– “Shh…”.

Le liberai i polsi e tolsi il foulard dagli occhi, erano arrossati come se avesse pianto, la baciai mentre stava ancora ansimando, si girò e mi spinse a terra, si coricò su di me e ci baciammo a lungo, era dolcissima e calda, la guardai negli occhi e dissi:

– “Scendi con la testa in mezzo alle mie gambe…”;

– “Non aspettavo altro Gianluca…”.

Mi cominciò a baciare il collo, il petto, scese sulla pancia ed arrivò sul cazzo leccandolo, le palle, poi sulle gambe e sui piedi, succhiò le dita una ad una, non l’aveva mai fatto, la guardavo eccitato, la sua dedizione era simile a quella di Simona, aveva gli occhi luccicanti ed il viso completamente trasfigurato dall’eccitazione.

– “Sei straordinariamente bella Alessia…”;

– “Ti amo da impazzire Gianluca, sono nata per servirti…voglio essere il tuo strumento di piacere, puoi chiedermi qualsiasi cosa, sappilo, farò qualunque cosa per te…”.

Non l’avevo mai sentita parlare in quel modo, avevo sperato di farla eccitare con quel giochetto ma non pensavo di poter scatenare in lei una tale reazione. Cominciò un pompino straordinario, non volevo farla smettere, decisi che doveva continuare fino a farmi venire.

– “Avrai dopo il mio cazzo, fammi venire con la bocca…”;

– “Farò tutto quello che vuoi amore mio, tutto…”.

Non impiegò molto tempo, nel momento in cui stavo per venire le spinsi la testa giù e le sborrai in gola, si tolse tossendo facendola colare sulla mia pancia, aveva le lacrime agli occhi e respirava a fatica, mi guardò mentre le accarezzavo la testa, leccò dal mio corpo lo sperma, guardandomi negli occhi come piaceva a me, mi aveva stupito quanto fosse cambiata in così poco tempo, mentre la ammiravo intenta a ripulirmi continuavo ad accarezzarla, accompagnava il mio gesto con la testa, come farebbe una gattina mentre fa le fusa, si appoggiava il cazzo sul viso e mi guardava con gli occhi persi di piacere.

Andammo a farci la doccia e ci baciammo tutto il tempo, era docile e servizievole come un agnellino, volle lavarmi e non perse l’occasione per dedicarsi nuovamente al mio cazzo, sembrava il clone di Simona, però senza la sua parte aggressiva, la sentivo completamente sottomessa al mio volere e mi piaceva tantissimo questa cosa.

 

Continua…

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