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Tutti hanno il diritto di “Essere Felici”

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La mia è una riflessione semplice, aperta al dialogo e a future integrazioni da parte dei lettori.
Ho sempre amato il volersi bene, il cercarsi un piccolo piacere e ricevere anche un piccolo regalino, sia esso un caffè o un sorriso o una gentile concessione a passare avanti nella fila al supermercato, etc..

Ciò che segue fa parte di avvenimenti accaduti e li racconto perché ritengo sia giusto lasciarsi andare ogni tanto e darsi del piacere o accettarlo in qualunque forma esso ci venga  trasmesso.

Spesso capita con donne sui tra i 30 e 40 più o meno, esse pur avendo dalla loro parte tutto sia in termini di età, di fisico, di posizione, di educazione, ebbene sembra che non riescano a trovare una giusta corrispondenza sia verso  maschi o donne (si l’amore tra due donne mi piace e lo rispetto tanto).

La incrociai al supermercato, alla cassa finita la lista mi organizzai nel mettere sul nastro la mia spesa, mi accorsi che non essendoci il separatore degli articoli uno dei suoi articoli si mischiò con i miei. Le si girò e mi disse se l’articolo fosse mio o suo, risposi che era suo e nel farlo la osservai rapidamente e lo steso fece lei, sui 40 max fisico ben messo, seno piccolo, si vedeva l’attenzione a poche cose, le mani non troppo fini ma avevano i segni di chi lavorava.
Poche rughe ai lati degli occhi che davano risalto ai suoi capelli non troppo lunghi ma puliti. Continuavo ad attendere il mio turno mentre lei pagava e si girò di nuovo verso di me stavolta sorridendo, ricambiai con un sorriso pulito e sano. La cassiera si girò verso di me e mi fissò come per dire “però non sei male”.

La signora si girò di nuovo e mi ringraziò di averle ricordato l’articolo che era finito con i miei, diversamente avrebbe avuto problemi a preparare la cena alla figlia. Mentre parlava mi fissava come per dirmi invitami a prendere un aperitivo vorrei rilassarmi, vorrei che qualcuno mi ascoltasse mentre scarico tutta la giornata di lavoro e di gestione familiare.

La guardai attentamente e le dissi che ero ben contento di averle salvato la cena ma che avrebbe potuto al massimo chiamarmi e le avrei fatto recapitare eventualmente due pizze. Lei mi guardò stranita e dopo due secondi mi disse avviandosi all’uscita “avrebbe veramente ordinato le pizze ? Non mi conosce e non sa chi sono!”
Risposi alla signora che tutti hanno il diritto ad essere felici e che se due pizze sarebbero bastate per farla rilassare allora lo avrei fatto con piacere al di là di ogni cosa e senza darle fastidio.

Volevo in effetti vederla sorridere perché alla cassa prima mi era sembrata stanca ma quella stanchezza aveva una nota di sensualità vera.  Cosi fu, la signora sorrise e mi disse che tanta gentilezza non le capitava spesso. Dovevo osare (sapete io non sono molto invadente, ciò a causa della mia troppa educazione) e non potevo lasciar stare stavolta, cosi le diedi un biglietto di lavoro mio e le dissi che se avesse voluto avrebbe potuto ordinarmi le pizze ma ad una condizione che il tutto si fosse risolto li ed entro un mese massimo.
Ci lasciammo ognuno verso la propria auto, si giro un’ultima volta e mi sorrise dolcemente.
attendo per continuare ……

adriano75my@libero.it

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