Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Sono Simona, ho 18 anni compiuti da poco, è devo raccontare a qualcuno quello che mi è successo durante queste ultime vacanze.
Vivo co i miei genitori e con mio fratello gemello Giulio, i miei genitori hanno una piccola villetta vicino una località di villeggiatura, non è attaccata al mare, ma abbastanza vicina, circa 4 km, trascorriamo in questa villetta le vacanze estive, visto che ci andiamo da tempo abbiamo fatto amicizia con gli abitanti delle villette vicino alla nostra, io in particolare ho fatto amicizia, con il nostro vicino, che adesso a quasi 40 anni, ed è scapolo, ci siamo conosciuti che io avevo 12 anni, mio padre si fermava a parlare con lui e venne fuori che aveva una consolle di video giochi (una delle prime), visto che con mio fratello era difficile farci stare fermi Luca, il vicino, ci disse che se volevamo potevamo andare da lui a fare una partita ogni tanto, fini che passavamo buana parte delle giornate da lui, mentre lui e mio padre facevano interminabili giocate a scacchi, col tempo e stato uno dei primi ad avere una Play station, e io e mio fratello siamo quasi diventati parte dell’arredamento di casa sua.
Quest’anno quando sono finite le scuole e abbiamo compiuto 18 anni, io e mio fratello abbiamo pensato che le nostre vacanze sarebbero state diverse, uscite fino all’alba, feste, discoteche, ma almeno io, ho avuto un brusco risveglio, i nostri genitori ci hanno detto che i divertimenti avremmo dovuto finanziarceli noi, per me è stato una doccia fredda, per mio fratello un pò meno, aveva intuito qualcosa del genere, e per tutto l’inverno si era dato da fare con una pizzeria vicino casa facendo consegne a domicilio, in questo modo lui si ritrovava una certa somma da parte, mentre io non avevo un accidenti.
A fine giugno quando siamo partiti, io ero con un muso lunghissimo, da bravo fratello Giulio mi aveva detto che non mi avrebbe finanziata e che potevo pensarci prima invece di prenderlo in giro perché lavorava.
Quando siamo arrivati l’unica cosa che mi rimaneva da fare era andare in spiaggia, ho conosciuto diversi ragazzi, ma quando si trattava di organizzare uscite io ero costretta a defilarmi, continuavo a passare i pomeriggi da Luca, non più per giocare, ma visto che lui per lavoro si era fatto installare una linea ADSL ne approfittavo per navigare in internet andando sempre su siti di vacanze e di viaggi, il mio malumore doveva essere abbastanza evidente perché dopo circa una settimana Luca mi chiese cosa mi stesse succedendo.
-Semplice, pensavo che avendo 18 anni avrei fatto delle vacanze diverse, ma mi ritrovo senza soldi e quindi i miei progetti sono andati in fumo-
-Strano, vedo che Giulio invece non si fa tanti problemi. I tuoi genitori fanno disparità tra voi due?-
-No. Semplicemente lui ha capito per tempo che per uscire ci vogliono soldi, e si è arrangiato durante l’inverno. Io invece credevo che bastasse andare a battere cassa, ma ho trovato la cassa chiusa, quindi adesso non posso fare niente di quello che avevo programmato.-
Luca mi guardò con uno sguardo strano, come se si accorgesse per la prima volta che esistevo, si soffermò sul mio corpo come volesse analizzarlo, quel giorno, visto il caldo, indossavo solo un costume a due pezzi e un pareo, poi parlò:
-Eppure una ragazza graziosa come te non dovrebbe avere problemi per farsi invitare. Ha già, dimenticavo, alla tua età si usa dividere le spese. Peccato perché so che questa estate ci saranno un sacco di cose interessanti…-
-E io le perderò tutte- esclamai sconsolata, ero sul punto di mettermi a piangere, mi sedetti sulla poltrona davanti al computer e mi girai, non volevo che mi vedesse.
-Non preoccuparti, potrebbe esserci una via di uscita..-, mentre pronunciava queste parole, Luca si era avvicinato e aveva appoggiato le sue mani sulle mie spalle, non era certo la prima volta che mi toccava, eppure sentii qualcosa di strano nel suo tocco, sembrava più morbido e caldo del solito, involontariamente mi scontrassi, lui se ne accorse perché riprese a parlare -Una ragazza bella come te non ha mai problemi di questo tipo, basta che sappia come fare..-, la frase restò sospesa per aria, carica di sottintesi, le sue mani si mossero piano sulle mie spalle con lenti e piccoli movimenti circolari, io mi sentivo quasi inebetita, possibile che mi stesse dicendo quello che pensavo?
-Ma cosa intendi….-
-Non dirmi che non l’hai capito..-, si stacco un attimo da me, prese il portafogli e mi mise davanti due banconote da 50 euro, io rimasi paralizzata, quei soldi catalizzavano la mia attenzione, ero stata invitata a una festa per quella sera e avevo dovuto rinunciare, ma adesso mi si apriva la possibilità di andare, ma ero ancora bloccata, non mi accorsi che Luca si era portato di nuovo dietro di me e che le sue mani avevano ripreso a toccarmi, mi accorsi di lui quando le sue dita andarono a sfiorare i miei capezzoli, non potei fare a meno di emettere un gemito, mossi le mie mani a fermare le sue, Luca abbassò la testa andando a baciarmi il collo, senza volerlo spostai la testa di lato per favorire il suo bacio, pensai, – ma cosa sto facendo, devo fermarmi-, invece non mi mossi, Luca si sentì incoraggiato da questo mio rimanere inerte, e spinse le sue mani nelle coppe del reggiseno tirando fuori i miei seni, i miei capezzoli erano diventati duri, le sue mani si muovevano esperte a massaggiare il mio seno, mi venne da fare il paragone con i ragazzi che avevo avuto finora, che muovevano frenetiche le mani senza sapere cosa fare, mi stavo eccitando di brutto, allungai un braccio a cingere la testa di Luca che ancora baciava il mio collo, mi girai verso di lui offrendogli la mia bocca, lui accolse il mio invito iniziando a baciarmi piano, non aveva fretta, iniziò a dare piccoli baci alle mie labbra, sentivo la punta della sua lingua inumidirmi la labbra, seguivo quel movimento sensuale aspettando il momento di ricevere la sua lingua in bocca, finalmente si decise, la sua lingua entrò nella mia bocca massaggiando piano la mia, le sue mani continuavano a massaggiarmi lente il seno, sentii la mia vagina che cominciava a bagnarsi, Luca era riuscito ad eccitarmi, ormai non mi importava più della sua proposta, volevo solo che quel gioco continuasse.
Una delle sue mani si stacco dal mio seno scendendo piano verso il basso, sciolse il nodo del pareo che scivolò silenzioso a terra, la sua mano si insinuò dentro il costume fermandosi un attimo a massaggiare il clitoride, poi scese verso la mia apertura e infilò piano un dito, lo ritrasse bagnato dei miei umori, la sua mano risalì piano il mio corpo, Luca stacco la sua bocca dalla mia e mi infilò in bocca quel dito bagnato dai miei umori, lo fece entrare e uscire alcune volte, quasi che fosse un piccolo cazzo da succhiare, io mi ritrovai a succhiare avidamente come un assetata nel deserto.
Luca si staccò da me e si inginocchiò ai miei piedi, io ero ancora seduta, lui mi sfilò piano il costume lasciando scoperta la mia fichetta che avevo depilato per l’estate, adesso ero lì, con le gambe spalancate davanti a lui, insinuò delicatamente la sua testa tra le mie gambe iniziando a leccare lentamente il mio sesso, sentivo la sua lingua percorrermi la fica per tutta la sua lunghezza, ad ogni passaggio insinuava la sua lingua dentro di me strappandomi grida di piacere, era la prima volta che qualcuno mi leccava cosi bene, il mio piacere era al massimo, non resistetti oltre, mi lasciai trascinare da un orgasmo che mi colse rapido, afferrai la testa di Luca stringendola tra le mie gambe, lui intensificò il suo lavoro di lingua, il piacere fù tale che caddi dalla sedia, Luca mi diede qualche attimo per riprendere fiato, poi avvicinò il suo membro già duro alla mia faccia, non ebbe bisogno di dire niente, iniziai a leccare quel grosso cazzo che mi porgeva, avevo perso ogni remora, adesso volevo sentirlo dentro, lo leccai per tutta la sua lunghezza insalivandolo bene, scendevo fino alle sue palle prendendole in bocca, sentivo che fremeva ad ogni tocco della mia lingua, lo presi in bocca iniziando a succhiarlo, succhiavo come una forsennata spingendomelo fino in gola, un paio di volte rischiai di soffocare tanto lo spinsi giù, non mi bastava, lo tirai fuori e gli dissi:
-Ti prego, mettimelo dentro..–
Luca non si fece ripetere l’invito, si posizionò in mezzo alle mie gambe,e strusciò un paio di volte il suo cazzo sulle grandi labbra, poi lo puntò deciso verso l’apertura, iniziò a spingere piano, sentivo quel palo caldo entrarmi dentro a poco a poco, lo sentivo bollente, mi agitai per farlo entrare prima, sentii il suo corpo toccare il mio era entrato dentro, strinsi le mie gambe intorno alla sua schiena, avrei voluto che mi entrasse ancora più in profondità, Luca iniziò a pomparmi con un ritmo lento e costante, la sensazione di quel cazzo che entrava e usciva dalla mia fica era di piacere assoluto, il confronto con i ragazzi che avevo avuto finora non si poneva neanche, quella scopata era di categoria superiore, io mi agitavo per il piacere, sentivo che stavo per venirmene di nuovo, Luca lo capì, accelerò il ritmo facendomi avere un altro orgasmo, ormai mi agitavo come una gatta in calore, affondai le mie unghie sulla sua schiena tanto era il piacere che provavo, mi sembrava incredibile che io me ne fossi venuta già due volte e lui invece no, Luca uscì da dentro di me e si sdraiò sulla schiena mi fece cenno di salire, io mi accomodai su di lui presi quel cazzo in mano e lo guidai dentro di me, iniziai a cavalcarlo piano, ancora spossata per l’orgasmo avuto, lui portò le sue mani a carezzarmi i seni, mi piaceva quel contatto con le sue mani, mi inebriava cavalcare quell’uomo, volevo farlo venire, iniziai a cavalcarlo con foga, mi alzavo e mi abbassavo su di lui sentendomi riempire ad ogni movimento, il volto di Luca mi comunicava il suo piacere, ormai stava per venirsene, aumentai il ritmo per farlo venire ma Luca mi fermò uscendo da dentro di me, mi infilò invece il suo cazzo in bocca voleva venirsene là, iniziai a succhiarlo mentre lui usava la mia bocca come fosse una vagina, sentivo quel membro sbattermi sul palato ad ogni colpo, un primo fiotto di sperma mi colpi in gola facendomi quasi soffocare, lo tirai fuori per non soffocare altri schizzi bianchi mi colpirono sulla faccia, lo sperma mi colò sul collo fino al mio seno, lasciando una lunga scia, lui mi spinse in bocca quel membro ancora gocciolante, presi a succhiare aspirando le ultime gocce rimaste, lo succhiai finché lo sentii perdere consistenza nella mia bocca.
Passarono alcuni minuti, mi ero calmata, fino ad allora ero stata solo con ragazzi della mia età, non avevo mai provato sensazioni così forti, Luca era andato in bagno a darsi una rinfrescata, io mi rivestii presi i soldi e corsi a casa.
Per fortuna nessuno mi vide, mia madre e mio fratello erano coricati, mio padre era ancora a lavorare e ci avrebbe raggiunti nel fine settimana.
Mi in filai sotto la doccia per lavarmi, avevo goduto come non mai, ma l’avevo fatto per soldi, mi sentivo sporca ma eccitata, mentre ero sotto la doccia la mia mano correva al mio clitoride, il piacere che avevo avuto non mi bastava, ne volevo ancora, fini con il masturbarmi ripensando a quello che avevo fatto poco prima, mi sorpresi ad avere ancora un orgasmo, dovetti sedermi nella doccia per non cadere, rimasi sotto l’acqua per un tempo che mi parve infinito, mi scossi quando sentii dei rumori nell’altra stanza, mia madre si stava alzando, non avevo voglia di vederla, uscii dalla doccia e mi chiusi in camera mia.
Mi sedetti sul letto e rimasi a fissare quelle due banconote da 50 euro, adesso avevo dei soldi, ma mi ritrovai a pensare a come giustificarli con i miei genitori, non potevo certo averli fatti spuntare dal nulla, finché non trovavo una soluzione, non li potevo spendere, un idea si fece strada nella mia testa, ma era rischiosa, dovevo con vincere mio fratello a coprirmi, la voce di mia madre da dietro la porta mi fece emergere dai miei pensieri.
-Simona, io devo andare a fare la spesa, tuo fratello sta dormendo. Torno tra circa un ora.-, sentii che si allontanava e chiudeva la porta, dovevo parlare con Giulio, mi avviai verso la sua camera bussai ed entrai, era ancora mezzo assonnato, mi sedetti sul letto accanto a lui:
-Senti Giulio, ti devo chiedere una cosa importante..-
-Se vuoi prestati soldi risparmiati il discorso non posso dartene-
-Non ne voglio prestati, ho recuperato i soldi per la festa di questa sera, e vorrei che tu dicessi a mamma e papà che me li stai anticipando tu.- avevo fatto la mia richiesta tutta di un fiato, adesso toccava a Giulio aiutarmi, in passato mi aveva già coperto con i nostri genitori, quindi speravo che lo facesse ancora.
-E posso sapere come sei riuscita a procurarteli?-
-Preferirei non dirtelo, è una cosa mia-
-Simona, se io devo coprirti voglio sapere per cosa ti sto coprendo, a scatola chiusa non compro niente. è solo una sana questione di sfiducia nel prossimo-
Mi aveva messo alle strette, potevo accettare e rischiare, o potevo tenere i soldi senza poterli spendere, tra noi c’era sempre stata una certa complicità quindi decisi di fidarmi;
-Però devi giurarmi che non dirai niente-, Giulio annuì, mi bastava, gli raccontai tutto quello che era successo poco prima e come avevo guadagnato i soldi, quando finii restai in timorosa attesa di una sua reazione.
-Però. Luca è più marpione di quanto lo facevo, certo Simona che non credevo che fossi così troietta-, la sua frase mi irritò, cercavo la sua complicità non il suo giudizio;
-Senti ho capito, scordati tutto quello che ti ho detto, cercavo solo il tuo aiuto..-, ero arrabbiata con lui, ma ancora di più con me stessa.
-Chi ti ha detto che non ti aiuto? Certo non ti aspetterai che sia ?Gratis et amore dei?, ?Do ut des? Simona-, le sue parole mi lasciarono interdetta, voleva essere pagato;
-Quanto vuoi?- domandai con tono secco, non potevo credere che volesse dei soldi;
-Niente soldi sorellina, qualcosa altro…- , lasciò cadere la frase a metà, io non capivo cosa mai potesse volere da me, a perte i soldi non avevo altro da cedere.
Mi dovetti ricredere, mentre pensavo a cosa potesse volere la sua mano si era posata sopra la mia e aveva iniziato a carezzarmi, impiegai qualche istante a capire cosa volesse;
-Sei un porco.- esclamai -Ti rendi conto che sono tua sorella..-, non mi lasciò finire la frase che la sua mano mi aveva tirato su di lui, la sua bocca si incollò alla mia impedendomi di parlare, restai interdetta, lui ne approfittò per forzare le mie labbra con la sua lingua, mi ritrovai con la sua lingua che rovistava nella mia bocca andando ad attorcigliarsi con la mia, l’eccitazione che provavo da poco prima prese il sopravvento, mi ritrovai a rispondere a quel bacio attorcigliando la mia lingua alla sua, quando Giulio se ne accorse lasciò il mio braccio andando a cercare il mio seno con la mano, strinse il mio seno carezzandolo forte, no era come con Luca, era più irruento più impaziente, portai la mia mano sul suo sesso, era già in erezione, iniziai a carezzarlo mentre ancora eravamo avvinghiati con le lingue, Giulio si staccò da me mi guardo sorridendo e disse;
-Dai Simona succhiamelo..-
Mi chinai sul suo sesso prendendolo in bocca, il tocco con quel cazzo fraterno fù diverso da tutti quelli che avevo assaggiato fino ad allora, il piacere del proibito mi faceva eccitare, iniziai a succhiarlo come un gelato, la mia testa si alzava e bassava su mio fratello strappandogli sospiri di piacere, sentirlo ansimare mentre io mi occupavo di lui mi dava la carica facendomi aumentare il ritmo, adesso volevo solo farlo godere, sentivo quel cazzo sussultarmi in bocca, mancava poco per venire, Giulio evidentemente non era d’ accordo, mi fece staccare, io mi spostai a malincuore, lui mi fece sdraiare e mi tolse gli slip, si sdraiò tra le mie gambe iniziando a leccarmi, non era bravo come Luca, ma compensava con l’entusiasmo, leccava con foga soffermandosi sul mio clitoride che era diventato duro per l’eccitazione, non ce la facevo più, quasi lo implorai;
-Scopami Giulio, fottimi…-,
lui accolse il mio invito, si posizionò tra le mie gambe e mi penetrò con un colpo secco, finalmente lo sentivo dentro, il suo calore si trasmetteva alle pareti della mia vagina facendomi godere, iniziò a scoparmi con un ritmo indiavolato, i suoi colpi mi faceva no urlare dal piacere, ebbi un orgasmo strepitoso, strinsi le mie gambe attorno al suo corpo per sentirlo ancora di più, anche Giulio era arrivato, sentii uno schizzo caldo dentro la mia fica, io che ero già in preda all’orgasmo iniziai ad agitarmi stringendolo forte, sentii il suo cazzo che si ritirava da dentro di me, e un filo di sperma che mi colava dalla fica, stemmo alcuni minuti sul letto a riprendere fiato.
-Allora dirò a mamma e papà che ti anticipo io i soldi, ma fammi sapere quando andrai di nuovo da Luca, ti dirò una cosa..-, restai lì a pensare a cosa mi dovesse dire di Luca, ma questa è un altra storia.
Quando abbiamo detto a mamma e papà che Giulio mi avrebbe anticipato i soldi per uscire furono contenti, ci dissero che erano felici che avevamo capito quanto era importante aiutarci tra fratelli, io e Giulio ci guardammo con un sorriso complice.
Mi preparai con cura per la serata, dovevamo andare in una discoteca li vicino, cercai tra i vestiti che mi ero portata, alla fine scelsi una minigonna azzurra, con una camicia bianca che annodai alla sotto il seno lasciando tutta la vita scoperta, il reggiseno bianco con un fiocchetto azzurro che avevo indossato si vedeva in trasparenza, mi sentivo pronta per fare follie, quando vidi Giulio mi cascarono le braccia, indossava il solito paio di Jeans neri con una maglietta di Dragonball, non sono mai riuscita a farlo vestire un po’ meglio.
La serata fù magnifica, anche se solo per la discoteca io mi sparai la metà di quello che avevo, ballammo fino a dopo mezzanotte, poi uno dei ragazzi che avevamo conosciuto propose di andare in spiaggia, eravamo un gruppo di circa una decina di persone, la proposta fù accolta con entusiasmo da tutti così ci avviammo verso la vicina spiaggia.
La serata era magnifica, il cielo era limpido e le stelle si riflettevano sull’acqua creando un effetto soffuso, io mi ero avvicinata a Luigi, un ragazzo che avevo conosciuto in spiaggia e che per tutta la sera mi era venuto dietro, anche gli altri della comitiva erano già divisi per coppie, iniziamo a passeggiare e finimmo nella vicina pineta che costeggiava la spiaggia, ormai eravamo tutti distanti gli uni dagli altri.
Luigi mi abbracciò cercando la mia bocca, io risposi a quel suo invito baciandolo, lui iniziò a infilare la sua lingua nella mia bocca, le nostre lingue iniziarono a intrecciarsi, stranamente mi venne da fare il paragone con Luca e Giulio, ci sapevano fare di più, scacciai quel pensiero molesto dalla mia testa, Luigi aveva iniziato ad alzare la mia gonna, e la sua mano già cercava di scostarmi le mutandine per cercare il mio sesso, scostò le mutandine con impazienza per toccarmi, la sua mano si muoveva frenetica ma inesperta, io continuavo a succhiare la sua lingua, lui aveva sciolto la mia camicetta e adesso carezzava il mio seno con una mano, mentre con l’altra aveva infilato un dito nella mia fica, mi stavo eccitando stavo già immaginando il momento in cui mi avrebbe penetrata quando con la coda dell’occhio vidi la coppia vicino a noi, all’inizio non li avevo notato, ma adesso vedevo che si trattava di Giulio e di una delle ragazze, un moto di gelosia mi colse, come si permetteva quella sciacquetta di limonare con mio fratello, e lui come poteva farsela con lei, una ragazzetta insipida. Venni colta da frenesia, speravo che mi vedesse per capire cosa si perdeva, scostai Luigi prendendo a condurre il gioco, infilai le mani dentro i suoi pantaloni, trovando il suo pene già mezzo indurito, Luigi mi guardò sorpreso, evidentemente era convinto di dover faticare di più, lo strinsi tra le mani iniziando a segarlo, la reazione non si fece attendere lo sentiì crescere nelle mie mani diventando sempre più duro, continuai a giocarci con le mani ancora un poco, luigi ansimava, quando mi parve che Giulio guardasse verso di me, mi chinai davanti a Luigi iniziando a passare la lingua su quel cazzo che avevo fatto indurire, al contato con la mia lingua Luigi ebbe n sussulto, io iniziai a leccare piano, passando ore da una parte ora dall’altra, mi soffermavo sulla punta scendendo fino a succhiare le palle, sempre guardando cosa facevano accanto a noi con la coda dell’occhio, venni distratta da Luigi che mi prese la testa e spinse il suo cazzo nella mia bocca iniziando a muovere il bacino come se mi stesse scopando, sentivo il suo cazzo sbattermi in fondo alla gola, serrai le labbra, lui era ormai arrivato uno schizzo mi colpi in fondo alla gola facendomi quasi soffocare, lo tirai fuori dalla bocca e venni colpita in faccia da altri schizzi che mi lasciarono tutta impiastricciata, avevo messo troppa foga in quel pompino e Luigi se ne era venuto lasciandomi insoddisfatta, mi ripulii con dei fazzolettini e ci avviammo verso la spiaggia. Passeggiammo per circa un ora fino a che tutte le coppie ritornarono, io ero di umore nero, ma non sapevo se attribuirlo alla scopata mancata, o al fatto di aver visto Giulio che si dava da fare con quella smorfiosetta.
Quando tutti ci fummo riuniti la compagnia si sciolse, io e Giulio prendemmo lo scooter e ci avviammo, ero tesa, e Giulio se ne accorse, era sempre stato bravo a capire i miei stati d’animo fin da piccoli, guidò piano, invece di andare subito a casa deviò ad un bivio e ci trovammo in uno spiazzo che conoscevo, di giorno ci si andava per il panorama che si godeva, ma a quell’ora di notte era deserto, anche con la luna piena aveva una aria un po’ spettrale, Giulio fermò lo scooter, e si sedette su una delle panchine, io lo seguii in silenzio, senza dire niente si accese una di quelle nauseabonde sigarette alla menta che aveva iniziato a fumare, mi porse il pacchetto con una sigaretta mezza uscita, io non fumo, ma presi quella sigaretta con rabbia, lui me la accese, aspirai forte e per poco mi venne da vomitare, la gradevole freschezza della menta mi aveva ingannato, e avevo aspirato tutta una boccata di fummo, tossii piegata in due e buttai quella schifezza, Giulio aspettò che riprendessi fiato.
-Allora Simona, che è successo questa sera? Eri di umore così allegro quando siamo usciti, e sulla spiaggia eri la più musona. Luigi ti ha offeso?- era una delle cose che amavo e odiavo di lui, la capacità di capirmi, ma anche quella di fare una paternale fuori luogo.
-Non si tratta di Luigi, si tratta di altro…-
-e non puoi dirmi cosa è quest’altro? O è un segreto-, il suo tono piatto, il suo fare finta di niente, mi irritarono;
-Non dirmi che non lo sai- sbottai urlando -tu e quella sciacquetta…- non mi lasciò finire la frase
-Ma a te cosa importa di chi mi faccio ?-, la sua frase mi riportò alla realtà, come potevo io sindacare sulle donne con cui si accompagnava, ero sua sorella, non la sua ragazza.
Non sapevo cosa rispondere, la rabbia che mi era salita dentro voleva uscire, stavo per scoppiare, e allora agii senza pensare, diedi una manata alla sigaretta che aveva facendola volare via, presi la sua faccia tra le mani e incollai la mia bocca alla sua, Giulio fu stupito da questo mia iniziativa, lasciò che la mia lingua entrasse nella sua bocca senza fare resistenza, per qualche istante la mia lingua si agitò nella sua bocca senza che lui reagisse, poi senti la sua lingua che cercava la mia, stava rispondendo al mio bacio, succhiai la sua lingua che sapeva di menta e tabacco, le mie braccia lo strinsero forte a me, era mio, lui mosse le sue mani piano verso la mia gonna sposto le mie mutandine e carezzo il mio sesso, i miei umori gli bagnarono le dita, si staccò un attimo da me e mi porse le sue dita bagnate dai miei umori, io mi avvicinai a succhiarle guardandolo negli occhi, muovevo piano la testa come se stessi facendo un pompino, lui stette a guardarmi, poi scese verso il mio seno, slacciò la camicetta e tiro fuori i miei seni, stette una attimo a contemplarli poi iniziò a passare la lingua sui capezzoli, piano facendo girare la lingua attorno al capezzolo, e prendendolo in bocca con piccoli morsi, io mi abbandonavo alle sue carezze, adesso sentivo gli umori che mi colavano dalla fica bagnarmi le cosce tanto ero eccitata, portai una mano verso il clitoride iniziando a masturbarmi, Giulio se ne accorse, e mi fece sdraiare sulla panchina, si calò fra le mie gambe iniziando a leccarmi la fica, sentivo la sua lingua muoversi su tutta la mia fica, ero eccitatissima, ebbi un orgasmo quasi subito, Giulio continuò a leccare inghiottendo i miei umori, io continuavo a godere, l’orgasmo appena avuto non aveva fatto calare la mia eccitazione, mi alzai e feci sedere Giulio, mi chinai tra le sue gambe tirandoglielo fuori, iniziai a baciarlo e leccarlo con cura, sentivo che prendeva consistenza sotto la mia lingua, aprii la bocca prendendolo tra le labbra, iniziai a pomparlo, la sua eccitazione aumentava, io portai una mano verso il mio clitoride, non potevo resistere, iniziai a toccarmi mentre quel cazzo mi cresceva in bocca, continuai a pomparlo finché fu bello dritto, non ce la facevo più, mi alzai e mi posizionai sopra Giulio, guidai il suo cazzo verso la mia fessura, senti una scossa elettrica quando inizio ad entrare, mi calai piano per sentirlo tutto, quando fù tutto dentro andai a cercare la sua bocca, lui infilò la sua lingua nella mia bocca attorcigliandola alla mia, iniziai a cavalcarlo sempre continuando a baciarlo, sentivo il suo cazzo farsi strada dentro di me ogni volta che mi abbassavo su di lui, mi sentivo riempita, la mia fica grondava liquido, ad ogni colposi sentiva uno sciabordio, continuai per qualche minuto, poi Giulio mi fece uscire, mi chino a 90 gradi sulla panchina e mi penetrò da dietro, sentivo il suo corpo sbattere contro il mio ogni volta che entrava, non capivo niente, volevo godere, iniziai a toccarmi il clitoride per aumentare il mio piacere, ebbi un altro orgasmo, mi agitai tutta, facendo anche uscire Giulio, lui mi tenne ferma e mi penetrò nuovamente, mi sentivo la fica in fiamme, Giulio aumento il ritmo della sua scopata, adesso ogni colpo mi faceva sobbalzare, mi sembrava di sentirlo fino allo stomaco, io lo incitavo con parole oscene,-Dai sfondami, sono la tua troia, fammi godere..-, sentii qualcosa di caldo dentro la vagina, Giulio era venuto dentro di me, ma io ero talmente presa dal mio piacere che non me ne ero accorta.
Stemmo sdraiati sulla panchina a riprenderci, io sentivo lo sperma di Giulio colarmi dalla vagina e scendere sulle gambe, ma non mi importava, ero troppo felice dell’amplesso appena consumato, ero così stanca che mi sarei addormentata sulla panchina.
Facemmo ritorno a casa piano, i nostri genitori erano già a dormire, quindi non dovemmo nasconderci troppo, appena arrivata in camera mia mi spogliai e mi buttai sotto la doccia, osservavo l’acqua che lavava via le striature di sperma dalle mie gambe e ripensavo agli orgasmi appena avuti, quando uscii dalla doccia ero di nuovo eccitata, iniziai a toccarmi, ma mi addormentai.
La mattina dopo mi svegliai soddisfatta,avevo ancora la mano poggiata sul sesso, ferma in quella masturbazione lasciata a meta, mi venne da ridere, indossai una maglietta e un paio di pantaloncini e scesi per la colazione, quando arrivai in cucina non c’era nessuno, guardai l’orologio al muro e vidi che erano già le dieci, avevo dormito come un sasso, mi preparai una fetta di pane con la marmellata, mentre mangiavo guardavo fuori dalla finestra, Giulio era in giardino che leggeva fumando una sigaretta, ripensai a quella notte, una calda sensazione mi salì dal basso ventre, ritornai dentro, pensando a cosa fare quel giorno, feci un rapido calcolo di quanto mi rimaneva dei soldi che avevo avuto da Luca, meno della metà, volevo farmeli bastare, finito di mangiare mi spostai in giardino a prendere il sole, mi sdraiai accanto a Giulio, sorridendogli, lui neanche si mosse alzò appena gli occhi dal libro che stava leggendo per vedere chi era;
-Mamma non ce- mi informò -Credo che tornerà tra un oretta-, la notizia non mi stupì, la mamma amava andare in giro da sola, guardai Giulio di nuovo, avrei voluto che mi prestasse più attenzione;
-Cosa facciamo oggi?- chiesi con voce mielata.
-Tu non lo so, io adesso devo andare in paese per comprare delle cose. Ha proposito, hai sentito della mega serata di domani sera? Tu cosa fai ci vai?-, non so se non avesse capito di cosa avevo voglia o se voleva cambiare discorso, ma l’accenno alla festa, mi riportò alla mancanza di fondi, lo guardai speranzosa che lui si offrisse di anticipare, ma questa volta capì perfettamente il mio sguardo, infatti il suo dito indice si mosse a indicare un no, che lui non anticipava, mi girai dall’altra parte offesa.
Giulio non mi calcolò neanche, si alzò e dopo qualche minuto sentii il rumore dello scooter che partiva, stava andando in paese, io rimasi a rimuginare, mi restava poco dei soldi che avevo, mia madre non c’era, lo sguardo mi andò alla casa di Luca, sapevo che a quell’ora era sempre a casa, stetti qualche minuto combattuta tra l’andare e il restare, poi mi dissi;
-Al diavolo, se l’ho fatto ieri….-, L’idea di fare sesso con Luca mi stuzzicava, mi aveva fatto godere tantissimo, ma il fatto di andarci per soldi mi dava una strana sensazione.
Mi avvicinai piano a casa sua, ero ancora indecisa, quindi non mi feci sentire, così potevo andarmene senza che lui se ne accorgesse, arrivai vicino alla finestra della camera da letto, quando sentii Luca che parlava con qualcuno;
-Dai trovano, succhia più forte-, il mio intento era andato in fumo, Luca era già occupato con un altra donna, spinta dalla curiosità mi sporsi dalla finestra accostata per vedere chi si stesse scopando, vidi Luca seduto sul bordo del letto, chinato davanti a lui che dava le spalle alla finestra c’era una donna che stava dandosi da fare sul suo cazzo, la donna aveva un fisico abbastanza piacente, mi piaceva il suo culo rivolto verso di me, era bello sodo, restai lì a guardare, portai una mano dentro le mie mutandine, quella scena mi stava eccitando, iniziai a carezzarmi piano stando attenta a non farmi scoprire, mi stavo eccitando velocemente, la mia mano si muoveva veloce, quando vidi la donna che si staccava e diceva con voce roca;
Adesso lo voglio dentro..-, il suono della voce mi bloccò, quando si girò e la vidi in faccia per poco lasciai scappare un urlo, era la mamma che si stava facendo scopare da Luca, l’eccitazione mi passò in un istante, sentii la mamma che diceva a Luca;
-No, lo voglio dietro, dai sbattimelo nel culo..-, prima che mi scoprissero mi allontanai verso casa.
Ero sconvolta, mia madre era nella casa accanto che si faceva inculare da Luca, non lo avrei mai cerduto possibile, dovevo parlare con qualcuno, trascorsi il tempo guardando dalla finestra sperando di vedere Giulio tornare, trascorsi così un tempo che mi parve infinito, finalmente sentii lo scooter di Giulio arrivare, uscii fuori, e lo trascinai dentro senza dargli neanche il tempo di parlare;
-Vieni Giulio devo parlarti subito..- lo trascinai verso la mia stanza mentre mi guardavo intorno timorosa che la mamma rientrasse, lui mi seguiva stupito, arrivati nella mia stanza lo spinsi dentro e chiusi la porta, rimasi per qualche istante in silenzio, non sapevo come iniziare;
-Giulio, ho scoperto una cosa sconvolgente- lui mi guardava impassibile, capiva che doveva lasciarmi parlare, -ero andata da Luca, ma prima di entrare ho sentito dei rumori dalla finestra della camera da letto e ho visto Luca che faceva sesso con la mamma..- ecco l’avevo detto, mi sembrava di essermi tolta un peso dallo stomaco, guardai Giulio aspettandomi una sua reazione, lui era impassibile, prima di parlare sfilò una sigaretta e se la accese, tiro una boccata di fumo e poi parlò;
-Scusa sorellina, ma non ti avevo detto di avvertirmi quando ritornavi da Luca, perché dovevo dirti una cosa? Beh la cosa che dovevo dirti adesso la sai, e da qualche anno che la mamma e Luca scopano assieme..-
-Ma tu come lo sai, e perché non lo hai detto a papà?-, ero stupita, Giulio sapeva tutto ma soprattutto non gliene importava niente, devo dire che Giulio riusciva sempre a stupirmi.
-Qualche anno fa mentre ero da Luca che giocavo al suo computer mi è capitato di ascoltare una telefonata, sai il modem era collegato sulla stessa linea e io stavo trafficando con la configurazione, avevo messo la modalità chiamata quando squillò il telefono io avevo le cuffie e sentii la telefonata, era una donna che dava appuntamento a Luca per la sera, dalla voce mi sembrava la mamma, ma non volevo crederci, la sera invece di andare in paese come facevo di solito mi appostai vicino alla casa di Luca, tu eri appena uscita quando vidi la mamma che andava a casa di Luca, riuscii ad avvicinarmi quel tanto che basava per vedere e sentire, loro non si accorsero di niente, si erano già buttati l’uno nelle braccia dell’altro, e avevano iniziato a spogliarsi, la mamma gli fece un pompino coi fiocchi, il mio primo impulso fu di uscire per farli smettere, ma poi ho ricordato che le cose vanno sempre conosciute a fondo, e ho fatto bene, perché dell’appuntamento non avevo capito niente, in fatti mentre la mamma continuava a succhiare il cazzo di Luca vidi che era entrato papà, che si stava spogliando e la mamma si attaccava anche al suo cazzo, l’appuntamento non era per la mamma, ma per mamma e papà, stetti qualche minuto a guardarli, quando mi assicurai che papà era d’accordo, mi allontanai e decisi di farmi gli affari miei. Non mi sembrava che facessero niente di male, quindi non ho detto niente a nessuno. Sono adulti quindi lasciali fare. Per questo ti avevo detto che non facevo Luca così marpione, si è fatto la madre e la figlia.-
-E io stupida che pensavo che lui volesse me..- ero arrabbiata, mi sentivo messa da parte, ma ero anche irritata perchè contavo sul fatto che mi pagasse.
-Comunque Simona, se vuoi spillare dei soldi a Luca, aspetta almeno un paio d’ore per farlo riprendere, sempre che si tratti solo di soldi-, Giulio aveva espresso un mio pensiero latente, non ero andata da Luca solo per i soldi, questo suo suggerimento mi lasciò interdetta, non riuscivo a capire se scherzava o se era serio, il mio sguardo dovette esprimere la domanda, perché lui si affrettò ad aggiungere;
-Sono serio, non sto scherzando-, dette queste parole si alzò ed uscì.
Le parole di Giulio mi restarono nella testa, la sua frase ‘Sempre che si tratti solo di soldi’, continuava a martellarmi, non andavo da Luca solo per i soldi, mi aveva eccitato il fatto di essere trattata come una puttana, essere pagata per fare sesso, ero lusingata che Luca mi trovasse così eccitante da pagarmi, e il fatto di essere pagata e non potermi rifiutare mi faceva eccitare da morire.
Il tempo trascorreva lento, la mia eccitazione era salita, Giulio non era lì con me, Luca era ancora occupato con la mamma, il pensiero di mia madre che si faceva scopare da Luca mi faceva bruciare la vagina, portai la mia mano in mezzo alle gambe e mi toccai, ero bagnata per l’eccitazione, iniziai a muovere piano le mie dita sul mio sesso, indugiai col polpastrello sul clitoride massaggiandolo con un lento movimento circolare, l’eccitazione mi faceva stringere le gambe, nella mia mente passavano come in film le immagini di mia madre chinata sul cazzo di Luca intenta a fargli un pompino, vedevo come se fosse lì davanti il movimento del suo culo che accompagnava ritmicamente la testa, mi infilai due dita nella vagina iniziando a pomparmi, ero fradicia, l’immagine di Giulio si sovrappose a quella di mia madre, il solo pensare a mio fratello, al suo cazzo dritto su cui avevo goduto mi fece venire , mi dimenai sotto i brividi del piacere, l’orgasmo fù tale che urlai il mio piacere con quanto fiato avevo, me ne accorsi dopo, ancora scossa da brividi sentii la voce di mia madre che evidentemente era rientrata;
-Simona, cosa è successo? Stai Bene?-, solo allora mi accorsi di aver gridato, ero ancora presa dall’orgasmo che non riuscii a rispondere, sentii la voce di Giulio;
-Niente mamma, Simona ha visto un ragno ed ha urlato, è tutto a posto-, mia madre si tranquillizzò visto che non la sentii dire niente, Giulio si affacciò alla porta, io ero là stesa ancora con le dita dentro la fica, guardò per un istante, il suo unico commento fù;
-Però, che orgasmo.-, dopo di che chiuse la porta.
Restai li rannicchiata sul letto a pensare a quell’orgasmo che avevo appena avuto, ogni tanto strofinavo le cosce per cercare di richiamare quel piacere appena avuto, guardai l’orologio sul comodino, cavolo erano trascorse tre ore, ripensai a Luca, avevo voglia di andare da lui, mi vestii per andare a trovarlo, indossai uno di quei bichini che si legato con un fiocchetto laterale, così poteva essere tolto immediatamente, solo il reggiseno e misi un pareo, non era strano che io stessi così, passavo ore apprendere il sole in giardino, all’ultimo momento vidi delle pantofoline con il tacco alto che avevo comprato tempo prima, ma che non indossavo mai, le misi, e guardai una gamba per studiarne l’effetto, mi sembrava di essere più eccitante.
Quando arrivai da Luca, non parve sorpreso di vedermi, mi salutò normalmente come se tra di noi non fosse successo niente;
-Ciao Simona, sei venuta per usare il computer?-, il tono della sua voce era amichevole come sempre, se non lo avessi visto poco prima non avrei mai creduto che si era scopato mia madre.
Mi sedetti sul bordo del divano, facendo in modo che la mia gamba uscisse fuori dal pareo, la gamba veniva slanciata dalla pantofolina, lo guardai con uno sguardo languido;
-No, stavo pensando alla festa di domani sera, e mi sono detta, chissà se Luca ci andrà, e sono passata…-, avevo lasciato cadere la frase sperando che Luca capisse il sottinteso, mentre aspettavo una sua risposta mi adagiai mollemente sulla spalliera del divano, avevo la sensazione di sembrare una troia.
-Mi pare di capire che tu non sai se ci andrai, vero?- mentre pronunciava queste parole si era avvicinato a me, adesso se allungava una mano mi avrebbe toccato,
-Dipende da qualcuno che mi è molto vicino..-, adesso il mio invito era esplicito, Luca sorrise avvicinandosi a me, la sua mano si posò sulla mia coscia dandomi un brivido, iniziò a risalire piano fino a scomparire sotto il pareo, adesso giocherellava con il fiocchetto del costume, si abbassò su di me porgendomi la sua bocca, io mi protesi verso di lui, la sua lingua fù lesta a saettare nella mia bocca, mentre la sua lingua si muoveva nella mia bocca, la sua mano mi carezzava la fica da sopra il costume, io mi stavo eccitando, sentivo il costume che si inumidiva, era impossibile che non se ne accorgesse, mentre mi carezzala l’altra mano andò a sciogliere il pareo che scivolò a terra, tirò piano il laccetto del costume che si sciolse lasciandomi la fica scoperta, Luca lasciò la mia bocca e sempre baciandomi scese fino all’altezza dell’inguine, mi fece appoggiare col busto sulla spalliera del divano, la vetrina del soggiorno mi rimandò la mia immagine i piccoli tacchi delle pantofoline slanciavano le mie gambe, e così piegata facevo sporgere il culo in fuori, la mia immagine mi faceva eccitare, Luca e iniziò a leccare la mia fica da dietro, insinuava la sua testa fra le mie gambe per raggiungere con la lingua fino al clitoride, il contatto con la sua lingua mi faceva bagnare ancora di più, ebbi un sussulto quando Luca passò la lingua sul mio buchetto, nessuno me l’aveva mai fatto, la sensazione che mi dava era strana ma piacevole,protesi verso fuori il culo per godermi quella sensazione, Luca infilò dentro la sua lingua strappandomi un gridolino di piacere, visto che apprezzavo quel lavoro, Luca continuò con la lingua, ad un certo punto sentii qualcosa che premeva sul buchino, preoccupata mi girai, Luca stava facendo entrare il suo dito nel mio culo, mi diede un po’ fastidio l’entrata, ma subito Luca iniziò un ditalino che mi dava strane sensazioni;
-Allora Simona, oggi inauguriamo questa tua entrata.-il suo tono era eccitato, io mi irrigidii, con le mie amiche parlavamo di avere rapporti anali, ma ancora nessuna di noi aveva avuto il coraggio di provare;
-No, dietro non voglio, ho paura…-, Luca si staccò da me, aveva preso il portafogli, questa volta posò davanti a me 4 banconote da 50 euro, ma io non mi sentivo ancora pronta a un rapporto del genere, Luca mise altre 2 banconote, adesso guardavo quei 300 euro, l’essere trattata da puttana mi stava eccitando nuovamente, stavo per accettare, ma l’immagine di Giulio mi apparve in mente, non temevo la sua disapprovazione, volevo che lui fosse lui primo ad entrare nel mio culetto, volevo fargli questo regalo, lottando contro l’eccitazione che sentivo dentro, mi alzai;
-Non lo so Luca devo pensarci..-, in realtà volevo solo correre da Giulio, Luca pensò che era la paura a farmi parlare così, si avvicinò e mi baciò sulle labbra;
-Non preoccuparti, pensaci. Io sono qui.-
Mi rimisi in fretta il pareo e corsi a casa, l’eccitazione mi stava facendo bruciare la vagina, andai di corsa in camera di Giulio, Lui era là, l’eterna sigaretta in bocca, non dissi niente, mi avvicinai a lui e gli tolsi la sigaretta, perché ogni volta che lo vedevo perdevo il controllo? Lo buttai sul letto saltandogli sopra, infilai con forza la mia lingua nella sua bocca, cercavo disperatamente la sua lingua, la trovai e iniziai a succhiarla con forza, il mio corpo si strofinava sul suo, quasi che potessi calmare così la mia eccitazione, non restò passivo, rispose teneramente al mio bacio, carezzandomi la schiena, mi staccai da lui e senza una spiegazione, quasi come un ordine gli dissi;
-Inculami-
-Cosa…-, parve un attimo stupito, il mio arrivo, quella richiesta così improvvisa.
-Luca vuole incularmi, ma io voglio che tu sia il primo a penetrarmi dietro. Dai inculami fratellino-, pronunciai queste parole mentre cercavo di spogliarlo, avevo tolto la sua maglietta e lo stavo baciando su tutto il corpo;
-Sei fortunata che la mamma sia uscita e che in casa non ci sia nessuno, aspettami qui.-, le sue parole mi ricordarono che non mi ero preoccupata di saper e se eravamo soli in casa, se la mamma mi avesse visto chissà che casino, Mi liberai del costume in un lampo, non volevo perdere tempo, volevo sentire Giulio dentro di me, Giulio tornò con un tubetto in mano;
-Vaselina, so dove la tiene mamma per i giochetti che fa con papà. Adesso vediamo di prepararti-
Giulio mi fece sdraiare sul letto, chinò la sua testa sul mio sesso iniziando a leccarmi la fica, aveva messo della vaselina sulle dita, mentre mi stava leccando giocava con il mio buchetto, lo massaggiava piano, senza spingere le dita, sentivo le sue dita sfiorarmi mentre la sua lingua mi leccava, stavo godendo senza ritegno, Giulio iniziò a spingere il dito all’interno del mio culetto, fui stupita dal fatto che praticamente non me ne ero accorta, il suo dito iniziò a scorrermi dentro, mentre la sua lingua intensificava il ritmo sulla mia fica, quel dito mi procurava un piacere nuovo, venni in un orgasmo che mi lasciò senza fiato, Giulio aumentò il ritmo nel mio culo, finché restai senza fiato, mentre riprendevo fiato Mi trovai il suo cazzo davanti alla bocca, iniziai a leccarlo stancamente, ancora scossa per l’orgasmo, era duro e caldo sotto la mia lingua, guardai Giulio, mi piaceva troppo.
Giulio si staccò da me;
-Adesso mi sembri pronta-, feci per girarmi per mettermi a quattro zampe, ma lui mi blocco, prese un cuscino e me lo posizionò sotto il bacino per farmi stare più alzata, mi allargò le gambe e si posizionò davanti a me, mi sentivo oscenamente aperta, nonostante l’orgasmo appena avuto, ero nuovamente eccitata, Giulio si avvicinò a me e sentii che posizionava il suo cazzo sul mio buchino, mi irrigidii, lui mi carezzò piano facendomi rilassare, poggiò la punta sul buchino, io mi aspettavo che spingesse con forza, iniziò invece un lento movimento di bacino, spingeva e si ritirava, sentivo qualcosa di grosso spingere, ogni volta che lo sentivo un brivido mi percorreva fino alla vagina, fui presa da impazienza;
-Dai spingilo dentro-
-è già da un po’ che lo sto spingendo dentro-, Giulio era stato delicatissimo, non mi ero neanche accorta che era entrato, d’impulso strinsi le mie gambe intorno al suo corpo tirandolo a me, sentii le sue palle sbattermi sul culo, il movimento improvviso mi aveva fatto sentire tutta la consistenza di quel cazzo, adesso sentivo il mio culo che gli si avvolgeva attorno, Giulio iniziò a cavalcarmi con un ritmo forsennato, ora sentivo una sensazione di pieno e vuoto ogni volta che entrava e usciva, senti il cazzo anche dalla vagina, era una sensazione indefinita, attirai Giulio a me per sentirlo maggiormente, cercai la sua bocca, lo baciai , volevo sentirlo dappertutto, Giulio si irrigidì e sentii qualcosa di caldo spargersi dentro di me, capii che se ne era venuto, la consapevolezza di averlo fatto godere mi fece avere un orgasmo, l’orgasmo non nacque dalla fica o dal culo, lo sentii nascere nella mia testa, totalmente cerebrale, abbracciai forte Giulio iniziando a singhiozzare.
-Ti sei fatta male?- Giulio si preoccupò subito di sapere come stavo, mi venne da piangere più forte;
-No, ho goduto come mai, sono felice-, lui mi guardò teneramente mi abbracciò stretta e mi diede un bacino sulle labbra.
Stetti lì abbracciata a lui, fu l’arrivo di mia madre che ci fece alzare, Giulio si vestì in un lampo scendendo giù a darle una mano, io rimasi in camera a fare una doccia per rinfrescarmi, quando scesi giù, ero ormai calma e distesa.
Per tutta la cena ripensai a quel pomeriggio, il sesso con Giulio era stato magnifico, ma mi era rimasta l’eccitazione di darmi a Luca per denaro, adesso mi sembrava di tradire Giulio se fossi andata da Luca, i nostri genitori erano stati invitati da amici nel paese vicino, quindi saremmo rimasti soli tutta la sera, quando furono usciti ne approfittai per parlare con Giulio, era seduto sulla soglia con la sua solita sigaretta, mi sedetti in silenzio accanto a lui, stemmo per qualche minuto a contemplare la sera, il sole proiettava i sui raggi sbilenchi su di noi, presi coraggio e parlai;
-Vorrei andare da Luca-, non gli stavo chiedendo niente, gli avevo solo espresso un mio desiderio, lui soffiò una nuvola di fumo;
-Non è per i soldi, vero? Ti eccita giocare a fare la puttana.- parlò con voce piatta e neutra, non stava dando alcun giudizio, esponeva un dato di fatto.
-Ecco io volevo dirti che se non vuoi io…- , Giulio mise il suo dito sulle mie labbra bloccandomi le parole in bocca, mi guardò e parlò;
-Simona, io non posso e soprattutto non voglio proibirti niente, se tu lo desideri vai, non hai nessun obbligo nei miei confronti, vai e divertiti. Solo tira sul prezzo, tu vali troppo.-
gli stampai un gran bacio sulle labbra e corsi in camera mia a vestirmi, anche se l’aria era calda non potevo andare in bichini, dovevo mettere qualcos’altro.
L’incoraggiamento di Giulio mi aveva elettrizzato, volevo sembrare una vera puttanella, presi un paio di minuscoli slip di cotone, e una maglietta che non indossavo più da due anni, la infilai senza reggiseno, si era ristretta e faticava a contenere il mio seno, le ochette stampate sopra mi davano un aria da ragazzina, cercai una gonnellina che avevo usato per una spettacolo a scuola, era una minigonna quasi inguinale tutta a pieghe, appena mi muovevo si alzava lasciando vedere gli slip, pettinai i capelli in due codine fermati con due fiocchetti, mi guardai allo specchio, sembravo una scolaretta da cartone animato, indossai le stesse pantofoline di prima, anche se stonavano con il resto dell’abbigliamento e mi precipitai da Luca, nella fretta di andare da Luca non mi preoccupai di controllare che non ci fosse nessuno, arrivai davanti alla porta di Luca mentre stava congedando un suo ospite, credo avesse la sua età, quando mi videro tutti e due strabuzzarono gli occhi, Luca balbetto una presentazione veloce, mentre entravo dentro, sentii l’ospite di Luca dire mentre se ne andava;
-Ciao Luca, non stancarti troppo-, e una risatina.
Luca chiuse la porta e venne dentro;
-Ma come ti sei combinata-
-Perché non ti piace il mio vestitino- risposi con una vocetta maliziosa, e con un dito in bocca come una bambina, per tutta risposta Luca si avvicinò iniziando a palpare i miei seni da sopra la maglietta, i miei capezzoli sembravano voler bucare il tessuto tanto erano dritto, io lo lasciai fare, mi piaceva quando mi toccava, la mia mano si mosse per cercare il suo sesso, attraverso i suoi pantaloncini leggeri sentii che era già eccitato, iniziai a carezzarlo, Luca mi sfilò la maglietta, facendomi restare con la gonnellina e i seni nudi, si gettò vorace sulle mie tette iniziando a leccarle e succhiarle, io mi davo da fare a slacciare i suoi pantaloni, eravamo tutti e due impegnati in manovre frenetiche, lui leccava i miei seni, io volevo liberare il suo uccello per poterlo carezzare, ci spostammo sul divano, ormai Luca era nudo davanti a me, il suo cazzo già duro puntava verso di me, io lo carezzavo piano, mentre lui continuava a succhiare i miei seni, mi abbassai per prenderlo in bocca, Luca gradì molto, sporse il bacino per porgerlo meglio,
-Succhia troietta, prenditelo tutto in bocca-, sentirmi chiamare così mi fece bagnare all’istante, inghiotti quel cazzo spingendomelo fino in gola, quella sensazione di soffocamento mi faceva arrapare, iniziai a pomparlo spingendomelo sempre più in fondo alla gola, volevo inghiottirne quanto più possibile, i miei colpi erano veloci, il calore dell’asta si trasmetteva alla mia bocca, lo tirai fuori, leccandolo dalla punta fino alle palle, ricordai che quel cazzo avrebbe dovuto incularmi, iniziai a passarlo con la lingua per tutta la sua lunghezza avendo cura di insalivarlo bene, Luca grugniva di piacere ad ogni passata della mia lingua, sentivo il suo cazzo sussultare ad ogni passaggio, Luca non voleva rimanere inattivo, mi sdraio sul divano salendomi sopra, adesso eravamo abbrancati in un 69 di fuoco, io continuavo a leccarlo, lui scostò i miei slip già umidi, non voleva perdere tempo a togliermele, tuffandosi sulla mia fica, iniziò a leccarmi e succhiarmi facendomi godere, leccava con furia, facendomi contorcere dal piacere, ogni volta che toccava un punto particolarmente sensibile io stringevo in bocca il suo cazzo, sentivo il suo cazzo tremare, credevo che sarebbe venuto in bocca, invece si alzò togliendomi il suo cazzo dalla bocca, mi sfilò con furia gli slip, adesso avevo solo la gonnellina, mi fece piegare sul divano, il culo alzato e si portò dietro di me, io tremavo per l’eccitazione, aspettavo il momento in cui mi avrebbe impalata, sentii la sua saliva scendere sul mio buchino, infilò dentro un dito come a saggiarne la resistenza, poi sentii qualcosa di grosso che spingeva sul buchino, Luca non l’aveva più grosso di Giulio, ma mancava del tutto la delicatezza di Giulio, senti quel cazzo che voleva farsi strada dentro di me, il mio buchino faceva resistenza, provai paura, una spinta più forte vinse la resistenza del mio culo, il dolore mi fece quasi cadere in avanti, quel grosso palo mi stava spaccando in due, avrei voluto che si levasse, ma Luca ormai era infoiato, cominciò a darmi dei grandi colpi, io urlavo, il bruciore mi sembrava insopportabile, mentre mi dava quei grandi colpi, Luca portò la sua mano sul mio clitoride iniziando a massaggiarlo, la sensazione di piacere del clitoride si sovrapponeva al bruciore che sentivo, la mia mano andò a sostituire quella di Luca, iniziai a masturbarmi furiosamente, il bruciore si andava attenuando lasciando spazio ad un piacere sordo, adesso cominciavo ad abituarmi, cominciai ad accompagnare i colpi di bacino di Luca andando ad incontrarlo, Luca teneva i mie fianchi con tutte due le mani e continuava a montarmi.
Non contento uscì da l mio culo e si sedette sul divano mi prese e mi posizionò sul suo cazzo, io mi impalai da sola, nuovamente il suo cazzo si fece strada nel mio culo dolorante, adesso il piacere iniziava a prendere il sopravvento, iniziai a cavalcarlo furiosamente, mi alzavo lentamente e mi calavo con forza, volevo sentire ad ogni colpo la sensazione di essere aperta, il piacere sordo che sentivo nel culo montò all’improvviso, un orgasmo strano mi prese, mi dimenai su quel cazzo infilato nel mio culo, i miei contorcimenti fecero venire anche Luca, sentii un liquido caldo spandersi entro di me, mi accasciai di lato sfilandomi da Luca, avevo il mio culo oscenamente aperto, sentivo il mio buco palpitare per i colpi che aveva ricevuto, ma l’orgasmo appena avuto era stato grande.
Mi alzai e un rivolo di sperma uscì dal mio culo colandomi sulle gambe, Luca mi guardava distrutto, mi mise una mano in mezzo alle gambe e la ritirò bagnata dai miei liquidi.
-Simona, devo dire che sei meglio di una che conosco-, Già, mia madre pensai, Luca si alzò e prese il portafogli, mi porse i 300 euro promessi, presi i soldi e mi rimisi la maglietta, si era fatto tardi, e i miei potevano tornare da un momento all’altro, stavo per andarmene quando Luca mi chiamò;
-Simona, stai scordando questi-, aveva in mano i miei slip ancora umidi per l’ eccitazione provata prima, lo guardai con un sorriso da troietta;
-Tienili come mio ricordo-, lo lasciai che stava annusando il mio odore sugli slip, io mi affrettai a tornare a casa, volevo stare con Giulio.
Lo trovai ha letto che leggeva, l’odore di tabacco permeava la sua stanza, cominciava a piacermi perché mi ricordava lui, gli sorrisi e senza dire una parola mi andai ad accoccolare accanto a lui, lui mi cinse con un braccio, quell’abbraccio mi faceva sentire protetta, senza neanche la forza di fare la doccia mi addormentai accanto a lui.
