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Io e lei – Parte 2

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Mentre lecco Giorgia per ripulirle fica e culo, dopo l’uso che ne ha fatto il tipo incontrato in disco, lei mi tiene per i capelli e mi pilota la testa secondo i propri desideri e, inoltre, commenta la monta alla quale si è prestata ed a cui ho assistito.

«Mi ha chiavata proprio bene, quel maiale… Lo ha un pochino più grosso del tuo… non tantissimo, ma quanto mi basta perché lo senta davvero bene… Perché non te l’ho mai detto, ma a me piace il tuo cazzo, con la cappella appena più larga del fusto… ma questo Armando lo aveva tipo fungo porcino, con la cappella larga… ma del resto lo hai visto no?… E uhhhmmm…me lo sentivo dentro proprio bene, sai?… Tu lo hai visto: era un bel cazzo, vero?» Io taccio e continuo a leccarla, non penso che… «Ti ho fatto una domanda, cornutello -che sferzata ai lombi questo nuovo, imbarazzante, eccitante nomignolo!- rispondi! Lo hai visto bene? Era un bel cazzo?»

Con la sua mano che mi pressa la testa contro la sua fica non posso fare altro che annuire.

«Sì, bello… E ti piaceva?» Annuisco di nuovo «E… e dimmi, amoremio: se ti dicessi che mi eccita guardarvi, lo succhieresti un cazzo davanti a me?» Ci rifletto un attimo, ma poi penso che negando rovinerei la magia del momento ed annuisco di nuovo.

«Bene… Hai sentito che come gli ho detto che ero scoperta, mi ha voluto sborrare dentro? Ahahahah» Mi fermo dal leccarla e cerco il suo sguardo, in attesa di spiegazioni; lei mi vede e capisce: «Ma no, tranquillo, la prendo regolarmente… ma lui, il supermacho, il maschioalfa era estasiato dall’idea di mettere incinta la donna di un segaiolo che gli aveva concesso la compagna… E come è venuto, ahahahah!… E anche tu…

Dai, tirati su, che hai fatto un lavoro… passabile; adesso ti faccio sborrare io…»

Mi tiro su e studio come andarle sopra, ma mi stoppa al volo: «Non pretenderai mica di scoparmi anche tu, eh? Quel maiale mi ha stancata… Dai, vieni qui che ti faccio una bella sega, mentre ti dico qualcosa…»

Pensavo a qualcosa di più… come dire?, ma mi rendo conto che in effetti quel bestione ci ha dato dentro e ci sta, che la mia cucciola sia stanca… Così mi godo la sua mano sapiente, esperta nella stretta e nel ritmo giusti.

«Allora amoremio, ti è piaciuto vedermi montata da quel porco?» Annuii.

«E ti sei anche eccitato molto quando l’ho implorato di non venirmi dentro, ché ero scoperta… Mmmhhh… ci hai creduto anche tu?… Ti eri dimenticato che prendo la pillola… ma già: tu eri in palla.. e hai sborrato anche tu, quando lui mi è venuto dentro, convinto di impregnarmi… Ohh!!! Lo sento dal tuo amichetto, che la cosa ti ha eccitato… Ma se capitasse, che ci rimanessi con un altro, tu cosa faresti? Dai, rispondi…»

La sua mano sul cazzo era una vera deliziosa tortura: «Io… io niente… uhhmmm… Mi…

-aumentò perfidamente ritmo e stretta- … mi andrebbe bene lo… uhmmm… lo stesso… mmmhhhh»

«Davvero, amoremio? Sei adorabile, ma lo sai già… ma senti… anche se il padre fosse un nero??? Oh, ohhh… sento che la cosa ti eccita molto, vero???» «Mmmhhh… sssìiii!»

Sei un vero porcellino! Allora facciamo così: se mi giuri che poi me la ripulisci ogni volta come hai fatto stasera, accetto di andare con qualche altro… Ma come lo hai duro, amoremio!!!
Anzi: li farò sempre sborrare nella fica e da domani… basta pillola, ti va???»

Il mio cazzo vibrò e poi fece uscire ancora un po’ di sperma, dopo le altre tre sborrate di prima.

«Uff, mi hai sporcata tutta la mano… se mi metto il vestito così, lo macchio: dai, puliscimela da bravo…»

Ed io, buonobuono, le leccai la mano e le succhiai le dita, una per una.

Infine si rivestì e ripartimmo, verso casa.

«Abbiamo fatto un patto stasera, te ne rendi conto?»

Sorrisi: «Certo, cucciola mia…»

Sorrise anche lei: «Va bene, allora siamo d’accordo: per farti felice andrò con altri… Contento?»

In tutta quella nebulosa erotica nella quale ero sperso, c’era qualcosa che non… beh sì: che non mi era proprio chiaro: «Ma amore… andrai con altri… quando ci sono io, vero?» Chiesi, vagamente preoccupato.

«Oh, senti: sei tu che vuoi che faccia questa cosa! E io ho deciso di farti contento e farla! Però, per favore, non mi mettere pali o paletti, altrimenti abbiamo scherzato e non se ne parla mai più! Chiaro?»

«Sì, sì cucciola, chiaro, va bene, come vuoi tu, scusami…»

«Oh, bene! Allora… Sì, lo farò quando ci sei tu, salvo occasioni particolari, vabbé… ma d’altra parte non ho voglia poi di starti a raccontare per filo e per segno per delle ore e neanche a te piacerebbe… o sbaglio?» «Sì sì…»

«Sì-sì cosa? Che ti piacerebbe che ti raccontassi tutto quello che ho fatto con gli altri??? Ti ecciterebbe? Rispondi!!!»

La strada era complicata e piena di curve, cominciavo a sentirmi stanco e quindi non l’ascoltavo con troppa attenzione, ma pressato così… «Sì, cucciola, mi ecciterebbe»

E lei decise di chiudere l’argomento dandomi un morbido bacio sulla guancia.

Dopo quella prima volta, Giorgia comincia ad accettare i corteggiamenti, sopratutto quando siamo insieme.

Andiamo in qualche posto, tipo i bar e, pur essendo insieme, lei riesce spesso a guadagnarsi l’apprezzamento, da tizi che, evidentemente, mi ignorano bellamente.

Quando decidiamo di crearci queste occasioni, lei si veste sempre sexy e ancheggia molto di più, rollando sui tacchi alti e facendo dondolare il suo bel culo con effetto ipnotico.

Ovviamente, non tutte le volte troviamo singoli che le interessino davvero, cioè coi quali andare più avanti delle piccole scaramucce verbali e rapidi magnuscamenti rubati attraversando un luogo affollato.

Ma le volte che ne incocciamo uno, cominciamo una sorta di “gioco di ruolo”, nella quale lei è la… padrona di quello sfigatello del suo accompagnatore.

Spesso Giorgia fa in modo che io sia innegabilmente notato dal maschio e quindi si innesca tra loro un dialogo del tipo «Ma scusa… lui, chi è?»

«Oh, non far caso a lui… è solo il mio fidanzato…»

Immancabile l’approfondita occhiata dalla testa ai piedi, tipo TAC e poi la domanda: «Ma… e non gli scoccia che…» «No, no, tranquillo: ha detto che per vedermi felice è disposto a qualunque cosa… Anche a vedermi con altri…»

(Che poi lei aveva più volte affermato che avrebbe detto “vedermi con un altro”, ma noto che ormai le viene più naturale tenersi sul generico…)

Al che il tipo mi scruta di nuovo e si erge ancora, per far capire che è lui, il maschio alfa ed io rispondo con un sorriso mite, un po’ da pecora.

«Va beh dai, bella troiona… Vieni, che andiamo da me a giocare un po’…»

«Va bene, veniamo» «Ma io pensavo solo io e te…» «Oh, ma non lo lascio certo in giro da solo dai, pooovero… Lui si accontenta di starsene lì, buono buono, a guardare…»

E’ successo che qualcuno si sia rifiutato e che Giorgia abbia detto «E allora no, addio!», ma penso che fossero tipi non troppo interessanti, ai suoi occhi.

Altri invece non mi hanno voluto e lei mi ha lasciato allora solo, ad aspettarla, raccontandomi poi tutto dettagliatamente e -alcune volte- anche mandandomi foto o telefonandomi per raccontarmi cosa stessero facendo e per insultarmi insieme al suo montone, con entusiasmo.

Dopo qualche tempo, successe un fatto che, visto col senno del poi, sarebbe stato molto importante.

Eravamo al mare e vicino a noi c’erano tre tizi, di quelli che piacciono a Giorgia: sulla trentina, spalle larghe pancia piatta e fisico tonico.

Vedevano che lumavano Giorgia e tra loro parlottavano e ridacchiavano e lei, che se n’era ovviamente accorta, si metteva in mostra.

Si vedeva che il terzetto si sarebbe avventato su di lei, ma non osavano: sono piuttosto alto ed ho un fisico non da mezzasega, anche se non è scolpito da ore di palestra e, logicamente, faceva troppo caldo per cominciare un litigio sulla spiaggia.

Però mi suggerivano l’idea di una muta di cani alla catena che annusassero dei bei pezzi di carne poco oltre la loro portata.

«Amoremio, certo che adesso fa proprio caldo, vero?»

Mi dichiarai d’accordo.

«Magari vatti a fare una nuotatina, amoremio, così non stai qui a soffrire il caldo…»

Stavo per replicare qualcosa per convincerla a venire con me o non sarei andato neanche io, ma poi la sua frase mi risuonò nella testa ed ho intuito che “così non stai qui” era il messaggio principale.

«Ma sì, vado… e tu, cucciola, non vieni?»

«No, amore mio: non mi va… ma so quanto ti piace nuotare: fatti una bella nuotata lunga… scommetto che ce la fai ad arrivare fino a quello scoglio laggiù lungo la falesia…» «Eh, ce la potrei fare anche se è lunghetta… Allora vado!»

Faccio per baciarla, ma lei gira il capo e quindi le do solo un bacetto sulla guancia…

Capito: si gioca, ma alzando il numero dei partecipanti!

Comincio a nuotare, mi allontano di un po’, fino in mezzo ad altre persone e poi mi giro e guardo: i tre si sono avvicinati e vedo la mia ragazza che parla con loro e ride e scherza.

Tre in una volta! Son proprio curioso di vedere come farà Giorgia a gestire la situazione…

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