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Io e lei – Parte 3

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Decido di nuotare fino allo scoglio a cui aveva alluso Giorgia, tanto per dar tempo che, alle mie spalle, la situazione evolvesse liberamente, senza essere io d’impiccio.

La distanza è più lunga di quanto avessi valutato e, quando arrivo finalmente al famoso scoglio, mi ci isso sopra per rifiatare.

Guardo verso l’angolo dove è Giorgia con la nostra roba e finalmente la vedo, circondata dai tre, tutti in posture molto… in confidenza, ecco.

Mi riposo un po’, poi affronto il ritorno ed arrivo un po’ affaticato, ma va bene così.

Torno dalla mia ragazza e… «Ah, eccoti qui! Mi hai piantata qui sola per un’ora che, se non era per loro, mi sarei annoiata a morte! Avevo bisogno di farmi spalmare l’olio solare ed il signore era in acqua, a nuotare come una papera!»
Ops! Sembra davvero incazzata! Provo a placarla: «Scusami cucciola: sono arrivato fino a quello scoglio laggiù, ma poi ho dovuto prender fiato…»

«Sì, sì, fiato! Se non ti conoscessi così bene, avrei potuto anche pensare che avessi trovato qualche puttanella che è per quello che sei stato via tanto!»

L’allusione al fatto che “tanto non sono il tipo da fare certe cose” diverte molto i tre nuovi amici di Giorgia, che ridacchiano per la tirata che la mia ragazza mi fa.

«A proposito, che maleducata! Non ho fatto le presentazioni! Allora, ti presento Diego -salutino con la mano di Diego- e Fulvio -cenno della testa di Fulvio- e Vladi -strizzatina d’occhio di Vladi-; ragazzi, questo è Giulio, il mio… sì, insomma: il mio fidanzato» e fa una risatina, coprendosi la bocca con la mano.

«Ciao ragazzi piacere!» dico affabilmente, mentre mi rendo conto che Giorgia mi sta sputtanando davanti a loro e la cosa mi turba e, pensando alle possibili conseguenze, mi eccita al punto che devo stendermi prono per non essere tradito dall’erezione che sento arrivare.

Li sento che ridono e scherzano, come se non ci fossi e decido di far finta di dormire, per ascoltare di nascosto quello che dicono: chiudo gli occhi, mi rilasso e mi sistemo come se dormissi a pancia sotto e sento le voci ed i suoni che diventano via via più ovattati e vorrei sentire meglio ma…

«Allora! Hai finito di dormire? Dai che è ora di andare via!» e Giorgia che mi scuote, tenendomi per una spalla.
Opporcapaletta! Mi sono addormentato davvero!
Guardo il sole, basso sull’orizzonte: «Eh sì, scusami cucciola, è tardi! Dai facciamo su la roba così ci mettiamo sulla strada di casa e mangiamo un boccone in giro…»

«No, aspetta! Fulvio ha suggerito di andare a mangiare la pizza insieme…»
Mi immagino già gli strusciamenti del terzetto a Giorgia, durante la cena, con immancabili cadute di posate in terra e con luuunghe immersioni sotto il tavolo per recuperarle. Ma non posso cedere subito!
«Ma cucciola! Se restiamo a mangiare la pizza qui con loro, poi a casa a che ora ci arriviamo? Sono simpatici eh, per carità -sorrido in giro a tutti loro- ma abbiamo un bel po’ di strada da fare…»

Allora Fulvio, il capobranco, mi parla per la prima volta: «Noi abbiamo preso un appartamentino in affitto, qui, con due camere da letto; se viene troppo tardi per voi per viaggiare, noi dormiremo insieme su un letto e voi nell’altro…» Bingo! E così stasera la mia adorabile maialina si troverà a gestire ben tre cazzi insieme!

«Mah, non so, non vorremmo essere d’impiccio…»

«Ma no, nessun impiccio, dai! -”amichevole” manatona in mezzo alle spalle, da dislocarmi due vertebre!- Ci fa piacere, davvero! Siete una coppia così simpatica…»

Seh, seh! “Coppia simpatica”: bel sorriso ammaliatore di Fulvio, più falso di una moneta da tre euro: visto che son restato sveglio in loro compagnia per meno di venti minuti, come avrà poi fatto a capire che anche io sono così simpatico? In realtà vogliono farsi la mia fidanzata… e mi sembra che anche Giorgia abbia un programma complementare col loro.
«Se alla mia fidanzata va bene…» «Sì, sì, dai: sono simpaticissimi e anche molto gentili; beh accettiamo, grazie!»
Faccio il sorriso di chi sa riconoscere quando riceve un qualcosa di inaspettato e poi, su istruzioni di Giorgia, mi carico tutte le nostre varie carabattole -compresi gli abiti: lei ha insistito che lasciassimo la spiaggia in costume come loro- e le porto fino al bilocale occupato dai tre fustacchioni.

Entriamo e mi guardo intorno: un locale con letto, tavolo e l’angolo cucina e la porta del bagno ed un’altra porta di fronte con l’altra camera: «Ecco: lascia lì la vostra roba, che se vi fermate a dormire, potreste dormire in quella»
Poso borse e zaino e mi rendo conto solo allora che ho della sabbia incollata addosso: «Ragazzi, vi spiace se mi faccio una rapida doccia?»
Ovviamente non hanno nulla in contrario, così prendo i boxer, gli short e la polo, me li porto in bagno e mi comincio a fare la doccia.
Sono appena riuscito a far venire l’acqua della temperatura giusta, quando entra Vladi, alza la tavoletta del water, che è accanto al box doccia e comincia a pisciare. «Spero che non ti imbarazzi vedermi, ma mi scappava da pisciare e vedi? Sto facendo esattamente solo quello, guarda!» Ed io, ipnotizzato da quei “guarda” “vedi” e col languore che mi induce il getto di acqua tiepida, guardo e vedo che ha un bell’arnese e che… oddio, si sta mezzo segando!
«Ti piace?» Eh? Chi? Cosa? Ah! «Beh sì, hai una bella dotazione» E poi, espletate queste inusuali cordialità, mi insapono i capelli, voltandogli deliberatamente le spalle.
«E tu un bel culo» dice e ridendo va via.

Sono turbato: cosa avrà voluto dire? Mi rendo conto che la inaspettata situazione mi sta provocando… rimescolamenti, là sotto…

Finisco la doccia, mi asciugo, mi vesto e mi do una pettinata davanti allo specchio… e riflesso vedo il divanoletto con Giorgia seduta in mezzo agli altri due, che li sta toccando mentre Diego gli succhia una tetta. Wowww!!! La serata promette proprio bene per tutti!
Ovviamente, quando esco dal bagno, i ragazzi si stanno cambiando per la cena -tutti e tre jeans tagliati al ginocchio, senza intimo e con delle polo a coprire il torace- mentre Giorgia è pudibondemente dietro la porta chiusa della camera, a vestirsi anche lei.

Come entro in camera («Ah, sei tu..» dice distrattamente) vedo che si è drappeggiata addosso un pareo, anziché vestirsi anche lei con short e maglietta.

«Sai… -spiega ad alta voce, in modo che la sentano anche i ragazzi- … Ho provato a mettermi la maglietta, ma oggi mi sono un po’ scottata e mi dava fastidio; così mi son fatta mettere il latte doposole, ma per la cena preferisco il venire col pareo, mentre l’irritazione passa…»

Ed io, ben conscio che la sua pelle non si scotterebbe neanche sotto il dardo di una fiamma ossidrica, da complice dico: «Oh, mi dispiace! Ma si, fai bene… tanto è una pizzeria, mica un ristorante da dresscode!»

E così partiamo verso il locale: Diego e Fulvio prendono a braccetto Giorgia, mentre Vladi si mette a chiacchierare con me, ma tenendomi un po’ separato dal terzetto.

Tavolo in un angolo, lei tra i suoi due cavalieri ed io tra Vladi e Diego, pizza buona, birra, tanta birra e scherzi, risate, battute, furtivi tocchignamenti che ovviamente faccio finta di non vedere, ma intanto, abbassandomi un attimo sotto il tavolo,vedo le mani dei due tra le cosce spalancate di lei, mentre mangia con la destra e sega il suo vicino con la sinistra.

Poi torniamo all’appartamentino: io barcollo perché mi hanno fatto bere molta birra ed hanno preteso che bevessi due ammazzacaffè alla fine della cena e quindi li seguo, da bravo cagnolino -anche recitando un pò la parte di quello ancora più ubriaco- mentre loro spudoratamente abbracciano e palpano e baciano la mia fidanzata per strada, sotto lo sguardo benevolo e divertito di chi passa.

Come entriamo in casa, Giorgia: «Mi sa che hai bevuto un po’ troppo, amormio… Fai una cosa: buttati sul letto, che io faccio un po’ di compagnia ai nostri ospiti e poi ti raggiungo…

Ed io, facendo il sorriso ebete che speravano di vedere, annuisco, mi scuso e me ne vado in camera, lasciando la porta appena accostata e buttandomi sul letto a pelle d’orso.

Li sento ridere, sussurrare e dopo un po’ qualche gemito, qualche grugnito soffocato: devono aver cominciato le… attività.

Cercando di non fare rumore, scalzo, mi alzo e miaccosto allo spiraglio della porta e vedo… Giorgia è inginocchiata e intorno a lei i tre, nudi e coi cazzi svettanti, mentre lei li sega e succhia a turno.

Scena eccitantissima: la mia ragazza è una vera sacerdotessa del sesso! Comincio a masturbarmi, lentamente, per far durare di più il piacere.

Le loro mani, nel frattempo, si sono impadronite del corpo della mia fidanzata ed il quartetto dimostra già un discreto affiatamento.

Ad un certo punto Diego alza la testa e guarda verso di me! Faccio un passo indietro ma no, non mi deve aver visto, perché ha subito spostato lo sguardo ed ha continuato a giocare coi seni della mia fidanzata.

Vedo che la formazione cambia: Fulvio si allunga sul letto, ma coi piedi in terra e la mia ragazza gli va sopra, impalandosi lentamente e dandomi le spalle. Diego si mette in piedi sul letto e mette il cazzo in bocca a Giulia, che lo pompa con passione.
Manco si fossero messi apposta, ho una ottima visuale sulla scena della mia ragazza che si fa montare e loro che parlottano e ridacchiano a bassa voce.

Vladi ha accarezzato il culo di Giorgia -quanto la manda in libidine, quando glie lo accarezzano!- e giocato coi seni e poi Diego ha afferrato i capelli della mia fidanzata ed ha cominciato a scoparla in bocca.
Sono intento a gustarmi lo spettacolo, quando vengo urtato dalla porta: è Vladi, che era uscito dalla mia visuale: «Dai cornuto, che ci fai patire, lì dietro! Vieni a metterti vicino, almeno vedi bene anche tu!» E gli altri -anche Giorgia!- a ridere.

Così mi avvicino e posso vedere bene, da un metro.
Giorgia smette il pompino: «Allora, amormio, sei contento di vedermi fare la vacca con questi bei tre tori come desideravi?»

«Sì, cucciola mia, tanto! Sei stupenda!»

«Stupenda piena di cazzi, intendi? Ma allora, non mi merito un bacio, cornutello? Dai, vieni a darmelo!» Ed io mi avvicino, circospetto per la presenza turgida del cazzo di Diego con la cappella appoggiata alla sua guancia e la bacio: sa di… di cazzo, ma è uno stupendo lingua in bocca e lei mi mette anche una mano dietro la nuca. Poi smette il bacio e mi guarda fisso negli occhi: «Ti ricordi i discorsi che avevamo fatto, la prima volta che son stata con un altro?» Annuisco, mentre la sento dondolare, mossa dalle lente spinte di Fulvio che la sta chiavando.

«Ricordi che mi avevi promesso che se mi avesse eccitato guardarti, avresti succhiato un cazzo davanti a me? Lo ricordi, vero? Vero???»
Oddio, cerco di ricordare e sì, in effetti dovevo averlo detto… Annuisco
«E allora avanti, dai: succhia il cazzone di Diego!» E lo prende con due dita e me lo appoggia sulle labbra e poi, con la mano, mi spinge sulla nuca e io sono costretto ad aprire la bocca ed a leccare e succhiare quel… corpo estraneo.

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