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Tutto inizia con una febbre – continuazione – cap. 4

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Dopo aver salutato Sonia percorro il corridorio per raggiungere l’ufficio, apro la porta e non trovo nessuno. Evidentemente Sergio è impegnato ancora nella riunione, perciò mi siedo dietro alla mia scrivania e riprendo il lavoro che avevo lasciato ieri. Scrivo le email che erano rimaste e che non avevo spedito, ne scrivo altre per delle risposte che ho ricevuto e archivio dei documenti. Insomma faccio le stesse cose che stavo facendo ieri e nei giorni precedenti. 

La tranquillità dell’ufficio è interrotta dall’improvvisa entrata di Sergio che noto subito avere uno sguardo contrariato. Immagino che sia per il mio ritardo non comunicato tempestivamente e dico:

  • Buongiorno Sergio, scusami per il ritardo.

  • Ah! Sei qui! Beh stamattina ero irritato per il tuo ritardo, ma fa nulla. Sono irritato e preoccupato per altro.

  • Perché cos’è successo?

  • Abbiamo ricevuto una telefonata mentre tu non eri ancora arrivata.

  • Da chi?

  • Dalla banca

  • È allora? Cosa vogliono?

  • Credo che vogliano rientrare dal prestito che ci hanno dato.

  • Ma ne sei sicuro? – e intanto gli toccavo una spalla per rinquorarlo.

  • Si penso proprio di si, credo che se succedesse sarebbe la fine della nostra impresa.

  • Dai vedrai che non sarà così, ci sarà una soluzione e poi non è detto che la banca voglia fare quello che hai appena detto.

  • Sono stanco, stufo di questa vita in bilico.

  • Dai vedrai che si sistemerà tutto – e nel frattempo mi ritrovo le mie labbra vicino alle sue e ci baciamo.

Dopo esserci baciati Sergio mi sorride e poi poggia le sue mani sulle mie spalle mi spinge in basso e mi dice – Sai cosa devi fare, vero?

  • Si – e gli sorrido per compiacerlo. Tiro giù la zip, gli sbottono i pantaloni per poi tirare fuori il suo cazzo dalle mutande.

Inizio a dargli dei piccoli baci sul glande e intanto sento già i suoi gemiti. Poi le mie labbra passano per l’asta.

Sergio mi dice – Oh, sii così Daniela mmm.. si con quelle labbrahh

Il pene inizia ad indurirsi con le carezze date dalle mie labbra e decido di passare con la mia lingua sulla sua asta.

  • Dai Daniela mettitelo in bocca

Ignoro il suo suggerimento perché mi diverto tanto a prolungare i pompini e a farmi implorare dai maschi, ma ciò per Sergio non vale. Sento la sua mano dietro la mia nuca che me la spinge verso di se e quindi mi obbliga, mi constringe ad avere il suo pene in bocca. Deduco che ha fretta di godere e che non ha tempo e voglia di godere della mia poesia, della mia arte nel pompino. Sento il suo cazzo percorrere con forza dentro la mia bocca e sfregare contro le mie labbra e ascolto i suo gemiti e incitamenti come – Si cosi… si succhiamelo…

Per fortuna dura poco questo supplizio, sento che ormai il pene è oramai indurito  e prossimo ad esplodermi il suo piacere in bocca. Gli schizzi sono forti e il suo seme mi finisce in bocca e sulle labbra. Il suo cazzo è fuori dalle mie labbra e posso riprendere un po’ di fiato, ne approfitto per prendere dei fazzoletti per sputare lo sperma. Subito dopo mi prendo cura dolcemente del suo cazzo e sorrido a Sergio mentre lo faccio.

  • Grazie Daniela, ne avevo proprio bisogno.

  • Lo so ne hai fatta tanta, ne avevi proprio bisogno per sfogarti – e continuo a leccare e 

baciare il suo membro. Faccio e dico tutto ciò per assecondarlo e fargli ritrovare la sua fierezza e farlo evadere dalle sue insicurezze derivate dal lavoro. Ciò che ho fatto non mi piace, non ho trovato il minimo piacere e il suo sperma aveva un saporaccio questo perché ha una dieta squilibrata. Poi mi reco in bagno per darmi una sistemata e dopo riprendo il lavoro mentre Sergio si rimette i pantaloni.

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