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LA PROPRIETARIA DEL BED AND BREAKFAST – SECONDA PARTE

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Quanto accaduto nei giorni precedenti mi aveva gratificata ma non era abbastanza. Avevo fatto un pompino a Roberto e lesbicato con la sua fidanzata Elisa, però volevo di più: finire nel loro letto, fare l’amore con tutti e due insieme. Sarebbe stata una novità interessante, non l’avevo mai fatto in tre: era sempre stato uno dei miei sogni erotici, però non era facile: dovevi trovare una coppia con la quale avvertire veramente la giusta complicità. Sentivo che era venuto il momento giusto, che Roberto ed Elisa erano le persone adatte: mi attraevano, sia dal lato umano che da quello fisico. Mi attizzava l’idea di ricevere dentro quel bel cazzone di Roberto e contemporaneamente godere delle carezze intime della fidanzata. Tutto bello ma come fare? Non mi aspettavo certo che uno di loro due prendesse l’iniziativa; se l’avessi fatto io, rischiavo di combinare un casino e mi sarebbe dispiaciuto incrinare la loro unione. Decisi quindi di non fare niente, di restare in attesa degli eventi. Se fosse stato destino, sarebbe successo. Ed ebbi ragione.

La sera dopo il sesso in auto con Elisa, pioveva a dirotto e faceva fresco. I due ragazzi non avevano voglia di uscire fuori a cena con quel tempaccio e allora proposi di mangiare tutti insieme: una spaghettata, un po’ di affettati, qualche tartina, una macedonia, dolcetti, insomma roba semplice e nutriente. A tavola notai una strana atmosfera. I ragazzi erano assai allegri, più del solito; mi riempirono di complimenti per le mie doti culinarie e ancora una volta ribadirono quanto fossi attraente. Fu una bellissima serata, ci divertimmo molto; ma mi accorsi che c’era qualcosa di più. Elisa mi fece l’occhiolino, e non sono sicura che Roberto avesse visto o no. Si erano forse confidati a vicenda le loro avventure con me? Pensavano anche loro quel che pensavo io?

Era da poco trascorsa mezzanotte quando i ragazzi dissero che sarebbero andati a letto. Mi ero sbagliata o mi avevano guardata con occhi diversi, mentre lo dicevano? Avevano pronunciato quelle parole con un tono da invito oppure era solo una mia fantasia? Andai a dormire anche io ma quel pensiero continuava a tormentarmi. Finché mi decisi, mi misi una vestaglia e bussai alla porta della loro camera.

-Avanti – rispose Roberto.

Entrai, la stanza era illuminata dalla fioca luce di un abat-jour. Stavano a letto, lui in slip, lei con una leggera sottoveste trasparente. Sorrisero.

-Ti aspettavamo – disse Roberto.

Sorrisi anche io e capii. Non c’era bisogno di sprecare troppe parole, la situazione era chiara. Non esitai ulteriormente: mi tolsi la vestaglia, sotto non portavo nulla. Mi avvicinai al letto. Come rispondendo ad un preciso segnale, si mossero anche loro; Roberto si tolse lo slip, Elisa la sottoveste. Io salii sopra il letto, mi fecero spazio, mi posizionai in ginocchio tra loro due. Li abbracciai, fremendo dal desiderio.

-Cari…

Roberto ed Elisa passarono subito all’azione. Ero al centro delle loro attenzioni: lui prese possesso della mia tetta destra mentre la sua fidanzata andò all’attacco di quella sinistra. Mi lasciai andare ad un gemito di piacere mentre sentivo sul mio corpo le loro carezze e i loro baci. Non volevo restare indietro: presi in mano la lunga asta di Roberto e con l’altra mano iniziai ad accarezzare la figa bagnata di Elisa. Quelle reciproche moine durarono circa cinque minuti ma avrei continuato all’infinito: ebbi addirittura un primo orgasmo quando Roberto, non smettendo di passare le labbra sulla mia tetta, passò ad accarezzarmi la figa ed Elisa si unì immediatamente.

Mi guardai intorno per un attimo, non sapevo con chi iniziare. Scelsi Elisa, che mi guardava calda ed eccitata. La feci stendere sul letto e mi distesi sopra di lei. La baciai sul collo, sui seni, sul ventre, quindi sulla figa.

-Ah sì, che bello…. – disse lei respirando affannosamente.

Si era completamente lasciata andare ai baci. Ogni tanto si metteva a sedere e mi premeva la testa sul suo sesso ancora più forte per poi tornare ad abbandonarsi, pancia a terra, accarezzandosi i seni. La sua figa fradicia vibrava ad ogni mia slinguata. Vidi con la coda dell’occhio Roberto godersi la scena e masturbarsi piano. Ad un certo punto si spostò e pensai che si era messo dietro di me.

-Ci siamo – pensai – Ora mi scopa….mmm….dev’essere un toro.

In effetti non mi ero sbagliata. Si era posizionato alle mie spalle e mi aveva preso i fianchi, armeggiando col mio sesso.

-Bello, bravo – ansimai.

Capii che si preparava per penetrarmi da dietro. Pregustando il suo cazzo, andai ancora più forte con la lingua sulla figa di Elisa, che ormai era tutto un brodo. E Roberto non tardò a farsi sentire…..ma non come credevo io. Lo sentii prima mettermi un dito in culo, e immediatamente dopo appoggiò il suo cazzo al buco, dando una spinta vigorosa.

-Ahi….traditore….

-Sssss….

Non che mi dispiacesse: ero abbastanza sfondata anche dietro, solo che mi aveva colta di sorpresa. Passato il primo attimo di incredulità, mi rilassai, mossi le chiappe per farlo entrare meglio e mi godetti la cavalcata. Roberto era insieme dolce e rude, fortunatamente non l’aveva tanto grosso, in compenso era abbastanza lungo, quindi esplorava il mio canale sino in fondo e mi faceva godere. Elisa era venuta, squirtando abbondantemente nella mia bocca. Si ritrasse e anche lei per un attimo contemplò lo spettacolo del suo ragazzo che inculava una donna matura. Lo baciò e poi si dedicò a me, accarezzandomi le tette che si muovevano al ritmo di ogni spinta di Roberto e accarezzandomi la figa. Io ogni tanto contraccambiavo baciandole le tette ma dovevo tenermi saldamente per non finire fuori equilibrio: la spinta di Roberto era forte, non mi lasciava tregua, mi faceva tremare come una foglia. Stavo godendo come una porca.

-Sì….sì…così….sfondami….

Parlavo e non mi rendevo conto di quel che dicevo. Mi accorsi che lui stava accelerando i colpi.

-Sto venendo…sto per venire – farfugliò.

E venne infatti. Tutto dentro al mio sedere. Mi sentii inondare di un liquido caldo e vischioso, come non mi era mai accaduto prima. Subito dopo anche io ebbi un orgasmo fortissimo che mi fece esplodere il cervello. Mi accasciai mentre lui dava un altro paio di colpi sulla scia del parossismo. Lentamente si sfilò e si distese alla mia destra, esausto. Elisa ci guardava sognante, accarezzandosi. Fece passare qualche secondo, mentre riprendevo fiato. Quando si rese conto che la mia respirazione era tornata normale, si avvicinò.

-Gli uomini hanno bisogno di tempo per ricaricarsi – disse con voce bassa e sensuale – Noi no.

In un attimo sentii di nuovo le sue labbra baciarmi dappertutto e stuzzicarmi dove mi piaceva di più. A dire il vero, ero stanca, avrei avuto bisogno di riposarmi ancora un po’, ma la lasciai fare. E feci bene. Perché la sua sensualità piano piano prese il sopravvento. Mi leccava bene, con carezze brevi e intense, che fecero rinascere il mio desiderio. Senza quasi nemmeno accorgermene, ripresi ad ansimare, prima lievemente, poi con una intensità sempre maggiore. Mi lavorò la figa alternando ditalini e colpi di lingua e io mi abbandonai completamente. Elisa si era presa il mio corpo come oggetto di piacere e godeva nel farmi. Roberto all’inizio era disinteressato, anche lui esausto; ma col passare dei minuti, lo vidi cominciare a masturbarsi. Ed eccolo alzarsi, posizionarsi dietro Elisa e piazzarle dentro il cazzo duro con un solo colpo.

-Ahhh – sospirò lei, felice di accoglierlo.

Roberto ricominciò a pompare di buona lena, e non per questo Elisa smise di lavorarmi. Anzi, se possibile accelerò ancora, eccitata dal sentire dentro di sé il cazzo duro del fidanzato. Roberto però aveva in mente altro. Si staccò da lei, la prese tra le braccia e la spostò di lato, e puntò alla mia figa. Entrò direttamente senza alcuna difficoltà: era quel che volevo. Già ero eccitatissima, quel fuori programma fu il colpo di grazia. Mi cavalcava a tutta velocità, io muovevo i fianchi cercando di sentirlo il più profondamente possibile. Non si era dimenticato di Elisa: mi lasciò e tornò a scoparla, mentre io, ormai allo stremo, mi sditalinavo rapida. Dopo un paio di minuti, ero venuta, un altro orgasmo forte, che mi fece gridare. Anche per Roberto era abbastanza: lo tirò fuori dalla figa di Elisa e si masturbò sino a quando non venne, schizzando la sua sborra sopra di noi. Elisa non era ancora venuta, ma ci mettemmo poco: in mezzo tra di noi, la sditalinammo a turno, baciandole le tette, e dopo nemmeno un minuto ebbe anche lui un fiero orgasmo.

Fu bellissimo e non accadde solo una volta. Roberto ed Elisa mi accolsero nel loro letto tutte le sere, per tutta la durata della loro vacanza. Ci siamo dati appuntamento per quest’estate: io li aspetto a gambe spalancate.

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