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Racconti Eroticisenza censura

Linda – parte 4

By 17 Gennaio 2026Gennaio 18th, 2026No Comments

– Senti oggi vengo da te a studiare, alle due e mezza sono lì
– Gioia mia…
Attaccò in tono ironico
– …non è che io no ho un’emerita ceppa da fare tutto il giorno, io ci lavoro a casa…
– E allora? Vengo a studiare ti ho detto, qui ci sono i muratori che ieri mi hanno trapanato il cervello. Vengo lì che domani ha una verifica
– Vabbè, tanto fai sempre come cazzo ti pare…
Un po’ gli rompeva questo dire e fare le cose praticamente senza chiedere se poteva, gli rompeva parecchio che si prendesse queste libertà; una roba di poco conto, “però eccheccazzo…” si disse. Sotto sotto temeva (o desiderava?) che una volta lì, finisse come due giorni prima e la situazione gli sarebbe definitivamente sfuggita di mano.
– Ciao nonnino!
– Nonnino ‘sto cazzo
– Dai che scherzavo
e lo baciò su una guancia
– Aveva cominciato anche Tommy a chiamarmi nonnino “ciao nonnino, nonno Matteo nonnino Matteo!” nonno di qui, nonno di là… poi una sera che mi giravano i coglioni più del solito gli ho risposto…
– e che gli hai detto
– gli ho detto “nonno nonno però intanto l’ho buttato nel culo anche a tua mamma”
– No dai!
– Invece si! Ma poi ho subito detto che scherzavo e l’ho messa sul ridere…
– No, dicevo, “no dai “ nel senso che l’hai buttato nel culo anche a sua mamma? Cioè, io davvero non ho parole…
– Quello è un altro discorso, lasciamo stare
Assunse subito un tono serio, da assistente sociale
– No Matteo, adesso devi ascoltarmi: guarda che questa cosa potrebbe diventare preoccupante, non puoi conoscere una mamma che un secondo dopo pensi subito di andarci. E poi a far cosa, diciamolo! Ma hai avuto dei problemi con mamma da piccolo? Vuoi che ne parliamo?
– Linda, sei venuta per studiare? Allora mettiti a studiare e non rompere i coglioni dai, che ho anche da fare.
Come spazientita andò a sedersi dall’altro lato del tavolo di lavoro di Matteo, il Mac a separarli
– Va bene, come vuoi, ma diciamolo: stai diventando permalosissimo, e anche questo problema un giorno dovremo affrontarlo.
– Si si un giorno affronterò tutto…
Si sedete anche lui e riprese a fare la sue cose al portatile.
La ragazza aprì libri e quaderni e cominciò leggere prendendo appunti
Matteo non poteva non osservarla, anche se di tanto in tanto: i capelli lunghi neri che le cadevano sul viso e sul quaderno e che ogni tanto doveva scostarsi, gli occhiali dalla montatura marcata che le scivolavano sulla punta del naso, gli zigomi forti ma che davano personalità a quel volto ancora così giovane. E poi quella bocca ben disegnata, larga che sapeva aprirsi in uno splendido sorriso, in una fragorosa risata e… si poteva allargare così bene per prendergli il cazzo in bocca…
Dopo un po’ si alzò per andare a prendere dell’acqua. Nel ritornare al suo posto si fermò dietro a Linda per guarda cosa stesse scrivendo
– Cos’hai da studiare?
– Storia
– Che periodo?
Rispose recitando a memoria
– le grandi civiltà: Mesopotamia, Egitto, Grecia, Roma e la nascita delle prime forme statali, fino all’Alto Medioevo
– Azz! Ma tutto per domani? Diventi scema
– Ma figurati! Questo più o meno è il programma dell’anno, per domani solo Egitto… solo si fa per dire…
– Mmm capisco…
Si trattenne colpito dai capelli della ragazza, di un nero profondo, sottili, lunghi quattro dita sotto le spalle, che scostava tutti da una parte mentre scriveva, lasciandole scoperto il collo. Si chinò facendo finta di sbirciare cosa si stava appuntando sul quaderno, in realtà volevo sentire il suo odore, quello che aveva percepito quando lo aveva baciato appena entrata.
– Cosa fai?
– Niente, guardo cosa scrivi
ma appoggiò il naso sulla guancia come se non riuscisse ad odorarla bene. Il cazzo gli si stava gonfiando
– Guarda che così mi distrai… E poi eri tu quello che non aveva tempo da perdere
– Non ti faccio perdere del tempo, continua pure
si rialzo, restandole però alle spalle, anzi avvicinandosi fino ad appoggiarsi col pacco contro la schienata di sopra dello schienale delle sedia. Linda accennò appena un’occhiata in tralice e si tirò su dai libri in posizione eretta, per assecondare la posizione di Matteo.
Matteo pensò che gli sarebbe piaciuto farsi imprigionare il cazzo da quella chioma scura, strusciandosi alla pelle di quella schiena nuda.
Linda sentì la zip dei pantaloni che veniva abbassata: altra occhiata in tralice…
Si era preso il cazzo in mano e iniziò a strusciare leggermente la punta sui capelli, prima sopra, poi infilandolo in mezzo, strusciandosi anche contro le spalle della ragazza.
– Così finisce che mi macchi la maglia…
Si mise le mani sui fianchi e si sfilo la t-shirt; come di consueto non indossava il reggiseno. Il gesto eccitò ancora di più Matteo che adesso aveva il cazzo durissimo e continuava a passarlo e ripassarlo tra i capelli. Si appoggiò ancora di più e il cazzo strusciava sulle spalle di Linda, lasciando dietro una lieve scia.
Linda cominciava ad eccitarsi, per quella situazione così insolita e inedita; sentiva crescere il calore tra le gambe, mentre Matteo le stava passando la punta del cazzo su di un orecchio e fino alla guancia destra. Si girò appena, tirò fuori la lingua e diede una piccola leccata alla punta.
– Mmmm non distrarti…
– sei uno stronzo, così fatico a non distrarmi…
– Tu non devi far niente
Si stava appoggiando con il cazzo alla schiena, strusciava anche le palle e adesso la teneva per le spalle per premersi meglio contro, mentre le infilava l’uccello sotto e tra i capelli.
– vai a farti una sega, no?
– semmai me la faccio qui
– non t’azzardare a venirmi tra i capelli che li ho lavati prima di uscire
– te li lavo di nuovo io…
– Risolviamo così…
Si girò trovandosi col cazzo a portata della bocca e prese a leccarlo dai liquidi che umidivano la cappella
– mmmm sei veramente… mmmm… un porco arrapato…
– È colpa tua, non saresti dovuta venire
– mmm… io volevo stari in pace a studiare mmmm
– allora non perdere tempo, sbrigati e dopo ti rimetti a studiare
Linda si mise in ginocchio sulla sedia appoggiata allo schienale, rivolta verso Matteo e si rimise a succhiare il cazzo, tenendosi con le mani mani alla sedia.
Matteo le mise le mani tra i capelli per carezzarle la testa, passarseli tra le dita. Tolse il cazzo dalla boccò e ci infilò le dita che tenevano un ciocca di capelli
– Succhiami le dita, leccale bene dai…
Spingeva le dita a fondo tenendo i capelli dentro la bocca. Poi le tolse, prese una ciocca con le due mani e la mise davanti alla bocca come fosse un bavaglio
– Piccola troietta, ti sta eccitando, lo vedo…
– mmmm si, mi piace quello che fai mmm continua ahhh
Matteo le infilò tre dita in bocca mentre con l’altra mano la prese per la nuca per farle appoggiare la guancia contro il cazzo e si mise a muoversi verso l’alto come se la stesse scopando, col cazzo in mezzo tra la guancia e il suo ventre. Spiega le dita fin dove riusciva ad arrivare e Linda emetteva dei suoni gutturali cominciando a sbavare dagli angoli della bocca. La saliva le colava sul seno, Matteo le palpava le tette spalmandole di saliva, pizzicandole i capezzoli, poi di nuovo la mano in bocca…
Tolse le dita e infilò di nuovo il cazzo, spingendolo fino in gola da lasciarla quasi senza fiato; poi usato come un manganello per colpirle le guance e le labbra.
– ahahaha sei cattivo mmm com’è duro…
– Girati e appoggiati al tavolo
– Che vuoi fare…
– Indovina… ti sei lavata bene?
– sei un maiale… si che mi sono lavata bene… a fondo direi…
– Sei una troia, dovevi venire qui per studiare…
– mi sono detta non si sa mai… si… una vera zoccola sono…
Ancora in ginocchio sulla sedia, con il busto sopra libri e quaderni e il culo in alto, Matteo le tirò giù i pantaloni e gli slip, lasciandola nuda. Sputò sulla figa e prese a leccarla
– Ahhh siii leccami… leccami tutta la figa siiii
Le mise due dita dentro mentre leccava alternandosi tra la figa e il buco del culo. Poi passò a mettere un dito nel buchetto
– Ahhhh ancora nel culo…
– Te lo allargo bene, oggi ti ci sborro dentro
– mmm si ho voglia di sentirti dai…
Non si fece pregare, tornò in posizione eretta e preso il cazzo alla base della cappella lo appoggiò al buco per incularsela. Linda portò le mani sulle natiche per allargarsi col solito risultato di eccitarlo ancora di più.
– Guarda che troietta che sei, guarda come ti allarghi il culo per fartelo riempiere meglio, che puttana, così piccola e già così puttana…
– sono la tua puttanella vero Matteino?
– Si…
Iniziò a spingerle il cazzo dentro il culo trovando nessuna resistenza
– ahhh ohhh brucia un po’ … Mmmm e lo hai allargato così tanto ieri, brutto porco…
– mi sembra invece che ti sei abituata in fretta, quanto te o allargavi da sola, eh? Puttanella
– Mmmm mmmm niente a confronto oddio com’è grosso spingilo tutto in fondo dai dai daiiii
Lo spinse tutto e si mise a pompare dentro e fuori, lentamente, con decisione, facendolo quasi uscire del tutto per infilarsi fino a sbattere le palle contro il culo della ragazza, che accennava a andargli incontro ad ogni colpo. Andò avanti un po’, aumentando il ritmo ad ogni affondo.
– ci sono quasi
– uuuu si vieni Matteino, riempimi il culo dai…
– eccomi ci sono… ahhhh si vengo, sborroooo
– ahhh si mi riempi tutta lo sento aahahh oddio godo anch’io vengoooo vengo anch’io ahhhh…
Rimase piantato nel culo della ragazza ancora per qualche secondo e poi si sfilò. Un attimo dopo essere usciti dal buchino iniziò. ad usciere un poi dello sperma che le aveva inondato il culo
– dammi un fazzoletto di carta, altrimenti ti inzozzo tutto qui
– leccati le dita, no?
– no senti, adesso così dal culo proprio no…
– non sei ancora abbastanza zoccola allora…
– vedrei che ci diventerò se continui a inocularmi così, malino che non sei altro, ora mi lasci studiare?

Ottoschegge

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