Maria e mia moglie passarono la serata a confidarsi, discutendo fitte fra di loro, senza prestarmi alcuna attenzione. Io così mi limitai a fare da sguattero, come ormai era mia abitudine. Gli preparai la cena, servii a tavola, poi risistemai e lavai le stoviglie.
Lunedì tornai al lavoro. Quando rientrai a casa nel pomeriggio le trovai che prendevano il sole in giardino, completamente nude. Laura mi avvertì che la mattina seguente sarebbe arrivata sua madre, e che sarebbe andare a prenderla in stazione.
Rimasi stupito da quella notizia, le chiesi un chiarimento ma intervenne Maria spiegandomi come sarebbero andate le cose.
Mi dsse che Laura s’era confidata al telefono con la madre, dicendole che stavamo attraversando un periodo di crisi, e che di conseguenza avevamo deciso di prendere una pausa di riflessione nel nostro rapporto. La madre di Laura si era preoccupata per quello sviluppo e aveva deciso di passare a trovare la figlia.
Mi fu subito chiaro che la visita era stata architettata da Maria. Coinvolgere la famiglia di mia moglie era una sua macchinazione, ma per me era rischioso inconveniente. La madre di Laura era una matriarca molto severa che non era mai stata d’accordo con la nostra relazione. Prima del nostro matrimonio aveva più volte cercato di convincere la figlia che io non fossi l’uomo giusto per lei, sapevo di non piacerle.
Provai a ragionare con Maria sostenendo che quella visita non fosse necessaria, le chiesi se c’era un modo per evitarla, mi dissi disponibile a soluzioni alternative, ma lei fu inflessibile.
“Non fare storie, cornuto, andrà tutto bene. Per quei due giorni faremo senza esagerare. Io tornerò a dormire a casa mia, e Laura vestira’ un po’ più sobriamente del solito, solo minigonne e camicette e nulla più, per non allarmare sua madre”
Così il giorno seguente Laura andò a prendere sua madre alla stazione. Quando rientrai nel pomeriggio le trovai in giardino con Maria. Le salutai, ma sua madre non mi degnò nemmeno di uno sguardo. Rientrai in casa, subito raggiunto da Laura che provo’ a tranquillizzarmi, “lo sai com’è mia madre, non farci caso.”
Mi andai a cambiare per la serata. Preparai la cena con Laura, ma tenendo un certo distacco fra di noi. Intanto sua madre parlava con Maria, sentimmo qualche parola del loro discorso, naturalmente discutevano di noi. Mia suocera passava il tempo a criticarmi, Maria annuiva, le diceva che stava provando ad aiutare la figlia ad affrontare quella situazione delicata. E lei la ringraziò, chiedendole di stare vicina a Laura.
La serata trascorse in modo molto pesante ed imbarazzante per me. Si fece tardi, Maria si congedo’ per tornare a casa, io me ne andai nella cameretta degli ospiti, mentre Laura e sua madre dormirono assieme, nel lettone della camera matrimoniale.
Le sentii parlare fitte per parecchio tempo, cercando di origliare da dietro la porta. Mia suocera continuava a prendermi di mira, diceva a Laura che doveva farmi pagare tutta questa situazione, mi incolpava di tutto, dicendole che io non la meritavo. Arrivò a suggerirle di farmi ingelosire, incoraggiandola a mettermi le corna. “Vedrai, solo trattandolo male lo farai cambiare. Oppure mollalo, divorzia!”
Per la madre quella era un’occasione per disfarsi di me. Rimasi ferito da quelle parole, quella donna provava un profondo disprezzo nei miei confronti. D’altronde non potevo darle tutti i torti, vedendo come mi ero ridotto, con una moglie che scopava con tutti, ed io sottomesso a Maria, ed usato sessualmente dal vicino e dall’avvocato. Ma Laura prendeva comunque le mie difese: “No, mamma, io l’amo troppo, ci siamo presi solamente una pausa…”
Ad un tratto la madre emise un’esclamazione di sorpresa. “Ma Laura, cosa indossi? Che mutandine sono queste, che lasciano la figa mezza fuori! È tutta aperta! Che giochi stai facendo?”
“Mamma, perdonami, non è niente, le metto per farlo ingelosire quando usciamo…”
La madre rimase un attimo a riflettere, ma poi aggiunse, “ma si, fai bene, si merita ogni umiliazione, quel coglione.”
Il giorno successivo la madre riparti’. Quando rientrai dal lavoro al pomeriggio ritrovai Laura e Maria come di consueto intente a prendere il sole in giardino, totalmente nude.
Chiesi com’era andata la giornata con la madre, Laura rispose sorridendomi che era andato tutto bene.
“Non poteva andare meglio”, aggiunse Maria, “ora abbiamo anche il benestare di sua madre a metterti le corna”, e si misero entrambe a ridere.
“E abbiamo un’altra novità. Prova ad indovinare chi mi ha fermato mentre ero in macchina oggi? Proprio i nostri amici carabinieri! L’han fatto apposta, naturalmente, han fatto tutta la scena a controllarmi patente e libretto mi in realtà volevano chiedermi di tua moglie. Ci siamo messi d’accordo per la visita al cinema porno, per ripagare quel favore a quel loro conoscente. Sei contento, cornutone? Dovrai portare tua moglie al cinema porno e lasciargliela lì, non ti vogliono tra i piedi, stavolta. Io e Laura abbiamo già deciso l’abbigliamento per la serata, Lo vuoi vedere?”
Si girò mettendosi al fianco di Laura, le mise una mano sulle tette, schiacciandole i capezzoli. Iniziarono a baciarsi, Maria faceva scorrere una mano giù, fino alla fica. Laura divaricò subito le gambe, Maria si mise a giocare col suo grosso clitoride, “farai la zoccola, vero?”
“Si padrona, devo recuperare il tempo perso.”
“brava la mia troietta!” Laura strinse le gambe, sollecitata dal tocco dell’amica, raggiungendo l’orgasmo. Rimasero distese sui lettini ridacchiando fra di loro. Io guardavo Laura, con le gambe semiaperte, aveva la fica lucida di umori. Lei mi guardò spalancando le gambe, come a farmi un dispetto, sorridendo, tornando a chiaccherare con Maria come se io non ci fossi.
Quando oramai si era fatta sera suonò il campanello. Ci guardammo sorpresi, data l’ora tarda non aspettavamo nessuno. Laura andò ad aprire, era il vicino, che disse che aveva urgenza di parlare con Maria.
Laura lo fece entrare e lo accompagno’ dalla donna. I due uscirono in giardino, io e Laura cercammo di origliare per scoprire il motivo di quella visita ma non sentivamo cosa si stavano dicendo. Quando rientrarono Maria rivolgendosi a Laura la avviso’ che quella settimana ci sarebbe stato un cambiamento.
“il nostro caro vicino mi ha chiesto un favore. Vengono a trovarlo dei parenti per qualche giorno. Lui gli ha riferito di stare frequentando una donna in rottura col marito, e tu cara Laura farai la parte di quella donna. Da domani ti trasferisci da lui, per tutta la settimana. Sarai la sua compagna in tutto e per tutto. Tu sei d’accordo, vero?
“Certo Maria, ogni tuo ordine verrà eseguito.”
Maria mi guardò. “A te non chiedo nulla, vedi di fartelo andare bene.”
Il giorno seguente al lavoro avevo la testa persa in mille pensieri. Tutto m’era sfuggito di mano. Durante la pausa i miei due colleghi mi videro pensieroso, sapevano che con Laura stavo passando un periodo delicato. Uno di loro mi avviso’ che un paio di sere prima gli era sembrato di averla vista in un bar frequentato da stranieri, fra cui diversi Rumeni.
Gli risposi che forse lei era uscita col vicino per distrarsi, ma lui mi disse, “Si, proprio una bella distrazione… quell’uomo aveva il braccio attorno al collo di tua moglie, e la mano sul seno!” e poi continuo’, “mi sa che in testa ti stiano crescendo le corna”, e scoppiarono in una risata.
Mi fecero sentire come un verme, anche i colleghi che credevo amici, o che una volta lo erano stati ora si divertivano ad umiliarmi. Al lavoro ormai avevo quella reputazione, tutti sapevano che mia moglie mi metteva le corna, ero diventato lo zimbello dell’ufficio.
Arrivati in qualche modo a fine giornata, rincasai ma non trovai nessuno. Andai in camera, l’armadio era aperto ma mancavano parecchi vestiti di Laura: mi aveva davvero lasciato, se n’era andata dal vicino.
(Continua)



Non lasciarci in sospeso regista, dacci un seguito!
Sarebbe bello leggere il proseguo immedesimandoci nel cornuto Luigi
E' quello che han sempre detto gli amici delle mie compagne... Non capisco come lo abbiano intuito, ma così è…
Complimenti Jokermi. Bellissimo racconto se ti va di contattarmi erodream78@gmail.com
Tu sei un uomo con l'animo del cornuto, dovresti coltivarlo fino in fondo e non scomparire e dimenticarti del tuo…