Sono appena stato beccato da mia madre a masturbarsi, non era mai successo in tutta la mia vita e doveva capitare proprio adesso che sono via di casa, per una sfortunata serie di avvenimenti che ci hanno portati fino a qui, come nei video porno.
Non sapevo esattamente cosa dire, avevo il cazzo ancora completamente in tiro e sgocciolante di sperma, la cappella gonfia, arrossata e lucida, e gli occhi di mia madre che la guardavano.
Provo ad aprire la bocca, ma lei mi fa cenno con la mano di non dire nulla.
– “No, non dire nulla”
Rimango in silenzio, lei si avvicina a me senza smettere di guardarmi e quei due metri che percorre sembrano diventare chilometri, tutto va a rallentatore nella mia testa ma lei ormai è vicina, io mi sposto leggermente indietro, il cazzo gonfio è la distanza che mi separa da lei. Abbassa lo sguardo verso il water e può notare la chiazza biancastra di sperma che galleggia sul pelo dell’acqua, la vedo abbozzare un sorriso e poi si siede davanti a me.
– “Ti ho messo a dura prova”
– “Mamma, io…”
– “Non serve che ti giustifichi, anzi”
– “Anzi…?”
– “Direi che era ora, io e te dobbiamo parlare”
Mia madre, la splendida donna che oltre a darmi la vita è stata ed è ancora l’oggetto principale del mio desiderio, siede davanti a me con una maglietta ed un perizoma, ha il mio cazzo duro davanti alla faccia e siede su un water dentro cui poco fa ho sborrato. Sto vivendo in una realtà parallela a metà tra il sogno e l’incubo, eppure il mio corpo parla per me: sono tremendamente eccitato.
– “Ma non posso ragionare con te che ce l’hai così duro”
– “Se mi dai cinque minuti io…”
Non riesco a smettere la frase, sento un calore umido avvolgermi la cappella prima ancora che io possa rendermi conto che mia madre ha iniziato a prendermelo in bocca e a succhiarmelo con gusto, il mio cervello va completamente in tilt e sento le gambe cedermi. Ma lei è ancora lì, con il mio cazzo nella sua bocca, sento la sua lingua stimolarmi la cappella e sono certo che possa sentire ancora il sapore del mio sperma, lì dal basso non mi guarda e sembra intenzionata solo a farmi sborrare.
Non ci vuole tanto, inizio ad ansimare sempre più forte, la sua bocca affonda con decisione sull’asta durissima:
– “Sto per…”
Speravo che si spostasse, una parte di me avrebbe voluto che mia madre si togliesse di lì, che tutto fosse nient’altro che un sogno febbrile, ma la realtà dei fatti era un’altra: stavo sborrando nella bocca di mia madre, non sto a dirvi con precisioni quanti schizzi, ma posso giurarvi che sono venuto più di prima. Come se non fossi mai venuto prima d’ora, eppure le mie esperienze in fatto di sesso sono state numerose nella mia vita.
Vedo mia madre staccarsi dal mio cazzo solo quando questo perde vigore, non una traccia del mio seme, mi sento completamente svuotato e mi tremano le gambe come se avessi corso una maratona infinita, la testa mi scoppia ed il cuore mi batte fortissimo nel petto.
– “Questa devo assolutamente raccontarla a tua sorella ed a tuo padre”
– “C-cosa? In che senso? Sei matta?”
– “In tutti questi anni non l’hai capito?”
– “Capito cosa?”
– “Che in famiglia scopiamo tutti, tranne te”
Ero sotto shock, per tutta la mia vita ero stato cieco e loro me la facevano sotto il naso, ma adesso capisco.
Tutte le coccole sul divano, mia sorella in mezzo ai miei genitori, quel loro rapporto che io non ho mai compreso pienamente e del quale mi sono trovato spesso ad essere geloso. Chissà quante cose mi sono perso.
– “Ascolta, so che può sembrare strano, ma non c’è niente di male ad amare la propria famiglia”
– “Io non capisco…”
– “Capisci benissimo invece, ma se non ti va…”
– “Sì, mi va”
– “Perfetto, meglio così. Ora fatti una doccia e vai a dormire, ne riparliamo domani con calma”
Obbedisco, e come un automa mi sistemo il cazzo nelle mutande ed esco dal bagno andando in quella che era camera mia, rimasta esattamente come quando vivevo ancora con i miei genitori ed accanto a quella di mia sorella. Mi tolgo le scarpe e mi stendo sul letto al buio, inizio a pensare a quanto appena successo e mi rendo conto di una cosa: mia madre non solo mi ha appena fatto un pompino, ma ha anche ingoiato come se nulla fosse. Il cazzo mi torna in tiro all’istante, lo sento premere conto i boxer ed i jeans, la mano destra abbassa la zip e lo tiro fuori. Posso ancora sentire l’umido della saliva di mia madre unito all’appiccicoso dello sperma, lo stringo forte tra le dita come se volessi punirmi per quello che è successo ma l’unica cosa che ottengo è che mi diventa ancora più duro. Ma sono stanco, sembra quasi che mi stia salendo la febbre, e senza rendermene conto mi addormento con l’uccello duro nella mano destra.
Quando riapro gli occhi è giorno, la luce debole del mattino filtra dalla tenda della finestra che ho di fronte, sono ancora talmente rincoglionito dal sonno che ho la vista appannata. Mi sembra di aver dormito per due giorni di fila.
– “Buongiorno, finalmente sei sveglio!”
La voce di mia sorella mi rimbomba nella testa, pian piano riprendo la piena facoltà delle mie azioni e giro la testa sul cuscino per guardarla.
– “Buongiorno…”
Ho la voce impastata e non ci vedo bene ma distinguo la sagoma del suo corpo vicino alla porta aperta, indossa un accappatoio bianco ed ha un asciugamano sulla testa a mò di turbante, è scoperta solo dalle ginocchia in poi ed è scalza, ha le unghie dei piedi colorate di bianco, un anellino all’indice del piede destro, una cavigliera sottile a quello sinistro.
La vedo avvicinarsi al letto senza chiudere la porta e la seguo con lo sguardo, mi sorride e si abbassa sedendosi sul comodino accanto al letto, in quella posizione l’accappatoio si apre e posso vedere chiaramente il suo seno nudo ed una più ampia porzione di coscia.
– “Allora, hai passato una bella serata a casa con la mamma?”
– “Sì… perchè?”
La vedo allungare il braccio sinistro in avanti e tutto improvvisamente mi diventa più chiaro: ho ancora il cazzo fuori dai pantaloni dalla scorsa notte. Ho un sobbalzo e spalanco gli occhi ma mia sorella invece di allontanarsi stringe la presa attorno all’uccello ancora a riposo e mi guarda.
– “Finalmente non devo più mantenere il segreto. Sai, non vedevo l’ora che anche tu partecipassi!”
La sento così genuinamente felice, non parla a bassa voce e mi ricordo che la porta della stanza è aperta e posso sentire chiaramente che tutti in casa sono già svegli: il telegiornale, la voce di mia madre che parla al telefono con mia zia ed un colpo di tosse di mio padre. Ci sono proprio tutti.
– “La mamma ci ha raccontato tutto, era così contenta, dice che sei stato bravo”
– “Ma… a dire il vero…”
– “Dai, non dirmi che ti ha già consumato tutto! Papà tra poco deve andare, non ha tempo…”
Papà. Solo il pensiero della reazione che quell’uomo possa avere mi fa rabbrividire, ma la mano di mia sorella mi fa inevitabilmente venire il cazzo duro così smetto di pensare e decido di godermela, di rischiare per la prima volta nella mia vita. Allungo la mano verso mia sorella e le accarezzo la coscia scoperta, lei istintivamente allarga le gambe per concedermi il passaggio senza fare complimenti e riesco ad intrufolarmi nel mezzo; in quella posizione posso maledestramente toccarle il pube rasato e l’inguine, sento un sussulto del suo corpo mentre mi fa una sega. La vedo alzarsi e slacciarsi l’accappatoio, il turbante viene fatto cadere sul pavimento ed ora è completamente nuda accanto al mio letto, i capelli sono ancora leggermente umidi e posso apprezzarne le forme. Per la prima volta guardo mia sorella con gli occhi di un uomo e non solo con quelli di un fratello, il mio cazzo ha un guizzo e punta verso l’alto, la pelle è così tesa che perfino la cappella rimane scoperta da quanta tensione c’è nel mio corpo.
Mia sorella si passa una mano sulla lingua, e poi la stessa se la porta tra le cosce per massaggiarsi la vulva con le dita umide e posso chiaramente vedere lo spacco della sua vulva aprirsi ed un dito penetrarla seguito a ruota dal secondo. La visione di mia sorella intenta a masturbarsi davanti a me è eccitante e decido di fare lo stesso, porto la mano destra alla base del cazzo ed inizio a masturbarmi piano guardandola negli occhi, la vedo mordersi un labbro e poi quella strana luce che le si accende nello sguardo.
– “Scopiamo?”
– “Vieni”
Due sole parole, lei si mette a cavalcioni su di me, io la prendo per i fianchi e sollevo il bacino mentre lei si abbassa su di me e come se fosse la cosa più naturale del mondo la penetro: infilo il mio cazzo duro dentro la figa di mia sorella. In quel momento provo una delle sensazioni più piacevoli della mia esistenza, perciò sconnetto il cervello e decido di scoparla come se fosse una qualunque e non sangue del mio sangue. Sembra che questo le piaccia perchè la sento ansimare sopra di me, la stanza si riempie di suoni e rumori del sesso, dei nostri corpi che urtano, del nostro ansimare.
– “Ce l’hai grosso, lo sapevo, l’ho sempre saputo!”
– “Cristo, quanto sei stretta, è fantastico!”
Ci stiamo dando dentro, nell’impeto della foga le afferro quel meraviglioso culo che ha sempre sbandierato ai quattro venti indossando perizomi e pantaloni attillati, le mie dita affondano nella sua carne e tutti i sensi sono concentrati su di lei. Non mi accorgo dell’arrivo di mio padre nella stanza, se non quando sento un cambiamento nel movimento di mia sorella che si inclina leggermente verso l’esterno del letto sbilanciandosi e costringendomi a tenerla in equilibrio; solo allora mi rendo conto di quello che sta succedendo. Nostro padre, in piedi accanto al letto, si è tirato fuori l’uccello senza dire niente e sta scopando la bocca di mia sorella che quasi si strozza, la sta usando come se fosse nient’altro che un oggetto ed io, sotto di lei, che la scopo senza darmi tregua, come se l’unico scopo della mia vita fosse questo adesso.
Mio padre emette un grugnito profondo, vedo che il suo corpo si irrigidisce e capisco che sta scaricando una bella sborrata nella gola di mia sorella che geme ogni volta che il mio cazzo le affonda dentro, ormai sono quasi arrivato al limite e decido di non trattenermi scaricandole dentro non so quanti schizzi di sperma. Sento le contrazioni del suo orgasmo attorno al mio uccello, siamo appena venuti tutti e tre, mio padre semplicemente le fa una carezza e se ne va guardandomi appena, io rimango sotto mia sorella che si accascia su di me sorridente.
– “Questa è stata la migliore scopata della mia vita”
Io boccheggio una risposta ma posso solo emettere qualche verso confuso, la vedo sollevarsi ed asciugarsi tra le cosce con l’accappatoio, mi guarda e mi soffia un bacio volante uscendo dalla stanza e chiudendo la porta dietro di se come se nulla fosse.
Rimango a letto ancora un po’, mi sento come se mi avessero privato di tutte le energie ma ho la testa leggera, sto bene.
Chiudo un po’ gli occhi ma è il suono della sveglia a riportarmi alla realtà.
– “Cazzo, devo andare a lavoro”
Borbotto ancora in confusione, poi anche io mi preparo ed esco di casa dopo aver salutato mia madre e mia sorella intente a fare colazione insieme sedute al tavolo della cucina.
CONTINUA…
— Questo è un racconto di pura fantasia, fatti e persone non sono realmente esistenti —



vedo che si cancellata una parte: ciao diciamo che so per certo di essere stato cornuto ancora quando eravamo insieme…
ciao diciamo che so per certo di essere stato cornuto ancora quando eravamo insieme...la storia del mare è un po…
Il racconto dell'avvenimento sarà pubblicato un giorno? Mi auguro di sì
Grazie. Vorrei scriverlo fino alla fine. Ma vedremo che ne esce fuori.
beh, che dire ... commento stupendo, grazie