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Racconti Cuckold

Ocktoberfest Cuckold la mia versione

By 12 Marzo 2026No Comments

Non so se avete letto Ocktoberfest Cuckold.
Ecco, quella era la versione di mio marito, pura fantasia e immaginazione.
Le cose non sono andate proprio così.
Se vi va, racconto la mia versione, quella veritiera.
Anche quest’anno, come gli scorsi, siamo stati a Monaco all’Oktoberfest.
Ho acquistato il mio nuovo Dirndl, il tipico vestito bavarese, quest’anno volutamente più corto e più sexy del precedente.
Mi sono preparata con cura, capelli raccolti, occhi truccati, rossetto, il mio bellissimo vestito nuovo, tacchi alti, gambe nude abbronzate, ma soprattutto ho volutamente dimenticato le mutandine.
Mio marito durante la passeggiata che ci portava dall’albergo alla Theresienwiese, ossia l’area dove si svolge la festa, era eccitato perché vedeva lo sguardo degli altri uomini che si posavano sulle mie forme. Io ero più eccitata di lui perché gli sguardi languidi di questi uomini risalivano lungo le mie gambe, partendo dalle caviglie e poi su lungo il polpaccio, le ginocchia, le cosce per poi trovare un varco e raggiungere la mia passera bagnata. Sguardi caldi che portavano un dolce tepore, carezze morbide che andavano a finire proprio dove desideravo che arrivassero, con forza impetuosa ma senza nemmeno sfiorare la pelle.
Appena entrati abbiamo trovato subito posto. Un gruppo di ragazzi tedeschi ci hanno invitati a sedere al loro tavolo. Peter era il più disinvolto, si è alzato e mi ha fatto sedere fra lui e il suo amico Alex.
Mio marito Paolo invece ha trovato posto dall’altra parte del tavolo, proprio di fronte a me.
Poiché mastico un po’ di tedesco, ho iniziato a conversare con Peter. Mi diceva che ero molto sexy e che se fossi stata sola …
Io gli dicevo che era pazzo, che non ci conoscevamo nemmeno …
Intanto mi aveva appoggiato la mano sul ginocchio, sotto al tavolo. Mi accarezzava piano, risalendo la coscia. Sentivo un calore impetuoso scoppiarmi fra le gambe e il desiderio che la mano arrivasse oltre, che si fermasse dove era umido, dove il desiderio pulsava.
Guardavo mio marito che avevo difronte, e poiché mi sembrava che avesse intuito qualcosa, gli dissi che il ragazzo ci stava provando. Lui mi disse di lasciarlo fare e mi prese le mani, me le bloccò sul tavolo, così che io non potessi usarle per togliere la mano di Peter dalle mie gambe.
Probabilmente Peter capì che a mio marito andava bene e piano, con delicatezza, fece scorrere la mano su, poi ancora su, fino a trovare il bagnato.
All’improvviso sentii una mano anche sull’altro ginocchio. Era quella di Alex. Aveva capito che si stava giocando e voleva partecipare al gioco.
Con le mani sempre bloccate da mio marito, sentii anche la mano di Alex salire, sull’altra coscia. Anche la mano di Alex avanzava delicatamente, per poi arrivare fino alla mia passera bagnata.
Paolo, mio marito, mi guardava negli occhi e leggevo l’eccitazione nei suoi occhi.
Gli ho chiesto se non gli dava fastidio e speravo tanto che mi rispondesse di no.
“Per niente mi disse” – “Anzi … “
Poi mi disse che sarebbe andato in bagno.
Lo immaginavo in bagno che si toccava pensando a me… a me che mi stavo facendo accarezzare da due sconosciuti e che mi stavo bagnando come una scolaretta. Peter mi baciò sulla bocca, infilandomi la lingua in gola. Questo mi eccitò ancora di più e ora, con le mani libere, anziché scostare quelle di Peter e Alex, le usai per sentire il loro desiderio.
Una sui pantaloni di Peter e l’altra su quelli di Alex. Trovai la medesima cosa: due cazzi duri come il marmo che, al tocco della mia mano, diventarono – per quanto possibile – ancora più duri.
Mio marito tornò dal bagno, si fermò un paio di minuti poi si allontanò nuovamente. Questa volta me lo immaginai nascosto dietro a un pilastro ad osservare la scena.
Peter si alzò e si sedette sulla panchina dando le spalle al tavolo. Mi prese le mani e mi fece uscire dalla panchina e mettermi di fronte a lui, seduta sulle sue gambe, con i visi rivolti l’uno verso l’altra.
Sentire il suo grosso cazzo fra le gambe mi faceva impazzire. Lui mi teneva le mani sui fianchi mentre io andavo su e giù, con un movimento sempre più potente e veloce.
Immaginavo Paolo dietro al pilastro con le mani infilate nei pantaloni, che accarezzavano il suo cazzo duro.
Mio marito pensa che Peter mi abbia scopata. Ebbene … questo non lo voglio svelare. E’ il mio segreto.
Posso solo lasciare Paolo nel dubbio … Però una cosa te la voglio dire caro Paolo: “Mi è piaciuto da morire”
Tua Giovanna

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