Finestre dai vetri sporchi che danno su un mondo grigio e vuoto.
chiuso qui dentro da chissa’ quanto tempo e chissa’ per quanto tempo ancora.
Indosso la mia maschera sorridente anche se ormai il laccio e’ rotto e devo tenerla su con una mano.
Il tempo scorre all’indietro nella mia prigione e io guardo all’esterno le anime che passano, e che ignorano la mia presenza.
Le sole che potrebbero salvarmi camminano verso me. Ma non fanno altro che allontanarsi.
Unico sollievo l’abbandonarsi ai ricordi che come fuoco riscaldano il mio cuore e consumano i miei arti.



Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…