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Racconti Erotici Etero

Coppia Inattesa cap 1

By 28 Marzo 2025No Comments

Un saluto a tutti.
Questo è il mio primo racconto. Semplice semplice. Spero che possa piacervi. Ci tengo a dire che è un’opera di completa fantasia, e pur prendendo spunto da un fatto realmente accaduto anni fa: nomi e personaggi sono tutti inventati.
Buona lettura.

Davide stava dormendo in quel momento, non si stupì troppo in realtà. Era talmente ebbro che stava dormendo sul divano. Del resto era la festa di Capodanno: la seconda che celebrava coi suoi amichetti nella casa di Aderlini, l’unico ad avere il soggiorno abbastanza grande da farci stare ben quindici ragazzi, lui compreso. Dopo essersi mangiati di tutto, e bevuto il mondo, come di consueto, tutti i maschi erano scesi fuori a fare i consueti botti. Mentre le ragazze urlavano tutte contente. Finita la mezzanotte, e dopo le varie le varie pomiciate tra fidanzati, tra i quali anche lui e Sabrina (la sua ragazza), assieme a Simone e Claudia, che erano praticamente i suoi migliori amici (maschile e femminile): lui e Claudia in particolare si conoscevano da quando andavano alle Elementari, vivevano nello stesso pianerottolo, alla porta di fronte la sua. Stavano facendo il quinto superiore, l’anno del Diploma finalmente. Simone l’aveva conosciuto alle medie, e ogni volta che veniva a casa, vedeva anche Claudia. Crescendo i due si piacquero sempre di più. Al terzo superiore si misero ufficialmente insieme.
Davide e Sabrina invece era stato più un colpo di fulmine, non la più carina della scuola, ma una delle più mature sessualmente. Al quarto avevano già fatto sesso in più di un occasione. Sabrina era una persona poco studiosa in realtà, inoltre aveva la malattia della Discoteca, secondo lei senza ballo non ci si divertiva davvero. Davide invece non era affatto un amante della discoteca, quella roba tecno che lo rintronava ogni volta.
In ogni caso, lui e Sabrina erano felici. Anche quella nottata era andata bene. Dopo la mezzanotte avevano cominciato a giocare a giochi di carte vari, e poi verso le 3.00 stavano tutti dormendo come ghiri. Tutti tranne Davide che in realtà voleva solo mettersi più comodo, per quanto possibile. L’avrebbe fatto se non avesse sentito degli sussulti.
Qualcosa che veniva da dietro di lui: per alcuni che non volevano stare sui divani, avevano messo dei materassini da mare con relative coperte. I rumori arrivavano da dietro di lui, sul materassino.
Qualcuno che parlava bisbigliando, naturalmente.
“Continua perché ti sei fermata…”
“Smettila di fare il porco. Vuoi svegliare tutti?”
“Non voglio fare il porco, voglio scoparti per bene.”
Sentiva ridacchiare la ragazza. Una risatina che gli sembrava di conoscere. Tendendo bene l’orecchio Davide riuscì a sentire un continuo armeggiare, poi una serie di movimenti, che nel silenzio assoluto, sembravano quelli di due persone che scopavano. Due suoi amici che trombavano alle sue spalle, non che fosse un problema ma… Non era quello il momento più adatto.
Anche per via della sua stanchezza, preferì non farci caso e riprendere sonno.
Poi li sentì parlare di nuovo.
“Oddio…” Fece la ragazza. “Che bel cazzone che hai. Davide non c’è l’ha come te.”
Aveva detto… Davide… Quasi sentì un martellamento nella testa. Non poteva crederci. Forse si era sbagliato.
Doveva essersi sbagliato.
“Lo so.” Disse l’altro che aumentava il ritmo. “Dillo a Claudia, così forse capirà cosa si è persa in questi anni.”
Non poteva crederci… Quei due erano Simone e Sabrina. E stavano chiavando a pochi metri da lui e Claudia, nella notte di Capodanno.
“Wow. Non pensavo esistessero ancora le suore. Comunque diamoci dacci dentro che se mi piaci passeremo il prossimo anno a dare fondamento a certi ‘detti’.”
Di nuovo quella risata. Poi vennero entrambi.
Non riuscì più a sentire le loro parole. Era troppo sconvolto. Non poteva essere vero. Sabrina e lui si amavano, e Simone era il suo migliore amico: sembrava la peggiore delle barzellette, roba davvero da Cinepanettone.
Davide non riuscì a fare nulla in quel momento. La sua mente lo portò a riaddormentarsi e pensare che fosse solo un maledetto sogno dovuto all’alcol. Sì. Era sicuramente così.
Il giorno successivo non vide il benchè minimo cambiamento in Simone e Sabrina. Continuavano comportarsi come avevano sempre fatto.
Questa cosa convinse Davide che si trattava davvero di un maledetto incubo. Desiderava talmente tanto essersi sbagliato che cancellò quel pensiero dalla sua testa. Sperava per lui e anche la povera Claudia che sapeva essere davvero innamorata di Simone.
Per il bene di tutti si convinse che non esisteva nessun tradimento.
Tanto la verità sarebbe venuta fuori lo stesso.
Sei mesi dopo. Alla fine degli esami orali. Erano rimasti d’accordo che loro quattro sarebbero andati tutti in vacanza in Grecia.
Quel giorno Davide era a casa e trovò una lettera sotto il suo cuscino.
Scritta a mano:
La calligrafia era quella di Sabrina.
”Ciao Davide. Ti ho scritto queste poche righe per dirti che mi vedo con Simone. Mi ci vedo da tanto tempo. Almeno sei mesi. E devo dire che con lui sto molto bene. Non solo a letto è migliore di te. Ma è molto più attivo di te come persona, a lui piace fare le cose, andare in giro, ha molta più voglia di te di divertirsi.
Quindi ho deciso di troncare con te. Per favore non la prendere sul personale. Il mondo va così.
Sei un bravissimo ragazzo, anche abbastanza carino.
Vedrai che troverai qualcuna più adatta.

Senza rimpianti.

Sabrina.”

Quella lettera fu come una dannata martellata sulle palle. Una fottuta coltellata alle spalle. Un montante sullo stomaco.
Davide sentiva il respiro mancargli, il cuore battergli all’impazzata. La testa gli bruciava neanche gli ci avessero conficcato dei dardi ardenti.
Come aveva potuto fargli una cosa del genere. Come? E sembrava non fregargliene nulla dal tono della lettera. Gli venne da piangere all’idea di come quei due ipocriti abbiano finto per tutto il tempo con lui e Claudia.
A proposito…
Lei come avrà reagito?
Davide decise di andare a suonarle.
“Chi è?…”
La sua voce era piuttosto impastata…
“Sono io.”
Mostrò la lettera che gli avevano scritto. Dopo aver osservato qualche secondo dallo spioncino aprì.
La ragazza era vestita, come di consueto, con pantaloni neri acetati e una maglietta nera a maniche corte. I capelli castani scuri, pettinati a caschetto, con una riga da una parte, anche se erano piuttosto smossi. Gli occhietti da cerbiatta neri, erano diventati rossastri, il suo bel visino dai lineamenti delicati erano rigati dalle lacrime. Espressione tremendamente drammatica.
“Quei due stronzi.” Riuscì a dire lei tra un singhiozzo e l’altro.
I due si abbracciarono tentando di consolarsi. Entrambi erano emotivamente sconvolti a causa del tradimento di quei due bastardi. Davide evitò di dire che sapeva quello che stavano facendo, anche perché non voleva che Claudia lo odiasse. Lei era l’unica persona della quale poteva fidarsi. Non aveva molti amici maschi. E dopo quanto accaduto con Simone di sicuro non ne avrebbe più voluti.
Passarono i giorni in un stato di perenne depressione.

Continua

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