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Orgiasenza censura

Io e Francesca – parte 13

By 19 Gennaio 2026No Comments

“Una magnifica puttana, le piace il cazzo in tutti i buchi e scopa come una dea, ma non mi sembra voglia collaborare troppo stasera…”
“Se non collabora non si divertirà molto, invece vogliamo che si diverta e che se la goda, vero? Vuoi godere anche tu vero?”
Francesca non rispose e volse lo sguardo altrove, quasi come una sfida
“Brutta stronzetta che non sei altro” e le lasciò andare uno schiaffo che le fece voltare il viso dall’altra parte, poi la prese di nuovo per i capelli in modo minaccioso che quasi mi fece trasalire.
“Allora vuoi proprio le maniere forti, eh? Ma mi sa che ti piace, dillo puttana che non sei altro” e le arrivò un’altro schiaffo.
Le strapparono solo un’espressione di dolore, ma non disse nulla, si morse le labbra per tacere.
“Kate dammi il dildo, quello grosso. Vediamo se con quelli ti scioglie la lingua…”
Kate prese da tavolo un cazzo enorme e lo porse a Mary che si mise a mimare un bocchino.
“Te lo bagno bene poi te lo infilo nella fica tutto, vediamo se ti piace, preparala Kate. Un cazzo così mica ce l’ha il tuo ometto”
Kate da dietro si chinò in avanti e iniziò a masturbarla; passava e ripassava le dita sul clitoride, affondando tra le labbra, facendole scivolare dentro fino dove riusciva ad arrivare.
“Aspetta un attimo, che da qui non riesco bene, questa puttana è già così bagnata…” passò davanti, si inginocchiò, mise la testa tra le cosce spalancate di Francesca e iniziò a leccarle la fica. Francesca impercettibilmente spingeva il bacino verso quella lingua; io mi stavo toccando il cazzo da sopra i pantaloni.
“Dio come bagnata, dammi il dildo che glielo infilo dentro” prese il dildo, appoggiò la cappella e iniziò a spingere il cazzo dentro la figa di Francesca. Io, memore del piede e dello zucchino insieme al mio cazzo, non dubitai un attimo che potesse entrarci tutto agevolmente e infatti in un attimo la maggior parte del dildo le era sparito dentro. Kate iniziò a farlo entrare e uscire
Francesca stava gemendo, gli occhi socchiusi, la testa buttata all’indietro…
“Che troia guarda come è bagnata, le piace…” il dildo usciva luccicante dei suoi umori e la donna prima di infilarlo di nuovo lo leccò
“Mmmm che buon sapore che hai piccola…”
Dopo qualche minuto
“Ok, ma gode troppo, si diverte lei e basta, andiamo al tavolo” la slegarono e la fecero alzare, poi mentre Kate le teneva per un braccio, Mary la prese per i capelli e quasi la trascino al tavolo. Ce la sbatte sopra di pancia, con quel bel culo in fuori. Poi indossò uno stap-one, fissato a una cintura e le si mise dietro.
“Facciamo conoscenza col suo buchino posteriore”
“No non voglio, mi fai male!” le gridò Francesca, ma questo non fece che eccitare le due donne
“È vergine?” mi chiese
“Era vergine qualche mese fa, ma poi ci ho pensato io, adesso le piace quando la inculo, quasi come prenderlo nella fica”
“Allora oltre che essere una troia sei anche bugiarda, sei una troia bugiarda, prendilo tutto” e detto questo, mentre lubrificava la punto col gel, iniziò a spingerle il dildo nel culo. Francesca inizialmente gridò dal dolore, un po’ perché era vero, un po’ perchè anche lei ormai recitava la sua parte.
“Grida pure, tanto non ti sente nessuno, non hai voluto collaborare e ora peggio per te”
“Ma quale peggio per lei, continua a sbrodolare la troia, girala che mi faccio leccare la figa”
Mary la mise un po’ di tre quarti, in modo che si trovasse davanti la figa di Kate che la teneva aperta con due dita
“Leccami zoccola, fammi godere” Francesca questa volta ubbidì e inizio prima a succhiarle le labbra e poi a far danzare la lingua sopra i clitoride. Io strabuzzai gli occhi dalla meraviglia, stava leccando una figa come se lo avesse sempre fatto, altro che quando le facevo succhiare le albicocche!
“Cazzo se è brava, Dio come me la lecchi, si si si continua… ahhhh…” le mise una mano sopra la testa perché la tenesse schiacciato sopra la figa.
Io non tenevo più il cazzo dentro le mutande e allora e lo tirai fuori iniziando a segarmi lentamente. Kate mi vide con la coda dell’occhio
“Vieni qua, che adesso la facciamo ingelosire” mi alzai e mi avvicina a Mary che si inginocchio davanti e mi prese il cazzo in mano
“Bello grosso e senti com’è duro… chissà che sapore ha…” leccò la cappella un paio di volte dopo di che se la prese tra le labbra. Francesca si voltò per quanto la posizione le permetteva, per guardare verso di me.
“Guarda come lo spompina e guarda come se la gode lui, non sei gelosa?”
“Stronzo! Lo sapevo che era fatto tutto per scopare le altre”
“È fatto perché tutti e due godiamo del piacere dell’altro, a me fa impazzire vederti tra le mani di queste due fighe, vedere come godi, perché stai godendo non lo negare…”
“…”
“Se la gode come una cagna, sentissi come mi ha leccato bene, non sarebbe così brava se non le piacesse, e anche quel cazzone nel culo le piace da matti a questa troia”
“Tesoro prenditi tutto il piacere che puoi, godi tutto quanto fino in fondo, ti meriti tutto il piacere del mondo e non ha importanza come lo ottieni, guarda come godo mentre me lo succhia” presi la testa di Mary con le mani e inizia a scoparle la bocca fino quasi a strozzarla, iniziava a colarle la bava dagli angoli della bocca
“Togli questo coso e mettici il tuo” ubbidendole staccai Mary da me e presi Francesca per i fianchi
“Siii te lo metto tutto nel culo…” appoggiai la cappella e affondai dentro in un colpo solo e comincia a stantuffare freneticamente, avanti e indietro, sbattendola forte contro il tavolo.
“Ah ah aj si si siiii godo inculami inculami… porco che non sei altro oddio come ce l’hai oddio godo…”
Kate si era spostata e le teneva il culo aperto leccandomi l’asta ogni volta che usciva dal buco, sputando per lubrificare., Mary mi si era messa dietro in ginocchio e tenendomi il culo aperto mi leccava il buco, spingendosi verso le palle.
“Giriamola” feci stendere Francesca sul tavolo, con a testa che sporgeva fuori dal bordo così che potessi scoparle la gola e restasse con la figa a disposizione delle due donne. Le presi la testa e le misi le palle in bocca per farmele succhiare. Le due donne si misero di fianco a lei
“Infilale una mano nella figa” sollecitò una delle due l’altra
“Si le piace” confermai
“Tutta la mano con un po’ di lubrificante” Kate si bagnò la mano fino al polso e inizio a farla scivolare dentro le labbra di Francesca, mentre Mary le tormentava le tette, stringendole, schiaffeggiandole, mordendole e succhiando i capezzoli.
Le avevo infilato il cazzo in gola e la scopavo così, Francesca sbavava saliva e umori.
“Questa troia è un pozzo senza fondo, guarda dove sono con la mano” era arrivata fino al polso muovendosi nella sua carne e Francesca veniva in continuazione”
“Una cosa che non abbiamo mai fatto, prova a farla squirtare” Kate fece scivolare la mano fuori e lascio dentro solo tre dita; inizio a muoverle freneticamente premendo verso l’alto. Francesca era squassata dal piacere, cominciò a muovere freneticamente il ventre ed esplose con un grido rauco schizzando in faccia a Kate che con la lingua fuori bevve tutto
“Che troia che troia! Mai incontrata una così, rischio di innamorami”
“Sul divano” mi stesi e mi trascinai sopra Francesca all’amazzone; lo prese nel culo, tenendo le cosce aperte così che Mary, inginocchiata davanti, potesse leccarle la figa ancora bagnata e le mie palle fuori dal buco. Kate venne a sedersi sulla mia faccia per farsi leccare.
“Ahhh sei bravo anche tu, Dio che coppia di porci, troia lei e porco lui dovremmo vederci più spesso, siii leccami anche il culo…” le infilai la lingua nel buchino e l’idea di potermela inculare mi eccitò ancora di più.
“Cambiamo” Kate si mise alla pecorina a leccare la figa a Francesca, che leccava la figa a Mary in piedi sopra di lei. Io mi sputai sulla cappella e inizia a inculare Kate. Non era stretta come Francesca, tanto che a un certo punto, adocchiato sul tavolo lì vicino, un dildo poco più sottile del precedente, lo presi e inizia a infilarle nel culo anche quello, così con due cazzi la cosa diventò più interessante per entrambi
“Ahhh si due cazzi nel culo rompimi dai sbattimi forte, così così dai dai!…”
La sbattevo forte e ad ogni colpo aumentava l’intensità della leccata di figa di Francesca che venne altre due volte.
Nel cambiarci di nuovo di posizione, Francesca s’impossessò del cazzo finto
“Ora ti rendo il servizio” Spinse Kate sul divano col culo in fuori e iniziò a infilarle in dildo nel culo, dopo averci sputato sopra. Altra scossa di elettricità che mi attraversò completamente, i 25 mh si silnedafil facevano i loro lavori.
“Grande tesoro! Inculala tu adesso, falla godere” e come se la godeva la cagna; mi misi davanti e le infilai di nuovo l’uccello in bocca tenendole la testa, mentre Francesca infilava tutto dentro l’uccello di silicone. Mi spingevo tutto in gola e la tenevo stretta a me; quasi senza fiato con la lingua cercava di lambirmi le palle e io spingevo ancora un po’ fino a soffocarla. Lo tirai fuori e lei riprese fiato con gli occhi sgranati e la bocca spalancata per respirare a pieni polmoni.
“Siete due diavoli cazzo! Leccami troia, leccami…” non si capiva più a chi stesse parlando, se a Francesca che continuava a infilarle nel culo il dildo o alla sua amica, che nel dubbio le si mise sotto e iniziò a leccarle la figa con grandi lappate.
Volevo la figa di Francesca adesso, così tolti il cazzo di gola a una delle due troie e andai dietro Serena, piegandola un po’ per poterle scivolare dentro.
Cominci a scoparla, le tolsi il dildo col quale aveva inculato Kate e glielo portai alle labbra, aprì la bocca e si smise a ciucciarlo. Dopo un po Mary volle farci cambiare posizione.
“siediti qui te e mettitela sopra io le infilo il dildo nel culo” E così feci
Serena si ritrovò il mio cazzo nella figa e il dildo manovrato da Mary che le entrava e usciva dal culo
“ahhh ahhhh siiii si muovilo stronza, riempitemi ahhh godo godooo”
Il tempo e lo spazio sembravano dilatati, facendoci perdere anche solo l’idea di dove fossimo, ma non di cosa stavamo facendo; era come essere presenti ma vederci dall’alto come degli spettatori per i quali stavamo mettendo in scena quell’orgia di corpi, di umori, di odori di parole, gridi, gemiti…
Trascorso un tempo che non saprei quantificare, ci ritrovammo stremati a ricomporci.
“Davvero tornate a trovarci, non capita così spesso…”
“Non capita mai “ l’interruppe Kate
“Si, non capita mai di trovare una coppia come voi”
“A presto”
Ci baciammo sulle guance come potrebbero fare due coppie di amici incontrandosi per strada e lasciammo il locale

Chesoggetto

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